venerdì 5 marzo 2010

Introduzione all'Antico Regno

L'avvento dell'Antico Regno comportò il consolidamento e il perfezionamento del primo stato territoriale centralizzato della storia. Permise anche lo sviluppo della civiltà egizia, che raggiunse in questo periodo, per la prima volta, uno dei momenti di massimo splendore. L'unificazione e l'accentramento politico, realizzati dall'ultimo re tinita Khasekhemuy, costituirono le basi dell'Antico Regno. A partire dai regni dei suoi figli, Sanakht-Nebkha e Zoser, i cambiamenti si susseguirono a un ritmo vertiginoso, ragion per cui tali sovrani vengono considerati gli iniziatori della III dinastia e , quindi, dell'Antico Regno. Con Sanakht-Nebkha la capitale fu stabilita definitivamente a Menfi; nella necropoli di Saqqara fu costruito il primo grande monumento interamente in blocchi di pietra lavorata, la cosiddetta ''mastaba iniziale''. Su di essa venne edificata, per il fratello e successore Zorser, una piramide a gradoni, prima di quattro e poi di sei. La costruzione della prima piramide, opera di Imhotep, rappresentò non solo un importantissimo salto di qualità nell'architettura in pietra scolpita e un cambiamento significativo nel rituale funerario reale, ma anche l'adesione della monarchia ai postulati teologici del clero di Eliopoli. Da questo momento, le relazioni tra la monarchia e il clero eliopolitano determinarono la storia dell'Antico Regno. Durante la IV dinastia, sotto Cheope, Chefren e Micerino, le piramidi raggiunsero la massima grandezza e perfezione, e il potere reale impose i propri dettami al clero. Ma, con la V dinastia, i sacerdoti controllarono la monarchia e le piramidi dei re divennero più piccole.
Il regno di Snefru segnò l'avvento della IV dinastia, senza dubbio l'epoca di tutta la storia egizia in cui il potere del faraone raggiunse il suo massimo splendore. La grandezza delle piramidi costruite in questo periodo è un fedele riflesso dell'autorità dello Stato e dei sovrani che le fecero edificare. I monarchi furono identificati con lo stesso dio Ra e il loro culto con quello alla divinità. Cheope, figlio e successore di Snefru, fece costruire a Giza la ''grande piramide''-il più grande e perfetto di questi monumenti- per i suoi discendenti, Chefren e Micerino, vennero eretti altri due edifici nello stesso luogo, più piccoli ma egualmente perfetti. Ma con la crisi politico-religiosa verificatasi dopo il regno di Micerino, il clero di Eliopoli impose ai sovrani della V dinastia il proprio volere, separando il culto divino da quello reale. Di conseguenza, le piramidi di questi monarchi sono molto più piccole, riflettendo il momento in cui lo Stato andava esaurendo rapidamente le sue risorse economiche. La crisi finale arrivò con la VI dinastia.

mercoledì 3 marzo 2010

I geroglifici silenziosi

La scrittura egizia a poco a poco si evolve rispetto al sistema iniziale, già formato da un metodo misto fonetico-ideografico.
Il metodo si perfezionò sempre di più per la particolare struttura linguistica perchè in egiziano i segni riproducono soltanto suoni consonantici e semiconsonantici (perciò gli egittologi, per poter leggere i testi geroglifici, usano interporre una "e" fra i segni).
Quel sistema avrebbe potuto generare confusioni tra parole con radici simili.
Ecco allora che fu posto un simbolo che non si doveva leggere ma che aveva la funzione di circoscrivere alcuni significati fra i tanti che avrebbero potuto avere i segni precedenti.

Si trascrive hrw e si legge HeRU,(la e è una convenzione degli egittologi)e significa ''giorno''. Il simbolo del sole non si legge ma sta appunto a significare che l'intero gruppo di segni ha attinenza con il sole e quindi con la giornata.




Le scritture geroglifiche qui a destra hanno entrambe i simboli della bocca e della mano, si trascrivono tutte e due rd e si leggono convenzionalmente ReD.
La prima, però, ha come segno determinativo il piede, mentre la seconda ha la scala.
Pur leggendosi quindi allo stesso modo, hanno significati diversi: appunto piede e scala.

martedì 2 marzo 2010

Christian Jacq e i romanzi sull'Egitto


Il fascino dell'Egitto antico ha avuto un grande eco nella letteratura occidentale a partire dal secolo scorso. Ma negli ultimi anni c'è stato un vero e proprio boom, specialmente con lo strepitoso successo dei romanzi di Christian Jacq. La letteratura si è avvicinata all'antico Egitto da punti di vista molto diversi, e questo ci consente di parlare di generi; è stato coltivato il romanzo storico, che descrive momenti controversi, soprattutto del Nuovo Regno, come quello amarniano. Le vite dei grandi personaggi della storia sono da sempre fonte di ispirazione per gli scrittori e così Cheope, Akhenaton, Ramses II e donne straordinarie che hanno fatto epoca, come Nefertiti o Cleopatra, sono i protagonisti indiscussi di avvincenti biografie romanzate. Accanto ai libri più rigorosamente storici, l'Egitto ha ispirato anche romanzi d'avventura, romantiche storie d'amore, la letteratura fantastica e quella del terrore e numerosi libri di viaggi. Infine, bisogna ricordare che non sono stati solo gli scrittori di professione a occuparsi dell'Egitto antico. Alcuni egittologi prestigiosi (prima Georg Ebers e poi Christian Jacq) hanno scritto romanzi storici che hanno riscosso un incredibile successo in tutto il mondo. Il professor Jacq, insegna egittologia alla Sorbona, premiato dall'Academie Française, ha scritto numerose opere di divulgazione sull'Egitto e i faraoni. 

La sua pentalogia su Ramses ha fatto esplodere ovunque l'Egittomania.

Bibliografia principale di C.Jacq:

Saggi
1981 – L'Egitto dei grandi faraoni – ISBN 8804471840
1981 – Vita quotidiana nell'antico Egitto – ISBN 8804472073
1981 – I segreti dell'antico Egitto – ISBN 8804453362
Il mondo magico dell'antico Egitto (1983) – ISBN 8804480580
I grandi monumenti dell'antico Egitto (1986) – ISBN 8804448873
La grande sposa Nefertiti (1990) – ISBN 8804436379
La valle dei re (1992) - ISBN 8804477725
L'insegnamento del saggio egizio Ptahhotep. Il libro più antico del mondo (1993) – ISBN 8804442468
Conoscere l'antico Egitto (1994) - ISBN 8804435046
Il segreto dei geroglifici. Come entrare nel magico mondo degli antichi egizi (1994) - ISBN 8838443513
Le donne dei faraoni (1996) - ISBN 8804481005
La misteriosa sapienza dell'antico Egitto. Massime di eterna saggezza (1998) - ISBN 880446822X
Testi delle piramidi. Manuale di vita (2000) - ISBN 8845238407
Viaggio nell'Egitto dei faraoni (2002) - ISBN 8804525908

Romanzi
Il romanzo di Kheops 1 - L'inferno del giudice (1993) - ISBN 8804464879
Il romanzo di Kheops 2 - Il testamento degli dèi (1993) - ISBN 8804468874
Il romanzo di Kheops 3 - Il ladro di ombre (1994) - ISBN 880447856X
Barrage sur le Nil (1995)
Il romanzo di Ramses - IL FIGLIO DELLA LUCE(1995/1997) - ISBN 8804464836
Il romanzo di Ramses - LA DIMORA MILLENARIA(1995/1997) - ISBN 8804464836
Il romanzo di Ramses - LA BATTAGLIA DI QADESH(1995/1997) - ISBN 8804464836
Il romanzo di Ramses - LA REGINA DI ABU SIMBEL(1995/1997) - ISBN 8804464836
Il romanzo di Ramses - L'ULTIMO NEMICO(1995/1997) - ISBN 8804464836
Il faraone nero (1997) - ISBN 880444794X

lunedì 1 marzo 2010

Le domande più strane di Febbraio

Eccoci al resoconto delle domande più strane del mese, delle vere perle di saggezza..


Mercoledì 3 Febbraio ore 03.39

Anonimo
Ciao Waset, volevo chiederti una cosa che mi assilla da tempo, a cui non riesco proprio a dare una risposta, confido in te per la soluzione.
Avevo letto tempo fa su internet, che la mummia di Ramses II si svegliò in presenza di diversi testimoni, ma di questo avvenimento nessuno sa nulla, ma è mai possibile che i servizi segreti riescano a censurare anche una cosa così grande?
Ti ringrazio in anticipo per la risposta.

Risposta
Ciao, capirei la tua sorpresa nel sapere che una mummia era tornata in vita, e il tuo smarrimento nell'apprendere che nessuno ne sapesse niente; ma le cose non andarono esattamente così.
Qualche tempo fa al Cairo, il braccio destro della mummia del faraone Ramses II scattò all'improvviso, questo fu dovuto alla presurizzazione e al calore all'interno della teca in cui era conservata la mummia. Come vedi non c'è nessun complotto.

Martedì 16 Febbraio ore 11.17

Anonimo
Ciao, ho letto sul forum che sei un egittologa, volevo chiederti perché voi studiosi dell'antico Egitto, continuate a negare che a Dendera ci sono dei rilievi che rappresentano delle vere è proprie lampade elettriche, non siete stanchi di aggrapparvi sugli specchi?

Risposta
Buongiorno, non siamo stanchi perché non lo abbiamo mai fatto, ciò che tu chiami ''lampade di Dendera'', non è altro che una rappresentazione mitologica, il serpente primordiale che nasce da un fiore di loto è un mito egizio conosciuto e anche il sostegno è un simbolo ricorrente nell'arte egiziana, collegato con Osiride e raffigurante la sua spina dorsale. La scena dovrebbe pertanto rappresentare la costruzione di due santuari primordiali. A questo stesso ambito riporta il significato dei geroglifici iscritti. Ti voglio dare un consiglio personale, cerca sempre di capire dov'è la verità, aldilà delle tue idee personali.

Domenica 21 Febbraio ore 14.26

Anonimo
Buongiorno Waset, leggo tutti i tuoi articoli con grande interesse, però mi chiedo perchè non parli mai dei difetti del popolo egizio?erano cannibali, avevano costruito le piramidi con gli schiavi e poi non erano questi gran guerrieri; secondo me sei poco obiettiva.

Risposta
Buongiorno e buona domenica, io parlerei di questi aspetti se fossero veri, ma ormai è da tempo che si è dimostrato che le piramidi non furono costruite dagli schiavi e che l'Egitto fu una potenza militare da non sottovalutare, anche se spesso molti di voi cadono nell'errore di paragonare diverse civiltà su una stessa base, la civiltà egizia non fu una potenza militare come quella romana, ma la sua grandezza e superiorità era in altri aspetti.
Per quanto riguarda il cannibalismo, penso che tu ti riferisca a due episodi, il primo è ''l'inno cannibale'', che era un testo di epoca arcaica che fu preservato fino all'Antico Regno e che nulla aveva a che fare con la pratica del cannibalismo, poiché si parla di metafore. Il secondo episodio, riguarda un periodo di crisi, all'incirca tra il Primo periodo intermedio e il Medio Regno, dove alcuni egittologi hanno ipotizzato che per la carestia e la fama, gli antichi egizi, si diedero al cannibalismo; ipotesi ormai naufragata da diverse scoperte.
Molto presto parlerò anche di aspetti meno piacevoli della civiltà egizia, come le varie condanne di morte.


Ora vorrei condividere con voi, una bellissima e-mail che ho ricevuto il mese scorso, e che mi ha fatto riflettere su quello che l'Egitto ha rappresentato per me e sicuramente per tutti voi.

Venerdì 26 Febbraio ore 21.02

Sabrina
Buona sera Waset, i tuoi articoli mi piacciono molto, sono pieni di informazioni e di particolari interessanti, io sono una ragazza di sedici anni che sogna di diventare un egittologa, vorrei poter vivere in quel bellissimo paese e contribuire alla conoscenza di quella che fu una delle più grandi civiltà del mondo, anzi, la più grande. Molti miei coetanei, non hanno passione, passano il tempo con i videogiochi, su msn o dietro al fidanzato/a; non rendendosi conto che ci sono mille cose a cui potrebbero interessarsi. La mia passione è nata quando ero alle scuole medie, studiammo l'arte egizia e mi innamorai della purezza dell'architettura e della nobiltà delle raffigurazioni egizie. Per tutti questi quattro anni, non ho fatto altro che incrementare la mia passione con diverse letture. Vorrei sapere da te qualche testo che mi consigleresti su questi argomenti: letteratura, Akhenaton, Egitto tolemaico e religione.
Grazie, Sabrina.

Risposta
Ciao Sabrina, la tua passione è molto bella, è una cosa che se saprai coltivare, ti appassionerà per tutta la vita. Tieni sempre presente che davanti a te c'è un percorso lungo e difficile, ma nulla di impossibile per te che hai un grande amore verso questo paese e la sua civiltà. Ti consiglio questi testi..

Letteratura: Letteratura dell'Antico Egitto di Edda Bresciani
Akhenaton: Akhenaton e Nefertiti di Franco Cimmino
Egitto Tolemaico: L' Egitto dopo i faraoni di Bowman
Religione: Egitto magico religioso di De Rachewiltz
A presto, Waset.