sabato 26 settembre 2015

L'enigmatica Nefertiti


La regina Nefertiti è probabilmente, dopo Cleopatra, la sovrana d'Egitto più famosa dei giorni nostri. La sua bellezza leggendaria ha destato notevole interesse fin da quando, nel 1912, l'esploratore tedesco Ludwig Borchardt  ritrovò un busto che la ritraeva all'interno di un laboratorio di scultura ad Amarna, odierno toponimo dell'antica capitale "eretica" Akhetaton. Questa straordinaria donna è vissuta in un periodo molto cruciale della storia egizia, fu moglie di un faraone rivoluzionario e forse, divenne faraone lei stessa.
Numerosi sono gli interrogativi che riguardano la sua figura: è stata sovrana d'Egitto? da dove arrivava? quando è morta? dov'è la sua tomba? e il suo corpo? Tuttavia quasi tutte queste domande non hanno ancora avuto una risposta, tutto ciò che noi storici possiamo fare è cercare di elaborare un ritratto fedele alle prove archeologiche emerse fino a questo momento.
Prima di parlare di lei, bisogna tuttavia fornire qualche strumento di comprensione al lettore non addentrato in certe argomentazioni. Quando parliamo di "eresia amarniana", ci riferiamo a quel periodo della storia egizia (Nuovo Regno - XVIII dinastia - circa 1348 a.C./1318 a.C.) in cui un re, conosciuto con il nome di Akhenaton decise di abbandonare in parte i vecchi culti religiosi e riplasmare una nuova forma di fede basandola su un dio di nome Aton, e quindi di porsi come unico tramite tra egli e gli uomini; abbandonando in essenzial modo il culto del dio Amon, che era ormai amministrato da un prevaricante e potentissimo clero tebano. Il faraone, salito a trono come Amenhotep IV, cambiò così il suo nome in Akhenaton e spostò la capitale del paese più a nord rispetto a Tebe. Il giovane re, ereditò da suo padre un Egitto che aveva già tutti i problemi che spesso, in modo superficiale, vengono attribuiti come unico frutto del suo regno. È per l'appunto rilevante sottolineare che i suddetti problemi intestini erano ormai evidenti anche nell'eredità lasciata da Thutmosi IV ad Amenhotep III, e che quest'ultimo tentò già durante il suo regno di ridimensionare lo strapotere dei sacerdoti di Tebe. Questa manovra politica culminò in un vero e proprio scisma, che divise il paese e sconvolse la vita di tutti quelli che vi presero parte, fra questi Nefertiti.
Nefertiti compare nelle rappresentazioni reali, o meglio, nel gruppo familiare di Akhenaton fino al quattordicesimo anno di regno del marito, dopodiché il suo nome scompare o forse cambia. Infatti, nello stesso periodo in cui non si hanno più tracce di lei in quanto regina, compare una nuova figura, forse coreggènte dello stesso faraone: Neferneferuaton Ankheperura. È possibile, al contrario da quanto ipotizzato da molti, che Nefertiti non sia morta, ma che semplicemente abbia assunto una carica più importante.
Che questo nuovo "re" potesse essere la regina Nefertiti, fu ipotizzato per la prima volta da Henri Gauthier nel 1912, poi da Campbell nel 1964 e infine da Nicholas Reeves in tempi più recenti. Infatti Gauthier affermò che: "il primo nome, e l'originale, del coreggènte di Akhenaton era Neferneferuaton, e... che l'adozione del nome alternativo Smenkhara fu una modifica posteriore".
Difatti, dopo la morte di Akhenaton, compare una nuova figura estremamente misteriosa, che da sempre desta numerosi quesiti: Smenkhara. Questo nome è stato associato a diversi personaggi dell'antico Egitto e a molteplici parentele; fratello o figlio di Akhenaton, padre di Tutankhamon o anche sorella dei due. E se in realtà l'enigmatico Smenkhara altri non era che la bella Nefertiti? Se così è stato, quando è iniziata la loro coreggenza?

Forse è possibile datarla nel dodicesimo anno di regno di Akhenaton grazie ad un rilievo ritrovato nella tomba di Huya e Meryra II ad Amarna.


In questo bassorilievo è possibile notare come il re e il suo coreggènte sembrino quasi essere uniti in un'unica entità, resa da una posizione quasi virtuale dei due regnanti, come se si volesse enfatizzare l'unicità del loro essere.
Questa prova però confermerebbe l'ipotesi della coreggenza tra i due sposi, mentre la verità sull'identità di Smenkhara resta ancora oggi una vera incognita. Alcuni studiosi hanno ipotizzato che alla morte del re, Nefertiti, ormai coreggènte assodato, abbia ricambiato il proprio nome da Neferneferuaton Ankheperura ad Ankheperura Smenkhara. Altri egittologi invece hanno formulato una teoria secondo la quale egli/ella non fosse altro che la primogenita di Akhenaton: Merytaton. Tuttavia, nessuna ipotesi potrà mai essere veramente confermata in base alle prove ad oggi in nostro possesso. L'unica speranza per la risoluzione di questo puzzle resta come sempre l'archeologia, che forse, prima o poi, tirerà fuori nuovi reperti di quel lontano passato.
Se nulla di certo si sa della sua vita, in eguale misura, nulla di sicuro si può sapere sulla sua morte, sulla sua tomba o sulla sua mummia.

Nel 2003 l'archeologa inglese Joann Fletcher si convinse di aver ritrovato la mummia della regina, occultata dai sacerdoti egizi in un nascondiglio all'interno della tomba KV35 di Amenhotep II. La mummia in questione, soprannominata "The younger lady", risultò essere appartenuta ad una donna morta troppo giovane per essere la regina Nefertiti. Nondimeno, nel 2010, si è potuto appurare tramite il test del DNA, che la giovane dama altri non era che la madre del leggendario Tutankhamon. Tuttavia, la sua identità resta un mistero, molti ipotizzano che possa essere Kiya, seconda sposa di Akhenaton e che forse morì di parto.

venerdì 18 settembre 2015

I nomi geroglifici degli dei egizi

Nelle ultime settimane ho postato i nomi dei re e quelli delle regine, ora vorrei continuare postando quelli delle principali divinità egizie. Riconoscere il nome di un dio in un testo geroglifico vi permetterà di comprendere ciò che state vedendo o di riconoscere di conseguenza il tipo di messaggio che quella scena vuole trasmettere.

Inoltre saper leggere i nomi degli dei vi permetterà di intuire, insieme a pochi altri termini geroglifici, molti dei nomi di faraoni, regine o semplici abitanti di Kemet.



Molto spesso però i nomi degli dei sono espressi in modi differenti, quasi sempre capita di incontrare il determinativo della divinità con i segni fonetici che esprimono il loro nome, esempio:


In questi casi è molto utile conoscere l'alfabeto geroglifico: Segni Monoconsonantici 

In taluni casi invece il discorso diventa più complesso, come nel caso del nome della dea Satet, dove non basta conoscere i segni monoconsonantici, esempio:


In questi casi tuttavia è possibile aggirare l'ostacolo con una minima conoscenza delle divinità egizie, prendendo ancora ad esempio la dea Satet, possiamo dire che la sua natura cacciatrice è ben rappresentata anche nel suo nome.


Infine ci sono casi più semplici, dove i nomi degli dei sono accompagnati dalla raffigurazione dell'animale a loro sacro, questo è il caso di Khnum:


giovedì 10 settembre 2015

I nomi delle regine egizie

Come ho precedentemente fatto per alcuni dei faraoni più importi, riporto di seguito i nomi geroglifici delle regine più note, con la lettura convenzionale e la traduzione.


Ora provate voi stessi a leggere un piccolo testo geroglifico e vedrete come la conoscenza di pochissimi termini possa in realtà aiutarci a comprendere ciò che stiamo vedendo.


Qui troverete la soluzione: Ahmes Nefertari Titolatura 

venerdì 4 settembre 2015

I nomi dei faraoni

Oggi sono in partenza per la terra del Nilo, prenderò il volo dell'Alitalia AZ894 direzione Cairo delle 22.20. Al nostro arrivo proseguiremo verso Giza, dove alloggeremo al poco pretenzioso Sphinx Hotel. Non è certo il lusso che ci spinge in Egitto, così abbiamo preferito una camera modesta con una vista eccezionale: la Sfinge che veglia su di noi è infatti a circa 200 m.

Il racconto aggiornato del mio viaggio in Egitto lo potrete trovare sulla pagina facebook del sito: Kemet la voce dell'Antico Egitto. Ogni giorno posteremo le nostre sensazioni, le nostre emozioni, le foto, i video e gli aneddoti che ci troveremo davanti.

Non sarà solo un racconto di viaggio ma anche un itinerario nella storia, un percorso che ci riporterà indietro di migliaia di anni, fino a Narmer e a Cheope, passando per Alessandro il Grande, Akhenaton e Ramses II.

Di seguito quindi riporto le traduzioni dei principali nomi che incontreremo in Egitto, in modo che voi possiate leggerli insieme a me e provare quindi le mie stesse emozioni.


(cliccare per ingrandire)