venerdì 13 febbraio 2015

Le colonne egizie

Quando pensiamo ai templi egizi uno degli elementi architettonici principali che ci ritorna in mente è la colonna. In effetti è difficile immaginare un tempio come Karnak senza pensare ai suoi enormi colonnati, o al tempio di Dendera senza le meravigliose colonne hathoriche. Quindi cerchiamo di capirne le differenze:


Colonna Scanalata: Detta anche protodorica, perché ricorda nel fusto le colonne greche di ordine dorico, essa imitava probabilmente tronchi di conifere scortecciati. I primi esempi (ca 2700 a.C.) sono quelli del complesso di Djoser a Saqqara. Gli esemplari successivi mostrano generalmente sulla fronte una banda verticale iscritta.

Colonna Papiriforme a capitello chiuso: È simile nell'aspetto a quella lotiforme, dalla quale si distingue per la parte inferiore più stretta e avvolta dal motivo di cinque foglie lanceolate. Il fusto è composto dal motivo di sei-otto steli a tre nervature legati a fascio sotto il capitello, il quale raffigurava ombrelli (corimbi) socchiusi di papiro. Alla triplice nervatura venne dato particolare risalto plastico fino alla XVIII dinastia. I fusti appaiono invece quasi lisci in epoca ramesside (XIX-XX dinastia), dando origine alla cosiddetta colonna "monostile", così chiamata perché secondo alcuni studiosi rappresenta un solo stelo di papiro a gemma chiusa. Le più antiche colonne papiriformi a capitello chiuso sono quelle del tempio della piramide del faraone Sahura della V dinastia.

Colonna Lotiforme: Di diametro uniforme per tutta la sua altezza, il fusto rappresenta un fascio di quattro-sei e più tardi anche di otto steli di fiori di loto legati sotto il capitello. Questo è formato da sei calici leggermente aperti, tra i quali figurano sei fiori più piccoli, il cui stelo si prolunga sul fusto. Leggermente impiegata durante l'Antico Regno, a partire dalla V dinastia e nel Medio Regno, ritornò di moda in Epoca Tarda. Il loto era legato al culto solare: fu infatti il fiore dal quale il sole uscì sulle acque primordiali il giorno della creazione.

Colonna Palmiforme: Rappresenta un tronco di palma decorato con foglie di palma strette al fusto da diverse legature che terminano in un triplice laccio, visibile sul davanti. La prima attestazione è nel tempio della piramide del faraone Sahura menzionata sopra. Il palmizio, dimora del dio Sole, era anche pianta araldica dell'Egitto. Per questo motivo la colonna palmiforme era utilizzata di preferenza nei palazzi reali e nei templi funerari.

Colonna Papiriforme a corolla aperta: Detta anche campaniforme, ha un fusto liscio arrotondato, che rappresenta forse un unico stelo di papiro. Il capitello, che nasconde alla vista dal basso il piccolo abaco, è decorato con serie di corimbi aperti di papiro, avvolti in foglie lanceolate. Questo tipo di colonna, nata come supporto di lampada nel Medio Regno, è attestato in raffigurazioni dell'inizio del Nuovo Regno e come elemento architettonico in pietra per la prima volta nelle costruzioni di Thutmosi III a Karnak. Viene utilizzato di preferenza in chioschi aperti e nelle navate centrali delle sale ipostile, a rappresentare l'aprirsi delle piante al passaggio del dio solare che porta la luce (il giorno) nel tempio, simbolo dell'intero universo. I capitelli a boccioli chiusi, sia papiriformi sia lotiformi, alludano invece alla notte, al viaggio del Sole nell'aldilà dopo il tramonto, nel corpo di sua madre Nut.


Colonna Hathorica (sopra un video che la mostra a 360°): È costituita da un fusto cilindrico su cui poggia il capitello che raffigura quattro facce della dea Hathor con orecchie bovine, che guardano i quattro punti cardinali. Sopra le teste sono collocati altrettanti sistri, generalmente in forma di grande portale. Testimoniata per la prima volta nel Medio Regno, questa colonna è presente in edifici consacrati al culto di Hathor e raffigura il feticcio della dea portato in processione nelle feste a lei dedicate.

Colonna Composita: È così chiamata perché per lo più è formata da vegetali diversi, anche se alcuni esemplari rappresentano steli di sola palma o papiro. Tipica dei templi di Epoca Tarda, la colonna composita ha origine nelle colonne, soprattutto palmiformi, dei palazzi reali di epoca amarniana e ramesside, che presentano variazioni originali su motivi classici.

Colonna a forma di picchetto di tenda: Utilizzata nel tempio funebre di Thutmosi III a Karnak, è la trasposizione in pietra del picchetto ligneo di tenda o baldacchino, costituita da un fusto di dimensione crescente dal basso verso l'alto, che nella parte superiore termina in un capitello campaniforme ornato da foglie lanceolate. Incerto è il legame di questo tipo di colonna con quelle simili dei palazzi minoici a Creta.

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