giovedì 1 gennaio 2015

Gaston Maspero e le mummie reali

Il contributo di Gaston Maspero alla conoscenza dei tesori dei faraoni è stato davvero rilevante. Egittologo, ma anche filologo e storico, egli continuò gli scavi archeologici avviati da Auguste Mariette e fondò l'Istituto Francese di Archeologia Orientale al Cairo.


Gaston Maspero nacque il 24 giugno 1846. Ad appena dodici anni fu travolto dal fascino dell'Egitto, dopo aver scoperto un testo in geroglifico nel Manuale di storia antica di Duruy: da allora, la sua passione per questa civiltà e per i suoi misteri non sarebbe mai diminuita. Nel 1868 ottenne un posto di insegnante privato di egittologia presso il Collège de France e impartì delle lezioni all'imperatrice Eugenia per prepararla all'inaugurazione del Canale di Suez.
Quell'incarico gli aprì le porte dell'élite parigina: conobbe così la sua futura moglie, Ettie Yapp, musa dei poeti più alla moda di quel periodo. Alla fine del 1872 sostenne la tesi di dottorato, intitolata "Il genere epistolare nell'antico Egitto", e ottenne poi la cattedra di Filologia e Antichità egizie del Collège de France, che avrebbe conservato fino alla morte. Nel 1873, qualche giorno dopo la nascita del terzo figlio, Maspero perse la moglie. Questa disgrazia lo avvicinò ad Auguste Mariette, celebre egittologo in servizio al Cairo, che aveva conosciuto un identico lutto.

Le scoperte in terra egiziana
Nel 1880 Gaston Maspero sposò Louise Balluet d'Estournelles e partì per l'Egitto per raggiungere Mariette, allora direttore delle Antichità d'Egitto e del museo di Boulaq.
Accompagnato da alcuni egittologi apprendisti, Maspero decise di organizzare una missione permanente dedicata agli scavi archeologici: era il nucleo di quella che nel 1898 sarebbe diventata la Scuola di Archeologia del Cairo. Alla morte di Mariette, nel 1881, Maspero gli succedette alla direzione degli scavi, continuando la sua battaglia contro i saccheggiatori di necropoli. La sua prima scoperta avvenne nel sito di Saqqara: erano i testi della camera mortuaria di Unas, ultimo sovrano della V dinastia. Si trattava della più antica composizione funeraria dell'umanità, e conteneva migliaia di geroglifici che Maspero poté copiare, tradurre e, in seguito, pubblicare.
La sua seconda scoperta fu il nascondiglio delle undici mummie di altrettanti prestigiosi sovrani dalla XVIII alla XX dinastia, a Deir el-Bahari. Tra di esse vi erano le spoglie di Ahmose, Thutmosi I, II e III, Amenhotep I, Ramses I, II e III, Sethi I e nonché della regina Amasi Nefertari e di numerosi principi e principesse. Queste mummie erano state portate via dalle tombe originarie e nascoste dai sacerdoti della XXI dinastia (tra il 1150 e il 1080 a.C.) per proteggerle dai saccheggiatori. Maspero liberò il corpo di Ramses II dalle bende e ne verificò il nome scritto da Herihor, ultimo dei grandi sacerdoti ad aver toccato la mummia. Si occupò anche della sistemazione del grande tempio di Luxor e del consolidamento del complesso di templi imperiali nel sito di Karnak.

Un'opera immensa
Nel 1886, Maspero ritornò a Parigi, dove riprese la cattedra al Collège de France, dedicandosi completamente alla redazione e pubblicazione delle sue ricerche scientifiche. Tra il 1886 e il 1899, produsse un numero enorme di testi e articoli. Della sua opera colossale vanno ricordati Le iscrizioni delle piramidi di Saqqara, Storia antica dei popoli dell'Oriente classico, L'archeologia egiziana e, ancora, Le tombe tebane. Nel 1899 lo studioso si recò in Egitto, occupando nuovamente la funzione di direttore delle Antichità. Si dedicò alla museologia e pubblicò opere come la guida per i visitatori del museo di Boulaq, con la descrizione delle opere esposte. Nel 1914, rientrò a Parigi: stanco e indebolito da un infarto provocato, nel 1915, dalla morte in guerra di uno dei suoi figli, Maspero si spense il 30 giugno 1916 all'età di settant'anni.

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