domenica 22 giugno 2014

Gli specchi egizi


Gli specchi, che gli antichi egizi usavano per truccarsi o mettersi in ordine, erano essenzialmente oggetti per ricchi. Tuttavia, essi avevano anche una funzione religiosa e funeraria. La qualità dei materiali impiegati e l'eleganza della loro fattura li rendevano vere e proprie opere d'arte. Gli antichi specchi egizi giunti fino ai nostri giorni consistono in dischi metallici, generalmente in bronzo. Ce n'erano anche in rame, in argento e persino in lega metallica. Di forma piatta, venivano lucidati e puliti con cura. Ad essi era unito un manico che poteva avere forma di colonnina, di figura femminile o di una divinità. Gli specchi metallici erano molto costosi ed è probabile che fossero destinati alle classi sociali alte. Un testo risalente alla fine dell'Antico Regno, che descrive la presa di potere da parte della nobiltà, parla così del lusso dei nuovi ricchi: '' La donna che guardava il suo volto nell'acqua ora ha uno specchio di bronzo''. Infatti le persone meno abbienti dovevano accontentarsi di vedere il proprio volto riflesso nell'acqua; è noto che gli egizi non conobbero lo specchio di stagno almeno fino all'epoca cristiana. Gli specchi avevano anche una funzione religiosa e funeraria; essi erano elementi di culto, usati come offerte alle dee Mut e Hathor. Grazie alla loro forma e lucentezza, gli specchi erano in rapporto con il dio solare, tanto da essere considerati simboli della rigenerazione e della vita. Nella tomba della regina Inhapi (XVII dinastia) è stato trovato un astuccio per specchio in sicomoro e avorio. Il coperchio è intarsiato in avorio e decorato con motivi geometrici e con l'immagine di una bambina che reca un festone di fiori di papiro. La parte circolare del coperchio ha una sorta di pomello che poteva essere fatto ruotare intorno a un asse. Nella cassa c'era anche uno specchio privo di manico. Uno specchio con astuccio fu anche ritrovato sul petto della mummia di Hanuttauy, regina della XXI dinastia.

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