mercoledì 1 febbraio 2017

L'Egitto e Creta

La presenza di oggetti egizi a Creta e di manufatti cretesi in Egitto testimonia la relazione intercorsa tra i due Paesi. Tale relazione si incrementò ulteriormente durante il Secondo Periodo Intermedio e nel Nuovo Regno. 


I contatti tra Creta e l'Egitto risalgono all'ultimo periodo del Predinastico (fine del V millennio - 3200 a.C.), come testimonia il ritrovamento a Creta di alcuni vasi egizi in pietra. Successivamente, i contatti divennero sempre più frequenti; appare tuttavia difficile provare che le relazioni tra i due Paesi furono dirette. Taluni studiosi, infatti, ritengono che i prodotti giungessero in Egitto o a Creta passando per il poro fenicio di Biblo (Libano) o di Ugarit (Siria). Altri, invece, sostengono che Cretesi ed Egizi ebbero scambi commerciali diretti; c'è, poi, anche chi afferma che esistessero colonie cretesi in alcune città egizie, così come colonie egizie a Creta. Tuttavia, la presenza di Cretesi in Egitto trova maggior conferma nel ritrovamento di alcuni affreschi di stile minoico tra i resti del palazzo degli hyksos ad Avaris. L'influenza egizia nell'arte minoica è dovuta, con molta probabilità, ai Cretesi, i quali, una volta visitato l'Egitto, ne imitarono i motivi decorativi. 
Possiamo ravvisare indizi dei contatti tra Egitto e Creta già a partire dalla fine del Neolitico cretese, quando sull'isola furono introdotti la lavorazione al tornio e la tecnica della filatura. I contatti si intensificarono durante il Medio Regno (2040 - 1786 a.C.). L'Egitto importava dai Paesi vicini l'argento, metallo scarsamente presente nel suo territorio. Talvolta, l'argento arrivava in Egitto già lavorato, come nel caso del tesoro di Tod, un deposito del tempio di Montu della XII dinastia (1991 - 1786 a.C.), del quale fa parte un vaso d'argento di manifattura egea. La ceramica minoica veniva imitata a Kahun, sebbene giungesse fino ad Abido. A Creta era nota anche la ceramica egizia. Anche se i contatti diretti risultano improbabili fino a quest'epoca, durante il Secondo Periodo Intermedio (1786 - 1552 a.C.) essi risultarono evidenti. A Creta è stato ritrovato il coperchio di un vaso di alabastro con il cartiglio del faraone hyksos Khyan. Probabilmente una colonia di Cretesi si stabilì nella capitale degli hyksos, Avaris, per realizzare gli affreschi del palazzo, ed è possibile che questa decorazione risulti più antica di quella di Cnosso o Santorino. A partire dal regno di Thutmosi III (1490 - 1436 a.C.), della XVIII dinastia, viene menzionato il tributo cretese, con caraffe di ceramica, alcune delle quali decorate con il motivo dei cavalli al galoppo. Durante il regno di Ramses III (1184 - 1154 a.C.), gli abitanti delle isole dell'Egeo erano chiamati "Popoli che si trovano nel Grande Verde". 

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