sabato 28 dicembre 2013

Il denaro in Egitto

Gli egizi conoscevano il denaro quando ancora non lo utilizzavano: il loro commercio di basava sul baratto. I soldi vennero introdotti in Egitto con l’instaurazione della dinastia dei macedoni. Gli egizi coniarono monete per la prima volta durante il regno di Hakor (391-377 a.C.), anche se per motivi eccezionali (guarda paragrafo sotto). Le prime coniazioni propriamente dette iniziarono tra il 330 e il 325. Le emissioni circolarono attraverso l’impero macedone e furono un elemento di prestigio per Alessandro e per la sua città. Nella zecca di Alessandria lavoravano incisori stranieri, che dominavano l’arte di coniare monete. Tolomeo I (305-283 a.C.) ne fece una delle più importanti del mondo ellenistico. Era necessario molto denaro per costituire un esercito di mercenari greci e riorganizzare economicamente il paese. Esso poteva essere anche un potente mezzo di propaganda ideologica. Nel 305, quando Tolomeo divenne re dell’Egitto, modificò i coni e fece mettere la propria immagine sulle monete d’oro e sui tetradrammi di 14 grammi, quelli maggiormente in circolazione. Per la prima volta fu raffigurato sulle monete il ritratto di un monarca vivo.
Con la conquista della Cirenaica, di Cipro e della Fenicia, la creazione di un sistema monetario trasformò questi domini dei Lagidi in un’area di circolazione esclusiva che facilitò il controllo dell’economia. Dopo la battaglia di Ipso, nel 301 a.C., fu adottato il sistema di peso fenicio e si coniarono monete in tutti i metalli: oro, argento e bronzo. L’economia dei Lagidi raggiunse il massimo splendore con Tolomeo II (283-246 a.C.) e Tolomeo III (246-221 a.C.). Tuttavia, l’oro circolò poco; le coniazioni più note in questo metallo risalgono alla fine del regno di Tolomeo II o ai tempi del suo successore. Si tratta di una serie di octodrammi, sul cui recto sono raffigurati Tolomeo II e Arisnoe II e sul verso Tolomeo I e Berenice.  Le emissioni più importanti furono quelle di bronzo. Fu introdotto il tipo ‘’rame’’ durante il regno di Tolomeo IV Filopatore (221-203 a.C.). Il bronzo di grande peso fu introdotto verso il 270 da Siracusa, città che segnava le mode di Alessandria. Verso la metà del III secolo circolarono tetradrammi d’argento per il commercio estero e dramme di bronzo per quello interno. La popolazione utilizzò il bronzo senza coniarlo per il commercio di tutti i giorni. La conquista di Siracusa da parte dei romani pose fine all’era dell’argento, e le zecche fissarono misure di valore in bronzo. A partire da Tolome V Epifane (203-181 a.C.), la monetazione perse vigore. Continuarono i tipi precedenti e rimasero solo didrammi molto rari. Le emissioni d’oro scomparvero dopo Tolomeo VIII Evergete (170-116 a.C.).
La fine della dinastia dei Lagidi, specialmente durante il regno di Tolomeo XII (80 a.C.) e Cleopatra VII (51-30 a.C.), fu caratterizzata da una crisi economica e politica. Le monete d’argento non scomparvero, ma furono utilizzate soltanto per un certo tipo di pagamenti – i prestiti a lungo termine – per prevenire l’inflazione. Per la maggior parte della popolazione questo prezioso metallo conservò il proprio valore ma non sotto forma di moneta. Durante l’impero romano, Augusto confiscò tutto l’oro e l’argento delle tesorerie reali e lasciò circolare soltanto le monete di rame per i bisogni interni. Tiberio continuò le coniazioni in bronzo nella zecca di Alessandria. Nel 20 d.C. fu coniata una moneta fatta per l’82% di rame e per il resto di argento. In seguito venne realizzata una lega d’argento uguale a quella contenuta nel denaro romano. Poiché allora non si conosceva alcun metodo per separare l’argento dagli altri metalli, questa moneta fu poco diffusa e il suo valore commerciale scarso. Si chiamava statere o tetradramma ed equivaleva ufficialmente a un denaro romano o a una dramma attica. Ad Alessandria furono coniati cinque tipi di monete di bronzo durante i primi due secoli della dominazione romana.

Il Baratto
L’Egitto era essenzialmente un paese agricolo. La maggior parte degli scambi avveniva in natura, attraverso i prodotti della terra, con cui si pagavano anche i tributi. A partire dalla XVIII dinastia vi fu uno strumenti di scambio basato sui metalli: il deben, che equivaleva a 91 grammi. Era d’oro, argento e rame ed era suddiviso in 10 kite. L’archeologia ha rinvenuto numerosi "pesi" di aspetto teriomorfo o con testa di bovino, a dimostrazione che il sistema economico si basava sull'agricoltura. L’uso del metallo come mezzo di scambio nel Nuovo Regno non incise sull'economia del paese.

Hakor e le prime coniazioni
Le prime emissioni di moneta sono di epoca tarda e si devono a una situazione eccezionale. Per lottare contro l’esercito persiano, il faraone Hakor (dai greci chiamato Achoris/ 391-379 a.C.) ingaggiò mercenari greci, che non accettavano il pagamento in natura, per cui fu necessario coniare monete di tipo ateniese e anche richiedere coni in questa città. Fino alla fuga di Nectanebo II in Macedonia, nel 341 a.C., i tipi acquistarono un carattere più locale, anche se la circolazione di queste emissioni fu limitata. L’innovazione assunse una forma definitiva sotto i Tolomei.


Le Zecche
La zecca di Alessandria entrò in attività verso il 326 a.C. Conosciamo le emissioni di tetradrammi di Alessandro. La zecca di Alessandria emise serie in oro, argento e bronzo; i suoi maggiori indici di produzione si ebbero sotto i primi quattro monarchi Lagidi, ma non vi fu il marchio della zecca fino alla fine del II secolo a.C. Il sistema delle zecche fu opera di Tolomeo I. Quelle di Corinto ed Efeso furono le uniche a funzionare fuori dell’aera monetaria esclusiva al tempo di Tolomeo I e Tolomeo III. Le città fenicie, con una lunga tradizione avevano coniato monete per Alessandro; non fu difficile adattarle alle esigenze dei Tolomei. Al tempo di Tolomeo II furono importanti le zecche di Tiro, Sidone, Ptolemais, Khoppa, Gaza, Beirut e Ascalon. A Cipro si distinsero quelle di Kition, Pafos e Salamina. Anche a Cirene vi fu una zecca importante.

La banconota egiziana
Oggi i biglietti dello Stato egiziano presentano immagini che ricordano l’eredità dell’antica Civiltà dei faraoni. Sono frequenti le raffigurazioni di rilievi con imprese militati, tempi, piante araldiche, barche sacre o effigi del sovrano. Nell'immagine si vede un biglietto da 50 piastra, su cui è presentato Ramses II, con il tipico elmo da guerra e lo scettro pastorale. 


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