lunedì 23 gennaio 2012

Le Tombe di Horemheb

Horemheb è considerato l'ultimo re della XVIII dinastia, in realtà vi è collegato solo grazie a Manetone e agli storici moderni. Infatti egli non deve nulla a questa dinastia, alla quale non appartiene né per sangue né per parentela; anche se probabilmente sua moglie aveva un qualche legame con Amenhotep IV, il futuro Akhenaton, quindi egli non aveva certo diritto alla corona; Horemheb prese il potere grazie a un oracolo di Amon. Discendente di una famiglia di nomarchi, sembra che si sia specializzato molto presto nella carriera militare diventando capo degli arcieri sotto Akhenaton e poi comandante dell'esercito durante i regni di Tutankhamon e Ay, ordinò la costruzione di una tomba per sé e per la propria famiglia a Saqqara. In seguito, divenuto faraone, ne volle un'altra nella Valle dei Re.

La Tomba di Saqqara





La tomba di Horemheb a Saqqara venne depredata nel XIX secolo. Durante i saccheggi furono estratti dalle due corti interne alcuni blocchi con rilievi. In seguito la tomba rimase sepolta sotto la sabbia per essere riportata alla luce nel 1975 da una spedizione anglo olandese. Presenta una sovrastruttura con sale ben conservate di mattoni crudi e calcare e una sottostruttura scavata nella roccia, con gallerie e sale. La tomba fu costruita con materiali presi dalla piramide di Djoser, la prima corte è circondata da colonne papiriformi disposte su due file, ha un pavimento in calcare con la parte centrale affossata. Tra le due corti, decorate con rilievi di ottima fattura, vi è un magazzino, dove furono ritrovate alcune statue di Horemheb. I rilievi delle due corti sono ormai dislocati nei musei di tutto il mondo. Nelle scene viene posto l'accento sull'aspetto militare. Il generale Horemheb riceve delegati forestieri o prigionieri e il faraone lo ricompensa con collane d'oro per le sue imprese. Vengono inoltre trattati altri temi quali il rituale funerario, scene domestiche e di offerte. Lo stile raffinato dei rilievi civili rivela l'influenza dell'arte amarniana. Si notano rilievi di carattere religioso nelle decorazioni delle pareti, ma anche sulle stele sui vasi sei capitelli delle colonne e sulle false porte. La rappresentazioni di stranieri nella tomba è di eccellente fattura. L'artista è riuscito a riprodurre fedelmente le caratteristiche fisionomiche. Sono raffigurati alcuni prigionieri nubiani che presentano tratti molto realistici: si notano in modo particolare le rughe, i menti, l'abbigliamento e la grande varietà di posizioni. La policromia è parzialmente conservata. Un frammento di un rilievo della tomba di Horemheb a Saqqara mostra l'accoglienza riservata ai delegati dei Paesi stranieri assoggettati all'Egitto. Horemheb indossa numerose collane d'oro, segno del coraggio dimostrato nelle imprese belliche. Questo frammento è conservato nel Museo di Leida (Paesi Bassi).In un altro rilievo, Horemheb appare inginocchiato e con le mani rivolte verso l'alto in sergno di lode e di adorazione. Questo rilievo non è dotato delle medesime qualità ritrattistiche notate invece in altri rilievi. La tomba è stata anche oggetto di restauro.




La tomba della Valle dei Re: la KV57





Fu scoperta nel 1908, dall'egittologo britannico Edward Ayrton e ha la stessa struttura di ipogei precedenti della Valle dei Re, ma sono state aggiunte diverse caratteristiche uniche. Una rampa discendente di scale è stata tagliata tra i pilastri della camera sepolcrale, una seconda serie di scale successive. Entrambi portano a una cripta a un livello inferiore. Inoltre, una camera laterale inferiore è stata ricavata negli annessi del lato sinistro della seconda camera con pilastri.




La decorazione della tomba non è finita, e molte parti sono state lasciate in varie fasi di lavoro, permettendo agli studiosi di studiare i processi coinvolti nella preparazione dei rilievi. Nelle decorazioni della tomba della Valle dei Re è stato introdotto il bassorilievo, che va a sostituire i semplici disegni pittorici delle decorazioni murali. Per la prima volta vengono introdotte scene del Libro delle Porte nella camera funeraria. Tra gli oggetti del corredo funebre, vi erano resti di tessuti, feretri ecc; mentre i resti di Horemheb non sono stati trovati, ma esistono prove che la tomba era una volta sigillata. Il coperchio del sarcofago rotto trovato disteso sul pavimento, così come i canopi e gli arredi, suggeriscono che la sepoltura è stato depredata.


La terza tomba...
Esiste anche un'altra tomba di Horemheb a Tell el-Amarna, di minore importanza, fatta costruire quando era ancora a servizio di Akhenaton, prima che venisse iniziata la costruzione della tomba di Saqqara.

sabato 14 gennaio 2012

Eduardo Toda

L'attività di Eduardo Toda in Egitto fu breve ma diede ottimi risultati. I suoi lavori sulla tomba intatta di Sennedjem hanno permesso di conoscere i riti funebri della fine del Nuovo Regno.
Eduardo nacque a Reus (Spagna) nel 1855. Studiò diritto a Madrid e di laureò nel 1873. L'anno dopo arrivò in Egitto come console spagnolo al Cairo, dove fece amicizia con il francese Gaston Maspero, allora direttore del Servizio di Antichità. Si interessò di egittologia e imparò a decifrare i geroglifici. Toda rimase in Egitto solo due anni, ma, spinto dalla passione per l'avventura, viaggiò per tutto il paese. Visitò le rovine di Menfi e Saqqara, le grotte di Asyut e i templi di Dendera, e si fermò diversi giorni a Tebe. Si imbarcò sulla nave Bulaq con la squadra di Maspero. Durante la sua permanenza a Luxor giunse la notizia della scoperta di una tomba a Deir el-Medina. Maspero affidò a Toda l'apertura di questo sepolcro, che iniziò gli scavi nel febbraio del 1886. La tombe apparteneva a Sennedjem; secondo l'avventuriero, non era posteriore alla XX dinastia. L'importanza di questo ritrovamento stava nel fatto che il sepolcro era intatto. Toda continuò il suo viaggio fino alla Nubia, poi tornò a Luxor e poi nel marzo del 1886 tornò in Europa.
L'attività di Eduardo Toda nel campo dell'egittologia consistette nello scavare e far conoscere la tomba di Sennedjem e nel raccogliere un'importante collezione di antichità che poi cedette al Museo Archeologico Nazionale di Madrid e al Museo Victor Balaguer de Vilanova I la Geltrù. La maggior parte del corredo funerario rinvenuto nella tomba di Sennedjem e scrisse una serie di monografie per la raccolta ''Studi Egittologici'', in cui espose i risultati delle sue ricerche. I suoi documenti manoscritti sul soggiorno in Egitto sono conservati al Consiglio Superiore di Ricerche Scientifiche di Madrid. Toda morì il 26 aprile 1941 e fu sepolto nel monastero cistercense di Poblet (Terragona).

domenica 8 gennaio 2012

Le domande di Gennaio 2012

Sono molti mesi che non aggiorno questa rubrica, quindi inauguro questo 2012 con la promessa di scrivere più post e pubblicare nuove teorie personali; soprattutto di affrontare argomenti sempre diversi e numerosi.


La papirologia consiste nell'imparare i geroglifici?
Daniela da Youtube


-No la papirologia non consiste nell'imparare i geroglifici, poiché la papirologia è la scienza che decifra e studia i testi greci e latini pervenuti su papiro, su legno, su frammenti di ceramica e, in senso più lato, su pergamena. In un arco cronologico che va dal IV secolo a.C. al XI secolo d.C., tale disciplina interpreta sia i testi di carattere documentario sia letterario prevalentemente, anche se non solo, provenienti dall'Egitto. Io ho conseguito una seconda laurea in archeologia classica, da qui ho preso le specializzazioni in papirologia ed epigrafia. Nel mio caso avendo studiato egittologia, io applico queste discipline allo studio dei papiri egizi, quindi di papirologia egizia. Naturalmente è fondamentale avere le basi di queste lingue: geroglifico e le sue varianti e derivati(ieratico, demotico, copto), greco e latino; altrimenti ci limiteremmo solo ad un analisi scientifica e no storiografica e letterale.Inoltre i papiri scritti in geroglifico, sono percentualmente meno numerosi di quelli scritti nelle altre sue varianti, poichè il geroglifico era una scrittura non quotidiana e usata in alcuni frangenti, ad esempio nei templi et ecc..


Cos'è l'epigrafia romana? e perché ha deciso di specializzarsi in tale disciplina? Pamela da Twitter

-Le iscrizioni hanno costituito nell'antichità, e in particolare nel mondo romano, uno dei principali strumenti attraverso i quali si è compiuto il processo di acculturazione delle popolazioni che entravano nell'orbita di Roma. Leggere quanto era scritto sugli edifici pubblici, sui cippi posti ai lati delle strade, sulle basi del foro e sulle tombe costituiva per il cittadino uno strumento di eccezionale efficacia per conoscere la realtà politica, culturale e sociale nella quale era immerso. L'epigrafia, sia romana che greca, o degli altri popoli in cui questa disciplina ormai è fondamentale per decifrare usi e costumi dell'antichità, è per me una vera passione e con la conoscenza di questa disciplina io ho un quadro più chiaro del periodo in cui l'Egitto è stato legato ai greci o ai romani.

domenica 1 gennaio 2012

Buon 2012 da Kemet...

Auguro a tutti i miei lettori di Kemet e degli altri canali di collegamento al sito un ottimo 2012, con la speranza che vi porti tutto ciò che desiderate.. Ginevra (Kemet)