domenica 23 giugno 2013

Il Museo Egizio del Cairo: Bracciali di Ramses II


Durante i lavori di costruzione di una ferrovia, a Tell Basta (l'antica Per-Bastet), una località del Delta, sono stati ritrovati gioielli e vasellame in oro e in argento. Solo alcuni di questi oggetti si trovano al Museo del Cairo; gli altri sono esposti a New York e a Berlino. Per-Bastet, la ''dimora di Bastet'', era il centro di culto dell'omonima divinità, rappresentata come donna dalla testa di gatto. Il tempio della dea, esistente già nell'Antico Regno, fu ingrandito dai sovrani delle epoche successive. Il tesoro, casualmente scoperto dagli operai addetti ai lavori ferroviari, faceva probabilmente parte del deposito del santuario. Questi bracciali rigidi in oro massiccio sono composti da due semicerchi collegati da un cardine e un fermaglio. La ricca decorazione a granuli consiste in una serie di motivi geometrici. Nella parte superiore sono rappresentate in rilievo le teste di due anatre dal collo ripiegato, con un unico largo corpo realizzato in lapislazzuli e la coda in oro decorata a piccoli granuli. Accanto alla chiusura sono incisi i cartigli di Ramses II. Con ogni probabilità il sovrano recò personalmente in offerta questi braccialetti alla dea Bastet.

Descrizione

Materiale: Oro e lapislazzuli
Diametro Massimo: 7,2 cm
Luogo di rinvenimento: Tell Basta (Bubastis)
Data del rinvenimento: 1906
Dinastia: XIX
Regno: Ramses II (1279-1212 a.C.)
Sala: 4

domenica 16 giugno 2013

Le piante medicinali

'' Quella terra fertile produce molte erbe, alcune nocive e altre curative, 
debitamente mescolate. Laggiù ogni uomo è un dottore (...) ''. 

Così Omero descrive nell'Odissea la ricchezza di piante medicinali in Egitto. Piante, semi, erbe e frutti erano molto utilizzati nella preparazione di ricette mediche nell'antico Egitto. L'impiego di determinate piante era segno di una buona conoscenza della natura. Nei papiri che ci sono giunti vi sono ricette mediche i cui componenti principali appartenevano al regno vegetale. Il problema è che talvolta sono usati termini che non è stato possibile decifrare. Malgrado ciò, la maggior parte delle piante utilizzate dagli egizi fu adottata anche da greci, romani e arabi; alcune vengono ancora usate. Le erbe (raccolte direttamente o acquistate al mercato) venivano utilizzate per inalazioni, suffumigi oppure sciolte in acqua, vino, miele o latte. Talvolta si realizzavano preparati di erbe in acqua o olio, che poi si mescolavano con altri composti. Malgrado l'apparente rigore scientifico, tutte le ricette andavano accompagnate dalle giuste formule magiche, perché nell'Antico Egitto, scienza e magia andavano di pari passo. Anche le piante come l'uva (contro la tosse), i datteri (inalati o per unguenti), le foglie di papiro (contro le scottature) e le cipolle (contro il morso dei serpenti) venivano usate in senso medico; ma anche semi come il grano e l'orzo, ad esempio:


Test di gravidanza

'' Mezzo per sapere se una donna è o non è incinta. 
Si pongono orzo e grano e la donna li bagnerà tutti i giorni con la sua urina. 
Metterà anche datteri e sabbia nei due secchi. Se i due semi germogliano, la donna è incinta (...) ''.

Addirittura, si poteva stabilire secondo gli egizi, il sesso del bambino:

'' Se spunterà prima il grano, vorrà dire che nascerà una femmina, 
se invece spunterà dell'orzo significa che nascerà un maschio (...) ''.