venerdì 15 agosto 2014

La pesante eredità di Ramses II

È sempre difficile sostituire un "gigante", soprattutto se si tratta di un sovrano in grado di regnare per oltre mezzo secolo. 
Fu quel che accadde alla morte del faraone Ramses II, quando l'Egitto dovette fronteggiare una serie di crisi di successione e la costante pressione dei popoli stranieri. Alla fine del Nuovo Regno, il paese si avviava ormai verso una fase di declino irreversibile. Verso la seconda metà del XIII secolo a.C., il lungo regno di Ramses II si avviava verso la sua conclusione. Il re era ormai vecchio, ma l'Egitto era un paese ricco e potente, costellato di monumentali meraviglie che testimoniavano lo splendore della civiltà e il genio architettonico del suo sovrano. Il regno delle Due Terre viveva in pace ed esercitava la sua influenza ben oltre i propri confini: il trattato con gli Ittiti stipulava l'equilibrio in tutto il vicino Oriente. Ma gli anni passavano, e la gloria militare di Ramses II si apprestava a divenire un lontano ricordo. 
Poco alla volta, le prime nubi iniziarono a profilarsi all'orizzonte: proprio come accade al crepuscolo di una calda giornata d'estate, le nuvole sembrano lontane. Eppure, la tempesta stava già prendendo forma, e i primi tuoni si potevano già udire in lontananza, benché nessuno facesse caso a ciò che sembrava solamente una vaga minaccia.

L'inizio del declino
Questo era il clima in cui l'Egitto viveva alla fine del lungo regno terreno di Ramses II, che si dice sia durato sessantasette anni. In oltre in mezzo secolo, la società egizia era profondamente cambiata. La distribuzione delle ricchezze tra i vari ceti sociali era diventata ancora più disomogenea, ovviamente a vantaggio delle classi più agiate. Il clero di Amon era sempre più coinvolto nelle questioni politiche, e cominciava a intaccare, in modo impercettibile ma costante, l'autorità del faraone. Nel paese si andava instaurando un clima di decadenza, caratterizzato da un certo degrado dei costumi e della morale, oltre che da una sostanziale impoverimento culturale. Anche all'esterno cominciavano a profilarsi nuove minacce. Il regno degli Ittiti era in procinto di essere invaso da popolazioni del Nord, provenienti dai Balcani e dalle coste del Mar Nero. Lo stesso Egitto, dopo la morte di Ramses II, divenne una preda allettante per gli invasori stranieri, tanto più che la scomparsa del vecchio sovrano aveva acceso la rivalità tra i numerosi pretendenti al trono e aperto così una vera e propria crisi di successione. Inevitabilmente, questa crisi indebolì il paese e lo rese particolarmente vulnerabile a pericoli di ogni sorta. Alla fine, a salire al trono fu Merenptah. Questi era il tredicesimo figlio di Ramses, mentre sua madre era la grande sposa reale Isisnofret. Apparentemente, si trattò di una scelta del tutto legittima e logica: il nuovo faraone si era già occupato a lungo di questioni di Stato, seppure all'ombra del padre; in particolare, Merenptah era stato generale in capo dell'esercito e aveva anche rivestito le alte funzioni di luogotenente generale del regno mentre Ramses combatteva contro gli Ittiti. Vi era, però, una particolarità: il futuro re era nato nei primi anni di regno del padre, pertanto non era più un ragazzo: quando indossò la doppia corona d'Egitto, aveva quasi sessant'anni.
Fra i numerosissimi discendenti di Ramses II, oltre a Merenptah, si distinsero altri due figli, Khaemuaset e Amonherkopeshef. Questi fu il figlio maggiore e il primo avuto dalla regina Nefertari; dopo aver intrapreso la carriera militare, fu principe ereditario per quasi quarant'anni. Dopo la sua morte, avvenuta probabilmente in guerra, il titolo legittimo passò ad un altro figlio di Nefertari e soli molti anni dopo, quando altri principi morirono, Merenptah fu proclamato erede. Khaemuaset, invece, era figlio di Isetnofret e un vero appassionato di studi storici, tanto da divenire una sorta di archeologo ante litteram; restaurò, tra l'altro, diversi templi e studiò le fonti della religione egizia. Fu anche gran sacerdote di Ptah a Menfi, e si occupò personalmente di organizzare le feste Sed in onore di suo padre.

In guerra su tre fonti
Gli eventi si susseguirono molto rapidamente. Appena insediatosi sul trono, Merenptah, realizzò che le frontiere dell'Egitto erano minacciate da più parti: a est dai Palestinesi e dai cosiddetti "popoli del mare" a ovest dai Libi e a sud dai Nubiani. Bisognava quindi batterli su tre fronti. Come abbiamo visto, Merenptah aveva la tempra e l'esperienza di un soldato, sapeva valutare le forse nemiche e aveva già dimostrato di possedere sangue freddo e capacità decisionali. e cercare di batterli uno dopo l'altro. Il primo fronte di guerra si aprì a est, contro i Palestinesi e i popoli del mare. L'esito della campagna fu positivo, ma la vittoria non fu schiacciante: il sovrano egizio aveva fretta di portare le sue truppe all'altro capo del paese per sfidare i Libi, e non ebbe il tempo di inseguire i vinti; dopo una breve ritirata, questi si installarono in prossimità delle frontiere.
Anche a ovest le cose sembrano prendere una piega più difficile rispetto alle previsioni di Merenptah. L'esercito egizio era già provato dalla prima campagna e dalla lunga marcia di trasferimento, e non riuscì a sconfiggere in modo definitivo i Libi. Questi si limitarono a indietreggiare e si insediarono in una zona del Basso Egitto da cui verranno scacciati solo più tardi, durante il regno di Ramses III. Quanto ai Nubiani, sempre in rivolta e pronti ad approfittare di ogni minimo segno di debolezza degli egizi, avevano nuovamente imbracciato le armi e rialzato la testa. Ma, ancora una volta, furono riportati alla ragione con i metodi impietosi più volte utilizzati dai predecessori di Merenptah.
Dopo due anni di guerra, l'Egitto era riuscito a limitare i danni, ma non aveva risolto i propri problemi: le frontiere rimasero infatti sotto la minaccia di popoli nemici che, pur sconfitti, non avevano rinunciato ai loro progetti di conquista. Si stabilì così una pace precaria. Ciononostante, Merenptah passò alla storia come un salvatore del proprio paese. A parte l'aspetto militare, del suo regno non rimango molte tracce. È certo, però, che la morte di questo faraone aprì una nuova crisi di successione, ulteriormente aggravata da un generale declino del paese.


Sethi II contro Amenemesse
Gli eventi che seguirono la morte di Merenptah sono particolarmente difficili da ricostruire. A quanto sembra, il principe ereditario Sethi II s'impose superando notevoli difficoltà. Alla fine ebbe la meglio suoi suoi contendenti, ma ben presto dovette affrontare un avversario, un "anti-faraone" di nome Amenemesse. Chi era costui?
Sulle origini di questo pretendente al trono, sono state formulate diverse ipotesi: forse apparteneva a uno dei rami dell'intricata stirpe di Ramses II, oppure er un figlio di Sethi II ribellatosi al padre; secondo altre supposizioni, invece, era un fratellastro di Sethi II che reclamava la propria parte di potere o, ancora, il leader di una congiura fomentata da un visir ambizioso. Stupisce, in ogni caso, l'autorevolezza acquisita da questo usurpatore, il quale riuscì ad attirare un discreto seguito: per esempio, riuscì a far interrompere i lavori di costruzione della tomba del faraone e far intraprendere quelli relativi alla propria sepoltura. Ma anche Sethi II poteva contare su sostenitori fedeli, a cominciare dal visir Bay, destinato a giocare un ruolo di primo piano nei successivi anni di regno.
Amenemesse scomparve in circostanze ignote e, dopo soli due anni, morì anche Sethi II: ancora una volta, l'Egitto dovette affrontare una crisi di successione. A risolverla fu il deciso intervento di Bay, il quale riuscì a imporre l'incoronazione di Siptah. Intanto, un altro influente personaggio iniziava a insinuarsi tra le pieghe del potere: la regina Tausert.

Siptah, un faraone di passaggio
Anche sulle origini di Siptah sono state avanzate diverse ipotesi. Secondo alcuni storici, era semplicemente un figlio di Sethi II; altri, invece, sostengono che suo padre fosse l'anti-faraone Amenemesse. Ma in tal caso, perché il visir Bay, fedele servitori di Sethi II, avrebbe favorito l'ascesa al trono di un rivale del suo signore? Forse per assicurarsi una posizione di favore accanto al giovane sovrano? Di fatto, il ruolo svolto da Bay, alla corte di Siptah fu considerevole: il nuovo faraone era debole, inesperto e, oltretutto, menomato da un piede torto. Ma il visir era onnipresente, e si può dire che fu proprio lui a regnare. Dopo la morte del sovrano, Bay ebbe l'immenso onore di vedersi riservare metà della tomba reale.
Quanto alla regina Tausert, non attese la morte di Siptah per far valere le proprie pretese al potere: prendendo a pretesto la giovane età del sovrano, si fece designare, forse con la complicità di Bay. Si ritiene che la donna fosse stata una delle spose di Sethi II. A quest'ultima supposizione, molti rispondo che Tausert ebbe solo  figlie femmine. Il mistero rimane. Comunque sia, Tausert divenne alla fine sovrana d'Egitto a tutti gli effetti. Perché ciò accadde, però, dovette attendere la morte del visir Bay, a sua volta correggente di fatto al fianco del giovane e cagionevole Siptah.

La morte di Tausert
In quali circostanze morì la misteriosa Tausert? Nessuno sa rispondere con certezza. Sembra che la sua fu una morte improvvisa, se non violenta. Se si trattò di un incidente, di un assassinio o semplicemente di una grave malattia, rimane un mistero. Resta il fatto che al momento Tausert fu la sola sovrana d'Egitto, insieme ad Hatshepsut, a occupare una tomba nella Valle dei Re.
Nella confusione e nel caos che contraddistinse questa fase della storia egizia, emerse un nuovo enigmatico personaggio: Sethnakht, fondatore della XX dinastia. La sua ascesa cominciò quando Tausert era ancora sul trono, ma non è chiaro quale fu il ruolo giocato dal futuro re rispetto alla regina. Nel frattempo, la situazione lungo i confini dell'Egitto rimaneva incerta. I parziali successi militari di Merenptah avevano scongiurato solo temporaneamente il pericolo di un'invasione, senza definire la questione in modo duraturo: servirono dunque ad assicurare al popolo dei faraoni solo qualche anno di pace. In preda alle sue ricorrenti crisi interne, oltretutto, il paese non seppe prendere alcuna iniziativa diplomatica o militare per mettersi al riparo da nuovi attacchi esterni.
In questa situazione, sembra che Sethnakht abbia giocato un ruolo da "salvatore" dell'Egitto, conducendo nuove campagne che avrebbero, ancora una volta, arginato temporaneamente la minaccia. Questo spiegherebbe come mai le liste reali di Ramses III menzionano Sethnakht direttamente dopo Sethi II, "dimenticandosi" i nomi di Siptah e di Tausert.

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