domenica 6 luglio 2014

I generi letterari egizi

Spesso per l'antichità il termine "letteratura" racchiude l'intera produzione scritta di una lingua. Di fronte all'abbondanza dei testi egizi, si possono definire alcune grandi categorie che compongono questa letteratura: religiosa, profana e tecnica.
Una questione rimane da chiarire: quanti egizi sapevano leggere e scrivere? Purtroppo non è possibile determinare con precisione la percentuale di alfabetizzati sull'intera popolazione. Tuttavia è ipotizzabile che le classi che sapessero scrivere e leggere fossero tutte quelle implicate nei lavori amministrativi, escludendo quindi contadini e servi.

I testi religiosi
I testi funebri furono i primi ad essere prodotti. Alla fine dell'Antico Regno (fine della V e della VI dinastia), i Testi delle Piramidi, che decorano gli appartamenti funebri, costituiscono il più antico esempio di scrittura funebre e mitologica. Queste scritture sono riservate esclusivamente al faraone: ne assicuravano la sopravvivenza dopo la morte in compagnia di Ra e degli dei.


Testi rituali
Esistono anche alcuni testi rituali che ci sono pervenuti più o meno completi (Rituale per respingere il male, Rituale dell'imbalsamazione, Rituale dell'apertura della bocca, ecc.). All'inizio erano scritti in ieratico su papiro e venivano usati dai sacerdoti durante le cerimonie. Tuttavia i muri dei templi tolemaici riprendono in molti punti la trascrizione su pietra di alcuni rituali o testi mistici.

Inni e preghiere
È soprattutto a partire dal Medio Regno che si sviluppano gli inni e le preghiere in onore degli dei. Si ritrovano fino alla fine della storia dell'antico Egitto su differenti supporti: pareti delle tombe e dei templi, steli, papiri e ostraci (pezzi di pietra o di coccio che venivano utilizzati come supporto per scrivere).


Testi profani
Accanto all'abbondante produzione dei testi religiosi esistevano anche opere profane costituite essenzialmente da favole e insegnamenti. Tutte le composizioni letterarie avevano lo scopo di istruire il lettore. Le favole lo facevano in modo ricreativo, riprendendo situazioni e personaggi dal quotidiano. Esse rivelano una costruzione letteraria piuttosto articolata, il che va a suffragare l'idea che fossero tratte dalla tradizione orale. Pochissime erano le opere di finzione.

Le favole
Appaiono nel Medio Regno: i grandi classici sono Le avventure di Sinuhe, Il naufrago, Cheope e i maghi, Il paesano eloquente. Nel Nuovo Regno ricordiamo: I due fratelli, Horus e Seth, Verità e menzogna, La presa di Joppe.

Gli insegnamenti
Gli insegnamenti erano testi che si presentavano spesso sotto forma di precetti da parte di un uomo maturo nei confronti di un giovane (il padre al figlio, il maestro all'allievo). Venivano usati per formare i giovani scribi, dal Medio Regno fino all'epoca tolemaica.



Testi tecnici
Non erano i più numerosi. Fra questi i papiri medici erano i più importanti, in quanto descrivevano i rimedi da utilizzare per guarire diversi malanni. Fra  i testi di matematica, il papiro Rhind è il più completo: contiene 87 problemi di aritmetica e di geometria, di cui vengono riportate le rispettive soluzioni. Infine, fra i testi più curiosi e interessanti, è da segnalare un trattato di storia naturale che fornisce da una parte la descrizione di molti rettili (precisando l'eventuale pericolosità dei loro morsi) e dell'altra la preparazione dei rimedi per guarire dai morsi stessi.


Le scritture egizie ci permettono di raccogliere informazioni e di sapere come gli egizi concepivano il mondo in cui vivevano; come ad esempio il Papiro Erotico di Torino. È anche grazie a questi testi, spesso alquanto frammentari, che noi storici possiamo ricostruire la piccola e la grande storia dell'Egitto.

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