mercoledì 3 febbraio 2010

Le domande più strane di Gennaio

Ogni mese ricevo molte e-mail da parte di persone incuriosite dall'egittologia, ho deciso di rendere pubbliche quelle più divertenti o bizzarre.

Mercoledì 13 Gennaio ore 15,37
Anonimo
Ciao, ho letto sul forum che sei un egittologa, volevo sapere se è vero che i faraoni portano iella?grazie.

Risposta
Ciao, personalmente non sono mai incappata in una maledizione egizia, e sono propensa a scartare questa ipotesi, tuttavia qualora dovessi essere vittima della rabbia di qualche faraone te lo farò sapere, anche se probabilmente non avrò la possibilità di farlo.

Venerdì 19 Gennaio ore 20, 55
Anonimo
Ciao, ho letto in un forum di ufologia che una volta è stato ritrovato un alieno verde all'interno del sarcofago di Seti, secondo te è vero?da quando ho saputo questa cosa non faccio altro che vedere alieni ovunque, anche nella tazza del latte.

Risposta
Ciao, sono abbastanza sicura nell'affermare che non ci sono alieni nel sarcofago di Seti, tuttavia sarà mia premura accertarmi che sia effettivamente così.
Per quanto riguarda i tuoi ''avvistamenti'' io ti consiglio un po' di riposo, nel caso in cui dovessero continuare sono sicura che troverai nella tua città qualcuno che possa aiutarti.

Martedì 26 Gennaio ore 16,09
Anonimo
Buon giorno, ho saputo che ti occupi di egittologia, ho da sempre un dubbio, volevo sapere se è vero che la maledizione di Hom-dai fa risvegliare i morti?

Risposta
Ciao, personalmente non ho mai riportato in vita nessun morto, ma se mai mi capiterà di doverlo fare proverò ad usare l'Hom dai, ma non credo sia efficace, mi dispiace.

Queste sono quelle più assurde, domande poste a volte come provocazione, o in alcuni casi, come curiosità morbose, ma ho anche ricevuto molte e-mail di persone che amano l'Egitto e che desiderano conoscerlo meglio, tra queste la più bella è sicuramente questa:

Domenica 31 Gennaio ore 09.11
Daniel
Buongiorno,
sono un grande appassionato di egittologia, ho da sempre una grande passione, ma mi sono sempre chiesto cosa si provava a vivere in quel regno lontano, come doveva essere vivere secondo la civiltà egizia, cosa provavano, che odori e sapori sentivano.
Quindi leggendo un po' su answer mi sono imbattuto in una tua risposta, e ho letto che sei un egittologa, quindi chiedo a te di rispondere a queste mie domande. Grazie.

Risposta
Buongiorno, io mi sono posta le tue stesse domande per tutta la vita, la mia passione è nata quando ero molto piccola, siamo cresciute insieme!
A queste domande ho anche dato diverse risposte, credo che vivere nell'antico Egitto era, con le dovute differenze, come vivere in una qualsiasi epoca, c'erano i problemi legati alle tasse, i beni materiali che non bastavano mai, problemi di salute e si viveva la giornata come facciamo noi, al meglio delle nostre possibilità. Ma credo che l'atmosfera dell'antico Egitto fosse impregnata di sensazioni magiche, osservare un tramonto sul Nilo, guardare i pescatori mentre alzavano una rete ricca di pesci, vedere le donne mentre preparavano la birra o macinavano il grano; la vita era semplice e contornata dagli odori di una terra ricca di splendori,vivere nell'antico Egitto secondo me era come vivere sulle rive della storia.
Ogni egizio amava la propria terra, non poteva allontanarsi da essa, tanto è vero che fu scritto ''chi ha bevuto l'acqua del Nilo non può dissetarsi altrove''; una metafora eccellente per esprimere il grande vuoto che l'Egitto lascia a chi è costretto a vivere lontano da esso.

2 commenti:

  1. ahah alcune sono proprio assurde!! simpaticissime!

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  2. :D:D:D simpatico questo blog. Impeccabile la tua risposta concreta e posata, ma che non rinuncia alla giusta poesia che sempre deve accompagnare una vera passione, vissuta con giusto sentimento scientifico, il raggiungimento della verità. Forse l'amore per la terra d'egitto era anche dovuto al fatto che la civiltà egizia è sempre stata fondamentalmente una civiltà contadina, legata all'agricoltura e come spesso per queste culture, l'attaccamento alla propria terra e profondo e radicato. Inoltre io penso che per gli egizi ci fosse anche la componente dettata dai loro usi funerari, e cioè, l'idea di morire al di fuori della "propria patria" e rischiare di essere seppellito con usi diversi, avrebbe precluso la vita eterna! nei "sheket iaru" campi di canne o a "niut Ra" la città di Ra. Questo forse per un egizio era il peggior pensiero formulabile.

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