domenica 24 luglio 2011

Un giorno da Faraone


La giornata di un re egizio era regolata nei minimi particolari. Tanto nella vita pubblica quanto in quella privata, essa era organizzata secondo un severo e rigido cerimoniale. Il suo tempo era diviso tra le udienze e i giudizi, la caccia e la guerra, le passeggiate e i divertimenti.
Il risveglio del re era una grande cerimonia, il faraone si preoccupava del suo aspetto fisico, e si affidava alle mani esperte del barbiere e della manicure. Doveva indossare un grande vestito: il gonnellino shenti, corto e a pighe, rientrava tra i suoi indumenti. Il faraone non appariva mai in pubblico con la testa scoperta; anche nell'initimità portava sempre un copricapo. Perciò indossava una parrucca e sopra di essa il nemes con il serpente ureo. Una barba posticcia si univa al copricapo. Il re portava collane, pettorali e bracciali. Indossava sandali o camminava scalzo. Di mattina leggeva la posta, si lavava e poi offriva un sacrificio e ascoltava le preghiere del sommo sacerdote. Il re doveva essere al corrente di tutti gli avvenimenti. Dettava risposte, convocava il consiglio, ma il suo principale dovere era quello di manifestare gratitudine agli dei:restaurava monumenti, costruiva nuovi santuari e statue, faceva erigere obelischi; sovrintendeva e controllava l'esecuzione dei suoi ordini. Il faraone nominava gli alti funzionari, sceglieva il sommo sacerdote e ricompensava i generali che avevano compiuto imprese memorabili. Si attendeva che vi fossero diversi personaggi da ricompensare per chiamarli a palazzo. Un'altra cerimonia regale consisteva nel ricevere i delegati stranieri, che arrivavano con i tributi. L'occupazione più importante del re era la guerra. Al ritorno da una spedizione, al faraone piaceva svagarsi nel suo palazzo e divertirsi con la famiglia. Ma anche la caccia era uno sport appassionante: nel deserto, il faraone cacciava leoni, tori o antilopi.I palazzi reali erano in corrispondenza dei templi dedicati al culto del faraone, ogni complesso aveva la ''finestra delle apparizioni'', dalla quale il re distribuiva oro e beni di necessità.
Per quanto riguarda la sessualità nella vita di un faraone possiamo affidarci alla deduzione logica, probabilmente con diversi harem a disposizione, passava le sue notti all'interno di essi. La vita agiata di cui godevano i faraoni è testimoniata da una mummia in particolare, quella di Ramses III, che aveva problemi di obesità; ma tuttavia le mummie testimoniano anche di problemi salutari e in alcuni casi di fastidiose malattie.

mercoledì 6 luglio 2011

Seth, il dio del male e del caos: introduzione.

Dio dalla figura ambigua e controversa, simbolo del caos, del disordine e della sterilità, Seth incarna le forze violente della natura: tempeste e temporali, il deserto, ed anche il mare, in opposizione all'aspetto ''fluviale'' di Osiride. Ma Seth è anche un dio associato alla regalità, e sotto questo aspetto la sua origine è antichissima, sicuramente predinastica: la sua immagine è infatti presente nella testa di mazza del re Scorpione, anteriore a Narmer. Un re della seconda dinastia, Sakhemib, adottò Seth come suo nume protettore e fece collocare la sua immagine sul suo serekh. Il suo successore, Khasekhemuy, abbinò le immagini di Horus e Seth, a simboleggiare vicende politiche i cui dettagli ci sfuggono. Nei Testi delle Piramidi il re dichiara: ''La mia forza è la forza di Seth'' (Pyr.1145). Seth è anche il dio venerato dagli Hyksos, la popolazione semitica che governò parte dell'Egitto, e questo probabilmente contribuì al ricordo negativo che gli egizi hanno sempre conservato di questo episodio. Il culto di Seth riprese vigore nella XIX dinastia, dal suo nome derivò quello di Sethi I, padre del grande Ramses II, e anche quest'ultimo si considerò assai spesso sotto la sua protezione: si definì ''come Seth grande di forza'' e ''come Seth nella sua ora'' nelle iscrizioni che commemorano la battaglia di Qadesh contro gli Hittiti; e quando venne conclusa la pace tra i due popoli, nella Stele del Matrimonio del tempio di Abu Simbel rivolse preghiere e fece sacrifici a Seth, come dominatore degli elementi, affinché tenesse lontano la pioggia e il freddo dalla principessa hittita che stava arrivando in Egitto. Premettendo che questo personaggio è stato trattato in maniera magistrale da un egittologo olandese in un libro che è divenuto un testo di riferimento per la materia (Herman Te Velde, Seth, god of confusion, Brill, Leiden 1977), esamineremo ora alcuni aspetti di questo dio, soffermandoci su quelli più suggestivi ed insoliti. L'iconografia di Seth è tuttora argomento di discussione, Seth è abitualmente raffigurato con corpo umano e una testa dal muso allungato e ricurvo verso il basso, orecchie erette e squadrate alla sommità. L'animale setiano è stato di volta in volta identificato nell'antilope, asino, okapi, levriero, giraffa, tapiro, oritteropo, ecc. È stata anche avanzata l'ipotesi che si tratti di un animale fantastico, specie a causa della coda forcuta che appare quando viene raffigurato in forma completamente animale. Fin dalla sua nascita Seth rivela il suo carattere distruttivo: secondo Plutarco, infatti, non venne partorito nel modo consueto: ''La sua nascita non avvenne nel momento dovuto e nemmeno per via naturale: con un colpo squarciò il fianco della madre e saltò fuori''. Come dicevamo all'inizio, Seth è una figura complessa, oltre ad essere associato a vari animali, assume funzioni e ruoli di varia natura. Ne esamineremo quelli più importanti un passo alla volta nei prossimi post.