giovedì 12 marzo 2015

Il carro da guerra egizio

L'introduzione del carro da guerra provocò un'autentica rivoluzione nel campo della tecnologia militare ed ebbe importanti ripercussioni nel panorama politico del mondo antico.


Sembra che fu lungo le sponde del fiume Oxus, che separa l'Asia centrale dalla Persia e dal Medio Oriente, il luogo in cui l'uomo domò il cavallo, lo sellò, lo montò e lo mise a tirare il carro. Da lì, infatti, partirono i popoli conquistatori che formarono i cosiddetti "regni dei carri". Il carro apparve nella civiltà sumera, verso il 2800-2400 a.C., e fu portato in Egitto dagli hyksos, un insieme eterogeneo di semiti e asiatici che piombò nel paese del Nilo nel Secondo Periodo Intermedio, verso il 1644 a.C. 
Questi guerrieri erano in possesso di una tecnologia militare superiore a quella egizia, soprattutto per quel che riguarda l'uso del carro. La loro vittoria fu totale ma, col tempo, i vinti seppero fare propria la nuova arma per poi rivolgerla vittoriosamente contro gli stessi che l'avevano introdotta. 
Il carro da combattimento era un arma tattica che sul campo di battaglia aveva funzioni molto precise: attaccare frontalmente la fanteria o aggirarla, romperne l'ordine, affrettarne la fuga e, infine, mettersi all'inseguimento dei fuggitivi. Il successo di questa "macchina da guerra"  si basava sulla creazione di una piattaforma di tiro che si muoveva a grande velocità e che si combinava con unità simili fino a formare un rullo in grado di schiacciare la fanteria. Contro i carri esistevano poche difese: un uso intelligente del terreno, la costruzioni di fossi e ostacoli e l'azione di soldati specializzati  nell'atterrare i cavalli nemici. Potevano essere utilizzati anche carri per fermare altri carri, ma la loro efficacia risultava dubbia. La prima battaglia di carri documentata è quella di Megiddo, nel nord della Palestina, combattuta nel 1468 a.C. tra il faraone Thutmosi III e un'alleanza capitanata dagli hyksos.

Il carro egizio
In Egitto esistevano due tipi di carri: quelli destinati al trasporto di persone importanti (dal faraone ai nobili più in vista), che fungevano in combattimento da postazione mobile di comando, e quelli comuni, che formavano un corpo a parte all'interno dell'esercito. Il carro da combattimento portava due uomini: un auriga o conduttore, armato solo di una frusta e che a volte è raffigurato mentre impugna uno scudo, e il combattente armato di arco. Le armi del combattente erano principalmente un arco e un giavellotto; era più raro l'uso di pugnali, ace o spade. Non si utilizzava l'elmo né altra protezione, tranne un piccolo scudo leggero. L'uso del carro richiedeva forza e destrezza, che si acquistavano durante l'addestramento ma anche con la pratica della caccia, che era nello stesso tempo passatempo e allenamento.
I carristi costituivano un corpo nobile ed erano ufficiali che raggiungevano i gradi più alti nell'esercito. Il carro costituiva un elemento di prestigio sociale.
Persino i figli del sovrano si fregiavano di titoli come "primo conduttore del carro del faraone" o "conduttore dei cavalli". Il faraone si poneva alla guida delle truppe sul suo carro; quando il re-dio moriva, questo stesso carro veniva smontato e collocato nella sua tomba perché il defunto potesse utilizzarlo nell'aldilà.  Esistono raffigurazioni di carri (sia pitture che rilievi) che illustrano per lo più una battaglia oppure una sfilata dopo la vittoria. Ne sono esempi le molteplici raffigurazioni della battaglia di Kadesh o le diverse immagini di Ramses II su un carro, con le redini fermate alla vita e le mani libere per maneggiare l'arco.  


Poiché il carro, così come il cavallo, fu introdotto in Egitto in un secondo momento, fu necessario creare un vocabolo per designare questa nuova invenzione, e così fu introdotta nella lingua la parola: wrrt. Il simbolo che la rappresenta è un disegno molto vicino alla realtà. 



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