venerdì 4 maggio 2012

Studio di una Mummia

Per il mio centesimo post ho deciso di iniziare una nuova rubrica dedicata alle Mummie, e il miglior modo per introdurvi questo argomento e spiegarvi come si procede allo studio di una mummia; per questo analizzeremo la cosiddetta ''Dama di Kemet''.

In passato lo studio delle mummie cominciava dall'eliminazione delle bende e ciò ne danneggiava l'integrità. Oggi, con le tecniche usate in medicina, si possono compiere studi estremamente precisi sulle mummie egizie, come quello compiuto appunto sulla Dama di Kemet, una mummia dell'epoca romana custodita nel Museo Egizio di Barcellona. Dal tempo dei cosiddetti "profanatori di mummie" la situazione è davvero mutata. Infatti, nel XVIII secolo essi strappavano le bende delle mummie non tanto per comprovare la veridicità dei racconti dello storico greco Erodoto, ma con la speranza di trovare oggetti di valore al loro interno; non furono i soli. Studiosi come Blumenbach, Pettigrew o Maspero sbendarono le mummie in modo tale da infliggere pesanti danni ai resti dei corpi. Ma a partire dal 1898, con il ricorso alle tecniche radiologiche per lo studio delle mummie, si verifica una vera e propria rivoluzione. L'analisi ai raggi X permette infatti di ottenere dati molto complessi sulle mummie (come età, sesso, statura, patologie, cause di decesso) senza con ciò rovinarle fisicamente. Questo metodo di studio non diviene però uno standard consolidato fino al XX secolo inoltrato, è solo negli anni ottanta che si mettono infatti decisamente a punto le tecniche e gli strumenti capaci di migliorare sensibilmente la conoscenza del corpo umano: La tomografia assiale computerizzata (TAC), la risonanza magnetica e i vari sistemi di endoscopia. Questi procedimenti, uniti alle raffinate analisi di oggi possibili grazie all'informatica, hanno dato un contributo determinante alla qualità e alla quantità di informazioni che è possibile ricavare dalle mummie, garantendone la totale integrità e la conservazione. La Dama di Kemet è stata oggetto di un progetto di ricerca organizzato dalla Fundaciò Arqueològica Clos, di Barcellona. Responsabili dell'èquipe medica erano i dottori Felix Escalas e Javier Lucaya. In una prima fase è stato compiuto uno studio morfologico e anatomico. L'impiego della tomografia assiale computerizzata elicoidale ha permesso di confermare il sesso della mummia e di fissare i parametri biologici e fisici, come l'età (15 anni) e l'altezza (1,65). Nel corso dell'esame non sono stati trovati traumi rilevanti, anche se è venuta fuori una perforazione occipitale realizzata per estrarre il contenuto craniale, normale durante le operazioni di mummificazione del periodo greco-romano. Successivamente, attraverso l'endoscopia, si è proceduto all'esame dell'interno del torace e dell'addome della mummia. Sono stati infine prelevati diversi campioni di tessuto per una serie di studi ulteriori. L'obiettivo dello studio era una ricostruzione morfologica e analogica del corpo della mummia. Uno dei banchi di prova, ad esempio, è stato la ricostruzione dei tratti facciali a partire dai dati craniometrici. Per riuscirci è stato importante comparare il risultato ottenuto con un ritratto esistente. Inoltre, campioni di capelli sono stati inviati al dottor Stephen A.Macko, dell'Università della Virginia, USA; uno specialista nel conseguimento di dati dietetici a partire dall'analisi scientifica di questo tipo di tessuti.



A partire dalla ricca messe di informazioni ottenute grazie alla tomografia è stato anche possibile stabilire la zona di accesso meno dannosa per la mummia. Ciò ha facilitato sia l'endoscopia che il prelievo di campioni. Con l'aiuto di alcune pinze da biopsia, sono poi stati prelevati campioni del tessuto osseo, muscolare e delle articolazioni. Lo studio di questi resti ha rivelato che la Dama di Kemet non ha sofferto in vita alcuna malattia grave; particolare curioso è che nel tessuto muscolare è stato ritrovato un parassita.

Nessun commento:

Posta un commento