martedì 16 agosto 2011

Omm Seti, esiste la reincarnazione?

Nella mia vita mi sono ritrovata spesso ad affrontare questa domanda, e negli anni sono giunta ad una personale conclusione. Si la reincarnazione esiste. Tralasciando i motivi che mi spingono a tale affermazione, che non sono solo tentativi personali di ipnosi regressiva e prove, vorrei parlare oggi di una donna straordinaria, il suo nome era Dorothy Eady.
Dorothy nacque a Londra nel 1904, era una bambina come tutte le altre, fino a quando un giorno cadendo dalle scale fu dichiarata morta per alcuni minuti, al suo ritorno dall'aldilà lei iniziò a dire di non appartenere a questo mondo e che lei era un'altra persona. Infatti ha dichiarato fino alla morte di essere stata una sacerdotessa egizia, vissuta all'epoca di Sethi I, il quale era anche il suo amante. Il suo amore per Sethi, proibito e pericoloso, la portò al suicidio.
Nella nuova vita, Dorothy, diventò una delle maggiori esperte di egittologia, dando spesso da pensare a chi non riusciva a capacitarsi di come lei sapesse cose inspiegabili per la mente umana. Si trasferì in Egitto, ebbe un figlio che chiamò Sethi, e per questo veniva chiamata Omm Seti, cioè ''madre di Seti'', come è abitudine nel medio Egitto. Ad oggi la sua storia è una delle più affascinanti e controverse.

Per saperne di più:
Alla ricerca di Omm Sethi di Jonathan Cott scrittore e giornalista newyorchese. Argomento de "Alla Ricerca di Omm Seti" è la biografia dell’inglese Dorothy Eady, ossessionata sin dall’infanzia dalla sua attrazione per l’Egitto, che la spinse a lasciare l’Inghilterra per recarsi a vivere ai piedi delle Piramidi e più tardi nel villaggio di Abido, sede del tempio del suo amato faraone Sethi I. La Eady, poi nota come Omm Sethi, ripercorre la sua vita di egittologa, le cui conoscenze di antichi rituali e dei luoghi di templi restano inspiegabili per molti, nonostante i suoi contributi a grandi scoperte archeologiche. Il libro svela un segreto straordinario: la sua perfetta cognizione di una precedente incarnazione in Egitto, raccontata da lei stessa con humour britannico esilarante e spesso feroce.




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