mercoledì 26 febbraio 2014

Il mondo animale nell'Antico Egitto, parte 3: rettili e aracnidi

Dopo aver analizzato pesci, insetti, mammiferi e tante altre specie animali, è arrivato il momento di parlare delle ultime due: rettili e aracnidi.



Rettili

Cobra
Un papiro ieratico d'età tarda, conservato al Museo di Brooklyn, contiene la descrizione di trentotto rettili. Ciascuna rubrica di questo vero e proprio trattato di Ofiologia, come lo ha chiamato Serge Sauneron suo editore, riporta un'accurata descrizione delle caratteristiche fisiche del serpente, al fine di poterlo riconoscere, dell'aspetto del morso e delle sue conseguenze con la relativa prognosi. In alcuni casi, aggiunge infine l'indicazione del rimedio, se esisteva. Ciascun serpente vi è considerato manifestazione di una qualche divinità. In una seconda parte del trattato, sono date più diffusamente le ricette dei rimedi e antidoti contro il veleno. In questo trattato, il cobra è descritto in questo modo: " Quanto al serpente cobra, ha il colore della sabbia. Se morde qualcuno, questi sentirà dolore nella metà del corpo dove non è stato morso e non proverà invece dolore nella metà che reca la ferita ... è una manifestazione di Seth ... ".

Coccodrillo
Il coccodrillo del Nilo, Crocodilus niloticus, oggi estinto in Egitto, era nei tempi antichi assai diffuso e infestava non solo le acque del fiume ma anche i canali, gli acquitrini e il grande lago Fayyum. Temibile per il bestiame e per gli uomini, fu perciò oggetto del venerando terrore degli antichi, che ne fecero insieme un simbolo di odiato abominio e una delle più importanti divinità. Tra le deprecate caratteristiche del coccodrillo, la sua avidità e ingordigia erano proverbiali al punto che il geroglifico che lo rappresentava serviva significativamente come determinativo per le parole: avaro e ingordo.

Lucertola
I membri di questa numerosa famiglia, fenotipicamente sospesi tra coccodrilli e serpenti, furono sentiti anche dagli egizi come animali ibridi, ora assimilati ai primi ora ai secondi, e a seconda dei casi, sacri alle divinità e nei luoghi, connessi al coccodrillo o ai serpenti. L'enorme diffusione dell'animale suggerì uno dei suoi stessi nomi, Asha, che significa: molteplici o innumerevoli. La sintetica astrattezza del geroglifico che rappresenta questa specie, non rende conto della capacità degli egizi di osservare e riprodurre le caratteristiche individuali dei vari membri della famiglia: ad esempio, il varano è distinto, nelle raffigurazioni egizie, dalla testa rovesciata all'indietro, movimento impossibile per il rettile acquatico ma tipico del comune coccodrillo terrestre.

Vipera cornuta
Da sempre è un segno geroglifico molto ricorrente, il suo valore fonetico è F ed è usato in parole come determinativo in parole come vipera, per l'appunto, che in egizio si diceva Fy. Il trattato di ofiologia egizio, ne dava questa descrizione: " Il suo colore è simile a quello di una quaglia, ha due corna sulla fronte, la testa è larga, il collo stretto e la coda spessa. Se l'orifizio del morso è ampio, il viso del ferito si gonfia, se il morso è piccolo, chi è stato morso diviene inerte ma [...] avrà febbre per nove giorni e sopravviverà ... è una manifestazione di Horus. Si può tirare fuori il veleno, facendolo vomitare abbondamene ... ".

Aracnidi

Scorpione
L'unico aracnide di questa lunga carrellata di animali è lo scorpione, tenuto in grande considerazione dagli egizi per paura e rispetto. Lo scorpione, così come molti altri animali già citati custodiva significati positivi e negativi. Associato alla dea Serket, lo scorpione, così come la divinità stessa erano simbolo di magia e guarigione. Infatti, la dea veniva invocata in caso di puntura e aveva un corpo di specialisti nella cura dei devastanti effetti della puntura dell'animale. La dea Serket era talmente venerata da essere considerata in alcune zone dell'Egitto, addirittura la sposa di Horus, oltre ad essere la protettrice del dio sole Ra.

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