domenica 4 novembre 2012

Ramses IX e il saccheggio delle tombe

''Abbiamo saccheggiato le tombe, ma ci sono tanti altri che lo fanno!''. Con questa spiegazione i ladri di tombe processati al tempo di Ramses IX giustificavano azioni che risalivano all'inizio del regno egizio. Il saccheggio dei sepolcri reali fu solo uno dei moltissimi fatti che segnarono la fine dello splendore raggiunto durante il Nuovo Regno. Anche se il Nuovo Regno fu una delle epoche di maggior splendore della storia dell'Egitto, i governanti non si distinsero soltanto per le loro gesta. Uno dei faraoni della XX dinastia, Ramses IX (1127-1109 a.C.), che portava il nome di uno dei suoi predecessori, il grande Ramses II, ci è noto, infatti, per un processo avvenuto durante il suo regno. La ricchezza dei corredi con cui venivano sepolti i sovrani per gioire nell'aldilà attirava i ladri di tombe. Già all'epoca del faraone Cheope, della IV dinastia, si ha notizia del saccheggio del sepolcro di sua madre, Hetepheres. I cambiamenti del luogo di sepoltura o della struttura dell'edificio funerario nono ostacolarono i ladri. Il saccheggio di tombe, aumentato durante i periodi di instabilità o di debolezza della corona, raggiunse il punto critico nel regno degli ultimi ramessidi. La depredazione del sepolcro di Ramses VI, nel 16° anno di regno di Ramses IX, diede inizio al processo contro i ladri. Il regno di Ramses IX fu caratterizzato da una certa instabilità politica e sociale. Il clero di Amon, a Tebe, aveva aumentato il proprio potere. Il sommo sacerdote, Amenhotep, fu rappresentato grande quanto il faraone in alcuni rilievi di Karnak. I cattivi raccolti provocarono un'epoca di carestia, insieme ai disordini provati da mercenari stranieri e dalle incursioni dei libici nel Delta. Questa situazione creò scontento, che crebbe con l'antagonismo tra due alti funzionari tebani. Approfittando dell'aumento dei saccheggi nelle tombe, il sindaco di Tebe, Paser, accusò Pawraa, sovrintendente di Tebe ovest, di essere complice dei ladri. Iniziò un processo, con un tribunale formato dal visir, dal sommo sacerdote di Karnak e dal sacerdote funerario del faraone, più due maggiordomi reali, un generale dei carri, un portabandiera e Paser. Il processo è raccolto in diversi papiri, come quello Amherst. Alcune tombe erano intatte, ma la maggior parte era stata già saccheggiata: ''Ci appropriamo dell'oro che troviamo sulla nobile mummia di questo dio, sui suoi amuleti a occhio e sui suoi ornamenti, posti sulla nuca e all'interno delle bare in cui riposava''. Nonostante gli interrogatori e le confessioni, all'epoca degli ultimi rappresentanti della XX dinastia si arrivò a un saccheggio totale.
Il papiro Abbott Il processo iniziato da Ramses IX fu raccontato in diversi papiri, come il papiro Abbott, riprodotto nella foto. In questi testi è raccolto lo svolgimento degli interrogatori, torture comprese, e delle visite alle tombe, insieme alla descrizione dettagliata del loro stato. Delle dieci tombe esaminate dal visir che si occupava del processo, solo una, quella del faraone Amenhotep I, non era stata violata. Di seguito riporto un frammento del papiro in questione: ''Fu condotto lo scriba dell'esercito Ankhenefamon, figlio di Ptahemheb. Fu interrogato dopo essere stato bastonato e gli furono messe catene ai piedi e alle mani; gli fu imposto un giuramente sotto pena di mutilazione, affinché non dicesse il falso''.

2 commenti:

  1. Ciao, ti seguo da tempo e leggo sempre con interesse i tuoi articoli.
    Anche io ho una passione per la storia dell'Antico Egitto (anche se il mio corso di studi è stato differente dal Tuo).
    Di questo processo avevo già letto e mi piacerebbe sapere di più in merito allo svolgimento di questi procedimenti.
    A presto, Federica

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  2. Ciao Federica, cercherò di scrivere un post più dettagliato appositamente per te.

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