martedì 28 aprile 2015

La tomba di Ramses I: KV16


Misure
Altezza massima: 4,96 m
Larghezza minima: 1.28 m
Larghezza massima: 6.26 m
Lunghezza totale: 49.34 m
Superficie totale: 147,94 m²
Volume totale: 283,83 m³

Reperti
Resti umani
Sculture
Equipaggiamento da tomba


Scavi
Belzoni, Giovanni Battista (1817): Discovery
Belzoni, Giovanni Battista (1817): Excavation (conducted for Henry Salt)
Burton, James (1825): Mapping/planning
Lane, Edward William (1826-1827): Visit
Franco-Tuscan Expedition (1828-1829): Epigraphy
Lepsius, Carl Richard (1844-1845): Epigraphy
Piankoff, Alexandre (1957): Epigraphy

©Theban Mapping Project



Saggio di Erik Hornung da "La Valle dei Re" pag.32/34 - Einaudi

"Questo fondatore della XIX dinastia, designato da Horemheb come suo successore, arrivò sul trono ormai in età molto avanzata e non poté dunque contare di regnare a lungo; in effetti vi riuscì solo per un anno e quattro mesi. La progettazione della sua tomba ne tenne conto fin dall'inizio e ridusse la pianta e la decorazione al minimo. A una scala, a un corridoio e a una seconda scala segue subito la relativamente piccola camera del sarcofago. Solo questa fu completamente dipinta, su un costante sfondo azzurro; si rinunciò all'esecuzione al rilievo e anche il sarcofago di granito del re ha solo una decorazione dipinta. Nel programma figurativo manca l'Amduat, sostituito, come nel caso di Horemheb, da una parte del Libro delle Porte. Su ognuno dei lati minori dell'ambiente e riportata un'ora notturna tratta da questo testo: a destra la terza, a sinistra la quarta, entrambe senza il registro superiore poiché le parti basse non offrivano spazio a sufficienza.
Nella terza ora la barca solare è tirata attraverso una struttura allungata che è definita la "Barca della Terra" e incarna il mondo degli inferi che il dio sole percorre nella sembianza notturna con la testa di ariete. Il suo viaggio è continuamente minacciato dal gigantesco serpente Apophis che è raffigurato sotto la barca. Nella quarta ora la barca del dio sole passa davanti ad una serie di sarcofagi con mummie dipinte di nero; sono ancora immerse nel sonno della morte, dunque prima che il richiamo del dio le svegli e le provveda di un nuovo corpo che non avrà più l'aspetto della mummia. Sotto c'è una rappresentazione simbolica del tempo: è raffigurato come il corpo dalle spire multiple di un serpente, dal quale le singole ore sono via via "partorite" e infine di nuovo "ingoiate". Le dodici ore della notte si incarnano in dodici dee che spiccano su strutture triangolare, dipinte a metà con linee che raffigurano l'acqua e a metà di nero (che indicano l'oscurità), e rimandano in tal modo al buio mondo degli inferi pieno dell'acqua primordiale.
A sinistra rimase ancora posto per una scena che mostra il re fra Horus-figlio di Iside e Anubi. Anche le due pareti maggiori della camera rettangolare sono dipinte con scene di dei. Su entrambi i lati dell'ingresso la dea Maat accoglie il re che sta entrando: impersona la giustizia, la verità e l'ordine che si vuole governino anche il regno dei morti. Dietro la dea, Ramses prega oppure sacrifica: a sinistra a cospetto di Ptah (che è davanti ad un grande amuleto Djed), a destra a cospetto di Nefertum (con l'amuleto Tit) che ha un fiore di loto in testa. Al centro della parete di fondo troneggiano, schiena contro schiena, Khepri (con lo scarabeo al posto della testa) e Osiride; Khepri è la rappresentazione mattutina, ringiovanita dal dio sole, mentre Osiride, nel Nuovo Regno appare come la sua forma notturna. Davanti ad Osiride, con una pelle di leopardo addosso, c'è una piccola figura del sacerdote Inmutef, che ha il ruolo del figlio ideale di Osiride; da destra, tenendosi per mano, Horus figlio di Iside, Atum e la dea Mehit conduco il re davanti al dio. A sinistra Ramses sacrifica sopra quattro contenitori di indumenti davanti a Khepri, e compare poi, subito accanto, fra un'anima dalla testa di falco di Nekhen (Ieracompoli) e un'anima dalla testa di sciacallo di Pe (Buto), antiche potenze divine delle due metà del paese che eseguono qui, assieme al re, un gesto di giubilo. Sotto questa scena si apre una piccola nicchia in cui si scorge Osiride in piede su un serpente, protetto da un ureo (il cobra egizio, simbolo centrale della regalità faraonica) e assistito da Anubi, il quale - rara eccezione - ha qui una testa di ariete (immagine a destra) che una testa di sciacallo; altre nicchie nella parete di destra e in quella di sinistra sono senza decorazione."





Traduzione della scena di Ramses I con Horus e Anubi (cliccare per ingrandire):


domenica 12 aprile 2015

L'omicidio di Ramses III

Tutti noi abbiamo sentito parlare della congiura dell'Harem di Ramses III, recentemente degli studi hanno dimostrato che il faraone è stato assassinato, proprio per quella congiura ardita dai suoi cari.


Le prime TAC effettuate per esaminare la mummia del re hanno rivelato un taglio abbastanza profondo da essere fatale all'altezza del collo. Il segreto è stato nascosto per secoli dalle bende che ricoprivano la gola della mummia, che non erano state rimosse per non arrecare danni alla mummia.
Antichi documenti, tra cui un papiro giudiziario conservato a Torino, raccontano la storia del suo assassinio. Il problema che ha scatenato diverse discussioni è che alcuni resoconti indicavano che il re era deceduto in seguito al complotto, altri invece raccontavano una storia diversa. Questo ha creato diversi dibattiti tra gli storici. Di conseguenza questi nuovi studi rivelano un'importante verità. 
Gli esami hanno evidenziato un'ampia ferita di 7 cm appena sotto la laringe, i medici e gli scienziati hanno ipotizzato quindi che il re sia morto sgozzato. Il Dr Zink ha detto:
"Prima di adesso non sapevamo nulla di certo sul destino di Ramses III, molte persone avevano esaminato il suo corpo prima, utilizzando anche le radiografie, ma non hanno notato nessun trauma. Questo perché non avevano di certo accesso al tipo di TAC effettuata da noi. "
Un'altra mummia esaminata è quella del cosiddetto "Individuo E", il team ha scoperto che il corpo apparteneva ad un ragazzo giovane, 18 anni, e che era imparentato con Ramses III, probabilmente suo figlio Pentawere; colui che mise in atto la congiura.
"Intorno al collo del giovane abbiamo riscontrato delle ferite compatibili con un strangolamento mortale."
Inoltre sembra che la mummificazione dell'individuo E sia di pessima qualità per essere così strettamente imparentato con il re.



mercoledì 1 aprile 2015

Il trono della principessa Satamon

La principessa Satamon, figlia di Amenhotep III e della regina Ty, depose come dono funerario nella tomba dei suoi nonni Yuia e Tuya una raffinata sedia lignea che le era appartenuta. Sorretta da quattro gambe che imitano muscolose zampe leonine, la sedia è formata da parti in legno sapientemente assemblate per mezzo di mortase, tenoni e chiodi di bronzo. La parte frontale è impreziosita da due protomi femminili che hanno il volto, il collo, la collana e la corona ricoperti di foglia d’oro, mentre la parrucca è lasciata del colore naturale del legno. I due alti braccioli sono istoriati da pennelli con scene dorate. I riquadri interni rappresentano una processione di quattro fanciulle, sul cui capo sono riprodotte piante di papiro. Le donne sorreggono vassoi colmi di gioielli in oro, “dono dei Paesi stranieri del Sud”, e incedono verso lo schienale, dove si conclude la processione. Qui, in due scene speculari, è raffigurata una fanciulla che porge una grande collana a una donna seduta, identificata dall'iscrizione geroglifica soprastante come “la figlia de re, la grande, la sua amata Satamon”. La principessa, ornata con collana, orecchini e bracciali, indossa una parrucca cinta da un nastro e sormontata dall'immagine di una pianta di papiro, emblema di rinascita e fecondità. Nelle mani impugna un sistro e una collana-menat, consueti strumenti femminili usati dalle suonatrici nel corso delle processioni religiose. Satamon, come le fanciulle che le porgono omaggio, indossa una lunga gonna plissettata. Nei riquadri esterni dei braccioli compaiono le figure di Bes e Tueris impegnate in una danza apotropaica al ritmo di tamburelli. Le due divinità erano strettamente connesse con l’universo femminile, per la funzione magica e protettiva da loro accordata alle donne gravide e partorienti.


Dati

MATERIALI: legno stuccato, foglia d’oro e fibre vegetali
ALTEZZE: altezza sedia 77 cm, altezza del sedile 34 cm
LUOGO DEL RITROVAMENTO: Valle dei Re, Tomba di Yuia e Tuya
ARCHEOLOGO: Th. M. Davis
ANNO DEL RITROVAMENTO: 1905
DINASTIA: XVIII
REGNO: Amenhotep III (1387-1350 a.C.)
SALA IN CUI E’ CONSERVATO IL REPERTO: n. 43