martedì 19 marzo 2019

Un papà dell'antico Egitto

Oggi in onore della festa del papà voglio parlarvi di un padre vissuto nell'antico Egitto. Al Museo egizio di Torino è conservato un sarcofago appartenente allo scriba reale Butehamon, che è stato una figura chiave della sua epoca, personaggio vissuto a cavallo della fine del Nuovo Regno  (XX din. - Ramesse XI) e l'inizio del Terzo Periodo Intermedio (XXI din. - Smendes), quando la comunità degli artigiani delle tombe dei faraoni si era già trasferita dalla propria sede originaria, il villaggio di Deir el-Medina, al tempio di Medinet Habu.
Butehamon, figlio dello scriba Djehutymes e della moglie di questi, Baketamun, era il discendente di un’illustre famiglia di scribi e letterati che risale fino al celebre Amonnakht figlio di Ipuy, redattore di importanti documenti conservati nella collezione torinese, come il Papiro dello Sciopero e due inni regali.
Numerosi graffiti con il nome di Butehamon evidenziano l’attività dello scriba nella necropoli regale come documenta anche, in particolare, l’annotazione sulla mummia di Ramesse III che attesta la presenza di Butehamon tra gli ufficiali incaricati dal gran sacerdote di Amon-Ra, Pinodjem I, di provvedere al ripristino della mummia e della sepoltura del faraone che infatti, insieme a molte altre, sono a quell'epoca restaurate e trasportate nella cosiddetta cachette di Deir el-Bahari (DB 320).
Butehamon sposa la cantatrice di Amon, Ikhtay, dalla quale ha una numerosa prole. Il nome della donna si è preservato grazie ad un’iscrizione proveniente dalla casa della coppia, situata nel recinto del tempio di Medinet Habu e ancora oggi visibile. Il dolore di Butehamon per la morte che coglie Akhtay è raccolto nella delicata lettera, oggi conservata su un ostrakon del Museo del Louvre, che egli scrive rivolgendosi al sarcofago della defunta, affinché questi si faccia tramite per comunicarle il suo affetto.
Tra le fonti che delineano la vita personale e professionale di Butehamon hanno  grandissima importanza la corrispondenza con il padre Djehutymes, dalla quale ricaviamo anche alcune interessanti informazioni circa gli avvenimenti politici che caratterizzano gli ultimi anni del regno di Ramesse XI. Nondimeno, in questa corrispondenza, sono evidenti le preoccupazioni di un padre per suo figlio, pensieri che sottolineano un rapporto fra i due non molto dissimile da miglia di altri legami padre/figlio di oggi.





Fonti: Musei Vaticani/Museo Egizio di Torino

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