sabato 1 agosto 2015

Laboratori e sotterranei delle collezioni egizie

Ogni giorno, centinaia di specialisti si dedicano all'analisi e al restauro di operare d’arte e reperti archeologici. Per certi aspetti, il loro lavoro assomiglia a quello di veri e propri investigatori: vediamo come si svolge entrando in uno dei più importanti centri di ricerca del mondo.


Uno dei più importanti laboratori di ricerca in campo artistico si trova a Parigi, presso il museo del Louvre. Si tratta di una struttura multidisciplinare, collegata al centro di ricerche e restauro dei musei di Francia. La metà del suo personale è costituita da scienziati, ingegneri e tecnici, mentre il resto comprende conservatori, documentaristi, storici e impiegati amministrativi. Il laboratorio si trova sotto il giardino del Carrousel, dodici metri più in basso rispetto al livello stradale, si articola su tre livelli, per una superficie totale di cinquemila metri quadrati. Una parte degli ambienti è destinata agli esami fotografici e radiografici, mentre nella parte restante si utilizzano tecniche di analisi che puntano a identificare i materiali costitutivi di opere d’arte e reperti archeologici. Arrivare a conoscere la struttura e la composizione chimica di questi oggetti, infatti, è il primo passo da compiere in ogni ricerca storica, così come di ogni intervento di conservazione e restauro. Il laboratorio comprende anche un ampio centro di documentazione, aperto ai ricercatori e a chiunque ne faccia richiesta. La stessa struttura organizza attività didattiche e supervisiona l’inquadramento di dottorandi e tirocinanti in materie scientifiche e storiche. Il laboratorio del centro di ricerche e restauro dei musei di Francia ha collaborato attivamente a realizzare le riproduzioni a grandezza naturale delle due tombe egizie esposte al museo “de Tessé” di Le Mans. Inoltre, si è occupato del restauro e della risistemazione della collezione egizia. Prima degli interventi di restauro, si è reso necessario approfondire la conoscenza dei materiali, identificarli e datarli. Allo scopo, è stata attuata una lunga serie di esami sui pigmenti colorati, sulle sostante leganti, sulle resine, sulla pietra calcarea delle steli, ecc. Così, per esempio, analizzando una bellissima immagine della celebre triade funeraria Ptah-Sokar-Osiride si è potuto stabilire che l’artista aveva utilizzato due tipi di legno: quello di sicomoro per l’acconciatura, quello di tamerice per il corpo e per la base della statuetta. Tuttavia il museo del Louvre non è l’unica istituzione al mondo che comprende un ampio laboratorio.

Il museo del Cairo di oggi
La prima pietra dell’attuale museo egizio del Cairo fu posato da Abbas Hilmi II il 1 Aprile 1897, da allora il museo ha fatto numerosi passi avanti; il sotterraneo è adibito a magazzino, mentre l’esposizione occupa il pian terreno e il primo piano. Il secondo piano, meno spazioso, non è aperto al pubblico. Attorno ad un atrio centrale si susseguono più di cento sale, che presentano al pubblico magnifiche collezioni d’oggetti d’arte dell’antico Egitto. L’attuale disposizione dei reperti del museo egizio del Cairo sono qualche problema: il più evidente è senz'altro quello della mancanza di spazio, che penalizza la presentazione delle ricchissime collezioni di oggetti. Molti di questi non sono neanche visibili, relegati come sono negli angoli più nascosti delle vetrine. Per i conservatori del museo, dunque, la difficoltà non è tanto quella di arricchire le collezioni (anche se, in effetti, i fondi destinati a questa attività sono piuttosto limitati), quanto riuscire a trovare un posto per i nuovi reperti che continuano a venire alla luce dagli scavi. La valorizzazione dei tesori del museo avrebbe bisogno di lavori di ristrutturazione delle sale molto costosi. Servirebbero diversi milioni di dollari per l’installazione dell’aria condizionata nelle sale espositive, per il riordino degli oggetti ammassati, per l’installazione di un impianto di illuminazione appropriato e per l’acquisizione di un sistema di allarme che protegga da furti e incendi. A tutto ciò si aggiungo il problema del traffico automobilistico, che provoca pericolose vibrazioni, e quello dell’inquinamento causato da una vicina stazione di autobus. Per fronteggiare a questi problemi il Governo Egiziano ha indetto il 7 maggio 2002 un concorso internazionale per la creazione di un grande Museo Egizio (GEM), che sarà edificato su un area di cinquanta ettari, con una capacità di accoglienza di quindicimila visitatori al giorno. Collocato vicino alle piramidi di Giza, si propone di far conoscere e ammirare al meglio i monumenti e i tesori della storia dell’antico Egitto. Questa nuova struttura doveva essere aperta al pubblico quest’anno, ma visti i grandi ritardi nella costruzione e molto probabile che ci vorranno ancora diversi anni. 

Altri musei in terra d’Egitto
Per alleggerire il già ingombro museo del Cairo, la politica del dipartimento delle Antichità Egiziane è quella di dare più importanza ad altri musei che potrebbero accogliere gli oggetti attualmente conservati nei magazzini della capitale. Già dal 1975 a Luxor è stato allestito un museo molto moderno, e ad Assuan ritroviamo ora un museo consacrato alle Antichità Nubiane. Altre città, tra cui Zagazig e Ismailia possiedono collezioni degne di interesse, senza contare quella, non meno prestigiosa, del grande museo greco-romano di Alessandria d’Egitto

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