mercoledì 20 gennaio 2010

I gatti nell'antico Egitto

Il Gatto era molto amato e riverito nell'antico Egitto, sia in quanto ospite in casa sia come animale sacro alla dea Bastet.
L' addomesticamento di tale animale risale al Periodo Predinastico, sono stati trovati resti di gatto in una tomba dell'epoca a Mostaghedda, nel Medio Regno, sono assai frequenti le rappresentazioni di gatti che accompagnano il loro padrone a caccia e a pesca nelle paludi, o che riposano, magari divorando un buon pesce, accoccolati sotto la sedia della padrone di casa, o ancora mentre tengono in bocca un topo appena catturato.
Ai gatti di casa si riservava anche un buon trattamento dopo la morte, molti venivano sepolti, talora anche in sarcofagi di pietra.

Nel libro dei morti il gatto maschio appare come personificazione del dio-sole Ra e combatte col malvagio serpente Apofi, è il ''grande gatto di Eliopoli''. In un altro mito solare, noto attraverso testi d'epoca toleimaica, si narra come la dea ''Occhio del sole'', adirata contro il padre Ra, si fosse ritirata nel paese di Kush e avesse assunto l'aspetto di gatta, simbolo del potere divino femminile.
In epoca tarda, un gran numero di gatti sacri furono mummificati e depositati in gallerie sotterranee, essendo stati consacrati a Bastet, a tale epoca risalgono numerose statuette votiva in bronzo dei gatti.
Bastet è rappresentata come una donna con la testa di gatta o con l'aspetto completo di gatta.
La sua figura subì durante la storia egizia, una progressiva evoluzione degli aspetti più aggressivi agli aspetti più gioiosi della femminilità, era originaria della città di Bubasti(che in egiziano era detta Per-Bastet ''dominio/casa di Bastet), dove era considerata madre del dio leone Mysis. Bastet era adorata già nell'Antico Regno a Menfi e a Eliopoli, in queste città era assimilata alle dee leonesse Sekhmet e Tefnut. Come la dea leonessa, Bastet, impersonava la violenza e l' aggressività, era come Hathor e Tefnut, l'occhio sinistro del sole che fa strage di venti.
Al contempo però proteggeva la regalità, di cui incarnava la potenza guerriera, ma fu anche dea della pace e come dea della pace, Bastate incarnava invece la femminilità gioiosa e proteggeva il focolare domestico.
Questo secondo aspetto prevalse sopratutto durante il Nuovo Regno, quando la dea venne identificata preferibilmente con la gatta, il felino domestico. A Bastet erano dedicate le mummie dei gatti, i più famosi cimiteri dedicati ai gatti, sono quelli di Bubasti, Tanis, Saqqara, Beni Hassan e Tebe.
La città di Bubasti esisteva già dall'epoca della IV dinastia, ma la sua ascesa politica si ebbe durante la XXII dinastia libica.
Bubasti rimasi quindi un centro molto importante, Amenemete III e Amenhotep III ci fecero costruire delle cappelle giubilari, Osorkon I costruì una sala ipostila, Nectanebo II un portale con il suo giubileo e sono stati ritrovati dei vasi in oro e argento recanti il cartiglio di Ramses II..ora c'è un progetto in corso per riportare la città agli antichi splendori, sarà una meraviglia.
I gatti figurano anche nei libri dei sogni e compaiono nel Papiro Satirico con effetti ironici, mentre i testi funerari mettevano in guardia contro i demoni con aspetto felino.
I gatti venivano anche impiegati nell'ambito di certe pratiche medicinali.

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