martedì 18 settembre 2012

Poesie d'amore e frammenti erotici

Nell'antico Egitto, la poesia d'amore era molto diffusa, sono giunti fino a noi molte testimonianze di questo genere; stessa condizione per la letteratura erotica. Ma per meglio comprendere lo stile e la scrittura, posto direttamente alcune poesie.

Se non ci sono abbracci e carezze
ogni volta che giungi a casa mia,
cosa significa per noi il piacere?
Se desideri carezzare le mie cosce e il mio seno,
non ti respingerò.
(La potenza dell'amore).



La più erotica delle poesie d'amore, con la evidente connotazione fallica del pesce rosso, è quella in cui la ragazza seminuda esce dall'acqua:

Mio dio, mio signore, t'accompagno.
Fai dolce l'andarsene verso la riva,
verso i fiori di loto [...]
Fai dolce il discendere nell'acqua
per fare il bagno davanti a te.
Lascio vedere la mia bellezza,
in una veste di bisso finissimo,
impregnato di essenza profumata,
intinto nell'olio odoroso.
Entro nell'acqua con te,
e, per amor tuo, esco tenendo un pesce rosso.
E' tranquillo fra le mie dita,
lo depongo sul mio petto.
O mio amato, vieni e guarda.
(Desideri d'amore).


Oppure questo bellissimo pezzo dei canti gioiosi e belli per ''La tua amata quando ritorna dai campi'':

La voce della colomba risuona e dice:
La terra si schiara, dov'è la tua strada?
No, o colomba, mi rimproveri,
ma io ho trovato il mio amato nel suo letto
e il mio cuore è molto felice.

sabato 8 settembre 2012

Pettinature e Parrucche

Gli egizi, sia uomini che donne, curavano molto il loro aspetto fisico. Questo faceva si che si preoccupassero anche dei capelli. Le pettinature e le parrucche aiutavano a mettere in risalto i gioielli e i vestiti, completando l'abbellimento del corpo.
Come regola generale, gli uomini di tutte le classi sociali preferivano portare i capelli corti, anche se esistevano diversi stili a seconda della posizione sociale. Una caratteristica comune degli alti dignitari era la pettinatura con piccoli ricci che coprivano le orecchie formando una curva dalle tempie alla nuca. Le donne seguivano la moda e, sebbene nell'Antico Regno si osservi una predilizione per i capelli corti o di media lunghezza, col passare del tempo aumentarono le chiome lunghe raccolte in treccine sottili. I testi parlano del lavaggio dei capelli come di una pratica essenziale. Sappiamo che gli egizi usavano oli e profumi per la cura dei capelli e tinture per nascondere i capelli bianchi. I capelli dei bambini erano raccolti in un ciuffo che ricadeva sulla spalla destra coprendo l'orecchio. Il ciuffo poteva essere intrecciato, tutto o solo in parte, oppure poteva consistere in una semplice coda di cavallo. Il resto dei capelli era tagliato molto corto o completamente rasato. All'età di dieci anni, con la circoncisione, il ciuffo veniva tagliato, segnando in questo modo il passaggio all'età adulta. Le bambine portavano di solito capelli molto corti, sebbene nel Nuovo Regno appaiano usanze differenti. Nell'Antico Egitto, non solo i sacerdoti si radevano completamente la testa, ma a volte, era una precauzione per i pidocchi. Durante le prime quattro dinastie, l'uso della parrucca era abbastanza raro, l'iconografia ci mostra che con il tempo divenne invece molto comune. Le poche parrucche che sono giunte fino a noi risalgono al Nuovo Regno e ci offrono una valida testimonianza, come quella in alto a sinistra, che apparteneva alla sposa di Thutmosi III.