domenica 31 marzo 2013

I Vasi Canopi


La necessità di preservare il corpo per la vita nell'aldilà sembra essere una costante nella storia egizia, con il passare del tempo, gli egizi, si resero conto che il corpo del defunto si conservava molto meglio se privato degli organi interni. I vasi in cui venivano custoditi tali organi vengono oggi chiamati canopi. I vasi in questione, sono menzionati nei Testi delle Piramidi come “amici del re”, poiché aiutavano il faraone nella sua ascesa al cielo. Nel XVIII secolo, il vaso dalla testa umana venne rappresentato con un personaggio mitologico greco, Canopo, timoniere di Menelao, che fu sepolto a Canopo, nel Delta, e adorato sotto tale forma.


La prima traccia dei vasi canopi fu rinvenuta nel corredo della regina Hetepheres, madre di Cheope, in cui vi era una cassa divisa in quattro parti contenente resti di organo. Nel Primo Periodo Intermedio comparvero vasi con testa umana e, al loro interno, organi mummificati. Questa pratica si diffuse nel Medio Regno; a partire dalla XIX dinastia, ogni coperchio aveva la forma di uno dei figli di Horo. Ma dalla XXI dinastia gli organi furono mummificati e lasciati all'interno  con una piccola figura di cera del figlio di Horo a cui l’organo erano collegato. Anche così si continuarono a fabbricare i vasi canopi, benché in un unico pezzo e senza nulla dentro. Essi mantennero il loro valore simbolico di protezione fino all'epoca romana.


mercoledì 20 marzo 2013

La vegetazione magica

Per gli egizi, gli alberi erano simboli di vita e fertilità. Nell'ambito funerario erano legati alla rinascita, alla reincarnazione di un dio o di un essere amato, per cui alcune specie vennero divinizzate. Il sicomoro e la persea, per esempio, furono rappresentati per metà come alberi e per metà come dei. Prima di raffigurare le loro divinità come esseri antropomorfi, gli egizi adoravano alcuni animali. In quest'epoca antica si inserisce il culto degli alberi e delle piante magiche. Proprio per la loro scarsità, alcune specie di alberi furono venerate e collegate a divinità. Il sicomoro fu la pianta di Iside, Nut e Hathor o "signora del sicomoro". Nel Libro dei Morti sono raffigurati due sicomori di turchese che custodiscono la porta attraverso la quale esce Ra, il dio sole. Questo albero era associato anche a Nut, la sua raffigurazione nelle tombe è legata all'aspetto funerario di tale divinità, poiché essa era la protettrice dei morti. Nut, rappresentata come un albero da cui esce una figura femminile (sotto), offriva al defunto cibo e acqua divina. La persea o ished fu associata a Thot e a Seshat nel calcolo degli anni di regno del faraone, così come il ramo della palma che portava il dio Heh. Altri alberi erano legati a un mito, come il loto di Nefertum  o il salice di Osiride, al quale era dedicata una festa. Questi alberi, conosciuti dal Periodo Predinastico, furono adorati fino alla fine del regno egizio. A partire della XVIII dinastia, si ritenne che nell'aldilà vi fosse una persea sacra, sulle cui foglie gli dei Thot e Seshat annotavano il nome dei faraoni e gli anni di regno. Simboleggiava anche l'eternità dell'universo. Nel mondo degli dei, la persea era protetta da un grande gatto armato di coltelli, che impediva al serpente Apophis di attaccarla. 

Curiosità: La lettuga era un ortaggio legato al dio Min. Per il liquido bianco che perdeva quando veniva tagliata, era messa in relazione al seme e si credeva che fosse afrodisiaca.

Riferimenti: In alto a sinistra, un dipinto nella tomba di Thutmosi III, nella Valle dei Re, mostra il faraone mentre viene allattato da un albero. Quest'ultimo rappresenta la dea Iside, com'è indicato dai geroglifici accanto all'immagine, i quali affermano:
"Menkheperra (Thutmosi III) viene allattato da sua adre Iside"