giovedì 11 febbraio 2010

I Segni Unilitteri


Qui a fianco (a sinistra) riporto i ventisei segni unilitteri che gli egizi utilizzavano con maggiore frequenza per trascrivere i suoni della loro lingua o di quelle straniere. Sotto ogni segno ho riportato il nome convenzionale dell'immagine e, in rosso, la sua pronuncia, sebbene questa non corrisponda esattamente a quella italiana. Per esempio, la W del pulcino va letta ''all'inglese'' come una U. La C di avambraccio è un suono a metà fra la H aspirata e la A. La H di cortile va pronunciata aspirata. La H di filo ritorto è una H faringale. La H della cesta assomiglia al tedesco "ich". La S di chiavistello è dolce come in "isotopo". La S di stoffa è aspra come il "sole". La S di lago si pronuncia come la Sc di "sci". La Q di colle è una C dura, come in "carne". La K di cesta è una C aspirata "alla toscana". La T di pastoie si pronuncia con un suono a metà fra la T e la C. La D di cobra sta fra la D e la G "gente".
Adesso proviamo, per gioco, a costruire un nome. Per esempio, MARIA. Ricordiamoci che i segni vanno letti da sinistra o da destra a seconda della direzione verso cui sono rivolti quelli rappresentati da uomini o animali. Quindi, se decidiamo di ''scrivere'' da destra verso sinistra avremo cura di far rivolgere gli uccelli che simboleggiano la M e la A verso sinistra.


M-A-R-I-A

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