sabato 26 gennaio 2013

Le Tombe di Abido

L'importanza di Abido, la città in cui ebbe origine il culto di Osiride, risale alle origini della storia d'Egitto. Qui furono sepolti i sovrani protodinastici (appartenenti alla dinastia 0), che realizzarono l'unificazione del Doppio Paese, e la maggior parte dei faraoni del Periodo Tinita. La necropoli reale di Abido si trova nella zona desertica di Umm el-Qaab (Alto Egitto); le sepolture più remote corrispondono al cosiddetto "cimitero U". Per la dimensione e per il corredo funerario, queste tombe appartenevano senz'altro a persone di alto rango, probabilmente capi predinastici (fine V millennio-3200 a.C.). 
Le tombe più arcaiche sono di forma ovale, prive di rivestimento e con uno scarno corredo funebre. Un altro gruppo è costituito da tombe a fossa allungata, dotate di un corredo più consistente. Le tombe successive, di forma rettangolare, presentano una camera funeraria semplice, non di rado a due compartimenti. Il corredo era più ricco di quello precedente e comprendeva anche vasi provenienti da Canaan. La caratteristica di tali sepolture sta nel passaggio della tomba a pozzo a quella a camera. Le tombe che cronologicamente precedevano quelle della dinastia 0 avevano stanza multiple Si questo gruppo fa parte la tomba U-J, in cui sono state rinvenute le testimonianza di scrittura più antiche d'Egitto. Nella zona di transizione e nel "cimitero B" erano le tombe dei sovrani della dinastia 0 (3200-3065 a.C.), come Iri-hor, Ka e Narmer, dalla struttura semplice; è probabile che esistesse anche una cinta funeraria situata in un'altra zona. La tomba del re Aha, della I dinastia (3065-2890 a.C.), anch'essa nel cimitero B, è molto più complessa di quelle precedenti.


Nel cimitero principale di Abido, si trovano le tombe dei re della I dinastia, successori di Aha, oltre a quelle di Sekhemib/Peribsen e di Khasekhem/Khasekhemui, della II dinastia (2890-2686 a.C.). Le tombe di Abido erano situate nella zona desertica di Umm al-Qa'ab, anche se i recinti funerari erano ubicati più a sud. Le tombe presentavano una sovrastruttura formata da una stanza sotterranea quadrangolare e altre camere deposito. Alcune tombe avevano un etto con un tumulo a coprire la sovrastruttura. A differenza delle tombe coeve di Saqqara, quelle di Abido non presentavano i muri di rientranze. La mastaba, invece, era circondata da un muro, e nella parte esterna di quest'ultimo erano disposte in fila alcune piccole tombe sussidiarie, nelle quali sono stati rinvenuti i resti di donne appartenenti all'harem reale e di cortigiani, nani e servi, sacrificati allo scopo di costituire il seguito ultraterreno del faraone. Infine, i recinti funerari, detti anche "palazzi funerari", avevano forma rettangolare, con l'accesso nel lato sud-orientale. Questi possedevano anche i muri di rientranze, tipici della residenza reale.

domenica 20 gennaio 2013

domenica 13 gennaio 2013

Il tempio di Debod a Madrid


La Missione Archeologica Spagnola partecipò all'operazione di salvataggio dei monumenti della Nubia. Come ricompensa per questa collaborazione, il governo egiziano donò alla Spagna il tempio nubiano di Debod, che fu collocato in un parco di una zona centrale di Madrid (Cuartel de la Montaña).
Come quelli di Abu Simbel e File, il piccolo tempio di Wadi Debod correva il rischio di restare sommerso sotto le acque del lago Nasser, quando fu costruita la grande diga di Assuan. Grazie all’intervento dell’UNESCO, esso fu recuperato e smantellato tra il 1960 e il 1961. I pezzi che costituivano questo tempio furono temporaneamente conservati nell’isola di Elefantina. In seguito il governo egiziano lo donò alla Spagna in segno di gratitudine per l’aiuto prestato nelle operazioni di salvataggio dei monumenti nubiani. 

I blocchi, circa 1350, arrivarono in Spagna nel 1970. Furono svolti i lavori di documentazione del tempio per procedere al suo corretto montaggio. Si rivelò un compito difficile, poiché i dati forniti dal Servizio di Antichità dell’Egitto erano incompleti. Non si avevano nemmeno indicazioni sullo stato del tempio prima di essere smontato. L’inizio delle operazioni di montaggio fu possibile soprattutto grazie a uno studio dei documenti fotografici esistenti. Fu necessaria, inoltre, un’analisi dettagliata delle condizioni ambientali in cui si trovava il tempio, allo scopo di garantire la sua conservazione.
Il tempio era stato costruito nella Bassa Nubia, a 20 km a sud di Assuan. Il nucleo originario fu realizzato dal re Adikhalamani di Meroe, che all’inizio del II secolo a.C. eresse una cappella per il dio Amon di Debod. Poi Tolomeo VI modificò il monumento e riconsacrò il tempio a Iside. Altri cambiamenti furono apportati da Tolomeo VIII e Tolomeo XIII. Nel 13 a.C. Augusto e poi Tiberio fecero decorare la sala ipostila. Gli Antonini eressero una cappella laterale. Con l’avvento del cristianesimo il tempio fu chiuso, in seguito venne occupato da nomadi e musulmani. All’inizio del XX secolo il Servizio di Antichità dell’Egitto lo dichiarò monumento del patrimonio nazionale. 

domenica 6 gennaio 2013

Le Catacombe di Alessandria

La città di Alessandria vanta resti di necropoli risalenti al tempo della sua fondazione e altri ascrivibili a periodi addirittura anteriori. Di particolare importanza sono le catacombe scavate nel sottosuolo, dove vennero seppelliti i notabili alessandrini, che a loro modo, volevano mantenersi fedeli alla tradizione egizia di sepoltura. Accanto al muro orientale di Alessandria si trova la necropoli di Chatby che risale al IV e III secolo a.C. Le necropoli più famose appartengono a notabili greci o romani di Alessandria, il cui desiderio era quello di coniugare motivi egizi con quelli ellenistici e romani. Nell'isola di Pharos c'è la necropoli di Anfushi, la cui cronologia copre un periodo che va dal III al I secolo a.C. Le tombe sono decorate in evidente stile pompeiano, anche se i temi sono tipicamente egizi. Per entrarvi bisogna passare per un atrio sotterraneo da dove si accede alle sale in cui venivano sepolti i defunti, non cremati bensì inumati. Le più importanti sono le catacombe di Kom el-Shuqafa, con tombe del I secolo e del II secolo d.C. Da notare che, partendo dalla tomba di una famiglia o dal rappresentante di una corporazione, si è finito per dare vita a una specie di labirinto su più piani. Un'altra necropoli alessandrina, peraltro scoperta recentemente, è quella di Gabbani, con tracce di inumazioni e cremazioni in loculi o nicchie.

Agathosdaimon: Questo genio, che compare in numerose tombe sotterranee di Alessandria, era legato a Shay, un popolare dio egizio raffigurato in forma di serpente. Esso era un protettore e un benefattore, dotato della doppia corona, del caduceo di Ermes e di un tirso di Dionisio. Sopra di lui veniva posta la testa della Medusa, con un chiaro riferimento alla dea Atena.

Triclinium: Il triclinium era la sala da pranzo romana. Nelle tombe era il luogo deputato ai banchetti funerari, e alle feste o anniversari di una certa importanza. Era costituito da quattro pilastri, lavorati nella roccia come il resto della tomba.