martedì 26 luglio 2016

La mummia al cinema


Le storie di morti viventi e di esseri che tornano dalla tomba sono sempre state una fonte inesauribile per il genere del terrore. Lo scenario dell'antico Egitto forniva inoltre un'aria di esotismo e di mistero alla pellicola. Fin dagli inizi del cinematografo, oltre un secolo fa, furono girati film sulle mummie, ma, sfortunatamente, non si sono conservati. Il più vecchio, è probabilmente, La mummia del re Ramesse, una pellicola francese del 1909. Circa due anni più tardi uscirono tre film intitolati La Mummia, uno francese, uno inglese e un altro americano. Si era aperta la strada verso il genere del terrore. Ma la pietra miliare intitolata anch'essa la Mummia (1932), che continua a essere un gioiello nel suo genere, è la pellicola interpretata da Boris Karloff (a sinistra) e diretta da Karl Freund. La magistrale interpretazione di Karloff non è stata mai superata. In seguito, furono realizzate numerose produzioni cinematografiche su questo tema, compresa una pellicola egiziana destinata a stimolare l'apprezzamento del passato storico e la sua conservazione. Il personaggio della mummia non è superato e ancora oggi, quando appare sul grande schermo, ci fa rabbrividire; l'essere che torna dall'aldilà spaventando vivi è sempre presente nella nostra immaginazione, forse perché unisce l'interesse e il fascino dell'antico Egitto con un tocco di orrore. Dopo la pellicola del 1932, furono creati sottoprodotti di bassa qualità che tentavano di far ridere o di spaventare lo spettatore. Il genere della commedia on si è addentrato molto nel tema della mummia, sebbene alcune pellicole riescano, pur non volendo , a far ridere. Nei film del terrore furono introdotte delle novità, come la creazione di un nuovo personaggio. Così, mentre ne la Mummia di Karloff, quest'ultima e il sommo sacerdote erano la stessa persona, nelle successive versioni il personaggio si sdoppia. Acquista maggiore importanza il sacerdote, che utilizza la mummia come strumento di vendetta, ed essa appare come un burattino o un automa al suo servizio. Questo fenomeno però non è presente nella versione più recente della Mummia, quella del 1999 diretta da Stephen Sommers, che unisce horror e commedia, in un risultato fresco e veloce.

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