mercoledì 18 luglio 2012

I Libici sul trono d’Egitto

Durante gli ultimi anni della XXI dinastia crebbe il potere dei militari libici, noti come ‘’comandanti del ma’’. Questi si integrarono profondamente con la popolazione e le usanza egizie. Psusenne II, che non ebbe figli maschi, cedette il trono al gran re dei ma, Sheshonq I, che inaugurò l’epoca libica (945 – 715 a.C.), inizio del dominio dei popoli stranieri in Egitto. La capitale continuò a essere Tanis, che fu anche il luogo di sepoltura dei re libici. Shehonq I ristabilì il potere e l’unità del paese. Controllò il gran sacerdozio, così come le alleanze matrimoniali con le grandi famiglie di Tebe. Designò suo figlio Iuput gran sacerdote di Amon e capo dell’esercito e nominò suo figlio Nimlot generale di Eracleopoli. Condusse spedizioni militari in Israele, prese Gerusalemme (930 a.C.) e giunse fino a Megiddo. Instaurò con la Fenicia contatti diplomatici e commerciali mantenuti poi dai suoi successori.
Osorkon I proseguì la politica di controllo a Tebe. Nominò correggente suo figlio Sheshonq II, già gran sacerdote di Amon. Alla morte di Shehonq II, il trono passò al figlio Takelot I. Agli inizi del suo regno, Osorkon II (874-850 a.C.) designò gran sacerdote di Tebe Harsiesis, figlio di Sheshonq II, riconosciuto come correggente prima che venisse nominato gran sacerdote il figlio Nimlot. Harsiesis adottò un titolo reale e manifestò il desiderio di rendere indipendente la Tebaide delle truppe mercenarie libiche, i governatori locali conquistarono l’indipendenza dal potere centrale. Taklot II (850-825 a.C.) fu l’ultimo faraone della XXII dinastia riconosciuto come re dell’Altro e del Basso Egitto. Quando il successore Sheshonq III (825-773 a.C.) salì al trono, Petubasti I (818-793 a.C.) fondò la XXIII dinastia, con capitale Leontopolis (nel Delta orientale). Alto e Basso Egitto si divisero e nel paese si instaurò la cosiddetta ‘’anarchia libica’’. Osorkon III (777-749 a.C.), della XXIII dinastia, sottomise Eracleopoli e Tebe. La XXII dinastia mantenne il dominio del Delta. Due gerarchi del Medio Egitto, Peftauauybast e Nimlot, adottarono titoli reali rispettivamente a Eracleopoli e a Eremopoli Magna. Successivamente altri dinasti, come Tefnakht, affermarono la loro autonomia dalla XXIV dinastia, che si proclamò indipendente a Sais intorno all’anno 740. L’aristocrazia libica introdusse nel paese l’epoca feudale, e a lungo andare l’Egitto cadde nelle mani dei re etiopi della XXV dinastia.
I contatti con i Fenici
I re libici mantennero intensi contatti con l città fenicie, Sheshonq I condusse una politica espansionistica, mantenendo relazioni commerciali e diplomatiche durature con la Fenicia. A Biblo è stata ritrovata una statua si Sheshonq I accanto a quella di suo figlio Osorkon I. Sheeshonq rialacciò i contatti con questa città, mercato tradizionale per i prodotti egizi. Durante il regno dei monarchi libici è stata rilevata una cereta continuità nelle relazioni commerciali con le città fenicie. Vi sono anche dureante i regni TGakelot I e di Oresorkon II. Sono stati rinvenuti alcuni vasi di alabastro con il nome di Osorkon II in Oriente, nella Samaria, e in Occiedente, a Sexi, attuale Almunecar, colonia fenica a sud della penisola iberica. In questa colonia sono stati ritrovati anche vada di alabastro con il nome di Takelo I e un vaso di Sheshonq III.
L’apogeo delle relazioni commerciali tra Egitto e Fenicia coincide con l’intensa attività commerciale nel Mediterraneo occidentale. I Fenici fornivano agli Egizi argento e bronzo, metalli piuttosto scaersi in Egitto. Quando i Fenici transitavano in Egitto, raccoglievano manufatti che diffondevano poi in tutto il Mediterraneo. In questo periodo Menfi era il principale ‘’emporio’’ commerciale e industriale dell’Egitto.

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