mercoledì 17 febbraio 2010

Geroglifici:gli idiogrammi


I primi tentativi degli antichi egizi di trasporre in scrittura la loro lingua risalgono alla fine del quarto millenio a.C. e sono perciò contemporanei alla formazione del primo regno unitario nella valle del Nilo.
In quest' epoca la scrittura geroglifica è caratterizzata da un rapporto di tipo pittografico tra il concetto che si desidera comunicare e il segno scelto per esprimerlo. Vale a dire che a ogni segno corrisponde una parola. Un esempio divenuto ormai classico di questo di comunicare è dato dalla ben conosciuta Tavolozza di Narmer. Tenendo nella dovuta considerazione le relazioni che intercorrono fra i vari segni e leggendoli in modo ordinato dall'alto verso il basso la frase che si voleva comunicare è evidente:IL FARAONE CONQUISTA IL POPOLO DEL DELTA.
Da questo esempio è riscontrabile uno degli elementi caratteristici del sistema di scrittura geroglifico, ovverosia l' esistenza di segni corrispondenti a parole. Tali segni, detti ideogrammi, corrispondono all'oggetto di cui sono fedele rappresentazione oppure a un concetto ad esso strettamente correlabile. Deciderne l'esatta lettura è possibile soltanto all'interno di un determinato contesto.

Trascrizione ra (pronuncia convenzionale RA), e può significare "il sole" (oggetto rappresentato) oppure, aggiungendovi un trattino verticale, si trascrive hrw (pronuncia convenzionale HERU) e significa "il giorno" (concetto correlato).


Se con il trattino, si trascrive s3 (pronuncia convenzionale SA) e significa "oca" (oggetto rappresentato) oppure, senza trattino, si trascrive sempre s3 e significa "figlio".

1 commento:

  1. Grazie jenny carissima.
    Un abbraccio.
    Anita

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