domenica 28 settembre 2014

Le doppie tombe di Saqqara e Abydos

Sembra che la maggior parte dei sovrani sepolti ad Abydos si sia fatta costruire una tomba anche nella necropoli di Saqqara, nei pressi di Menfi, capitale dello stato unificato. Negli anni '30 del XX° secolo, l'archeologo inglese W.B.Emery scavò infatti in quelle zona alcune tombe, dette "mastabe", dotate di sovrastrutture rettangolari in mattoni crudi riempite di ghiaia e contenenti vani che fungevano da depositi. Inizialmente, Emery credette di aver trovato le sepolture di alti funzionari, poiché allora era opinione diffusa che i sovrani delle prime due dinastie fossero seppelliti solo ad Abydos. In seguito, ipotizzò invece che le vere tombe di quei re fossero proprio quelle di Saqqara.
Le tombe di Saqqara sono più grandi di quelle di Abydos. Spesso sono sviluppate su due piani, uno sotterraneo, l'altro al livello del suolo. Quest'ultimo poteva essere alto fino a 2,5 metri ed era provvisto all'esterno di una "facciata di palazzo" decorata a pannelli. All'interno vi erano camere che contenevano vari oggetti del corredo funerario. Al centro si trovava un pozzo rettangolare che conduceva alla camera funeraria vera e propria, costruita in maniera simile a quelle che si trovano nelle tombe di Abydos. 
La "doppia sepoltura" potrebbe esprimere l'intenzione di sottolineare la dualità originaria del paese. Facendosi appropriatamente seppellire nella necropoli di Menfi, i sovrani avrebbero esaltato l'importante ruolo politico; il cenotafio di Abydos avrebbe invece voluto ricordare il vero luogo di origine del potere regale in Egitto.
Il significato della cosiddetta "doppia sepoltura" è tutt'altro che risolto. Mancando ogni prova definitiva sull'attribuzione delle tombe scavate da Emery, alcuni studiosi ritengono che quelle di Saqqara fossero in realtà destinate ad alti funzionari residenti a Menfi. Tuttavia, le tombe di Saqqara sono molto più grandi di quelle di Abydos ed è improbabile, anche se non impossibile, che dei monumenti funerari di subordinati potessero superare quelli dei faraoni. Altri studiosi ritengono invece che sia Saqqara che Abydos ospitassero monumenti regali, ma mentre a Saqqara si trovava la vera tomba del sovrano, ad Abydos, vi era soltanto un cenotafio in onore del re defunto. 
Tirando quindi le somme delle varie ipotesi, possiamo solo giungere alla conclusione che finché qualcosa di nuovo non getterà ulteriore luce su tale tematica, ognuna delle teorie qui riportate restano mere possibilità.

giovedì 18 settembre 2014

La tomba di Hetepheres

La regina Hetepheres era la moglie del Faraone Snefru e madre di Cheope. La sua tomba venne trovata nel 1925 nel cimitero est di Giza da una missione americana, guidata dall’Egittologo Reisner. Nel febbraio di quell'anno, uno dei fotografi che facevano parte delle spedizione americana stava cercando di sistemare il cavalletto della macchina fotografica nei pressi di un angolo di una delle piccole piramidi attorno alla piramide di Cheope, quando scoprì, del tutto casualmente, un ammasso di gesso che nascondeva l’imboccatura, ostruita da pietre squadrate, di una galleria scavata nella roccia. Questa galleria iniziava con dodici gradini per poi finire, dopo qualche metro, in un pozzo pieno di detriti. Nella speranza di essere di fronte all'ingresso di una tomba inviolata, la missione iniziò i lavori di svuotamento del pozzo. A 7 metri di profondità venne trovata una nicchia murata al cui interno c’erano due recipienti per il vino, un cranio e alcune ossa di toro, avvolte in stuoie di canne. Davanti alla nicchia vi erano in oltre dei resti di carbone, il che fece ritenere agli studiosi americani che si trattasse semplicemente di un offerta funeraria consistente nell'aspersione di fumo odoroso tramite la bruciature di un legno fragrante.

Tuttavia, continuando lo scavo, a 26 metri si arrivò a toccare il soffitto di una camera sepolcrale. Dopo alcuni mesi, la camera fu finalmente aperta. All'interno vi era un sarcofago in alabastro, mentre il pavimento era ricoperto, oltre che da vasi e altri suppellettili, da numerosi frammenti d’oro e di intarsi caduti dal mobilio in legno accatastato e in parte decomposto. Il ricco arredo funerario lasciava pensare che la tomba fosse appartenuta a un personaggio di rango elevato, il cui nome rimaneva però ancora sconosciuto. Dopo un mese, una scoperta risolse fortunatamente questo mistero. Alcuni geroglifici d’oro, incastonati in un legno decomposto, restituirono un iscrizione: “la madre del Re dell’Alto e del Basso Egitto… Hetepheres”. Era stata dunque portata alla luce la più antica sepoltura inviolata appartenuta a un membro della famiglia regale, ossia alla madre di Cheope, la quale era rimasta chiusa indisturbata nella sua tomba per più di 4000 anni. Dopo alcuni lavori di recupero del materiale, rimaneva l’ultimo importante compito, ossia l’apertura del sarcofago. Gli archeologi ruppero dapprima i cinque sigilli che ne garantivano la chiusura e finalmente poterono sollevare il coperchio. Purtroppo però una amara sorpresa li attendeva: il sarcofago era completamente vuoto. Ma come era possibile? Reisner aveva trovato nel fondo del pozzo alcuni vasi, come essi fossero stati gettati all'ultimo momento; in oltre aveva notato tracce di forzatura nell'apertura del sarcofago. Su questa base, lo studioso americano avanzò un ipotesi, più o meno convincente. Forse la regina Hetepheres, alla sua morte, venne sepolta in una tomba a Dashur, nei pressi della piramide del suo sposo Snefru. In seguito, dopo essere stato informato di un tentativo di saccheggio della tomba materna, Cheope ordinò di far costruire una nuova sepoltura per la madre nelle immediate vicinanze della sua piramide a Giza, dove avrebbe potuto godere di maggiori controlli. 

Dopo che i lavori furono ultimati, tutto l’arredo funerario e il sarcofago vennero trasferiti da Dashur a Giza e sepolti, probabilmente in tutta fretta, nella nuova tomba. Tuttavia, i predatori della tomba di Dashur avevano rubato la mummia della regina per poterne strappare i monili e i gioielli in oro. Gli addetti alla sorveglianza di questa tomba, per paura di essere severamente puniti, tennero nascosto l’accaduto a Cheope, il quale fece così seppellire a sua insaputa un sarcofago vuoto. Ricordiamo che all'interno della tomba di Giza venne effettuata un ultima scoperta. In una nicchia ricavata in una parete, si trovò un contenitore in alabastro sigillato. Nel suo interno, diviso in scomparti, vi erano custoditi quattro involti, originariamente immersi in una soluzione preservante di carbonato di sodio e contenenti le viscere di Hetepheres. Questa scoperta rappresenta la più antica testimonianza di un usanza che sarà poi ben diffusa nelle epoche posteriori. Il tesoro di Hetepheres, oltre ad essere il più antico, è anche uno dei più belli appartenuti ad un membro della famiglia regale che l’Egitto ci abbia restituito. Nel suo insieme, era composto da una serie di oggetti di uso quotidiano, mobili e contenitori in legno finemente lavorati, in una buona parte vestiti con oro battuto e intarsi di pasta di vetro colorata o pietre dure. Il tesoro includeva vasi di varie forme e dimensioni, alcuni bracciali in argento, oggetti per la toeletta personale della regina, come rasoi, arnesi per le unghie, piccoli vasi in alabastro per oli e altri contenitori in oro per cosmetici. Gli arredi rinvenuti nella tomba ci danno in oltre un’idea di quella che doveva essere una camera da letto di lusso nel periodo delle piramidi. I piedi della poltrona e del letto hanno la forma di zampe di leone: la presenza di questo animale aveva la funzione di proteggere la persona seduta o che dormiva e infonderle parte della sua forza. La testa del letto, leggermente sopraelevata, termina con due fiori di loto sporgenti. Il piano del letto dove la regina dormiva era composto di pelle tesa, attaccata all'intelaiatura per mezzo di cordicelle. Tutt'oggi, la scoperta della tomba di Hetepheres, madre terrena del Dio vivente, è ancora fra le più importante che l’archeologia ricordi.

venerdì 12 settembre 2014

L'origine divina di Hatshepsut

Per governare sull'Egitto come faraone, Hatshepsut dovette proclamare la sua legittimità dinastica, un'operazione che poté compiere grazie al supporto dei sacerdoti di Amon. Con il proposito di affermare i suoi diritti, la regina fece incidere dei rilievi con la storia della sua origine divina sulle pareti dei portici colonnati del tempio funerario di Deir el-Bahari, dedicato ad Amon, alla dea Hathor e al culto del ka o " forza generatrice di vita " di Hatshepsut e di suo padre Thutmosi I. Le scene si svolgono su un muro della seconda terrazza del tempio e illustrano la teogamia, cioè l'unione sacra tra il dio Amon, con le sembianze di Thutmosis I, e la regina Iahmes. In seguito a questa unione sarebbe stata quindi concepita Hatshepsut, la divina figlia di Amon.



  1. Khnum, il vasaio divino, ha ricevuto dal dio Amon l'ordine di modellare Hatshepsut: " Vai a modellare lei e il suo ka. Modella questa figlia mia che ho generato ".
  2. Il dio Khnum, con l'aiuto della dea rana Heket, che presiede i parti e protegge le nascite, modella sul suo tornio di vasaio Hatshepsut, erede di Amon, e il suo ka.
  3. Thot, il dio lunare della sapienza, viene inviato da Amon per annunciare alla regina Iahmes, moglie del faraone Thutmosis I, che darà alla luce un erede divino.
  4. La dea utero Meskhenet, la dea ippopotamo Tueris e il dio nano Bes assistono la regina Iahmes durante il parto.
  5. Amon riceve da Thot Hatshepsut e il suo ka ed esclama: " Gloriosa parte di me, re che prende sempre le Due Terre sul trono di Horus ".
  6. Hatshepsut, rappresentata come un bambino, viene accolta tra le braccia di suo padre Amon, che la riconosce come sua erede e conferma il suo diritto a regnare.
  7. La regina Iahmes tiene in braccio sua figlia mentre due nutrici divine allattano due dei suoi ka. Dodici geni benefici sostengono ognuno dei ka della piccola Hatshepsut.
  8. Il genio dell'inondazione tiene in braccio Hatshepsut e il suo ka, seguito dal genio del latte. Entrambi la presentano al padre Amon, al cospetto di testimoni divini.