<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906</id><updated>2012-01-29T20:04:54.798+01:00</updated><category term='Lavori dell&apos;Antico Egitto'/><category term='Primo Periodo Intermedio'/><category term='Antico Regno'/><category term='Periodo greco-romano'/><category term='Mummie'/><category term='Storia dell&apos;archeologia e archeologi'/><category term='Rubrica mensile'/><category term='Vita quotidiana'/><category term='Altro'/><category term='Religione'/><category term='Terzo Periodo Intermedio'/><category term='Papiri'/><category term='Tombe'/><category term='Scienze'/><category term='Valle dei Nobili'/><category term='Costruzioni faraoniche'/><category term='Istituzioni'/><category term='Personaggi'/><category term='Luoghi'/><category term='L&apos;Egitto dopo i faraoni'/><category term='Medio Regno'/><category term='Geroglifico'/><category term='Egittologi'/><category term='Divinità'/><category term='Arte egizia'/><category term='Teorie Personali'/><category term='Nuovo Regno'/><category term='Letteratura egizia'/><category term='Reperti del Museo Egizio del Cairo'/><category term='Foto dalla terra del Nilo'/><title type='text'>Kemet, la voce dell'Antico Egitto...</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>124</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4911987041551029756</id><published>2012-01-23T19:00:00.008+01:00</published><updated>2012-01-24T11:50:59.960+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tombe'/><title type='text'>Le Tombe di Horemheb</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-N_spOEXvIhc/Tx2Y6qDFxmI/AAAAAAAABis/4FYX8n3L92E/s1600/IMG_0388.JPG" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="200" width="156" src="http://3.bp.blogspot.com/-N_spOEXvIhc/Tx2Y6qDFxmI/AAAAAAAABis/4FYX8n3L92E/s200/IMG_0388.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Horemheb è considerato l'ultimo re della XVIII dinastia, in realtà vi è collegato solo grazie a Manetone e agli storici moderni. Infatti egli non deve nulla a questa dinastia, alla quale non appartiene né per sangue né per parentela; anche se probabilmente sua moglie aveva un qualche legame con Amenhotep IV, il futuro Akhenaton, quindi egli non aveva certo diritto alla corona; Horemheb prese il potere grazie a un oracolo di Amon. Discendente di una famiglia di nomarchi, sembra che si sia specializzato molto presto nella carriera militare diventando capo degli arcieri sotto Akhenaton e poi comandante dell'esercito durante i regni di Tutankhamon e Ay, ordinò la costruzione di una tomba per sé e per la propria famiglia a Saqqara. In seguito, divenuto faraone, ne volle un'altra nella Valle dei Re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La Tomba di Saqqara&lt;/b&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ZWs5fedkYD0/Tx2aaYyjaKI/AAAAAAAABi4/ABZvUDWNNSc/s1600/IMG_0390.JPG" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="226" width="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZWs5fedkYD0/Tx2aaYyjaKI/AAAAAAAABi4/ABZvUDWNNSc/s320/IMG_0390.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tomba di Horemheb a Saqqara venne depredata nel XIX secolo. Durante i saccheggi furono estratti dalle due corti interne alcuni blocchi con rilievi. In seguito la tomba rimase sepolta sotto la sabbia per essere riportata alla luce nel 1975 da una spedizione anglo olandese. Presenta una sovrastruttura con sale ben conservate di mattoni crudi e calcare e una sottostruttura scavata nella roccia, con gallerie e sale. La tomba fu costruita con materiali presi dalla piramide di Djoser, la prima corte è circondata da colonne papiriformi disposte su due file, ha un pavimento in calcare con la parte centrale affossata. Tra le due corti, decorate con rilievi di ottima fattura, vi è un magazzino, dove furono ritrovate alcune statue di Horemheb. I rilievi delle due corti sono ormai dislocati nei musei di tutto il mondo. Nelle scene viene posto l'accento sull'aspetto militare. Il generale Horemheb riceve delegati forestieri o prigionieri e il faraone lo ricompensa con collane d'oro per le sue imprese. Vengono inoltre trattati altri temi quali il rituale funerario, scene domestiche e di offerte. Lo stile raffinato dei rilievi civili rivela l'influenza dell'arte amarniana. Si notano rilievi di carattere religioso nelle decorazioni delle pareti, ma anche sulle stele sui vasi sei capitelli delle colonne e sulle false porte. La rappresentazioni di stranieri  nella tomba è di eccellente fattura. L'artista è riuscito a riprodurre fedelmente le caratteristiche fisionomiche. Sono raffigurati alcuni prigionieri nubiani che presentano tratti molto realistici: si notano in modo particolare le rughe, i menti, l'abbigliamento e la grande varietà di posizioni. La policromia è parzialmente conservata. Un frammento di un rilievo della tomba di Horemheb a Saqqara mostra l'accoglienza riservata ai delegati dei Paesi stranieri assoggettati all'Egitto. Horemheb indossa numerose collane d'oro, segno del coraggio dimostrato nelle imprese belliche. Questo frammento è conservato nel Museo di Leida (Paesi Bassi).In un altro rilievo, Horemheb appare inginocchiato e con le mani rivolte verso l'alto in sergno di lode e di adorazione. Questo rilievo non è dotato delle medesime qualità ritrattistiche notate invece in altri rilievi. La tomba è stata anche oggetto di restauro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-2viZJFdKqd0/Tx2gJPUaPII/AAAAAAAABjE/ho4czXjFRN4/s1600/IMG_0374o.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="71" width="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-2viZJFdKqd0/Tx2gJPUaPII/AAAAAAAABjE/ho4czXjFRN4/s320/IMG_0374o.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La tomba della Valle dei Re: la KV57&lt;/b&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HVdj0mvQnLI/Tx2gcOxko-I/AAAAAAAABjQ/-CWlaCY1BV8/s1600/IMG_0391.JPG" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="96" width="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-HVdj0mvQnLI/Tx2gcOxko-I/AAAAAAAABjQ/-CWlaCY1BV8/s320/IMG_0391.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu scoperta nel 1908, dall'egittologo britannico Edward Ayrton e ha la stessa struttura di ipogei precedenti della Valle dei Re, ma sono state aggiunte diverse caratteristiche uniche. Una rampa discendente di scale è stata tagliata tra i pilastri della camera sepolcrale, una seconda serie di scale successive. Entrambi portano a una cripta a un livello inferiore. Inoltre, una camera laterale inferiore è stata ricavata negli annessi del lato sinistro della seconda camera con pilastri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-duSNapgmrg8/Tx2k27vifcI/AAAAAAAABjc/ClT1GwHN5w8/s1600/IMG_0381a.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="200" width="134" src="http://1.bp.blogspot.com/-duSNapgmrg8/Tx2k27vifcI/AAAAAAAABjc/ClT1GwHN5w8/s200/IMG_0381a.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La decorazione della tomba non è finita, e molte parti sono state lasciate in varie fasi di lavoro, permettendo agli studiosi di studiare i processi coinvolti nella preparazione dei rilievi. Nelle decorazioni della tomba della Valle dei Re è stato introdotto il bassorilievo, che va a sostituire i semplici disegni pittorici delle decorazioni murali. Per la prima volta vengono introdotte scene del Libro delle Porte nella camera funeraria. Tra gli oggetti del corredo funebre, vi erano resti di tessuti, feretri ecc; mentre i resti di Horemheb non sono stati trovati, ma esistono prove che la tomba era una volta sigillata. Il coperchio del sarcofago rotto trovato disteso sul pavimento, così come i canopi e gli arredi, suggeriscono che la sepoltura è stato depredata. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La terza tomba...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Esiste anche un'altra tomba di Horemheb a Tell el-Amarna, di minore importanza, fatta costruire quando era ancora a servizio di Akhenaton, prima che venisse iniziata la costruzione della tomba di Saqqara.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4911987041551029756?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4911987041551029756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/le-tombe-di-horemheb.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4911987041551029756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4911987041551029756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/le-tombe-di-horemheb.html' title='Le Tombe di Horemheb'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-N_spOEXvIhc/Tx2Y6qDFxmI/AAAAAAAABis/4FYX8n3L92E/s72-c/IMG_0388.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5814193133464835861</id><published>2012-01-20T20:30:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T20:47:31.487+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Egitto dopo i faraoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geroglifico'/><title type='text'>Gli umanisti e il linguaggio dei Geroglifici</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-aA-InS35LAY/TxnAA-u7w1I/AAAAAAAABig/-N8UULBxjWU/s1600/valeriano-hieroglyphica-obelisque.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="320" width="143" src="http://2.bp.blogspot.com/-aA-InS35LAY/TxnAA-u7w1I/AAAAAAAABig/-N8UULBxjWU/s320/valeriano-hieroglyphica-obelisque.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il passaggio dal Medioevo al Rinascimento fu reso possibile dalle conquiste dell'Umanesimo. La riscoperta e lo studio dell'antichità classica, iniziati nelle repubbliche dell'Italia del XV secolo, offrirono l'opportunità di un avvicinamento alla cultura geroglifica egizia, interpretata in modo immaginario. L'umanesimo fu un movimento culturale, consolidato e sviluppato principalmente in Italia durante il XV secolo, che intendeva recuperare il protagonismo dell'uomo attraverso i modelli letterari, filosofici e artistici dell'antichità. L'azione di recupero filologico della Grecia e da Roma, insieme allo studio dei resti archeologici, fornì nuovi mezzi per l'interpretazione dei geroglifici egizi. Testi antichi, copiati in monasteri medievali, come ''Hieroglyphica'' di Orapollo, ebbero un notevole successo negli ambiti umanistici e facilitarono la comparsa di opere in cui venivano decifrati geroglifici di nuova invenzione, anche se spacciati per egizi. La più importante di tutte fu ''Hypnerotomachia Poliphili'' (il sogno di Polifilo), di Francesco Colonna, pubblicata nel 1499. Quest'opera, riccamente illustrata, descrive il viaggio onirico di un giovane innamorato e il suo incontro con fantastici monumenti e iscrizioni ''geroglifiche'' da lui interpretate. La passione dell'Umanesimo per l'antichità, le arti decorative e gli enigmi fece si che questa strana opera avesse un successa senza precedenti. A parte l'interesse generale degli umanisti per l'antichità, si verificò un episodio di notevole importanza per la diffusione dei geroglifici durante il Rinascimento: il ritrovamento in Grecia, agli inizi del XV secolo, dell'opera di Orapollo ''Hieroglyphica'', un antico testo sui geroglifici. Nello stesso periodo in Germania venne scoperto un manoscritto dello storico romano di origine greca del IV secolo, Ammiano Marcellino, con descrizioni di geroglifici egizi. L'opera Hieroglyphica, scritta in egizio da Orapollo di Nilopoli intorno al V secolo d.C., venne tradotta in greco da un tale Filippo. Questo trattato ha un fondamento di verità, anche se mischiato a fantasia, che dimostra come l'autore dovesse conoscere relativamente bene la scrittura geroglifica egizia. In questo trattato i geroglifici non si combinano tra loro per formare concetti o frasi. Successivamente all'edizione dell'opera di Orapollo e alla pubblicazione del libro di Francesco Colonna, Pierius  Valerianus (il cui vero nome era Giovan Pietro de la Fosse) pubblicò un nuovo trattato sui geroglifici, in cui forniva un metodo allegorico per l'interpretazione dei geroglifici copiato da Orapollo e da altri classici. Ad esempio, a fianco possiamo vedere come Pierius ricostruisce un iscrizione di Sais, presa da Plutarco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5814193133464835861?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5814193133464835861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/gli-umanisti-e-il-linguaggio-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5814193133464835861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5814193133464835861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/gli-umanisti-e-il-linguaggio-dei.html' title='Gli umanisti e il linguaggio dei Geroglifici'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-aA-InS35LAY/TxnAA-u7w1I/AAAAAAAABig/-N8UULBxjWU/s72-c/valeriano-hieroglyphica-obelisque.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3312160169020491701</id><published>2012-01-18T17:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T17:51:03.794+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tombe'/><title type='text'>La Tomba di Sennedjem</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hK9jvm6iZno/TxmamF_vnqI/AAAAAAAABhw/e3T3D4V132E/s1600/sennedjem300x225.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="225" width="300" src="http://3.bp.blogspot.com/-hK9jvm6iZno/TxmamF_vnqI/AAAAAAAABhw/e3T3D4V132E/s320/sennedjem300x225.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Se la scoperta della tomba di Tutankhamon scatenò un'autentica passione per l'egittologia, un posto d'onore nell'archeologia merita quella di Sennedjem, che fu ritrovata intatta, con oggetti funerari, mummie e grandi ricchezze. &lt;br /&gt;Thustmosi I, della XVIII dinastia, fondò, vicino alle necropoli tebane, la città di Deir el-Medina per alloggiare gli artigiani e gli architetti della sua tomba. Le colline circostanti si riempirono dei sepolcri di questi lavoratori e delle loro famiglie, che li costruirono nel tempo libero. Sennedjem fu un artigiano della Valle dei Re che visse durante la XIX dinastia al servizio di Sethi I e Ramses II. Nella sua tomba appare il titolo di ''servitore del luogo della verità''. Nel febbraio del 1886, quattro egiziani della città di Qurna trovarono il pozzo del suo sepolcro, che appariva intatto. Questo lavoro era seguito da un funzionario del Servizio di Antichità, che diede notizia del ritrovamento. Gaston Maspero, il direttore del Servizio di Antichità, affidò gli scavi allo spagnolo Toda, console in Egitto. Lo studio da lui realizzato su questi lavori è fondamentale per conoscere lo stato della tomba al momento della scoperta, poichè molti pezzi portati alla luce dopo circa 3000 anni furono rubati o si deteriorarono per le loro cattive condizioni di conservazione. Oltre a venti mummie, nel sepolcro furono rinvenuti anche numerosi Ushabti di pietra calcarea, fango e legno con i nomi dei proprietari. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1YUGuTy2H1k/TxmbapZyUrI/AAAAAAAABiU/353fmLHF1Lw/s1600/Immagine.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="202" width="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-1YUGuTy2H1k/TxmbapZyUrI/AAAAAAAABiU/353fmLHF1Lw/s320/Immagine.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Le tombe avevano un pilone di entrata e uno o due cortili terminanti in una cappella che finiva con una piramide. Alla camera sepolcrale si accedeva attraverso un pozzo verticale. Della parte esterna della tomba non resta nulla; si è conservata solo quella sotterranea. I quattro egiziani trovarono l'imboccatura quadrata del pozzo nel cortile esterno; essa misurava 1 metro di ampiezza per circa 4 metri di profondità. L'orientamento dei lati coincideva con i quattro punti cardinali. Alla fine del pozzo, al lato ovest, si apriva una galleria che conduceva a un'anticamera, anch'essa scavata nella roccia. Un'altra galleria portava alla camera sepolcrale. In quest'ultima la porta di legno che la chiudeva era rimasta intatta, così come l'aveva lasciata il sacerdote che si occupava del sepolcro dopo aver sepolto l'ultimo membro della famiglia. Quando fu scoperta la tomba, sul pavimento c'erano vasi, elementi di mobilia, fiori secchi, pane e frutta. La sala misura 5 metri di lunghezza per 2,5 di ampiezza e ha un soffitto a volta. Tutte le pareti, compreso il soffitto, presentano una ricca decorazione, con scene della vita quotidiana di Sennedjem e sua moglie Inyferti, e di mitologia egizia legate al passaggio nell'aldilà. Lo sfondo delle scene è di color ocra-oro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3312160169020491701?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3312160169020491701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/la-tomba-di-sennedjem.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3312160169020491701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3312160169020491701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/la-tomba-di-sennedjem.html' title='La Tomba di Sennedjem'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-hK9jvm6iZno/TxmamF_vnqI/AAAAAAAABhw/e3T3D4V132E/s72-c/sennedjem300x225.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3854391192779367987</id><published>2012-01-14T16:00:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T17:05:23.003+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egittologi'/><title type='text'>Eduardo Toda</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-HQknypN0ZZ0/TxmMsORvJZI/AAAAAAAABhk/ho48AYvxmlQ/s1600/ed.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="320" width="208" src="http://3.bp.blogspot.com/-HQknypN0ZZ0/TxmMsORvJZI/AAAAAAAABhk/ho48AYvxmlQ/s320/ed.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;L'attività di Eduardo Toda in Egitto fu breve ma diede ottimi risultati. I suoi lavori sulla tomba intatta di Sennedjem hanno permesso di conoscere i riti funebri della fine del Nuovo Regno.&lt;br /&gt;Eduardo nacque a Reus (Spagna) nel 1855. Studiò diritto a Madrid e di laureò nel 1873. L'anno dopo arrivò in Egitto come console spagnolo al Cairo, dove fece amicizia con il francese Gaston Maspero, allora direttore del Servizio di Antichità. Si interessò di egittologia e imparò a decifrare i geroglifici. Toda rimase in Egitto solo due anni, ma, spinto dalla passione per l'avventura, viaggiò per tutto il paese. Visitò le rovine di Menfi e Saqqara, le grotte di Asyut e i templi di Dendera, e si fermò diversi giorni a Tebe. Si imbarcò sulla nave Bulaq con la squadra di Maspero. Durante la sua permanenza a Luxor giunse la notizia della scoperta di una tomba a Deir el-Medina. Maspero affidò a Toda l'apertura di questo sepolcro, che iniziò gli scavi nel febbraio del 1886. La tombe apparteneva a Sennedjem; secondo l'avventuriero, non era posteriore alla XX dinastia. L'importanza di questo ritrovamento stava nel fatto che il sepolcro era intatto. Toda continuò il suo viaggio fino alla Nubia, poi tornò a Luxor e poi nel marzo del 1886 tornò in Europa. &lt;br /&gt;L'attività di Eduardo Toda nel campo dell'egittologia consistette nello scavare e far conoscere la tomba di Sennedjem e nel raccogliere un'importante collezione di antichità che poi cedette al Museo Archeologico Nazionale di Madrid e al Museo Victor Balaguer de Vilanova I la Geltrù. La maggior parte del corredo funerario rinvenuto nella tomba di Sennedjem e scrisse una serie di monografie per la raccolta ''Studi Egittologici'', in cui espose i risultati delle sue ricerche. I suoi documenti manoscritti sul soggiorno in Egitto sono conservati al Consiglio Superiore di Ricerche Scientifiche di Madrid. Toda morì il 26 aprile 1941 e fu sepolto nel monastero cistercense di Poblet (Terragona).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3854391192779367987?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3854391192779367987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/eduardo-toda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3854391192779367987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3854391192779367987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/eduardo-toda.html' title='Eduardo Toda'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-HQknypN0ZZ0/TxmMsORvJZI/AAAAAAAABhk/ho48AYvxmlQ/s72-c/ed.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-8745259319168363118</id><published>2012-01-08T12:00:00.004+01:00</published><updated>2012-01-17T12:15:13.656+01:00</updated><title type='text'>Le domande di Gennaio 2012</title><content type='html'>Sono molti mesi che non aggiorno questa rubrica, quindi inauguro questo 2012 con la promessa di scrivere più post e pubblicare nuove teorie personali; soprattutto di affrontare argomenti sempre diversi e numerosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-oQ_-w6NU1wg/TxVU9DXRqzI/AAAAAAAABgc/pbCB5p-68Cs/s1600/ua.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="38" width="31" src="http://1.bp.blogspot.com/-oQ_-w6NU1wg/TxVU9DXRqzI/AAAAAAAABgc/pbCB5p-68Cs/s200/ua.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;La papirologia consiste nell'imparare i geroglifici?&lt;/b&gt; Daniela da Youtube&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-No la papirologia non consiste nell'imparare i geroglifici, poiché la papirologia è la scienza che decifra e studia i testi greci e latini pervenuti su papiro, su legno, su frammenti di ceramica e, in senso più lato, su pergamena. In un arco cronologico che va dal IV secolo a.C. al XI secolo d.C., tale disciplina interpreta sia i testi di carattere documentario sia letterario prevalentemente, anche se non solo, provenienti dall'Egitto. Io ho conseguito una seconda laurea in archeologia classica, da qui ho preso le specializzazioni in papirologia ed epigrafia. Nel mio caso avendo studiato egittologia, io applico queste discipline allo studio dei papiri egizi, quindi di papirologia egizia. Naturalmente è fondamentale avere le basi di queste lingue: geroglifico e le sue varianti e derivati(ieratico, demotico, copto), greco e latino; altrimenti ci limiteremmo solo ad un analisi scientifica e no storiografica e letterale.Inoltre i papiri scritti in geroglifico, sono percentualmente meno numerosi di quelli scritti nelle altre sue varianti, poichè il geroglifico era una scrittura non quotidiana e usata in alcuni frangenti, ad esempio nei templi et ecc..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-oQ_-w6NU1wg/TxVU9DXRqzI/AAAAAAAABgc/pbCB5p-68Cs/s1600/ua.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="38" width="31" src="http://1.bp.blogspot.com/-oQ_-w6NU1wg/TxVU9DXRqzI/AAAAAAAABgc/pbCB5p-68Cs/s200/ua.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Cos'è l'epigrafia romana? e perché ha deciso di specializzarsi in tale disciplina?&lt;/b&gt; Pamela da Twitter&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Le iscrizioni hanno costituito nell'antichità, e in particolare nel mondo romano, uno dei principali strumenti attraverso i quali si è compiuto il processo di acculturazione delle popolazioni che entravano nell'orbita di Roma. Leggere quanto era scritto sugli edifici pubblici, sui cippi posti ai lati delle strade, sulle basi del foro e sulle tombe costituiva per il cittadino uno strumento di eccezionale efficacia per conoscere la realtà politica, culturale e sociale nella quale era immerso. L'epigrafia, sia romana che greca, o degli altri popoli in cui questa disciplina ormai è fondamentale per decifrare usi e costumi dell'antichità, è per me una vera passione e con la conoscenza di questa disciplina io ho un quadro più chiaro del periodo in cui l'Egitto è stato legato ai greci o ai romani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-8745259319168363118?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/8745259319168363118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/le-domande-di-gennaio-2012.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8745259319168363118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8745259319168363118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/le-domande-di-gennaio-2012.html' title='Le domande di Gennaio 2012'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-oQ_-w6NU1wg/TxVU9DXRqzI/AAAAAAAABgc/pbCB5p-68Cs/s72-c/ua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total><georss:featurename>Guatemala</georss:featurename><georss:point>15.783471 -90.230759</georss:point><georss:box>13.828167500000001 -92.7576145 17.7387745 -87.70390350000001</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3594983585285082938</id><published>2012-01-01T00:00:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T17:53:00.250+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Buon 2012 da Kemet...</title><content type='html'>Auguro a tutti i miei lettori di Kemet e degli altri canali di collegamento al sito un ottimo 2012, con la speranza che vi porti tutto ciò che desiderate.. Ginevra (Kemet)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3594983585285082938?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3594983585285082938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/buon-2012-da-kemet.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3594983585285082938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3594983585285082938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2012/01/buon-2012-da-kemet.html' title='Buon 2012 da Kemet...'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3313249135411642371</id><published>2011-12-31T00:30:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T17:52:30.538+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rubrica mensile'/><title type='text'>I significati dei colori</title><content type='html'>Per gli antichi Egizi ogni colore aveva un preciso significato. &lt;br /&gt;Il verde ed il turchese, che richiamavano la vegetazione e l'acqua, rappresentavano giovinezza e rigenerazione. &lt;br /&gt;Il rosso era il deserto e perciò il caos ( gli egizi elencavano i nomi delle entità ritenute pericolose). &lt;br /&gt;A questo colore si contrapponeva il nero della terra fecondata dal limo che simboleggiava l'eterno rinascere della natura. &lt;br /&gt;Il giallo, il colore dell'oro, era associato alle membra degli dei. &lt;br /&gt;Il bianco ovverosia l'argento, corrispondeva alle loro ossa. &lt;br /&gt;Il blu dei lapislazzuli simboleggiava i loro capelli. &lt;br /&gt;Il bianco si ricavava dal gesso o dal calcare, finemente tritato, per ottenere il celeste si utilizzava l'azzurrite, per i marroni si mescolavano ossido di ferro e pigmenti bianchi. &lt;br /&gt;Il nero era ricavato dal carbone o dall'ossido di manganese, il rosso utilizzando l'ossido di ferro anidrato, il verde veniva prodotto polverizzando la malachite e per il giallo si usava l'ossido di ferro idratato. &lt;br /&gt;A partire dalla XII dinastia fece la sua comparsa l'arsenico. &lt;br /&gt;Il legante per i colori non è stato ancora identificato con sicurezza. Forse venivano utilizzati materiali gommosi, cera d'api e bianco d'uovo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3313249135411642371?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3313249135411642371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/12/i-significati-dei-colori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3313249135411642371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3313249135411642371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/12/i-significati-dei-colori.html' title='I significati dei colori'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-9153349584696656302</id><published>2011-12-01T12:30:00.001+01:00</published><updated>2012-01-20T17:52:48.608+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teorie Personali'/><title type='text'>I geroglifici di Abydos</title><content type='html'>Molti pseudo archeologi o studiosi, da anni ormai continuano a proporre la storiella dei geroglifici di Abydos, incrementando l'ignoranza di chi non è un esperto.&lt;br /&gt;Bisogna prima di tutto spiegare una cosa, questi geroglifici fanno parte della titolatura di un re, chi usurpava tale monumento doveva in qualche modo anche cambiare il nome del suo predecessore e la sua titolatura con la propria, questo effetto è dovuto proprio a ciò che diceva Pierluigi, Ramses II ideò questo stratagemma per evitare proprio delle usurpazioni, di cui lui si era tanto servito.Quindi scopriamo che cosa? che si tratta una sovrapposizione voluta da Ramesse per tramandare che la sala ipostila edificata da Sethi I è stata completata da lui. Ecco qui un altro esempio di geroglifici sovrapposti:&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img812.imageshack.us/img812/9653/54926029.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 178px; height: 183px;" src="http://img812.imageshack.us/img812/9653/54926029.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diamo invece ora la spiegazione delle due scritte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://img207.imageshack.us/img207/2914/dendera.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 343px;" src="http://img207.imageshack.us/img207/2914/dendera.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora invece procediamo ad una spiegazione tecnica del contesto geroglifico (cliccare per ingrandire):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-2FvfBaqhnV8/Ttdon8O5lsI/AAAAAAAABe8/6i8nHiT0A1s/s1600/spiegazione.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 186px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-2FvfBaqhnV8/Ttdon8O5lsI/AAAAAAAABe8/6i8nHiT0A1s/s320/spiegazione.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5681124490343978690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine è tipico del cervello umano cercare riferimenti al proprio mondo, se questi geroglifici non venissero visti con l'occhio moderno ma da chi ha una visione diversa, cioè colui che non è cresciuto in questa epoca, sembrerebbero solo ciò che sono, iscrizioni sovrapposte. Diciamo che è una sorta di criterio di Shepard sul riconoscimento di oggetti familiari indotti da oggetti non familiari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-9153349584696656302?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/9153349584696656302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/12/i-geroglifici-di-abydos.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/9153349584696656302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/9153349584696656302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/12/i-geroglifici-di-abydos.html' title='I geroglifici di Abydos'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-2FvfBaqhnV8/Ttdon8O5lsI/AAAAAAAABe8/6i8nHiT0A1s/s72-c/spiegazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5036621850344334089</id><published>2011-11-24T12:00:00.000+01:00</published><updated>2011-11-24T12:09:36.444+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geroglifico'/><title type='text'>I segni D</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-Bo1vUtU189c/Ts4lz_D51YI/AAAAAAAABeI/qRr0wOMDnAQ/s1600/1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Bo1vUtU189c/Ts4lz_D51YI/AAAAAAAABeI/qRr0wOMDnAQ/s320/1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678517755192137090" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SEGNI D:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;D1 Ideogramma in tp ‘’testa’’ talvolta da leggersi dj3dj3, con significato identico; determinativo nelle parole connesse e nei verbi relativi ad azioni che implicano movimenti del corpo&lt;br /&gt;D2 Ideogramma in hr ‘’faccia’’, da cui trae il valore fonetico hr, e parole connesse&lt;br /&gt;D3 Determinativo in iny ‘’capelli’’, ‘’peli’’ e parole connesse, in inm ‘’pelle’’ e nei verbi e sostantivi concernenti la nozione di lutto (nell’Antico Egitto il non rasarsi era simbolo di lutto)&lt;br /&gt;D4 Ideogramma in irt ‘’occhio’’, da cui foneticamente ir. Determinativo  nelle parole relative all’azione di vedere e all’organo della vista&lt;br /&gt;D5 Determinativo in azioni o condizioni dell’occhio, dgi ‘’guardare’’, shp ‘’cieco’’, rs ‘’vigile’’&lt;br /&gt;D6 Determinativo di azioni o particolari stati dell’occhio (truccato, truccarsi)&lt;br /&gt;D7 Determinativo in msdjmt ‘’galena’’, usato come cosmetico per gli occhi, e in ‘n ‘’bello’’, da cui foneticamente ‘n&lt;br /&gt;D8 Determinativo in ‘an&lt;br /&gt;D9 Determinativo in rmi ‘’piangere’’&lt;br /&gt;D10 Ideogramma o Determinativo in wdj3t, letteralmente ‘’occhio sano’’, nome dell’occhio di Horus&lt;br /&gt;D11 Simbolo delle frazioni &lt;br /&gt;D12 Determinativo in djfdj ‘’pupilla’’&lt;br /&gt;D13 Ripetuto due volte è scrittura per inh ‘’sopracciglia’’&lt;br /&gt;D14 Usato come simbolo per 1/16&lt;br /&gt;D15 Simbolo per 1/32&lt;br /&gt;D16 Simbolo per 1/64&lt;br /&gt;D17 Ideogramma o Determinativo in tìt ‘’immagine’’, ‘’figura’’ &lt;br /&gt;D18 Ideogramma o Determinativo in msdjr ‘’orecchio’’&lt;br /&gt;D19 Ideogramma o determinativo in fnd/fndj e shrt, ambedue significanti ‘’naso’’; determinativo nelle parole connesse al naso, all’odorato e alla gioia. Da khnt ‘’faccia’’, di cui è determinativo, deriva il valore khnt&lt;br /&gt;D20 Variante di D19, ma si riferisce raramente a sculture o dipinti&lt;br /&gt;D21 Ideogramma in r3 ‘’bocca’’, da cui foneticamente r&lt;br /&gt;D22 Ideogramma in 2/3, lettura rwy&lt;br /&gt;D23 Ideogramma in ¾, probabile lettura khmt-rw&lt;br /&gt;D24 Ideogramma o determinativo in spt ‘’labbro’’, ‘’confine’’&lt;br /&gt;D25 Ideogramma o determinativo in spty ‘’labbra’’&lt;br /&gt;D26 Determinativo in psg, bshi, k3; ‘’sputare’’ ‘’vomitare’’ e in snk ‘’sangue’’&lt;br /&gt;D27 Ideogramma o Determinativo in mndj ‘’mammella’’ e nelle azioni ad essa connesse (snk ‘’succhiare’’)&lt;br /&gt;D28 Ideogramma in k3 (ka) ‘’spirito’’ ‘’anima’’, da cui deriva il valore fonetico k3&lt;br /&gt;D29 Variante di D28, combinazione del segno ka con uno stendardo divino; esprime la natura divina del Ka&lt;br /&gt;D30 Simbolo di Neheb-kau, serpente mitico e ipostasi del dio creatore&lt;br /&gt;D31 Combinazione di D28 e U36, generalmente indica ‘’servo del ka’’ cioè un sacerdote&lt;br /&gt;D32 Determinativo per abbracciare: ink ‘’circondare’’, hpt ‘’abbracciare’’ etc. Ideogramma o determinativo in skhn ‘’abbracciare’’, ‘’cercare’’&lt;br /&gt;D33 Ideogramma o Determinativo in khni ‘’remare’’, da cui fonogramma khn &lt;br /&gt;D34 Ideogramma in ‘h3 ‘’combattere’’&lt;br /&gt;D35Ideogramma negli avverbi di negazone n e nn e nel pronome relativo negativo iwty ‘’che non’’; determinativo in vari verbi negativi e nel verbo khm ‘’ignorare, essere ignorante’’, da cui l’uso come determnativo fonetico khm&lt;br /&gt;D36 Ideogramma in ‘w ‘’braccio’’, da cui fonogramma&lt;br /&gt;D37 Ideogramma di ‘’dare’’, anticamente per imi, imperativo del verbo dare.&lt;br /&gt;D38 Variante di D37, braccio con pane tondo, grafia dell’imperativo da, imi. Da qui deriva il valore fonetico mi, più spesso attestato nella foma m&lt;br /&gt;D39 Variante di D37, braccio con ciotola; determinativo nel verbo hnk ‘’offrire’’.&lt;br /&gt;D40 Ideogramma o determinativo in kh3i ‘’misurare’’; sostituisce spesso come determinativo l’uomo che colpisce (A24) nei verbi e sostantivi denotanti la forza, potere&lt;br /&gt;D41 Ideogramma o Determinativo in rmnw ‘’braccio’’ e sinonimi. Determinativo per i movimenti del braccio, da nì ‘’respingere’’, valore fonetico nì&lt;br /&gt;D42 Ideogramma o Determinativo in mh ‘’cubito’’&lt;br /&gt;D43 Ideogramma in khwi ‘’proteggere’’&lt;br /&gt;D44 Determinativo in khrp ‘’presiedere’’, ‘’controllare’’, ‘’amministrare’’ e derivati&lt;br /&gt;D45 Ideogramma o determinativo in djsr ‘’sacro’’, ‘’segregare’’&lt;br /&gt;D46 Ideogramma in drt ‘’mano’’, valore fonetico d ‘’mano’’&lt;br /&gt;D47 Determinativo di mano (djrt, dj3t) quando scritta foneticamente&lt;br /&gt;D48 Ideogramma in shsp, misura in ampiezza della mano&lt;br /&gt;D49 Determinativo per afferra 3mm, khf’&lt;br /&gt;D50 Ideogramma o Determinativo in djb’ ‘’dito’’ della mano e parole connesse&lt;br /&gt;D51 Ideogramma o Determinativo in djb ‘’dito’’&lt;br /&gt;D52 Determinativo di virilità, usato sia per gli uomini che per gli animali, valore fonetico mt.&lt;br /&gt;D53 Variante di D52, un fallo in atto di emettere liquido seminale, per l’uso del segno, spesso indistinto da mt dopo il Medio Regno, questo segno si legge b3h, e indica le funzioni dell’organo&lt;br /&gt;D54 Determinativo in ‘nn ‘’tornare indietro’’, sbh3 ‘’far ritirare’’ etc..&lt;br /&gt;D55 Ideogramma in ìw ‘’venire’’, determinativo nei verbi di moto&lt;br /&gt;D56 Ideogramma o Determinativo in rd ‘’gamba’’; determinativo per i nomi di parti della gamba; da altri nomi per ‘’gamba e sue parti’’ derivano i valori fonetici pds, w’rt, sbk&lt;br /&gt;D57 Determinativo in i3t ‘’mutilato’’ e parole connesse&lt;br /&gt;D58 Fonogramma B&lt;br /&gt;D59 Fonogramma in ‘b ‘’corno’’&lt;br /&gt;D60 Ideogramma in w’b ‘’puro’’, ‘’pulito’’&lt;br /&gt;D61Ideogramma o Determinativo in s3h, ‘’dito del piede’’, da cui il valore fonetico s3h&lt;br /&gt;D62 Variante di D61 &lt;br /&gt;D63 Variante di D61&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5036621850344334089?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5036621850344334089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/11/i-segni-d.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5036621850344334089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5036621850344334089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/11/i-segni-d.html' title='I segni D'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Bo1vUtU189c/Ts4lz_D51YI/AAAAAAAABeI/qRr0wOMDnAQ/s72-c/1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-7174201252220531683</id><published>2011-11-18T11:05:00.004+01:00</published><updated>2011-11-18T11:28:13.674+01:00</updated><title type='text'>Perchè Akhenaton si faceva raffigurare con aspetti femminili?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.taccuinodiviaggio.it/home/images/stories/img-incontri-autore/da-ahkagar-ad-akhenaton-il-figlio-del-sole-che-sorge-006.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 177px; height: 294px;" src="http://www.taccuinodiviaggio.it/home/images/stories/img-incontri-autore/da-ahkagar-ad-akhenaton-il-figlio-del-sole-che-sorge-006.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.reformation.org/hapi2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 205px; height: 300px;" src="http://www.reformation.org/hapi2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/a&gt;Molti studiosi hanno ipotizzato che Akhenaton fosse malato, alcuni hanno detto che il suo aspetto si doveva alla malattia di Marfan, altri hanno parlato di corrente artistica, ma senza mai spiegare il perchè questo faraone si facesse raffigurare con gambe grosse, seni flaccidi e ventre pieno. &lt;br /&gt;Secondo il mio punto di vista Akhenaton si ispirò al dio Hapy, infatti il dio si presentava con quelle forme per sottolineare la vita che scaturiva dal Nilo, quindi Akhenaton come unico rappresentante dell'Aton sulla terra era la vita e la luce dell'umanità; concetto che egli cercò in ogni modo di far trasparire anche nell'arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(bozza di articolo)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-7174201252220531683?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/7174201252220531683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/11/perche-akhenaton-si-faceva-raffigurare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7174201252220531683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7174201252220531683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/11/perche-akhenaton-si-faceva-raffigurare.html' title='Perchè Akhenaton si faceva raffigurare con aspetti femminili?'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6130950137805910050</id><published>2011-11-16T23:00:00.000+01:00</published><updated>2011-11-17T03:52:26.786+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>L'Inno ad Aton</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TRuKHy5NECI/AAAAAAAAAwU/S2V40anKTME/s1600/250px-Aten_disk.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 175px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TRuKHy5NECI/AAAAAAAAAwU/S2V40anKTME/s200/250px-Aten_disk.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556186431817060386" /&gt;&lt;/a&gt;Il sole fu un elemento sempre presente nella vita degli egizi e numerose divinità erano a esso legate. In particolare, Aton rappresentava il disco solare nel firmamento. Sebbene la sua figura fosse già conosciuta nell'Antico Regno, Aton assunse maggiore importanza nel Nuovo Regno, durante l'Epoca Amarniana. Il faraone &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Akhenaton"&gt;Akhenaton&lt;/a&gt;, durante il sesto anno del suo regno, lo dichiarò unico oggetto di culto e fece chiudere i templi dedicati agli altri dei. Egli stesso si proclamò suo unico sacerdote e profeta, e scrisse un inno in cui esaltava la grandezza del Sole, creatore di tutte le cose, e l'eguaglianza fra tutti gli uomini. La somiglianza tra questo inno e il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;a href="http://www.perfettaletizia.it/bibbia/salmi/salmo104.htm"&gt;salmo 104&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libro dei Salmi&lt;/span&gt; dell'Antico Testamento fa pensare che la religione egizia e quella ebraica abbiano avuto per un breve momento una convergenza di elementi dottrinali (per un approfondimento ''&lt;a href="http://anticatebe.blogspot.com/2009/02/intervista-su-akhenaton.html"&gt;Intervista su Akhenaton&lt;/a&gt;'').&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Inno ad Aton:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;''Come sono numerose le tue opere! Esse sono incomprensibili per l'uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dio unico, al di fuori di cui nessuno esiste. Tu hai creato la terra a tuo desiderio &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quando eri solo con gli uomini, il bestiame e ogni animale selvatico&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che cammina con i piedi, e che è nel cielo e vola con le ali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i paesi stranieri, la Siria, la Nubia, e la terra d'Egitto. Tu hai collocato ogni uomo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;al suo posto, hai provveduto ai suoi bisogni, ognuno con il suo cibo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ed è calcolata la durata della sua vita. Le loro lingue sono diverse,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e anche i loro caratteri e le loro pelli. Hai differenziato i popoli stranieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E hai fatto un Nilo nel mondo sotterraneo del Duat, e lo mandi dove vuoi tu a portare vita alle genti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu, signore di tutte loro, che ti affatichi per loro, o Aton del giorno, grande di dignità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E anche in tutte le terre lontane e straniere fai che vivano anch'essi. Tu hai posto un Nilo in cielo, &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che scenda per loro, faccia onde sui monti come un mare e bagna i loro campi e le loro contrade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sono perfette le tue vie, o Signore dell'eternità!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Nilo nel cielo è per gli stranieri e per gli animali del deserto ma il Nilo viene dalla Duat per l'Egitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I tuoi raggi fanno da nutrice a tutte le piante. Quando tu splendi, esse vivono e prosperano per te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu fai le stagioni per far sviluppare tutte le cose che crei,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'inverno per rinfrescarle, l'estate perché godano di te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu hai fatto il cielo lontano per splendere in lui e per vedere,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;unico che splendi nella tua forma di Aton vivente, sorto e luminoso, lontano eppure vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu fai milioni di forme da te, tu unico: città, villaggi, campi, vie, fiume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni occhio vede te davanti a sé e tu sei l'Aton del giorno sopra (la terra).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando sei andato via e dorme ogni occhio di cui tu hai creato lo sguardo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per non vederti solo, e non si vede più quello che hai creato, tu sei ancora nel mio cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno ti conosce tranne tuo figlio Nefer-kheperu-Ra Ua-en-Ra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu fai che egli comprenda i tuoi piani e capisca il tuo potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le tue opere sulla terra sono nelle tue mani, proprio come tu le hai create.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se tu splendi, esse vivono. Se tu tramonti, esse muoiono. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei la durata stessa della vita. Viviamo di te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli occhi vedono la bellezza fino al momento del tuo tramonto a destra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e allora in quel momento ognuno cessa il lavoro che stava facendo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando tu risplendi, infondi vigore per il Re,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e metti forza e agilità nelle gambe da quando hai fatto la terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu sorgi per tuo figlio, generato da te, Re della Valle e Re del Delta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che vive di verità, Signore delle Due Terre, Nefer-kheperu-ra, figlio di Ra,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signore della Verità, Signore delle corone, Akhenaton dalla lunga vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e per la grande sposa reale Signora delle Due Terre Nefer-neferu-aton Nefertiti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da lui tanto amata. Possa ella vivere a lungo e rimanere giovane in eterno!''&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6130950137805910050?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6130950137805910050/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/12/linno-ad-aton.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6130950137805910050'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6130950137805910050'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/12/linno-ad-aton.html' title='L&apos;Inno ad Aton'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TRuKHy5NECI/AAAAAAAAAwU/S2V40anKTME/s72-c/250px-Aten_disk.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5469793997371568811</id><published>2011-11-05T03:25:00.003+01:00</published><updated>2011-11-05T03:35:44.725+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Kemet è anche su facebook...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-8m5ZMak_mO4/TrSg7h8GDoI/AAAAAAAABWw/5jeBfG3yIRc/s1600/pk.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 162px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-8m5ZMak_mO4/TrSg7h8GDoI/AAAAAAAABWw/5jeBfG3yIRc/s200/pk.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671334775349448322" /&gt;&lt;/a&gt;Ho aperto su facebook la pagina ufficiale del blog di &lt;a href="http://www.facebook.com/kemetblog"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Kemet&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; , dove possiamo commentare le notizie del mondo dell'egittologia, aggiornarci sulle novità editoriali, parlare di qualsiasi argomento e socializzare con chi ha la nostra stessa passione.&lt;br /&gt;Vi aspetto tutti su face...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5469793997371568811?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5469793997371568811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/11/kemet-e-anche-su-facebook.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5469793997371568811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5469793997371568811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/11/kemet-e-anche-su-facebook.html' title='Kemet è anche su facebook...'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8m5ZMak_mO4/TrSg7h8GDoI/AAAAAAAABWw/5jeBfG3yIRc/s72-c/pk.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4954272525738469747</id><published>2011-10-20T23:00:00.002+02:00</published><updated>2011-10-21T00:12:37.680+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia dell&apos;archeologia e archeologi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antico Regno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costruzioni faraoniche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tombe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>I misteri delle piramidi: la costruzione, la funzione e i costruttori.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-jc2ZcTrwQRw/TqCWd5VS2XI/AAAAAAAABVM/nxYeaXxdp7g/s1600/chefren.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 198px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-jc2ZcTrwQRw/TqCWd5VS2XI/AAAAAAAABVM/nxYeaXxdp7g/s320/chefren.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665693771582593394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Introduzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Nel novembre del 1822 a Parigi, un giovane studioso francese di nome Jean-Francois Champollion, intuisce la giusta strada da percorrere per la decifrazione dei geroglifici, i quali rimasti muti per 1500 anni hanno iniziato a parlarci, a svelarci i pensieri, le imprese, le emozioni degli uomini che calcarono il suolo del Nilo fin dalla notte dei tempi. Champollion ci ha permesso di accedere a un’enorme quantità di documentazione, ma cosa sappiamo noi veramente dell'Antico Egitto? La risposta a questa domanda può sembrare semplice o addirittura scontata, chiunque risponderebbe con argomenti come: piramidi, faraoni e mummie. In realtà chi parla di antico Egitto, soprattutto in tempi moderni, deve affrontare diverse domande su misteri e alieni; come se l'antica civiltà del Nilo fosse un ricettacolo di extraterrestri e segreti impronunciabili. Personalmente ci siamo posti il problema di spiegare con logica e praticità molti di questi enigmi, cercando di fornire al lettore uno strumento valido e di facile comprensione. Affrontiamo in quest’articolo, forse il più importante ''mistero'' degli egizi; la costruzione delle piramidi. Enormi, grandiose, enigmatiche e presuntuose, questi sono solo alcuni termini usati negli ultimi secoli per definirle e per descrivere quell'incredibile struttura piramidale che fu eretta millenni fa per l'ardore e la speranza di un uomo; una persona non dissimile da noi, che aveva riposto in quell'opera la sua fede nell'eternità. Gli antichi egizi erano convinti che la vita dopo la morte, fosse condizionata da alcuni passaggi che non potevano essere ignorati. Quando il defunto in questione era il faraone, tutti questi elementi si moltiplicavano e diventavano non solo indispensabili per esso, ma anche per il ciclo naturale della vita. Lo sviluppo del concetto piramidale, ha avuto una lunga evoluzione, partita con i sovrani delle prime dinastie sepolti in tumuli chiamati mastaba, che erano strutture a forma di gradone tronco-piramidale, evolvendosi in seguito nell'idea della piramide di Djoser a Saqqara. Dalla piramide a gradoni della III dinastia, giungiamo al vero concetto piramidale delle piramidi di Snofru, con un concetto evolutivo che non c’è ancora del tutto chiaro, ma che si è sviluppato durante i regni dei successori di Djoser. Ricalcando e superando le orme del padre, Cheope, diede inizio ai lavori che portarono alla realizzazione dell'ultima delle sette meraviglie del mondo antico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-9xrCmUmlhmc/TqCWoczaVkI/AAAAAAAABVY/-euJxKEaqR8/s1600/giza.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 138px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-9xrCmUmlhmc/TqCWoczaVkI/AAAAAAAABVY/-euJxKEaqR8/s200/giza.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665693952902846018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Come costruirono le piramidi di Giza?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il passaggio da Mastaba a Piramide a gradoni fu una vera e propria innovazione tecnologica, cultuale e culturale; grazie ad Imhotep vi fu dapprima la modifica fondamentale relativa all'uso delle pietre al posto dei classici mattoni crudi e soprattutto l'intuizione di sovrapporre più mastabe, creando di fatto la prima piramide conosciuta, cioè quella di Djoser. La peculiarità di questa struttura non è tanto quella che vediamo all'esterno, quanto quello che non è visibile, ovvero la realizzazione di cunicoli e pozzi sottostanti; Imhotep, grande ingegnere, aveva ideato una serie di passaggi sotterranei e che hanno come punto focale il pozzo centrale nel quale l'architetto aveva pensato di porre il sarcofago di Djoser. Di quanto fatto dal grande ingegnere, quello che è giunto a noi, è tutt'oggi ben visibile nel piazzale antistante alla piramide a gradoni, e nelle decorazioni parietali molte delle quali esposte al museo del Cairo. Passano circa 100 anni e sul trono d'Egitto siede il faraone Snofru; fu lui che con i suoi ingegneri diede vita al periodo d'oro delle grandi Piramidi, edificandone sicuramente due (Dashur) e restaurandone altre (Meidum). A questo punto la planimetria intera alla struttura piramidale cambia, sviluppando le stanze sepolcrali non più al di sotto del livello del terreno ma creando una serie di passaggi rivolti verso l'alto. Per quanto riguarda la tecnica adottata dai costruttori per edificare le piramidi a partire dalla III dinastia, per giungere alle forme geometriche adottate nella IV dinastia, si sono cimentati archeologi, ingegneri e costruttori, senza mai giungere a una conclusione certa e definitiva. Tante sono le ipotesi avanzate molte delle quali assai fantasiose, che vogliono omini verdi venuti da altri pianeti essere i veri costruttori delle piramidi d'Egitto, non rendendo giustizia a chi veramente ha dato la vita per rendere possibile l'impossibile; vogliamo simpaticamente indicare la teoria che andremo ad esporre come la teoria della costruzione a "foglia di cipolla", prendendo spunto dalle spoglie della piramide di Meidum. Oggi giorno, chi giunge a Meidum, trova davanti ai propri occhi una piramide semi distrutta dal tempo e dall'uomo, che ci da la possibilità di vedere il nucleo delle piramidi egizie; essendo l'unica struttura in questo stato, e tenendo conto che Meidum cronologicamente parlando si trova esattamente poco prima delle grandi piramidi di Giza, è plausibile ipotizzare che la tecnica adottata sia la stessa. La grande occasione che offre Meidum non la offre nessuna piramide d'Egitto, visionando esternamente il nucleo, si capisce chiaramente che i costruttori iniziavano a costruire strato dopo strato partendo da un nucleo centrale; la struttura interna crea un centro più verticale che obliquo, esattamente come ci mostra il nucleo di&lt;br /&gt;Meidum. La "foglia di cipolla" è relativa al nucleo interno che fu innalzato in una sorta di sali e scendi che gli operai terminavano con il primo strato poi, riscendevano verso il basso creando uno strato ulteriore, così facendo potevano tranquillamente lasciare spazi per vani molto piccoli (come ad esempio i pozzi verso l'esterno) che per vani molto grandi (come i passaggi interni), in questo modo si spiega come fecero a Giza a realizzare, senza difficoltà, i piccolissimi cunicoli presenti nelle stanze del Re e della Regina. Questo faceva si che fosse creata una base d'appoggio su cui poi, solo successivamente si iniziava ad inclinare l'angolatura, dando così la forma piramidale. Tutte le teorie ipotizzate negli ultimi anni su come gli egizi riuscirono a trasportare i massi che compongono le piramidi di Giza, sono basate sull'impiego di rampe e carrucole; probabilmente loro non avrebbero usato mezzi così complicati. L'impiego di rampe per edificare una struttura come quella della piramide di Cheope, significherebbe creare uno schema di rampe enormi, che a loro volta potevano essere così imponenti da diventare un monumento loro stesse. Se noi dovessimo pensare come un uomo di quattro mila anni fa, è verosimile pensare che ci attrezzeremmo con i mezzi che abbiamo a disposizione, per questo motivo forse usarono la sabbia come mezzo di sollevamento e innalzamento. Infatti non ci sono nuove le tecniche con cui gli egizi erano soliti usare la sabbia per spostare o sostenere grandi pietre e obelischi. Tuttavia potremmo ipotizzare che fu impiegata sia la sabbia che un sistema di rampe, visto i diversi appoggi che sono ancora visibili all'esterno della grande piramide. Oltre al metodo di costruzione, ciò che non ci è chiaro e se Cheope o uno dei suoi successori, furono mai seppelliti all'interno delle piramidi. Le moderne teorie vogliono che la vera stanza dove il faraone Cheope è sepolto, sia tutt'ora nascosta, scatenando di fatto una vera e propria corsa "febbrile" alla teoria che più verosimile che possa spiegare in modo coerente dove questa sia tutt'ora collocata. Lo stesso Zahi Hawass ha dichiarato in più di un’occasione che il corpo di Cheope alla fine sarà trovato, alimentando in questo modo le fantasie di ogni ricercatore moderno; ma effettivamente dove si trova la vera camera sepolcrale? Possiamo ipotizzare tre soluzioni plausibili:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1)&lt;/span&gt; Zahi Hawass conduceva ormai da anni una ricerca sistematica della camera funeraria verso la cima della piramide, secondo lui, la camera del sarcofago è accessibile tramite i famosi ‘’caniculi dell’aria’’; per questo, ha condotto diversi esplorazioni robotiche. Nei cuniculi sono stati ritrovati dei massi con delle maniglie, che hanno indotto a pensare che probabilmente Hawass non si stia sbagliando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-xn92aVcj1fc/TqCW0h1NQ2I/AAAAAAAABVk/8QdGVJl95D4/s1600/grotto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 154px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-xn92aVcj1fc/TqCW0h1NQ2I/AAAAAAAABVk/8QdGVJl95D4/s200/grotto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665694160410985314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;2)&lt;/span&gt; Tuttavia ci sono altre due ipotesi credibili, la seconda, parte dall’idea che Cheope prima della fase iniziale della costruzione della grande piramide, chiamata ‘’Cheope appartiene all’orizzonte’’, avrebbe tranquillamente potuto costruire una tomba sotterranea, implementandola tra la camera incompiuta e la camera della regina, rendendo di fatto impossibile per qualunque ladro il saccheggio del sepolcro. A suffragio di questa ipotesi vi è il fatto che la grande piramide ingloba quella che per molti archeologi è semplicemente una collina, ma che è probabilmente una vera e propria mastaba o tell. Gli egizi erano soliti bonificare il terreno prima di costruire monumenti o tombe, quindi risulta inverosimile che possano aver lasciato una collinetta nel punto in cui hanno costruito la piramide. Alcuni studiosi sollevano come punto di discussione il fatto che la piramide di Chefren sia stata costruita su un’altura, fatto che non sussiste poiché un’altura non è un elemento di disturbo come una collina naturale. Probabilmente ciò che vediamo al di sotto del terreno è una costruzione artificiale che rinchiude la camera funeraria del re. Erodoto ci informa che la tomba di Cheope fu costruita come un’isola sotterranea, cosa molto probabile se si prende in considerazione questa ipotesi. Un altro punto a favore di questa considerazione, è che nel corridoio detto dei ‘’ladri’’ o di ‘’servizio’’, c’è una rientranza chiamata Grotto costruito in mattoni crudi e non in pietra; forse una delle pareti del muro esterno della camera funeraria. Probabilmente la Grande galleria oltre ad essere stata costruita a fini rituali, fu anche un espediente per non incentrare il peso della piramide sul centro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;3)&lt;/span&gt;La terza ipotesi viene dal fatto che non fu in verità Cheope a scegliere il luogo della sua camera sepolcrale, ma Djedefra. Molti sono gli indizi che portano ad indicare Djedefra come colui che modificò i progetti della grande piramide e che oggi ci mostrano la struttura interna così come la conosciamo. Il primo indizio è dato dal fatto che inspiegabilmente, l'unica delle piramidi della IV dinastia ad essere stata completamente "smontata" è proprio quella del faraone Djedefra (che si trova ad Abu Rawash); è di facile intuizione il motivo per cui fu l'unica ad essere letteralmente dissembrata, semplicemente non fu mai completata. Ma a questo punto la domanda è: perché la piramide non è stata ultimata? In questo caso ci vengono in aiuto il papiro Regio di Torino, Erodoto ed il papiro Westcar. Il papiro regio di Torino, visionato dallo stesso Champollion, ci indica che gli anni di regno di Cheope furono&lt;br /&gt;ventiquattro, mentre sappiamo da Erodoto che gli anni impiegati per la realizzazione della grande Piramide furono una trentina. Spiegare questa discrepanza di anni è molto semplice; è verosimile ipotizzare che Cheope morì prima del termine dei lavori della grande Piramide, Djedefra quindi non portò a termine i lavori per la realizzazione della sua piramide per dedicarsi anima e corpo ai lavori a Giza. Djedefra ha sicuramente messo mano alla grande Piramide, e questo ce lo dice il Papiro Westcar che menziona proprio Djedefra come colui che aiuta letteralmente il padre Cheope nella ricerca spasmodica del numero delle stanze segrete del tempio di Thot, necessario per realizzare la piramide stessa. Ulteriore indizio è dato dalla piccola statua del nano Seneb, che indica che fu alla corte di Cheope e Djedefra, mansionati nello stesso documento. Djedefra dal canto suo non si limitò solamente a modificare i piani del padre, avendo 70 giorni a disposizione dovette trovare una sistemazione al genitore durante i lavori alla stessa piramide, a questo punto è necessario capire in quale momento i progetti furono variati. In questo caso non è difficile capire in quale momento Cheope morì, giacché è la stessa piramide che ce lo dice; analizzando l'ingresso della camera della regina si vedono chiaramente, sulla la parete che sovrasta l'entrata, i segni lasciati dagli incisori per scalpellare i piccoli "canali" che sarebbero serviti per ospitare il meccanismo di chiusura. Essendo questi solchi, solo accennati, è facile capire che il progetto in quel momento venne modificato; la camera sepolcrale di Cheope quindi è stata sistemata esattamente nel momento in cui il progetto cambiò, quindi attualmente la vera camera del re potrebbe essere situata al livello della camera della regina. Djedefra comunque non fu il solo artefice del "cambio di programma" relativo ai progetti delle camere interne alla Piramide, il vero artefice fu l'architetto che seguì il progetto, ovvero Hemiunu; fu lui, insieme a Djedefra a concepire la realizzazione della galleria che è sicuramente post progettazione della camera della regina. In questo caso la prova è data dalla deviazione del pozzo Sud presente nella camera, che devia il suo percorso, trovandosi la galleria nella sua direttrice, ovviamente se gli ingegneri avessero previsto la galleria non avrebbero mai fatto un errore così grossolano. A questo punto sorge la domanda sul perché creare la camera del Re; anche in questo caso la risposa è molto semplice e ci viene dallo stesso papiro Westcar. Il papiro sottolinea a più riprese che Cheope vuole edificare la sua piramide in onore degli dei, in special modo dedicarla ad Iside; infatti vedendo la piramide nel suo spaccato, si nota chiaramente che la camera della Regina è esattamente al centro della struttura, chiaro segno questo che era tenuta in grande considerazione. In più avendo la camera il soffitto inclinato è chiaro che fosse legato ad un’entità femminile, mentre la camera del Re è sicuramente dedicata da un’entità maschile, identificabile con Osiride, per via delle camere di scarico che mostrano chiaramente una somiglianza palese con lo Djed, simbolo di Osiride e di Djedefra stesso. Quindi la camera della regina era dedicata ad Iside mentre la camera del Re è dedicata da Osiride. In tutto questo non dimentichiamo che fu proprio Djedefra che fece costruire le Barche solari dedicati al Padre (il suo cartiglio è presente sulle pietre della cava che coprivano le barche) e che quindi mostrano chiaramente che ebbe il tempo di costruire le imbarcazioni durante la costruzione della piramide del padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-3ZLEyJIBxQ8/TqCXkd_x1cI/AAAAAAAABVw/UIMimkEDsw0/s1600/sfinge.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 78px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-3ZLEyJIBxQ8/TqCXkd_x1cI/AAAAAAAABVw/UIMimkEDsw0/s200/sfinge.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665694984015304130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La Sfinge&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Sulla piana di Giza, oltre alle piramidi, c’è un monumento che ha sempre destato interesse e ammirazione: La Sfinge. Questa incredibile statua fu eretta probabilmente durante la IV dinastia, rappresenta una creatura con corpo di leone e testa d'uomo; simbolo del dio Horemakhet ''Horus all'orizzonte''. Secondo un iscrizione di Amenhotep II, il nome della sfinge sarebbe proprio Horemakhet oppure ''Horakhty'', più tardi Tuthmosis IV la chiama Khepri-Ra-Atum; cioè i tre aspetti del sole, confermandone così l'aspetto solare. Il nome Sfinge viene dalla parola greca sphinx che era un adattamento del nome egizio Shsp-Ankh che significa ''immagine vivente'', mentre gli arabi la chiamavano Abu el hol, cioè ''il padre del terrore''. Quando fu costruita, la statua era intonacata e dipinta; l'erosione purtroppo ha tolto ogni pigmento di colore e nei secoli l'uomo ne ha danneggiato diverse parti, la barba e l'ureo sono conservati al British Museum. Questa scultura colossale è alta più di 20 metri e lunga circa 57, la testa è evidentemente sproporzionata rispetto al corpo leonino. Il volto della sfinge è sempre stato oggetto di discussioni e ipotesi, gli studiosi più accreditati affermano che il viso sia quello del faraone Chefren, tuttavia negli ultimi anni si sono sollevate non poche polemiche, tutte riguardanti l'identità del costruttore della sfinge. Diversi egittologi hanno ipotizzato che il volto sia di Cheope, altri hanno suggerito che potesse essere quello di Djedfra che regnò fra Cheope e Chefren. Se ipotizziamo che fu Djedefra a terminare la grande Piramide, è plausibile immaginare che fu lui a far scolpire la Sfinge con la sua immagine o con quella del padre. Gli indizi sono legati al fatto che il nome di Chefren è indicato da Tuthmosis IV come uno dei tanti restauratori del monumento nella Stele del Sogno, citandolo nella riga 13 della stele stessa, purtroppo oggi questa riga è andata persa, ma ne rimane traccia nei disegni di Roberts, giunto in Egitto con la spedizione&lt;br /&gt;Napoleonica. Possiamo dunque ipotizzare che il volto della sfinge, in un primo momento della sua lunga storia, fosse quello di Cheope o di Djedefra. Successivamente è possibile che la sfinge possa essere stata usurpata da un altro faraone, dopo la IV dinastia gli unici sovrani d'Egitto che misero mano sulla grande statua, furono Tuthmosi IV e Ramesse II. Durante la XVIII dinastia il faraone Tuthmosis IV mentre riposava all'ombra della statua ricevette in sogno una predizione dalla sfinge, la quale chiedeva al giovane principe di essere liberata dalla sabbia che la ricopriva da innumerevoli anni, e in cambio di questo intervento avrebbe fatto di renderlo faraone; così facendo Tuthmosis si assicurò il trono d'Egitto ed eresse fra le zampe del leone una stele per commemorare l'evento, detta la Stele del Sogno, già citata in precedenza. Crediamo che sia improbabile che il volto del monumento sia quello di questo faraone, poiché le fattezze non rassomigliano alle statue che ci sono giunte. Il secondo restauro della sfinge avvenne sotto il regno di Ramses II che fu uno dei sovrani che misero in atto la più grande campagna di usurpazione dell'Antico Egitto. Probabilmente il faraone durante il recupero del monumento, fece scolpire i suoi lineamenti nel volto della statua, infatti le fattezze e i parametri facciali rispecchiano quelli delle sculture rupestri del Re. Naturalmente queste sono ipotesi che non possono essere accreditate senza ulteriori prove.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Antonietta Ginevra Napoli&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sandro Biagi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SANDRO BIAGI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-FzK_My4Cydo/TqCYOo7LFDI/AAAAAAAABV8/Q0WZxXTAcpc/s1600/ale.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 142px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-FzK_My4Cydo/TqCYOo7LFDI/AAAAAAAABV8/Q0WZxXTAcpc/s200/ale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5665695708503282738" /&gt;&lt;/a&gt;Ha studiato Lettere Antiche alla Sapienza di Roma,  ha frequentato i corsi di Egittologia del Professor Roccati e della professoressa Sist e quello di Religioni del Vicino Oriente Antico con la professoressa Biga. Esperto in Antichità Nubiane, Ittitologia e Storia romana. Nel 2006 ha scritto il libro ''Il Signore della Piramide'' e ha tenuto diverse conferenze sull'Antico Regno e l'esodo ebraico.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Recapiti:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;http://www.aegypto.com&lt;br /&gt;http://nebmer.blogspot.com/&lt;br /&gt;alessandro.biagini.1975@gmail.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4954272525738469747?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4954272525738469747/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/10/i-misteri-delle-piramidi-la-costruzione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4954272525738469747'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4954272525738469747'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/10/i-misteri-delle-piramidi-la-costruzione.html' title='I misteri delle piramidi: la costruzione, la funzione e i costruttori.'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-jc2ZcTrwQRw/TqCWd5VS2XI/AAAAAAAABVM/nxYeaXxdp7g/s72-c/chefren.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6970859309358642054</id><published>2011-10-17T09:30:00.000+02:00</published><updated>2011-10-17T10:24:04.026+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Arriva IEgitto, l'applicazione di Kemet...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-z2Aok0Ew6eQ/Tpvl-AuyxEI/AAAAAAAABVA/EqnsZ2XawoY/s1600/kemet.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 193px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-z2Aok0Ew6eQ/Tpvl-AuyxEI/AAAAAAAABVA/EqnsZ2XawoY/s200/kemet.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5664373809859445826" /&gt;&lt;/a&gt;Ho sempre pensato di realizzarla e finalmente è arrivata. A breve la troverete in tutti gli App Store. Questa applicazione ti permetterà di conoscere l'antico Egitto. Iniziare lo studio dei geroglifici. Studiare la storia dell'antica civiltà del Nilo. Per tutti quelli che almeno una volta hanno sognato di andare in Egitto. Segui anche tu Kemet, la voce dell'antico Egitto.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://kemet.mobapp.at/"&gt;IEgitto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(l'immagine dell'app è provvisoria)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6970859309358642054?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6970859309358642054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/10/arriva-iegitto-lapplicazione-di-kemet.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6970859309358642054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6970859309358642054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/10/arriva-iegitto-lapplicazione-di-kemet.html' title='Arriva IEgitto, l&apos;applicazione di Kemet...'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-z2Aok0Ew6eQ/Tpvl-AuyxEI/AAAAAAAABVA/EqnsZ2XawoY/s72-c/kemet.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-7385116945863761300</id><published>2011-10-12T11:30:00.004+02:00</published><updated>2011-10-13T12:09:18.135+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Viaggio in Egitto per Aprile/Maggio...</title><content type='html'>Questo è un viaggio fai da te, quindi il tempo e le visite possono essere giostrati a piacimento o saltate se il programma è troppo duro. Il viaggio costa tutto compreso sui 1200 euro circa(aereo, hotel, monumenti, visto e spostamenti). Per qualsiasi domanda o rispondete qui o potete scrivermi all'inidirizzo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;kemet@live.it&lt;/span&gt; o su skype &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;kemetblog&lt;/span&gt;. Non ci saranno problemi di lingua, parlo corentemente l'arabo e l'inglese. Naturalmente in ogni sito ognuno è libero di vedere ciò che più vuole, ad esempio l'intero gruppo aperto delle tombe della Valle dei Re o dei Nobili. Inoltre forse visiteremo la tomba di Senenmut. Organizzo questo nuovo viaggio per alcuni amici che vogliono visitare l'Egitto, ma come si dice? Più siamo e meglio è....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Viaggio in Egitto dal 20/04/2012 al 09/05/2012&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Giovedì 19 aprile&lt;/span&gt; Riunione a Roma alle 20.00 in piazza Esedra&lt;br /&gt;20aprile-1°giorno Roma/Il Cairo: Arrivo in aeroporto e sistemazione in hotel &lt;br /&gt;21aprile-2°giorno Museo egizio, cittadella e khan el khalili &lt;br /&gt;22aprile-3°giorno Giza, Saqqara e Menfi &lt;br /&gt;23aprile-4°giorno Dahshur e El-Lisht&lt;br /&gt;24aprile-5°giorno Dal CairoBubastis e Avaris&lt;br /&gt;25aprile-6°giorno treno per Alessandria e visita della città &lt;br /&gt;26aprile-7°giorno Sais e Buto &lt;br /&gt;27aprile-8°giorno Treno per Minia, arrivo e sistemazione in hotel&lt;br /&gt;28aprile-9°giorno visita dei monumenti di Beni Hasan &lt;br /&gt;29aprile-10°giorno visita di Tell el Amarna &lt;br /&gt;30aprile-11°giorno treno per Luxor, arrivo e sistemazione in hotel &lt;br /&gt;1maggio-12°giorno visita dei templi di Luxor, museo archeologico, tempio di Karnak e del museo di mummificazione&lt;br /&gt;2maggio-13°giorno Valle dei Re e Valle dei Nobili &lt;br /&gt;3maggio-14°giorno Visita dei templi di Dendera ed Abido &lt;br /&gt;4maggio-15°giorno Templi funerari e Valle delle Regine &lt;br /&gt;5maggio-16°giorno visita dei templi di Esna e Edfu e continuazione per Assuan, arrivo in serata e sistemazione in hotel &lt;br /&gt;6maggio-17°giorno Visita dell'isola di File e nel pomeriggio tempio di Kom Ombo&lt;br /&gt;7maggio-18°giorno Abu Simbel &lt;br /&gt;8maggio-19°giorno Tempio di Kalabsha e poi in serata treno notturno Abela per il Cairo &lt;br /&gt;9maggio-20°giorno Arrivo al Cairo e aereo per Roma&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-7385116945863761300?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/7385116945863761300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/10/viaggio-in-egitto-per-aprilemaggio_12.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7385116945863761300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7385116945863761300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/10/viaggio-in-egitto-per-aprilemaggio_12.html' title='Viaggio in Egitto per Aprile/Maggio...'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6890430878871959453</id><published>2011-09-12T17:30:00.001+02:00</published><updated>2011-09-12T18:08:56.790+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Oltre la maschera di Spartacus.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i287.photobucket.com/albums/ll143/sunrunnersioned/Andy/Spartacus-Andy-Whitfield-1-788789.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 267px; height: 400px;" src="http://i287.photobucket.com/albums/ll143/sunrunnersioned/Andy/Spartacus-Andy-Whitfield-1-788789.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Molti dei miei lettori si chiederanno perchè dedico un post alla scomparsa di un attore australiano e per quale motivo mi sento di farlo. Il mio motivo a molti di voi sembrerà insufficiente, non ho solo amato la grazia, la forza e la dignità d'espressione che &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andy_Whitfield"&gt;Andy Whitfield&lt;/a&gt; ha avuto nell'esprimere se stesso tramite la recitazione, ma ho anche imparato a conoscere il suo sorriso e lo sguardo con cui guardava dritto nella telecamera, come se niente al mondo potesse fermarlo. Tutti lo conosciamo come Spartacus, tutti lo abbiamo incitato e incoraggiato, proprio come facciamo la domenica allo stadio, come se lui fosse stato davvero lì nell'arena a combattere per la sua libertà. Dietro a Spartacus c'era un giovane uomo, una persona innamorata di sua moglie, un figlio e un amico, quindi oggi non salutiamo solo il volto di un eroe che ci ha fatto battere il cuore ma anche un ragazzo come noi che nonostante la morte è riuscito a vincere la paura del male che lo stava divorando. Molti altri attori hanno interpretato Spartacus e molti altri lo faranno, però oggi non voglio dire arrivederci al personaggio, ma all'uomo che  nel mio cuore e nella mia memoria avrà sempre un posto.. ciao Andy.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6890430878871959453?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6890430878871959453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/09/oltre-la-maschera-di-spartacus.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6890430878871959453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6890430878871959453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/09/oltre-la-maschera-di-spartacus.html' title='Oltre la maschera di Spartacus.'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i287.photobucket.com/albums/ll143/sunrunnersioned/Andy/th_Spartacus-Andy-Whitfield-1-788789.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-1591020513358564294</id><published>2011-07-06T07:30:00.000+02:00</published><updated>2011-07-06T08:12:00.638+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divinità'/><title type='text'>Seth, il dio del male e del caos.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-rKB1LaNRdD0/ThP3Muii_FI/AAAAAAAABT4/6ftZgugzQ48/s1600/seth.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-rKB1LaNRdD0/ThP3Muii_FI/AAAAAAAABT4/6ftZgugzQ48/s200/seth.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626112157539302482" /&gt;&lt;/a&gt;Dio dalla figura ambigua e controversa, simbolo del caos, del disordine e della sterilità, Seth incarna le forze violente della natura: tempeste e temporali, il deserto, ed anche il mare, in opposizione all'aspetto ''fluviale'' di Osiride. Ma Seth è anche un dio associato alla regalità, e sotto questo aspetto la sua origine è antichissima, sicuramente predinastica: la sua immagine è infatti presente nella testa di mazza del re Scorpione, anteriore a Narmer. Un re della seconda dinastia, Sakhemib, adottò Seth come suo nume protettore e fece collocare la sua immagine sul suo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;serekh&lt;/span&gt;. Il suo successore, Khasekhemuy, abbinò le immagini di Horus e Seth, a simboleggiare vicende politiche i cui dettagli ci sfuggono. Nei &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Testi delle Piramidi&lt;/span&gt; il re dichiara: ''La mia forza è la forza di Seth'' (Pyr.1145). Seth è anche il dio venerato dagli Hyksos, la popolazione semitica che governò parte dell'Egitto, e questo probabilmente contribuì al ricordo negativo che gli egizi hanno sempre conservato di questo episodio. Il culto di Seth riprese vigore nella XIX dinastia, dal suo nome derivò quello di Sethi I, padre del grande Ramses II, e anche quest'ultimo si considerò assai spesso sotto la sua protezione: si definì ''come Seth grande di forza'' e ''come Seth nella sua ora'' nelle iscrizioni che commemorano la battaglia di Qadesh contro gli Hittiti; e quando venne conclusa la pace tra i due popoli, nella &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Stele del Matrimonio&lt;/span&gt; del tempio di Abu Simbel rivolse preghiere e fece sacrifici a Seth, come dominatore degli elementi, affinché tenesse lontano la pioggia e il freddo dalla principessa hittita che stava arrivando in Egitto. Premettendo che questo personaggio è stato trattato in maniera magistrale da un egittologo olandese in un libro che è divenuto un testo di riferimento per la materia (Herman Te Velde, Seth, god of confusion, Brill, Leiden 1977), esamineremo ora alcuni aspetti di questo dio, soffermandoci su quelli più suggestivi ed insoliti. L'iconografia di Seth è tuttora argomento di discussione, Seth è abitualmente raffigurato con corpo umano e una testa dal muso allungato e ricurvo verso il basso, orecchie erette e squadrate alla sommità. L'animale setiano è stato di volta in volta identificato nell'antilope, asino, okapi, levriero, giraffa, tapiro, oritteropo, ecc. È stata anche avanzata l'ipotesi che si tratti di un animale fantastico, specie a causa della coda forcuta che appare quando viene raffigurato in forma completamente animale. Fin dalla sua nascita Seth rivela il suo carattere distruttivo: secondo Plutarco, infatti, non venne partorito nel modo consueto: ''La sua nascita non avvenne nel momento dovuto e nemmeno per via naturale: con un colpo squarciò il fianco della madre e saltò fuori''. Come dicevamo all'inizio, Seth è una figura complessa, oltre ad essere associato a vari animali, assume funzioni e ruoli di varia natura. Ne esamineremo quelli più importanti un passo alla volta nei prossimi post.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-1591020513358564294?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/1591020513358564294/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/07/seth-il-dio-del-male-e-del-caos.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1591020513358564294'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1591020513358564294'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/07/seth-il-dio-del-male-e-del-caos.html' title='Seth, il dio del male e del caos.'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-rKB1LaNRdD0/ThP3Muii_FI/AAAAAAAABT4/6ftZgugzQ48/s72-c/seth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5426627228047987993</id><published>2011-06-24T00:00:00.001+02:00</published><updated>2011-07-04T00:03:33.733+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia dell&apos;archeologia e archeologi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egittologi'/><title type='text'>Scomparsa dell'egittologa Christiane Desroches-Noblecourt</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-kM39DSDDT9M/ThDmpGToZAI/AAAAAAAABTw/jjOomx2fhlI/s1600/1027505.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 156px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-kM39DSDDT9M/ThDmpGToZAI/AAAAAAAABTw/jjOomx2fhlI/s200/1027505.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5625249528327726082" /&gt;&lt;/a&gt;Direttrice del dipartimento delle Antichità Egiziane del Louvre e abile divulgatrice, autrice di testi e promotrice di eventi ed esposizioni, Christiane Desroches-Noblecourt è stata la fautrice della missione di salvataggio dei templi della Nubia dalle acque del Lago Nasser. La "grande dame" dell'Egittologia si è spenta all'età di 97 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.archaeogate.org/egittologia/article/1431/1/cordoglio-per-la-scomparsa-dellegittologa-christiane-de.html"&gt;Archaeogate&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo su &lt;a href="http://www.lemonde.fr/carnet/article/2011/06/24/christiane-desroches-noblecourt-premiere-femme-egyptologue-est-morte_1540771_3382.html"&gt;Le Monde&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5426627228047987993?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5426627228047987993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/06/scomparsa-dellegittologa-christiane.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5426627228047987993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5426627228047987993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/06/scomparsa-dellegittologa-christiane.html' title='Scomparsa dell&apos;egittologa Christiane Desroches-Noblecourt'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-kM39DSDDT9M/ThDmpGToZAI/AAAAAAAABTw/jjOomx2fhlI/s72-c/1027505.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-8692723398199786564</id><published>2011-06-01T11:30:00.000+02:00</published><updated>2011-07-01T04:33:36.196+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mummie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>La mummificazione degli animali: cenni storici.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-FrHG6k-aA6I/Tg0x0uJe0pI/AAAAAAAABTg/uPt6UVhJmRU/s1600/1.stories.mummie_animali.11-ibis.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 121px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-FrHG6k-aA6I/Tg0x0uJe0pI/AAAAAAAABTg/uPt6UVhJmRU/s200/1.stories.mummie_animali.11-ibis.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624206291466375826" /&gt;&lt;/a&gt;Gli egizi mummificavano cani, gatti, scimmie, uccelli, tori, coccodrilli e perfino insetti, che poi collocavano nei sarcofagi. La mummificazione di questi animali era dovuta principalmente a motivi religiosi, anche se la passione per gli amuleti spinse a imabalsamare gli animali e a seppellirli insieme ai loro proprietari. La grande quantità di animali mummificati attirò l'attenzione degli antichi viaggiatori greci e romani che visitarono l'Egitto. Si credette persino che tutti gli animali mummificati fossero sacri. Uno degli animali di cui sono state ritrovate più mummie è il gatto. Molte mummie di gatto erano considerate portafortuna che, alla morte del proprietario, venivano sepolti nella sua tomba, affinché nell'aldilà il defunto potesse godere della compagnia dell'animale. Altri animali mummificati avevano funzione di cibo, che faceva parte delle offerte del corredo funerario. Tuttavia, la maggior parte di queste mummie aveva un significato religioso. Le divinità erano associate a un animale sacro, con il quale potevano essere identificate. La morte dell'animale rappresentava una grande perdita. Secondo erodoto ''tutti gli abitanti di una casa in cui è appena morto un gatto di morte naturale si rasano le sopracciglia; quando muore un cane si rasano tutto il corpo, compresa la testa''. Vi erano animali particolari, che erano divini di per sé, come il toro Api o il bue Bukhis. All'inizio venivano mummificati solo questi ultimi, ma a partire dalla XXVI dinastia, nel Periodo Saitico, il culto degli animali si accrebbe e aumentò il numero di mummie. Offrendo una mummia o una statua dell'animale sacro in cui il dio veniva rappresentato, si entrava in contatto diretto con la divinità. La mummificazione degli animali, molto più semplice ed elementare di quella degli uomini, terminava con la decorazione delle bende, sulle quali si riproducevano le fattezze dell'animale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-8692723398199786564?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/8692723398199786564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/06/la-mummificazione-degli-animali-cenni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8692723398199786564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8692723398199786564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/06/la-mummificazione-degli-animali-cenni.html' title='La mummificazione degli animali: cenni storici.'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-FrHG6k-aA6I/Tg0x0uJe0pI/AAAAAAAABTg/uPt6UVhJmRU/s72-c/1.stories.mummie_animali.11-ibis.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-9169992586001139789</id><published>2011-05-26T14:00:00.001+02:00</published><updated>2011-07-01T04:07:32.577+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Terzo Periodo Intermedio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Taharqa, il faraone cuscita</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-MCI2RohOfVg/Tg0rQBFBqqI/AAAAAAAABTU/3YKHOCFxEUI/s1600/t51_op_449x600.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-MCI2RohOfVg/Tg0rQBFBqqI/AAAAAAAABTU/3YKHOCFxEUI/s200/t51_op_449x600.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624199063823035042" /&gt;&lt;/a&gt;Tra i faraoni dell'epoca etiope si distinse senza dubbio Taharqa. Per il coraggio nella battaglia contro gli Assiri, la linea politica, l'ansia di realizzare costruzioni in Egitto e in Nubia, egli merita di essere incluso tra i grandi sovrani d'Egitto. Taharqa (690-664 a.C.) fu il terzo della XXV dinastia. Egli arrivò da Napata (regno di Kush) per combattere al fianco del fratello Shabataka contro gli Assiri a Tebe. Taharqa succedette a Shabataka nel 690 e fu incoronato nella città di Menfi. Benché provenisse dalla Nubia, egli adottò usanze egizie, come la sepoltura nelle piramidi e la suddivisione della sua terra di origine in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nomoi&lt;/span&gt;. Per contrastare il potere di Montuemhé, sindaco di Tebe, rafforzò la carica delle divine adoratrici di Amon, o spose divine; tale ufficio era riservato alle donne della famiglia del faraone. Taharqa fece quindi nominare la figlia Amenirdis II sposa divina di Amon, assicurandosi in tal modo l'appoggio di tale divinità e i benefici che ne derivavano. Taharqa fu un grande costruttore e fece innalzare numerosi templi sia in Egitto sia in Nubia. A Karnak spicca un chiosco situato nel primo cortile, di cui rimane una colonna. Per quanto riguarda la Nubia, Taharqa realizzò costruzioni a Gebel Barkal, Seddenga e Kawa. Ma il suo regno fu caratterizzato dalle lotte contro gli Assiri. Nel 674 a.C. il re assiro Asarhaddon tentò inutilmente di invadere l'Egitto. Subito dopo, Baal I di Tiro si alleò con Taharqa. Ben presto, nel 671, Asarhaddon conquistò Menfi grazie all'unione con i Libici del Delta. Questo è il suo racconto: ''Dalla città di Ishhupri fino a Menfi, una distanza di quindici giorni, combattei quotidianamente battaglie sanguinose contro Taharqa, re dell'Egitto e dell'Etiopia, colui che è maledetto da tutti i grandi dei. Lo ferii cinque volte con la punta delle mie frecce e misi sotto assedio Menfi, la sua residenza reale; la distrussi, abbattei le sue mura e la rasi al suolo con il fuoco''. Dopo la morte di Asarhaddon, nel 669 Taharqa riconquistò Menfi, ma il nuovo re assiro Assurbanipal distrusse le sue speranze, costringendolo a fuggire in Nubia. Dopo aver designato come erede Tanutamon, Taharqa morì nel 664 a.C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-9169992586001139789?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/9169992586001139789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/taharqa-il-faraone-cuscita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/9169992586001139789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/9169992586001139789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/taharqa-il-faraone-cuscita.html' title='Taharqa, il faraone cuscita'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-MCI2RohOfVg/Tg0rQBFBqqI/AAAAAAAABTU/3YKHOCFxEUI/s72-c/t51_op_449x600.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5090326695126525199</id><published>2011-05-20T20:00:00.003+02:00</published><updated>2011-07-04T00:03:22.707+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia dell&apos;archeologia e archeologi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Egittologi'/><title type='text'>Petrie, il padre degli egittologi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.livingdusty.com/introduction_files/page5-william-matthew-flinders-petrie.png"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 176px; height: 250px;" src="http://www.livingdusty.com/introduction_files/page5-william-matthew-flinders-petrie.png" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Flinders Petrie fu senza dubbio uno dei primi studiosi a impostare lo scavo con criteri sistematici. Il suo metodo di analisi, ancora oggi pienamente accettato, formò un'intera generazione di archeologi. William Matthew Flinders Petrie naque a Charlton, in Inghilterra, il 3 giugno 1853.&lt;br /&gt;Era figlio di William Petrie, ingegniere civile e di Anne Flinders, figlia di un esploratore australiano. La sua formazione fu complessa, apprese dal padre la misurazione e la planimetria. Il giovane William si interessò di chimica, matematica, e sciene naturali; in seguito ampliò le proprie conoscenze con un geologo e un paleontologo. Iniziò il suo duro lavoro di ricercatore in Inghilterra, pubblicando una dettagliata relazione sul sito di Stonehenge. Nel 1880 si recò a Giza, inviato da suo padre per misurare i monumenti e analizzare i rilievi. Nei successivi 46 anni Flinders Petrie effettuò scavi in Egitto fino al 1926. Nel 1884, l'Egypt Exploration found lo incaricò di compiere scavi a Tanis, uno dei siti più importanti del basso Egitto. Petrie ricevette inoltre l'aiuto economico della scrittrice Amelia Edwards. &lt;br /&gt;Negli anni 1884-85 scoprì la colonia greca di Naucrati. Petrie ricostruì la prima storia dell Egitto a partire dai ritrovamenti più insignificanti, scavando siti predinastici, come Nagada, Akhmin o Badari. Fu così respinta la teoria che attribuiva la nascita della civiltà egizia a popoli stranieri. Ad Abido, Petrie trovò le tombe dei primi sovrani egizi e stabilì una seriazione cronologica delle prime dinastie della storia egizia. Inoltre fece conoscere molti aspetti della vita quotidiana quando, nel 1989-90, effettuò scavi nel villaggio dei costruttori delle piramidi della XII dinastia a Kahun; compì scavi anche nelle metropoli di Illahun. Nella città di Aton, cioè Hakhetaton, trovò le famose &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lettere di Amarna&lt;/span&gt;; qui scavò e analizzò le strutture e i rilievi degli edifici. Ad Hauara entrò nella piramide e nel complesso funerario di Amenemhat III. Nel 1893 ottenne la cattedra di egittologia all'University College di Londra. Nell 1894 fondò l'Egyptian Research Account, che nel 1905 si trasformò nella British School of Archeology in Egypt. Ai suoi scavi in Egitto seguirono molte pubblicazioni l'opera scientifica di Petrie comprende 90 volumi. Sono soprattutto noti il libro intitolato: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dieci anni di scavi in Egitto 1981-1891&lt;/span&gt; e la sua opera definitiva &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Metodi ed obiettivi dell'archeologia (1904)&lt;/span&gt;, Flinders Petrie morì nel 1942 a Gerusalemme.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5090326695126525199?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5090326695126525199/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/petrie-il-padre-degli-egittologi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5090326695126525199'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5090326695126525199'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/petrie-il-padre-degli-egittologi.html' title='Petrie, il padre degli egittologi'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5334199635634837985</id><published>2011-05-15T10:30:00.001+02:00</published><updated>2011-05-23T10:19:47.491+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Egitto dopo i faraoni'/><title type='text'>Le cromolitografie Liebig</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-epcKgdNN3Yk/TdoYmyuNVrI/AAAAAAAABSg/617h6zDfwio/s1600/2333291304_394b8a1157.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 134px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-epcKgdNN3Yk/TdoYmyuNVrI/AAAAAAAABSg/617h6zDfwio/s200/2333291304_394b8a1157.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5609823340573054642" /&gt;&lt;/a&gt;L'antico Egitto ha stimolato sempre l'immaginazione e ha lasciato tracce nei campi più insospettati. Le cromolitografie &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Liebig&lt;/span&gt;, stampate in oltre cento anni per pubblicizzare un estratto di carne, ne sono un chiaro esempio. Justus von Liebig, eminente farmacista e chimico tedesco, ideò il modo di far pubblicità allo scopo di promuovere il suo estratto di carne. Come già facevano altri produttori, Liebig decise di regalare con il suo prodotto alcune raccolte di cromolitografie; nel 1872, poco prima della sua morte, uscirono le prime. In oltre cento anni, fino al 1973, ne furono distribuite 1863 serie. Esse comprendevano 6 cromolitografie; sporadicamente apparvero serie di 12 e 18. Le misure erano in genere 100x70 mm. Le cromolitografie furono distribuite in numerosi paesi del continente europeo e vennero tradotte in molte lingue. Esse trattarono svariati temi, tra cui diversi aspetti legati alle antiche civiltà, come quella egizia. Con i loro contorni dorati, esse furono caratterizzate da un accurato e delicato disegno, tipico della fine del XIX secolo. Venivano stampate in litografia e in dodici colori. Ormai sono oggetti di antiquariato, testimonianze di un'epoca romantica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5334199635634837985?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5334199635634837985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/le-cromolitografie-liebig.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5334199635634837985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5334199635634837985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/le-cromolitografie-liebig.html' title='Le cromolitografie Liebig'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-epcKgdNN3Yk/TdoYmyuNVrI/AAAAAAAABSg/617h6zDfwio/s72-c/2333291304_394b8a1157.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-1008907783714027252</id><published>2011-05-10T15:00:00.000+02:00</published><updated>2011-05-14T21:07:04.098+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><title type='text'>Introduzione agli scarabei</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.egyptian-scarabs.co.uk/images/Scarab.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 208px; height: 180px;" src="http://www.egyptian-scarabs.co.uk/images/Scarab.gif" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;In Egitto si trovano numerosi scarabei, ma quello maggiormente rappresentato nell'arte egizia è lo scarabeo sacro (Scarabaeus sacer). Poiché gli scarabei depongono le uova in palline di sterco dalle quali emergono poi i piccoli, gli egizi adorarono l'animale come &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Kheper&lt;/span&gt; ''colui che viene al mondo'', equiparato al dio sole e creatore Atum. Il suo geroglifico venne utilizzato per esprimere il verbo kheper ''rinascere, venire all'esistenza, esistere''. L'abitudine dello scarabeo di rotolare con le zampe la pallina di sterco per nasconderla sottoterra simboleggiò poi il dio Khepri che spingeva il disco del sole attraverso il cielo. Nell'antico Egitto vennero creati milioni di scarabei in pietre o faïence come amuleti o sigilli. Nel primo caso essi spesso presentavano incisi, con scopi protettivi, l'immagine o il nome di una divinità o di un sovrano: soprattutto i nomi che includevano il segno dello scarabeo, come ad esempio Menkheperra, che è il prenome di Thutmosi III. Come sigilli, gli scarabei portavano invece incisi il nome e i titoli del proprietario. Alcuni scarabei più grandi recavano iscrizioni che ricordavano avvenimenti particolari della vita del faraone. Ad esempio, il re Amenhotep III creò scarabei che commemoravano una sua caccia al leone e altri ancora, come ad esempio quello del &lt;a href="http://anticatebe.blogspot.com/2010/09/amenhotep-iii-e-i-suoi-scarabei.html"&gt;matrimonio&lt;/a&gt;, in onore della regina Ty. Dal Nuovo Regno in poi si hanno i cosiddetti ''scarabei del cuore'', in pietre dure o in terracotta smaltata. Questo genere di amuleto veniva posto sul cuore della mummia, incastonato in un pettorale, e recava incisa una formula magica, spesso il capitolo 30 del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libro dei Morti&lt;/span&gt;, che il defunto avrebbe recitato nella ''pesatura'' con la piuma della verità: ''O mio cuore..non sorgere contro di me come testimonio, non creare opposizione contro di me nel tribunale, non essere contro di me al cospetto degli dei..''.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-1008907783714027252?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/1008907783714027252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/introduzione-agli-scarabei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1008907783714027252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1008907783714027252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/introduzione-agli-scarabei.html' title='Introduzione agli scarabei'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6135994468372347161</id><published>2011-05-05T17:49:00.003+02:00</published><updated>2011-05-06T06:33:08.707+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Egitto dopo i faraoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia dell&apos;archeologia e archeologi'/><title type='text'>La spedizione di Napoleone</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-hhqlCrw97ws/TcN4FuhLx5I/AAAAAAAABQk/IkH9c1wfjEI/s1600/Francois-Louis-Joseph_Watteau_001.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 250px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-hhqlCrw97ws/TcN4FuhLx5I/AAAAAAAABQk/IkH9c1wfjEI/s320/Francois-Louis-Joseph_Watteau_001.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5603454401160923026" /&gt;&lt;/a&gt;Mai una guerra era stata tanto importante per la cultura e la storia, dopo le immagini di desolazione delle battaglie, veniva riscoperta una parte del ricco passato dell'umanità, che la sabbia del deserto aveva nascosto quasi completamente per secoli; nasceva l'egittologia. La riscoperta dell'antico Egitto e la nascita dell'egittologia moderna alla fine del XVIII secolo furono il risultato della rivalità tra due grandi potenze europee: Francia e Inghilterra. Il principale protagonista di questo episodio fu il generale Napoleone Bonaparte che, impressionato dalle descrizioni di antichi viaggiatori e desiderando per sé la gloria che, al loro passaggio in Egitto, avevano ottenuto anticamente condottieri come Alessandro Magno e Giulio Cesare, accettò la missione offertagli dal governo francese del Direttorio; andare in quel paese per liberarlo dai turchi e aiutarlo nel suo sviluppo, come poco prima aveva fatto la Rivoluzione nella Francia dell'Ancient Régime. Ma questo nobile proposito ne nascondeva altri più specificamente politici, ostacolare e superare gli inglesi nella loro espansione verso l'India e, in Francia, disfarsi di un pericolo generale acclamato dal popolo. Napoleone seppe trasmettere il proprio entusiasmo a un vasto gruppo di studiosi e artisti, che decisero di far parte della spedizione militare francese contro l'esercito turco. Bonaparte sbarcò in Egitto nel luglio del 1798 e lo conquistò con la battaglia delle piramidi (21 luglio). Dieci giorni dopo, però, la flotta francese fu distrutta dagli Inglesi (alleati dei Turchi) ad Abukir. Dopo tre anni di battaglie, i francesi abbandonarono l'Egitto. Agli studiosi venne fatta un'unica concessione: Fu permesso loro di portare i disegni e le informazioni che avevano raccolto, tranne la famosa stele trovata a Rosetta (richiesta dagli inglesi come bottino di guerra e oggi conservata al British Museum). Tuttavia, le copie della stele che Napoleone aveva ordinato di fare, avrebbero permesso a Jean-François Champollion di decifrare la scrittura geroglifica. Il compito affidato agli studiosi (tra cui Vivant Denon) che accompagnavano i soldati era duro e rischioso. I recuperi delle grandi costruzioni faraoniche venivano portati a termine, con gli strumenti a disposizione, durante le tregue tra i combattimenti. A volte erano costretti a finire il lavoro in modo precipitoso, a causa dell'inizio di qualche sparatoria. Per studiare tutti i resti che venivano alla luce, furono creati una Commissione delle scienze e delle arti e l'Istituto Egizio del Cairo, incaricati di annotare e riprodurre tutto in modo sistematico. Gli specialisti di occuparono degli aspetti più vari dell'Egitto antico e moderno. Tra i temi tratti vi fu, ad esempio, l'effetto del Nilo sulla fertilità del paese. Dallo sforzo e dallo spirito d'avventura di queste persone scaturì l'opera intitolata Description de l'Égypte (9 volumi di testo e 10 tavole in folio a litografia), che fu il primo studio serio dei resti dell'epoca dei faraoni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6135994468372347161?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6135994468372347161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/la-spedizione-di-napoleone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6135994468372347161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6135994468372347161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/la-spedizione-di-napoleone.html' title='La spedizione di Napoleone'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-hhqlCrw97ws/TcN4FuhLx5I/AAAAAAAABQk/IkH9c1wfjEI/s72-c/Francois-Louis-Joseph_Watteau_001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3477971291829728660</id><published>2011-05-04T07:30:00.002+02:00</published><updated>2011-05-23T06:26:52.614+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mummie'/><title type='text'>Studio di una Mummia</title><content type='html'>Per il mio centesimo post ho deciso di iniziare una nuova rubrica dedicata alle Mummie, e il miglior modo per introdurvi questo argomento e spiegarvi come si procede allo studio di una mummia; per questo analizzeremo la cosiddetta ''Dama di Kemet''.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-jB6iTELIZVE/TcDyKxZpcdI/AAAAAAAABQU/9-o_H3HKZKI/s1600/foto%25285%2529.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-jB6iTELIZVE/TcDyKxZpcdI/AAAAAAAABQU/9-o_H3HKZKI/s320/foto%25285%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602744203322421714" /&gt;&lt;/a&gt;In passato lo studio delle mummie cominciava dall'eliminazione delle bende e ciò ne danneggiava l'integrità. Oggi, con le tecniche usate in medicina, si possono compiere studi estremamente precisi sulle mummie egizie, come quello compiuto appunto sulla &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dama di Keme&lt;/span&gt;t, una mummia dell'epoca romana custodita nel Museo Egizio di Barcellona. Dal tempo dei cosiddetti "profanatori di mummie" la situazione è davvero mutata. Infatti, nel XVIII secolo essi strappavano le bende delle mummie non tanto per comprovare la veridicità dei racconti dello storico greco Erodoto, ma con la speranza di trovare oggetti di valore al loro interno; non furono i soli. Studiosi come Blumenbach, Pettigrew o Maspero sbendarono le mummie in modo tale da infliggere pesanti danni ai resti dei corpi. Ma a partire dal 1898, con il ricorso alle tecniche radiologiche per lo studio delle mummie, si verifica una vera e propria rivoluzione. L'analisi ai raggi X permette infatti di ottenere dati molto complessi sulle mummie (come età, sesso, statura, patologie, cause di decesso) senza con ciò rovinarle fisicamente. Questo metodo di studio non diviene però uno standard consolidato fino al XX secolo inoltrato, è solo negli anni ottanta che si mettono infatti decisamente a punto le tecniche e gli strumenti capaci di migliorare sensibilmente la conoscenza del corpo umano: La tomografia assiale computerizzata (TAC), la risonanza magnetica e i vari sistemi di endoscopia. Questi procedimenti, uniti alle raffinate analisi di oggi possibili grazie all'informatica, hanno dato un contributo determinante alla qualità e alla quantità di informazioni che è possibile ricavare dalle mummie, garantendone la totale integrità e la conservazione. La &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dama di Kemet&lt;/span&gt; è stata oggetto di un progetto di ricerca organizzato dalla Fundaciò Arqueològica Clos, di Barcellona. Responsabili dell'èquipe  medica erano i dottori Felix Escalas e Javier Lucaya. In una prima fase è stato compiuto uno studio morfologico e anatomico. L'impiego della tomografia assiale computerizzata elicoidale ha permesso di confermare il sesso della mummia e di fissare i parametri biologici e fisici, come l'età (15 anni) e l'altezza (1,65). Nel corso dell'esame non sono stati trovati traumi rilevanti, anche se è venuta fuori una perforazione occipitale realizzata per estrarre il contenuto craniale, normale durante le operazioni di mummificazione del periodo greco-romano. Successivamente, attraverso l'endoscopia, si è proceduto all'esame dell'interno del torace e dell'addome della mummia. Sono stati infine prelevati diversi campioni di tessuto per una serie di studi ulteriori. L'obiettivo dello studio era una ricostruzione morfologica e analogica del corpo della mummia. Uno dei banchi di prova, ad esempio, è stato la ricostruzione dei tratti facciali a partire dai dati craniometrici. Per riuscirci è stato importante comparare il risultato ottenuto con un ritratto esistente. Inoltre, campioni di capelli sono stati inviati al dottor Stephen A.Macko, dell'Università della Virginia, USA; uno specialista nel conseguimento di dati dietetici a partire dall'analisi scientifica di questo tipo di tessuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-rwQCQ7Woc2A/TcD8L3pT8CI/AAAAAAAABQc/WpRTQu8OXLI/s1600/momiade.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 137px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-rwQCQ7Woc2A/TcD8L3pT8CI/AAAAAAAABQc/WpRTQu8OXLI/s320/momiade.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602755217294880802" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A partire dalla ricca messe di informazioni ottenute grazie alla tomografia è stato anche possibile stabilire la zona di accesso meno dannosa per la mummia. Ciò ha facilitato sia l'endoscopia che il prelievo di campioni. Con l'aiuto di alcune pinze da biopsia, sono poi stati prelevati campioni del tessuto osseo, muscolare e delle articolazioni. Lo studio di questi resti ha rivelato che la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dama di Keme&lt;/span&gt;t non ha sofferto in vita alcuna malattia grave; particolare curioso è che nel tessuto muscolare è stato ritrovato un parassita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3477971291829728660?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3477971291829728660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/05/studio-di-una-mummia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3477971291829728660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3477971291829728660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/05/studio-di-una-mummia.html' title='Studio di una Mummia'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-jB6iTELIZVE/TcDyKxZpcdI/AAAAAAAABQU/9-o_H3HKZKI/s72-c/foto%25285%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4353901392796988056</id><published>2011-05-02T07:00:00.000+02:00</published><updated>2011-05-04T07:26:55.449+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Principi e Principesse</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-GToFBR4aRLE/TcDjLxb_6fI/AAAAAAAABQM/-TCLFTrKfqc/s1600/amonherkhepeshef2008foto1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 111px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-GToFBR4aRLE/TcDjLxb_6fI/AAAAAAAABQM/-TCLFTrKfqc/s200/amonherkhepeshef2008foto1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602727727837735410" /&gt;&lt;/a&gt;Durante l'Antico Regno i principi riuscirono a ricoprire i più alti incarichi dell'Amministrazione. Il termine ''figlio del re'', corrispettivo per gli egizi del nostro ''principe'', non sempre indicava una relazione di discendenza filiale con il faraone. Durante la IV dinastia alcuni alti funzionari si fregiarono di tale titolo pur non essendo figli del re. Nel corso della V dinastia fecero la stessa cosa anche i funzionari comuni. Le tombe della V e della VI dinastia non indicano uno status superiore dei principi rispetto agli altri cortigiani; essi inoltre non appaiono quasi per nulla in ruoli governativi. Tale situazione si acuì durante il Medio Regno, periodo in cui solo qualche gran sacerdote del dio Ptah di Menfi fu ''figlio del re'', a parte gli eredi al trono. Nel Secondo Periodo Intermedio, invece, alcuni capi militari locali o dell'alto clero furono denominati ''principi''. Infine, nel Nuovo Regno i principi furono esclusi dal governo, tranne l'erede al trono, al quale fu conferito il titolo di ''Generale Capo''. Le figlie del re avevano una posizione differente rispetto ai principi, esse infatti, non erano ammesse nell'Amministrazione, eccetto in casi particolari. Nell'Antico Regno oltre alle figlie del re potevano fregiarsi del titolo di principessa anche delle semplici dame di alto rango o le mogli di alti funzionari (tuttavia, non è noto se ciò avvenisse per diritto proprio o se fosse dovuto alla carica del coniuge). Successivamente ricevettero il titolo di principesse solo le figlie del re, che rivestivano un ruolo importante nella successione al trono. Si verificarono, poi, anche dei casi in cui le principesse sposarono i propri padri o fratelli faraoni e sembra che questo tipo di matrimonio avesse a che fare più con la teologia (imitare gli dei distingueva la coppia reale dagli altri mortali) che con una questione di purezza di sangue. Inoltre, sia i principi sia le principesse erano allevati da ''&lt;a href="http://anticatebe.blogspot.com/2010/01/il-ruolo-della-nutrice-nellantico.html"&gt;nutrici&lt;/a&gt; reali'', che, in quanto spose di alti dignitari, appartenevano alle principali famiglie della nobiltà. Esistevano anche i tutori o educatori; alcuni di questi furono molto famosi come il visir di Thutmosi I, Imutes, o come Senmut, il ''padre-tutore'' della figlia di Hatshepsut, Neferura. L'educazione dei principi veniva perfezionata, poi, nella ''Casa dei discendenti della famiglia reale'', una scuola ubicata a corte alla quale avevano accesso anche i figli degli alti funzionari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4353901392796988056?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4353901392796988056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/principi-e-principesse.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4353901392796988056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4353901392796988056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/principi-e-principesse.html' title='Principi e Principesse'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-GToFBR4aRLE/TcDjLxb_6fI/AAAAAAAABQM/-TCLFTrKfqc/s72-c/amonherkhepeshef2008foto1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-8373794787130841114</id><published>2011-04-30T15:30:00.000+02:00</published><updated>2011-05-04T05:33:17.872+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reperti del Museo Egizio del Cairo'/><title type='text'>Cavigliera di Psusenne I</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-HCs_pxcrF00/TcDG1GvBhpI/AAAAAAAABQE/_DOJ_Gmduis/s1600/foto%25284%2529.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 185px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-HCs_pxcrF00/TcDG1GvBhpI/AAAAAAAABQE/_DOJ_Gmduis/s200/foto%25284%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602696552092108434" /&gt;&lt;/a&gt;La cavigliera, di forma tronco-conica, è decorata nel pannello centrale da una placca in oro lavorata con la tecnica dello &lt;span style="font-style:italic;"&gt;champlevé&lt;/span&gt;. NEl messo del pannello, uno scarabeo alato sospinge dinnanzi a sé il disco solare; ai lati dell'insetto sono raffigurati due urei che incorniciano il segno geroglifico &lt;span style="font-style:italic;"&gt;aa&lt;/span&gt;, insieme che costituisce il gruppo di geroglifici esprimente il nome regale di Psusenne I, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Aakheperra&lt;/span&gt;. Sulla superficie interna del bracciale è iscritta una dedica fatta dal Gran Sacerdote di Amon, Smendes, figlio di Menkheperra. Sui bordi, inferiore e superiore della cavigliera corre un fregio di piccole perle in lapislazzuli e oro. Oltre alla placca centrale, il bracciale si compone di tre pannelli decorati con lune crescenti, alternativamente in oro e lapislazzuli, collegati da cerniere alla sezione principale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Materiali:&lt;/span&gt; Oro, lapislazzuli e cornalina.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Diametro interno massimo:&lt;/span&gt; 6,6 cm.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Luogo:&lt;/span&gt; Tomba di Psusenne I a Tanis.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Scavi:&lt;/span&gt; Di P.Montet (1940)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Dinastia:&lt;/span&gt; XXI dinastia.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sala:&lt;/span&gt; N°2.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-8373794787130841114?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/8373794787130841114/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/cavigliera-di-psusenne-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8373794787130841114'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8373794787130841114'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/cavigliera-di-psusenne-i.html' title='Cavigliera di Psusenne I'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-HCs_pxcrF00/TcDG1GvBhpI/AAAAAAAABQE/_DOJ_Gmduis/s72-c/foto%25284%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6756654299943546846</id><published>2011-04-25T17:30:00.003+02:00</published><updated>2011-05-04T05:14:02.898+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Egitto dopo i faraoni'/><title type='text'>L'Egitto nel Rinascimento</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-1Jk-8v5J9WY/TcDA-PL_VkI/AAAAAAAABP8/0dFHDEopnrw/s1600/foto%25283%2529.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 174px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-1Jk-8v5J9WY/TcDA-PL_VkI/AAAAAAAABP8/0dFHDEopnrw/s200/foto%25283%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602690111910139458" /&gt;&lt;/a&gt;Il Rinascimento, che ebbe il suo massimo sviluppo in Italia durante il XV e il XVI secolo, portò al recupero degli ideali estetici e culturali dell'antichità greco-romana. Tuttavia, importanti mecenati e grandi artisti di quest' epoca non trascurarono di prestare particolare attenzione al mondo egizio. Nel 1589 un veneziano fu il primo europeo a risalire il Nilo, giunse a Tebe e in Nubia, ''non per utilità, ma per il gusto di ammirare tante magnifiche opere come statue, colossi e obelischi''. Il papa spagnolo Alessandro VI (1492-1503), una figura centrale del Rinascimento, appoggiò l'idea di unificare gli elementi pagani con quelli cristiani per dimostrare che la storia del Cristianesimo era cominciata prima di Cristo. Fu lui a commissionare a Bernardino di Betto (1454-1513), detto il ''Pinturicchio'', la decorazione della sua residenza romana, con scene tratte dal mito di Iside e Osiride; dove il papa si identifica con il dio dell'oltretomba. La giustificazione per questo ciclo egizio (di fatto pagano) stava nella convinzione di Alessandro VI che il suo lignaggio, quello dei Borgia, o Borja, che ostentava un toro nello stemma, risalisse addirittura allo stesso toro Hapi. Nel XV secolo, gli umanisti italiani prestarono particolare attenzione ai geroglifici, anche se non sempre con rigore scientifico. Uno degli esempi più celebri è costituito dalla favola di Francesco Colonna &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Hypnerotomachia Poliphili&lt;/span&gt; (1499), una storia riccamente illustrata in cui fu inserita una notevole quantità di geroglifici inventati però dall'autore. Anche se in modo fantasioso, l'Egitto fornì dunque al Rinascimento un nuovo strumento per trasformare concetti e parole in immagini, una pratica che avrebbe dato luogo nel XV secolo ad una nuova disciplina: l'emblematica. Benché la sua origine fosse influenzata dall'araldica, fu grazie al richiamo e all'influenza dei geroglifici che il gusto per gli emblemi si consolidò nel corso del XVI secolo. La loro interpretazione e il loro uso costituivano un autentico segno di distinzione nell'ambito di una élite sociale che badava alcuni suoi tratti distintivi proprio su un'accentuata raffinatezza intellettuale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6756654299943546846?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6756654299943546846/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/legitto-nel-rinascimento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6756654299943546846'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6756654299943546846'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/legitto-nel-rinascimento.html' title='L&apos;Egitto nel Rinascimento'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-1Jk-8v5J9WY/TcDA-PL_VkI/AAAAAAAABP8/0dFHDEopnrw/s72-c/foto%25283%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-936848309292438867</id><published>2011-04-20T14:00:00.003+02:00</published><updated>2011-05-04T04:38:45.896+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienze'/><title type='text'>Le droghe nell'Antico Egitto</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-whmffX22j-0/TcC4KJYznlI/AAAAAAAABP0/7noFyM74ntA/s1600/foto%25282%2529.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 198px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-whmffX22j-0/TcC4KJYznlI/AAAAAAAABP0/7noFyM74ntA/s200/foto%25282%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602680420907064914" /&gt;&lt;/a&gt;In Egitto, la maggior parte delle droghe veniva estratta dalle piante, alberi compresi. Testi su papiro parlano delle droghe ricavate dal papavero, dalla mandragola o dalla cannabis; non tutte le piante però erano locali, come il papavero (Papaver somniferum) coltivato a Cipro e Micene. L'oppio estratto da questa pianta era un rimedio abituale per calmare il pianto dei bambini. La parola &lt;span style="font-style:italic;"&gt;shepen&lt;/span&gt; (oppio) la troviamo scritta nel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Papiro Ebers&lt;/span&gt; e poi (mai più citata fino al II secolo della nostra era) in una lista di 200 droghe del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pepiro Vindob&lt;/span&gt;. La cannabis, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;shenshenet&lt;/span&gt; in egizio, rimase in uso anche dopo i tempi faraonici. Benché nei papiri non sia molto chiaro a che servisse, si sa che veniva usata come medicamento e somministrata per via orale, rettale, vaginale e anche applicata sugli occhi e talvolta usata per i suffumigi. La mandragola era chiamata &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rermet&lt;/span&gt; dagli egizi, per quanto nei papiri di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Londra&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Leida&lt;/span&gt;, del III secolo, si legga la parola mantraguru&lt;/span&gt; in demotico. Essa veniva raffigurata piuttosto spesso nel corso dell'epoca amerniana. La radice della mandragola, ricca come è di alcaloidi, veniva utilizzata comunemente come sonnifero. Quanto al loto, e precisamente le &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Nymphaea&lt;/span&gt;, di cui si faceva uso, si sa che esso contiene quattro narcotici alcaloidi, concentrati nel fiore e nel rizoma. A volte, si mettevano a macerare i fiori del loto nel vino, oppure si aggiungeva un estratto di succo di fiori del vino. Tuttavia, annusare i fiori non provocava nessuno effetto (sopra). Secondo il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Papiro Ebers&lt;/span&gt;, i fiori di loto costituivano un ottimo rimedio per ''trattare il fegato'', ''per un'ostruzione nel lato destro della pancia'', e insieme ad altri 15 ingredienti, tra i quali la birra, servivano anche ''per trascorrere la notte'' prima di ubriacarsi. Infine alcuni alberi hanno sostanze che possono essere impiegate come droghe, non sono comunque del tutto noti i componenti delle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;salicee&lt;/span&gt; che si usavano in Egitto. Secondo il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Papiro Ebers&lt;/span&gt;, talune parti, peraltro non identificate, del salice piangente, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;tkheret&lt;/span&gt; in egizio, erano raccomandate a quel tempo per uso interno come analgesico.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-936848309292438867?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/936848309292438867/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/le-droghe-nellantico-egitto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/936848309292438867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/936848309292438867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/le-droghe-nellantico-egitto.html' title='Le droghe nell&apos;Antico Egitto'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-whmffX22j-0/TcC4KJYznlI/AAAAAAAABP0/7noFyM74ntA/s72-c/foto%25282%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6143738246782765590</id><published>2011-04-15T13:30:00.001+02:00</published><updated>2011-05-04T04:12:07.132+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geroglifico'/><title type='text'>La lista Gardiner 3: i segni della lettera B e C</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-mMXUe6si9zM/TcCsAxvJXfI/AAAAAAAABPk/yEaR6mP0hkU/s1600/BeC.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 178px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-mMXUe6si9zM/TcCsAxvJXfI/AAAAAAAABPk/yEaR6mP0hkU/s200/BeC.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602667065799958002" /&gt;&lt;/a&gt;Eccoci arrivati alla terza fase della &lt;a href="http://anticatebe.blogspot.com/2010/09/la-lista-gardiner-parte-1.html"&gt;lista Gardiner&lt;/a&gt;, questi sono i segni &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;B&lt;/span&gt; e &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;C&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Segni B:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;B1 Determinativo nelle parole connesse alla donna e alla sfera femminile in generale. A partire dal Nuovo Regno usato in luogo del suffisso di prima persona singolare &lt;span style="font-style:italic;"&gt;i&lt;/span&gt;, se femminile.&lt;br /&gt;B2 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;iwr&lt;/span&gt; ''concepire'', &lt;span style="font-style:italic;"&gt;bka&lt;/span&gt; ''essere incinta''.&lt;br /&gt;B3 Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;msì&lt;/span&gt; ''partorire'' e parole connesse.&lt;br /&gt;B4 La variante sostituisce alla testina del bambino il geroglifico delle pelli di fenek, il cui valore fonetico è &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ms&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;B5 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mn't&lt;/span&gt; ''balia''.&lt;br /&gt;B6 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rnn&lt;/span&gt; ''nutrire''.&lt;br /&gt;B7 Determinativo che indica che si sta parlando della regina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Segni C:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;C1 Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ra&lt;/span&gt;, nome del dio solare.&lt;br /&gt;C2 Variante ieracocefala di C1.&lt;br /&gt;C3 Ideogramma o determinativo del dio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Djhuti&lt;/span&gt;, cioè Thot.&lt;br /&gt;C4 Ideogramma o determinativo del dio Khnum.&lt;br /&gt;C5 Variante di C4.&lt;br /&gt;C6 Ideogramma o determinativo nel nome del dio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Inpw&lt;/span&gt;, cioè Anubi; o delle altre divinità sciacallo.&lt;br /&gt;C7 Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sth&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Stsh&lt;/span&gt; o &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Swti&lt;/span&gt;; varianti del nome di Seth.&lt;br /&gt;C8 Ideogramma o determinativo nel nome del dio Min.&lt;br /&gt;C9 Ideogramma o determinativo nel nome della dea Hathor.&lt;br /&gt;C10 Ideogramma o determinativo nel nome della dea Maat.&lt;br /&gt;C11 Ideogramma o determinativo nel nome del dio Heh; fonogramma in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;hh&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;C12 Ideogramma o determinativo nel nome del dio Amon.&lt;br /&gt;C17 Ideogramma o determinativo nel nome del dio Montu.&lt;br /&gt;C18 Ideogramma o determinativo nel nome del dio Tatenen.&lt;br /&gt;C19 Ideogramma o determinativo nel nome del dio Ptah.&lt;br /&gt;C20 Variante di C19.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6143738246782765590?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6143738246782765590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/la-lista-gardiner-3-i-segni-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6143738246782765590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6143738246782765590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/la-lista-gardiner-3-i-segni-della.html' title='La lista Gardiner 3: i segni della lettera B e C'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-mMXUe6si9zM/TcCsAxvJXfI/AAAAAAAABPk/yEaR6mP0hkU/s72-c/BeC.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-2770334772104132412</id><published>2011-04-12T19:30:00.000+02:00</published><updated>2011-05-04T03:18:35.304+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>Gli specchi egizi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-Bw5zGUonLJs/TcCCj9sh4zI/AAAAAAAABPY/Xvy0XHa73TE/s1600/mirrorE10312.gif"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 116px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Bw5zGUonLJs/TcCCj9sh4zI/AAAAAAAABPY/Xvy0XHa73TE/s200/mirrorE10312.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602621490817262386" /&gt;&lt;/a&gt;Gli specchi, che gli antichi egizi usavano per truccarsi o mettersi in ordine, erano essenzialmente oggetti per ricchi. Tuttavia, essi avevano anche una funzione religiosa e funeraria. La qualità dei materiali impiegati e l'eleganza della loro fattura li rendevano vere e proprie opere d'arte. Gli antichi specchi egizi giunti fino ai nostri giorni consistono in dischi metallici, generalmente in bronzo. Ce n'erano anche in rame, in argento e persino in lega metallica. Di forma piatta, venivano lucidati e puliti con cura. Ad essi era unito un manico che poteva avere forma di colonnina, di figura femminile o di una divinità. Gli specchi metallici erano molto costosi ed è probabile che fossero destinati alle classi sociali alte. Un testo risalente alla fine dell'Antico Regno, che descrive la presa di potere da parte della nobiltà, parla così del lusso dei nuovi ricchi: '' La donna che guardava il suo volto nell'acqua ora ha uno specchio di bronzo''. Infatti le persone meno abbienti dovevano accontentarsi di vedere il proprio volto riflesso nell'acqua; è noto che gli egizi non conobbero lo specchio di stagno almeno fino all'epoca cristiana. Gli specchi avevano anche una funzione religiosa e funeraria; essi erano elementi di culto, usati come offerte alle dee Mut e Hathor. Grazie alla loro forma e lucentezza, gli specchi erano in rapporto con il dio solare, tanto da essere considerati simboli della rigenerazione e della vita. Nella tomba della regina Inhapi (XVII dinastia) è stato trovato un astuccio per specchio in sicomoro e avorio. Il coperchio è intarsiato in avorio e decorato con motivi geometrici e con l'immagine di una bambina che reca un festone di fiori di papiro. La parte circolare del coperchio ha una sorta di pomello che poteva essere fatto ruotare intorno a un asse. Nella cassa c'era anche uno specchio privo di manico. Uno specchio con astuccio fu anche ritrovato sul petto della mummia di Hanuttauy, regina della XXI dinastia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-2770334772104132412?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/2770334772104132412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/gli-specchi-egizi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2770334772104132412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2770334772104132412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/gli-specchi-egizi.html' title='Gli specchi egizi'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Bw5zGUonLJs/TcCCj9sh4zI/AAAAAAAABPY/Xvy0XHa73TE/s72-c/mirrorE10312.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-1615691147698993430</id><published>2011-04-08T05:30:00.000+02:00</published><updated>2011-05-04T03:18:16.143+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>La Tauromachia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-W-hztpjpcnY/Tb-BJF8Q_2I/AAAAAAAABPQ/okkN5VuuEZc/s1600/220px-Louvres-antiquites-egyptiennes-p1020068.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-W-hztpjpcnY/Tb-BJF8Q_2I/AAAAAAAABPQ/okkN5VuuEZc/s200/220px-Louvres-antiquites-egyptiennes-p1020068.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602338454685941602" /&gt;&lt;/a&gt;Il toro, simbolo di potere e di forza, è onnipotente nelle immagini egizie sia dai tempi più remoti. La tauromachia, tipica dei paesi mediterranei, vanta le sue più antiche radici proprio nel paese del Nilo. Durante il suo viaggio in Egitto, Strabone vide i giochi taurini praticati nel paese: ''Nel &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dromos&lt;/span&gt; dell'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Hephaestetum&lt;/span&gt;, a Menfi, si usa organizzare lotte tra tori. Alcuni allevano tali animali proprio per questo scopo, come gli allevatori di cavalli. I tori, liberi, combattono tra di loro e quello che viene considerato vincitore riceve un premio''. La maggior parte delle scene che mostrano giochi taurini si trova nei dipinti delle tombe, anche se ne sono state trovate alcune du certi ostraka di Deir el-Medina. Importanti in materia sono le sepolture dei governatori del Medio Regno. Nella tomba di Khnumhotep III (XII dinastia), si vedono due tori che si battono e , accanto, due uomini che li frustano. La scena contiene alcune iscrizioni nelle quali, come nei fumetti, gli uomini gridano: ''Attacca, toro coraggioso, e abbattilo!''. C'è da dire che la competizione tra governatori locali era spesso paragonata allo scontro tra due tori. La lotta tra gli animali evocava, così, il valore del defunto, confermando la legittimità e la forza del suo potere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-1615691147698993430?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/1615691147698993430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/la-tauromachia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1615691147698993430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1615691147698993430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/la-tauromachia.html' title='La Tauromachia'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-W-hztpjpcnY/Tb-BJF8Q_2I/AAAAAAAABPQ/okkN5VuuEZc/s72-c/220px-Louvres-antiquites-egyptiennes-p1020068.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-2426890859264710696</id><published>2011-04-03T20:00:00.000+02:00</published><updated>2011-05-04T03:17:25.744+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavori dell&apos;Antico Egitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Scienze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Papiri'/><title type='text'>Le ricette mediche: i papiri di medicina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-dBBR6tQvQvc/Tb2w8W4BabI/AAAAAAAABPA/YqUk41oFUV8/s1600/foto%25282%2529.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 243px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-dBBR6tQvQvc/Tb2w8W4BabI/AAAAAAAABPA/YqUk41oFUV8/s320/foto%25282%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5601828062497958322" /&gt;&lt;/a&gt;La pratica della medicina nell'antico Egitto, per quanto molto spesso mescolata alle pratiche magiche, non era molto distante da quella attuale. Il medico esaminava il malato, stilava una diagnosi e prescriveva la cura, corredata da ricette; molte di esse funzionano ancora oggi. Gli egizi prestarono grande attenzione al corpo umano e alle sue malattie. Ce lo confermano i testi di medicina giunti fino a oggi, la maggior parte dei quali su papiro. Essi costituiscono solo una piccolissima parte dei compendi messi a punto dai medici egizi. La Biblioteca di Alessandria ne aveva una ricca collezione, che però andò perduta durante un incendio divampato all'interno del grande edificio; quelle che ci sono giunte sono copie. Un gran numero di esse possono essere notevolmente retrodatate ma, non avendo la possibilità di stabilire la loro reale provenienza, è molto difficile valutare a quale medico egizio appartenessero gli originali. La maggior parte dei testi medici è scritta in ieratico, anche se esistono alcuni papiri in demotico. A eccezione dei Papiri del Ramesseo III, IV e V, il resto dei testi appare scritto in file che vanno da destra verso sinistra. Da sottolineare il fatto che si sono conservati taluni frammenti di testi su ostraca. Essi appartengono agli ultimi periodi della storia dell'Egitto faraonico. Tra i papiri medici, c'è ne sono tre di particolare importanza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Papiro Edwin Smith:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Così chiamato dal nome del suo acquirente, Smith ne stabilì l'autenticità e, poiché conosceva lo ieratico, tentò di tradurlo. Il testo redatto in stile arcaico, copriva entrambe le facciate. Prima della ricetta c'era un'analisi del caso, una diagnosi e il possibile rimedio contro il dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;I Papiri della collezione Chester Beatty&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;A differenza di altri papiri, come l'Ebers o l'Edwin Smith, i papiri della Chester Beatty hanno un carattere più magico che scientifico. Essi hanno tutti la medesima struttura: Titolo, esame del malato, la diagnosi e, qualora la malattia possa essere curata, la ricetta medica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Il Papiro Ebers:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il Papiro Ebers prende il nome del suo acquirente europeo, è un rotolo di papiro lungo 20 metri ed alto 20 centimetri, databile alla XVIII dinastia egizia è scritto in ieratico e contiene un grande numero di prescrizioni mediche. Nelle 110 pagine riporta circa 700 formule magiche e rimedi di vario genere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-2426890859264710696?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/2426890859264710696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/le-ricette-mediche-i-papiri-di-medicina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2426890859264710696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2426890859264710696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/05/le-ricette-mediche-i-papiri-di-medicina.html' title='Le ricette mediche: i papiri di medicina'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-dBBR6tQvQvc/Tb2w8W4BabI/AAAAAAAABPA/YqUk41oFUV8/s72-c/foto%25282%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3929529431278206010</id><published>2011-04-01T11:00:00.000+02:00</published><updated>2011-04-01T11:57:35.877+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Akhenaton su Fenix</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-wiHdzwpOnPc/TZWg32q8N-I/AAAAAAAABEk/dMWVSnQIdyc/s1600/201304_1630247042370_1422436889_31364694_7453623_o.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 139px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-wiHdzwpOnPc/TZWg32q8N-I/AAAAAAAABEk/dMWVSnQIdyc/s200/201304_1630247042370_1422436889_31364694_7453623_o.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590551393879209954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nel mese di Aprile 2011 troverete in edicola una mia intervista su Fenix, il mensile diretto da &lt;a href="http://ilblogdiadrianoforgione.myblog.it/"&gt;Adriano Forgione&lt;/a&gt;. Grazie alla competenza e al duro lavoro di &lt;a href="http://vocidaatlantide.blogspot.com/"&gt;Osvaldo Carigi&lt;/a&gt;, siamo riusciti a deliniare un nuovo profilo del faraone ''eretico''. Aspetto i vostri commenti o domande sotto questo post.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3929529431278206010?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3929529431278206010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/akhenaton-su-fenix.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3929529431278206010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3929529431278206010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/akhenaton-su-fenix.html' title='Akhenaton su Fenix'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-wiHdzwpOnPc/TZWg32q8N-I/AAAAAAAABEk/dMWVSnQIdyc/s72-c/201304_1630247042370_1422436889_31364694_7453623_o.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6322229974709797468</id><published>2011-03-28T07:00:00.000+02:00</published><updated>2011-04-01T12:05:12.291+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reperti del Museo Egizio del Cairo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><title type='text'>Il Museo Egizio del Cairo: Colonna di Thutmosi IV usurpata da Ramses II</title><content type='html'>Torniamo al magnifico Museo Egizio del Cairo, parlando di una colonna che nell'antichità faceva parte di un edificio di Thutmosi IV. Il protocollo regale è scolpito in bassorilievo e dipinto in giallo in una fascia longitudinale a cui in seguito Ramses II aggiunse la sua immagine e la sua titolatura, senza però cancellare i nomi del predecessore; infine sotto l'imperatore Traiano, la colonna fu divisa in tre parti e riutilizzata come blocco di reimpiego nelle fondamenta di una costruzione romana. La decorazione è incisa a bassorilievo e conserva vivide tinte: vi è ritratto Ramses II mentre compie l'offerta dei fiori nel tempio. Sul capo del sovrano è rappresentato un falco che tiene tra le zampe il cerchio  &lt;em&gt;Shen&lt;/em&gt;, il cartiglio simbolo del potere regale. Ramses II è in abito da cerimonia: indossa un gonnellino e una veste trasparente, la cui manica è chiaramente visibile sul braccio destro. Il sovrano porta al collo una spessa collana con decorazione a torques e sul capo la corona blu con l'ureo regale sulla fronte; nella mano destra reca un fascio di fiori legati e nella sinistra tre fiori di loto singoli, i cui steli sono avvolti attorno alla mano. Sotto l'ala spiegata del falco, la destra, sono iscritti i nomi di ''Re dell'Alto e del Basso Egitto'' e di ''Figlio di Ra'': &lt;em&gt;Usermaatra Setepenra-Ramses Meriamon&lt;/em&gt;; il primo compare anche sulla cintura del gonnellino.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3U1Q12ZM9I/AAAAAAAAAIk/0gMPQPMFcuU/s1600-h/Colonna+di+Thutmosi+IV-Ramses+II.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 118px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3U1Q12ZM9I/AAAAAAAAAIk/0gMPQPMFcuU/s200/Colonna+di+Thutmosi+IV-Ramses+II.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437310688569144274" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dati&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Materiali&lt;/em&gt;: Arenaria dipinta&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Altezza&lt;/em&gt;: 162 cm&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Diametro&lt;/em&gt;: 96 cm&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Luogo del ritrovamento&lt;/em&gt;: Elefantina&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Epoca&lt;/em&gt;: XVIII dinastia regno di Thutmosi IV/XIX dinastia regno di Ramses II&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sala&lt;/em&gt;: n°14&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6322229974709797468?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6322229974709797468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/il-museo-egizio-del-cairo-secondo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6322229974709797468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6322229974709797468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/il-museo-egizio-del-cairo-secondo.html' title='Il Museo Egizio del Cairo: Colonna di Thutmosi IV usurpata da Ramses II'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3U1Q12ZM9I/AAAAAAAAAIk/0gMPQPMFcuU/s72-c/Colonna+di+Thutmosi+IV-Ramses+II.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-2232386529006192027</id><published>2011-03-23T10:00:00.000+01:00</published><updated>2011-03-25T10:24:37.924+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Egitto dopo i faraoni'/><title type='text'>Cleopatra, un mito portato al cinema</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-qH8EJwxiD5c/TYxfGj6auUI/AAAAAAAABEc/VInfXyYF6m0/s1600/6a00e55296178d8834010536dc88b6970c-800wi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 159px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-qH8EJwxiD5c/TYxfGj6auUI/AAAAAAAABEc/VInfXyYF6m0/s200/6a00e55296178d8834010536dc88b6970c-800wi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5587945803984058690" /&gt;&lt;/a&gt;Le relazioni tra Roma e l'Egitto durante i decenni immediatamente anteriori alla nostra era, viste attraverso gli amori della grande regina Cleopatra con Giulio Cesare e Marco Antonio, hanno dato vita a varie opere cinematografiche. La figura della celebre regina ha ispirato opere letterarie, musicali e anche cinematografiche, che hanno basato la loro ricostruzione storica dell'Egitto su frammenti delle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Vite Parallele&lt;/span&gt; di Plutarco. Cleopatra VII Filopatore, nata ad Alessandria, regnò in Egitto tra il 51 e il 30 a.C. Provvista di tutte le armi di una donna giovane e intelligente, dovette trattare con la potenza romana. La sua esuberante personalità fu ricreata già nel cinema muto dalla vampiresca Theda Bara. Negli anni trenta fu Cludette Colbert a prestare il volto alla regina egizia e, negli anni quaranta Vivien Leigh la interpretò in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cesare e Cleopatra&lt;/span&gt;. Tra il 1960 e il 1963, fu girata una spettacolare e famosa versione diretta dal regista Joseph L. Mankiewicz e interpretata dalla bellissima Elizabeth Taylor e Richard Burton. Nel 1971, Charlton Heston scrisse, diresse e interpretò &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Antonio e Cleopatra&lt;/span&gt;, tratto dall'opera di Shakespeare. Un'altra pellicola fu interpretata nel 1999 da Leonor Varela, con Billy Zane nel ruolo di Marco Antonio e per la regia di Franc Roddam. Prossimamente vedremo al cinema una nuova versione della vita di Cleopatra, diretta da James Cameron e con Angelina Jolie nel ruolo della regina. Ma la più importante rappresentazione, resta quella di Elizabeth Taylor.&lt;br /&gt;Joseph Leo Mankiewicz era l'ultimo cui si sarebbe pensato per dirigere una pellicola epica. Il regista abbandonò il soggetto di Justine per l'avventura di Cleopatra, un film le cui riprese (effettuate a Cinecittà) sarabbero durate tre anni. Gli scandali che circondarono la lavorazione e il tempestoso flirt tra Burton e la Taylor esploso sul set, hanno aumentato il fascino di questo film, di cui restano oggi solo copie virate, per il deterioramento del colore Deluxe in rosa o azzurro. Ma la storia di Cleopatra continua a essere la stessa: l'influenza della politica nell'amore e viceversa, persino l'intimità dell'alcova proiettata nello spettacolo del mondo. Con le sue quattro ore di durata, nella pellicola si alternano scene geniali e cadute di ritmo. Per assicurare il lancio di questa superproduzione, la 20th Century Fox ritirò, poco dopo averlo presentato, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Le legioni di Cleopatra&lt;/span&gt; (1960), di Vittorio Cottafavi, con Linda Cristal nel ruolo della regina. Ma la pellicola di Mankiewicz non ottenne comunque il risultato sperato. Elizabeth Taylor, scomparsa mercoledì 23 marzo 2011, all'età di 79 anni per complicazioni cardiache, ci ha lasciato un interpretazione straordinaria della personalità di una donna che si muoveva pericolosamente tra la passione amorosa e gli interessi di due regni. Così per tutti noi, Cleopatra avrà per sempre il volto della grande attrice inglese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-2232386529006192027?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/2232386529006192027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/03/cleopatra-un-mito-portato-al-cinema.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2232386529006192027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2232386529006192027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/03/cleopatra-un-mito-portato-al-cinema.html' title='Cleopatra, un mito portato al cinema'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qH8EJwxiD5c/TYxfGj6auUI/AAAAAAAABEc/VInfXyYF6m0/s72-c/6a00e55296178d8834010536dc88b6970c-800wi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4728523688383062549</id><published>2011-03-18T16:00:00.002+01:00</published><updated>2011-05-01T22:28:06.747+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Papiri'/><title type='text'>Le massime di Ptahhotep</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2POTEXK2LI/AAAAAAAAAEk/CH4lB59PfD8/s1600-h/ptahhotep_BM10371%2B10435.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 53px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2POTEXK2LI/AAAAAAAAAEk/CH4lB59PfD8/s200/ptahhotep_BM10371%2B10435.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432412402522708146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo che Ptahhotep fu visir di Djedkara Isesi, penultimo re della V dinastia. Divenne celebre per aver scritto un libro di insegnamenti, una raccolta di precetti che venne poi largamente usata nelle scuole del paese.&lt;br /&gt;La solida morale contenuta nelle Massime di Ptahhotep insegna il rispetto per l'ordine costituito e la gerarchia, e doveva senz'altro convenirsi alla formazione dei futuri funzionari reali.&lt;br /&gt;Il testo delle Massime ci è noto attraverso il papiro Prisse (Biblioteca Nazionale di Parigi). &lt;br /&gt;In queste sentenze, scritte circa quattromilacinquecento anni fa, troviamo insegnamenti di valore universale: &lt;br /&gt;''Segui il tuo cuore per il tempo della tua esistenza, non commettere eccessi rispetto a ciò che è prescritto, non abbreviare il tempo di seguire il cuore. Sprecare il proprio momento d'azione è l'abominio del Ka.&lt;br /&gt;Non sviare la tua azione quotidiana in modo eccessivo per l'amministrazione della tua casa.Avvengono le cose, segui il tuore; le cose non gioveranno al negligente.''&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;" Non ti inorgoglire per quello che sai e non fondare la tua sicurezza sulla tua istruzione. Accetta i consigli dell'ignorante come del sapiente. Nessuno giunge all'apice della propria arte, nessun artista attinge alla perfezione. &lt;br /&gt;Un saggio proposito è più raro di una pietra preziosa, ma si può imparare anche da servi costretti alla mola. Se sei saggio, costruisci una casa e fonda un focolare. Ama tua moglie come si conviene, nutrila e vestila. Obbedisci al tuo cuore quanto vuoi, non fare altro nel tempo consacrato al piacere, perché niente è più odioso per l'anima che privarla del suo tempo. Quanto accade è ciò che Dio ha voluto, non gli uomini".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la frase che preferisco di Ptahhotep è ''La parola perfetta è più nascosta della pietra verde ma tuttavia la si trova anche nelle serve che macinano il grano alla mola''.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4728523688383062549?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4728523688383062549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/01/le-massime-di-ptahhotep.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4728523688383062549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4728523688383062549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/01/le-massime-di-ptahhotep.html' title='Le massime di Ptahhotep'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2POTEXK2LI/AAAAAAAAAEk/CH4lB59PfD8/s72-c/ptahhotep_BM10371%2B10435.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-2490155047166410894</id><published>2011-03-15T12:00:00.002+01:00</published><updated>2011-03-16T02:39:52.418+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavori dell&apos;Antico Egitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><title type='text'>La rivolta di Deir el-Medina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-zhMPl_eh9Qs/TYAP9orPpdI/AAAAAAAABA8/KxQHWz9sCM0/s1600/fig.2_maqueta_deir_el_medina.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 186px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-zhMPl_eh9Qs/TYAP9orPpdI/AAAAAAAABA8/KxQHWz9sCM0/s200/fig.2_maqueta_deir_el_medina.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584481089504650706" /&gt;&lt;/a&gt;Il villaggio di Deir el-Medina fu fondato all'inizio della XVIII dinastia per ospitare una comunità di operai e artigiani che lavoravano alla costruzione e alla decorazione delle tombe destinate alla famiglia reale. I successivi scavi di questo importante sito urbano, abitato fino alla fine dell'epoca ramesside, hanno fornito numerosi dati archeologici di grande valore per la conoscenza dell'Egitto del Nuovo Regno. Oltre allo studio dello sviluppo del villaggio stesso, delle tombe dei suoi abiatanti con il loro corredo funerario, delle cappelle e di piccoli templi per il culto, Deir el-Medina ha apportato una grande quantità di documenti scritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;''..informate il re, nostro buon signore, e il visir, nostro superiore, affinché ci venga dato cibo per il nostro sostentameno..''&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;''..siamo venuti a causa della fame e della sete (...). Non abbiamo vestiti..''&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;''..siamo deboli e affamati, poiché non ci sono state consegnate le razioni..''&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;''..sono passati venti giorni e le razioni non ci sono state ancora consegnate..''&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste citazioni provengono da un famoso papiro conservato al Museo Egizio di Torino, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Papiro dello Sciopero&lt;/span&gt;. Descrive le proteste degli operai del villaggio, ai tempi della XX dinastia; che non avevano ricevuto i salari pattuiti per la costruzione delle tombe. Redatto probabilmente dallo scriba Amennakht, esso narra gli avvenimenti in ordine cronologico.&lt;br /&gt;Questo documento racconta che nell'anno di regno 29 del regno di Ramses III, una serie di incidenti si verificarono a seguito del mancato pagamento degli operai. Dopo venti giorni questi ultimi, invece di presentarsi al posto di lavoro, si diressero al tempio di Horemheb per esidere 46 sacchi di grano, che alla fine furono consegnati. Tempo dopo altri ritardi costrinsero gli operai a mettere in atto nuove proteste e scioperi davanti ad altri templi, chiedendo di essere ascoltati dal faraone. Proteste di questo tipo avvennero durante gli ultimi anni di regno del faraone e furono forse causate dalla corruzione dei funzionari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-2490155047166410894?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/2490155047166410894/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/03/la-rivolta-di-deir-el-medina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2490155047166410894'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2490155047166410894'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/03/la-rivolta-di-deir-el-medina.html' title='La rivolta di Deir el-Medina'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-zhMPl_eh9Qs/TYAP9orPpdI/AAAAAAAABA8/KxQHWz9sCM0/s72-c/fig.2_maqueta_deir_el_medina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4317400213255668417</id><published>2011-03-11T16:30:00.000+01:00</published><updated>2011-05-04T03:12:06.249+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><title type='text'>L'apertura della bocca</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-IFVguq2WWSY/Ta2s8xCjDJI/AAAAAAAABMQ/n_Cuz-qqkiM/s1600/opening_the_mouth.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 128px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-IFVguq2WWSY/Ta2s8xCjDJI/AAAAAAAABMQ/n_Cuz-qqkiM/s200/opening_the_mouth.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597320071847546002" /&gt;&lt;/a&gt;Nell'antico Egitto la morte era considerata una fase di transizione in cui l'essere umano passava a un nuovo stato di esistenza nell'aldilà. Perciò bisognava aiutare il defunto a resuscitare nel mondo dei morti. L'ingresso del morto nell'aldilà non dipendeva soltanto dal fatto che egli si fosse comportato correttamente durante la sua vita e che, nella pesatura dell'anima, o psicostasia, il tribunale di Osiride lo avesse considerato degno di entrare nel mondo dei morti. Era necessario, infatti, che anche il fisico del defunto si trovasse in ottime condizioni. Egli doveva essere in grado di muoversi da sé nel ''mondo inferiore'', per cui le estremità dovevano essere rianimate. Allo stesso modo doveva poter mangiare, bere, parlare e avere rapporti sessuali. La cerimonia di apertura della bocca consisteva in un insieme di riti compiuti sulla mummia o su una statua del defunto e volti a far riprendere le sue funzioni vitali. Durante il suo svolgimento, il morto riacquistava anche la vista. Per gli egizi (come anche in altre culture) ''vedere'' era sinonimo di ''vivere''. La vista è uno dei principali mezzi a disposizione dell'essere umano per percepire le cose e la conoscenza di ciò che c'era intorno significava essere vivi. Perciò, il nome completo del rituale era ''cerimonia di apertura della bocca e degli occhi''. Dopo che il corteo funebre era arrivato alla necropoli, il rituale veniva compiuto dai sacerdoti e in base alle rappresentazioni, sappiamo che esso avveniva davanti alla tomba del defunto.&lt;br /&gt;Le principali fasi della cerimonia dell'apertura della bocca erano:&lt;br /&gt;1)Il cerimoniale della rigenerazione consisteva in un insieme di riti predeterminati, compiuti dai sacerdoti accompagnati dalle prefiche. Alcune fasi di questa cerimonia erano più comuni di altre. Il successo della resurrezione del defunto dipendeva proprio dal corretto svolgimento di questi atti cerimoniali.&lt;br /&gt;2)Dopo aver posto la mummia o la statua del defunto su un monticello di terra che ricordava la collina primordiale, veniva compiuta una purificazione mediante una libagione con acqua tramite il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nemeset&lt;/span&gt;(un vasetto tondo) e un'aspersione di incenso o natron dell'Alto e del Basso Egitto. Poi il sacerdote funerario o &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sem&lt;/span&gt; svolgeva i primi riti di resurrezione e compiva il primo gesto di apertura della bocca e degli occhi con il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dyeba&lt;/span&gt;(era uno strumento d'oro a forma di dito, con cui si toccava la bocca della mummia o quella della statua) e il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nechereti&lt;/span&gt; (era un'ascia con cui i sacerdoti aprivano la bocca ai defunti) o &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nua&lt;/span&gt;. &lt;br /&gt;3)Uno dei passi successevi consisteva nel sacrificio dei due tori dell'Alto e del Basso Egitto, a volte solo di uno. A questa espiazione assistevano le due rappresentanti di Iside e Nefti. Il cuore e una zampa dell'animale venivano consegnati al defunto come garanzia di vita. Poi il sacerdote sem compiva una nuova apertura della bocca con il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;peseshekef &lt;/span&gt;(una selce a forma di amo).&lt;br /&gt;4)Le fasi finali della cerimonia consistevano in aspersioni di incenso sulla mummia o sulla statua del defunto e nella declamazione di formule esortative; come ''Resta sano e forte, resta sano e forte..verso Occidente, verso Occidente''. Poi il defunto era trasportato nella camera sepolcrale, dove gli veniva consegnata la tavola delle offerte e veniva compiuta un'ultima purificazione con incenso. Li avveniva anche la lettura della formula conclusiva con l'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ur-hekau&lt;/span&gt; o ''grande mago'', un bastone con testa di ariete o serpente. Nel Nuovo Regno, il sacerdote sem e il sacerdote lettore erano i principali esecutori del rituale di rigenerazione, ma erano presenti anche altri sacerdoti di rango inferiore, che a loro volta aiutavano i primi due e rappresentavano vari personaggi specifici, come, ad esempio, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;re-pat&lt;/span&gt;, che copriva il ruolo di ''figlio del defunto'', il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;semer &lt;/span&gt;''amico'' o l'imbalsamatore con la maschera di Anubi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4317400213255668417?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4317400213255668417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/lapertura-della-bocca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4317400213255668417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4317400213255668417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/lapertura-della-bocca.html' title='L&apos;apertura della bocca'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-IFVguq2WWSY/Ta2s8xCjDJI/AAAAAAAABMQ/n_Cuz-qqkiM/s72-c/opening_the_mouth.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3851583029394495326</id><published>2011-03-06T13:00:00.000+01:00</published><updated>2011-03-10T03:34:51.969+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia dell&apos;archeologia e archeologi'/><title type='text'>Il restauro della Sfinge</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.aton-ra.com/egitto2008/images/stories/sfinge/sfinge_restauro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 128px; height: 90px;" src="http://www.aton-ra.com/egitto2008/images/stories/sfinge/sfinge_restauro.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;''Questo monumento ha circa 5000 anni; speriamo che ne compia altri 5000.''&lt;/blockquote&gt;Queste furono le parole usate dal segretario del Consiglio Superiore di Antichità egizie nel 1998, dopo un restauro della sfinge. La grande sfinge fu liberata dalla sabbia nel 1886. Nel 1952 furono compiute le prime riparazioni. Nel 1960 il Servizio di Antichità Egizie collocò un muro di pietre nella parte inferiore della sfinge. Negli anni ottanta un comitato restaurò il monumento danneggiato dalle acque sotterranee e dall'inquinamento, ma l'operazione fu un disastro, per il cattivo uso del muro di pietre, che causò il distacco di molti blocchi e per l'impiego di cemento per colmare alcune crepe. La Sfinge fu restaurata di nuovo alla fine degli anni ottanta e allora furono rimossi 2000 blocchi di pietra calcarea dell'opera precedente. Furono studiati la falda freatica, le caratteristiche della pietra e gli effetti degli agenti inquinanti. Il primo restauro della sfinge risale all'antichità e fu compiuto da Thutmosi IV. Un altro si ebbe al tempo di Ramses II. Altri progetti furono realizzati da imperatori romani, come Marco Aurelio e Settimio Severo. Nel 1798, l'équipe di studiosi di Napoleone effettuò la prima ricerca del monumento, scavò la statua e scoprì la stele di Thutmosi IV. Nel 1816 Caviglia liberò la sfinge dalla sabbia. Poi il progetto fu abbandonato, per essere ripreso da Mariette nel 1853. Tuttavia, fino al 1886 il corpo della sfinge non fu liberato completamente dalla sabbia del deserto, così Brugsch e Maspero scoprirono la sfinge nella sua forma originaria. Da allora essa si è a poco a poco deteriorata. Le principali cause dell'erosione, come ha potuto constatare il Getty Conservation Institute, sono soprattutto i venti del deserto e l'umidità. Da molti anni ormai la sfinge è in perpetuo restauro, poichè il rischio di perderla è altamente preoccupante.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3851583029394495326?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3851583029394495326/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/03/il-restauro-della-sfinge.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3851583029394495326'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3851583029394495326'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/03/il-restauro-della-sfinge.html' title='Il restauro della Sfinge'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-1463862984131674741</id><published>2011-03-03T15:00:00.003+01:00</published><updated>2011-05-04T03:53:14.700+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geroglifico'/><title type='text'>La lista Gardiner 2: i segni della lettera A</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-vPOqSMnkvLc/Tb10_-G9u9I/AAAAAAAABOg/0HAMxM8lCF0/s1600/a.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 252px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-vPOqSMnkvLc/Tb10_-G9u9I/AAAAAAAABOg/0HAMxM8lCF0/s320/a.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5601762153871555538" /&gt;&lt;/a&gt;Qualche mese fa vi avevo fornito i segni geroglifici della &lt;a href="http://anticatebe.blogspot.com/2010/09/la-lista-gardiner-parte-1.html"&gt;lista Gardiner&lt;/a&gt;, oggi aggiungo i codici della lettera &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;A&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SEGNI A:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;A1 Ideogramma in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;S&lt;/span&gt;: Uomo&lt;br /&gt;A2 Determinativo nelle parole relative alle attività della bocca (mangiare, bere, parlare ecc ecc) e con le attività intellettuali connesse (pensare, sentire, amare).&lt;br /&gt;A3 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;hmsi&lt;/span&gt; ''sedere''.&lt;br /&gt;A4 Determinativo nelle parole che esprimono l'atto di adorare la divinità.&lt;br /&gt;A5 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;imn&lt;/span&gt; ''nascosto''&lt;br /&gt;A6 Ideogramma in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;uab &lt;/span&gt;''puro'', anche designazione di una classe sacerdotale.&lt;br /&gt;A7 Determinativo in verbi e sostantivi indicanti la stanchezza.&lt;br /&gt;A8 Determinativo nella parola &lt;span style="font-style:italic;"&gt;hnw &lt;/span&gt;''giubilo''.&lt;br /&gt;A9 Determinativo o ideogramma nei verbi che esprimono l'azione di portare e trasportare.&lt;br /&gt;A10 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;skdw &lt;/span&gt;''navigare''.&lt;br /&gt;A11 Variante di A10.&lt;br /&gt;A12 Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;msh&lt;/span&gt; ''esercito'' e nelle parole connesse.&lt;br /&gt;A13 Determinativo nelle parole che indicano nemici o avversari.&lt;br /&gt;A14 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mwt &lt;/span&gt;''morire'' (e parole connesse) e in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;hfty &lt;/span&gt;''nemico''.&lt;br /&gt;A15 Determinativo in ''cadere'', ''abbattere'', ''rovesciare''.&lt;br /&gt;A16 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ksi&lt;/span&gt; ''inchinarsi''.&lt;br /&gt;A17 Determinativo nelle parole legate ai bambini o usato come abbreviazione per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;hrd&lt;/span&gt; ''bambino. Da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nn&lt;/span&gt;, sinonimo di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;hrd&lt;/span&gt;, deriva il valore fonetico &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nn&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;A18 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;srsh&lt;/span&gt; ''discutere, accusare''.&lt;br /&gt;A19 Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Iaw&lt;/span&gt; ''anziano'' e in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;smsw&lt;/span&gt; ''il maggiore''. Dal verbo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;iak&lt;/span&gt; ''essere anziano'' deriva il valore fonetico &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ik&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;A20 Abbreviazione di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dwa&lt;/span&gt; ''adorare'' o determinativo dello stesso verbo.&lt;br /&gt;A21 Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sr&lt;/span&gt; ''notabile'', ''magistrato'' e determinativo nelle parole che designano gli alti funzionari e i cortigiani. &lt;br /&gt;A22 Determinativo nei sostantivi significanti ''statua''.&lt;br /&gt;A23 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ity&lt;/span&gt; ''sovrano''.&lt;br /&gt;A24 Determinativo nei termini connessi ad attività fisiche e al concetto di forza muscolare. Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;hwi&lt;/span&gt; ''colpire, battere''.&lt;br /&gt;A25 Variante di A24.&lt;br /&gt;A26 Determinativo nei verbi con significato di ''chiamare'', ''invocare''. Abbreviazione per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;'sh&lt;/span&gt; nel titolo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sdjm-'sh&lt;/span&gt; ''servitore''; letteralmente ''ascoltare la chiamata''.&lt;br /&gt;A27 Fonogramma in da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;inw&lt;/span&gt; ''messaggeri''.&lt;br /&gt;A28 Determinativo nelle parole connesse all'idea di altezza o di innalzamento e all'espressione della gioia e del trionfo.&lt;br /&gt;A29 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;skhd&lt;/span&gt; ''essere rovesciato''.&lt;br /&gt;A30 Variante di A4.&lt;br /&gt;A31 Determinativo per l'atto di voltarsi.&lt;br /&gt;A32 Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;khbi&lt;/span&gt; ''danzare''.&lt;br /&gt;A33 Ideogramma o determinativo per esprimere il concetto di ''non sedentario'': &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mniw&lt;/span&gt; ''pastore'', &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rwi&lt;/span&gt; ''vagabondare''.&lt;br /&gt;A34 Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;hwsì&lt;/span&gt; ''pestare nel mortaio'', ''costruire''.&lt;br /&gt;A35 Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;kd&lt;/span&gt; ''costruire''.&lt;br /&gt;A36 Determinativo o ideogramma in ''birraio''.&lt;br /&gt;A37 Variante di A36.&lt;br /&gt;A38 Ideogramma o determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;kìs&lt;/span&gt;, nome della città di Cusae, in Alto Egitto.&lt;br /&gt;A39 Variante di A38.&lt;br /&gt;A40 Determinativo in ''dio''.&lt;br /&gt;A41 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nesu&lt;/span&gt; ''re''.&lt;br /&gt;A42 Variante di A41 (comune nella XVIII dinastia).&lt;br /&gt;A43 Ideogramma o determinativo in ''Re dell'Alto Egitto''.&lt;br /&gt;A44 Variante di A43.&lt;br /&gt;A45 Ideogramma o determinativo in ''Re del Basso Egitto''.&lt;br /&gt;A46 Variante di A45.&lt;br /&gt;A47 Ideogramma per &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mniw&lt;/span&gt; ''mandriano'',&lt;span style="font-style:italic;"&gt; saw&lt;/span&gt; ''guardia''. &lt;br /&gt;A48 Determinativo o ideogramma in ''appartenente a''.&lt;br /&gt;A49 Determinativo in ''straniero''.&lt;br /&gt;A50 Ideogramma in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;shps&lt;/span&gt; ''essere nobili, riveriti'' e parole connesse.&lt;br /&gt;A51 Variante di A50.&lt;br /&gt;A52 Variante di A50 e A51.&lt;br /&gt;A53 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;wi&lt;/span&gt; ''mummia'', &lt;span style="font-style:italic;"&gt;twt&lt;/span&gt; ''statua'' e in tutti i sostantivi connessi alla nozione di forma, aspetto (ki), trasformazione (khprw).&lt;br /&gt;A54 Determinativo in ''morte'' e parole connesse.&lt;br /&gt;A55 Determinativo nel verbo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sdjr&lt;/span&gt; ''giacere'', ''dormire'' e in sostantivi connessi alla nozione di morte.&lt;br /&gt;A59 Determinativo in &lt;span style="font-style:italic;"&gt;shr&lt;/span&gt; ''scacciare''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-eZUiz8O2O3E/TcCwuqqEntI/AAAAAAAABPs/Ur_K2TJkuCk/s1600/list.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 127px; height: 78px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-eZUiz8O2O3E/TcCwuqqEntI/AAAAAAAABPs/Ur_K2TJkuCk/s200/list.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602672252220120786" /&gt;&lt;/a&gt; L'uomo e la donna seduti, sovrapposti ai tratti del plurale, determinano sostantivi collettivi riferiti a soggetti umani, come &lt;span style="font-style:italic;"&gt;rmtjw&lt;/span&gt; ''la gente, l'umanità'', gli etnici etc.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-1463862984131674741?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/1463862984131674741/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/la-lista-gardiner-2-i-segni-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1463862984131674741'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1463862984131674741'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/la-lista-gardiner-2-i-segni-della.html' title='La lista Gardiner 2: i segni della lettera A'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-vPOqSMnkvLc/Tb10_-G9u9I/AAAAAAAABOg/0HAMxM8lCF0/s72-c/a.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-2707374926951240891</id><published>2011-03-01T18:00:00.000+01:00</published><updated>2011-05-04T03:15:07.475+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reperti del Museo Egizio del Cairo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>La maschera di Tutankhamon</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/--eI3pkbear4/Ta26sTJIBAI/AAAAAAAABNA/i1WF7uqiUqs/s1600/25658771.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/--eI3pkbear4/Ta26sTJIBAI/AAAAAAAABNA/i1WF7uqiUqs/s320/25658771.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597335182106952706" /&gt;&lt;/a&gt;La maschera di Tuankhamon, della XVIII dinastia, è il più celebre dei pezzi esposti al Museo Egizio del Cairo. Questo gioiello dell'arte universale è un magnifico esempio dell'alto grado di perfezione e di abilità raggiunto nell'oreficeria durante il Nuovo Regno. La maschera fu scoperta dall'inglese Howard Carter il 28 ottobre 1925. Quando l'archeologo aprì il terzo sarcofago, d'oro massiccio, comparve la mummia, con i gioielli sparsi tra le bende e la celebre maschera che copriva il volto del giovane re. Quest'ultima aveva lo scopo di proteggere magicamente il riposo del faraone. Le fattezze della maschera rappresentavano quelle del sovrano che, una volta rianimato, diventava un dio. Ecco perché nella realizzazione della maschera venivano utilizzati materiali nobili, come oro e pietre semipreziose. Per gli egizi la carne degli dei era l'oro e i capelli di lapislazzuli. Il volto del re appare idealizzato, ma, come aveva affermato Carter, esiste uno stretto legame fra le arti plastiche e il realismo. Inoltre, esistono ancora reminiscenze dell'arte amarniana. Il professor Douglas E.Darry, specialista di anatomia che esaminò la mummia di Tutankhamon, disse: ''La maschera d'oro rappresenta Tutankhamon come un giovane amabile e distinto. Coloro che hanno avuto la fortuna di vedere il volto scoperto della mummia possono constatare con quanta abilità, precisione e fedeltà alla natura dell'artista della XVIII dinastia abbia riprodotto i lineamenti. Nella sua opera ci ha trasmesso, per sempre e in metallo imperituro, un magnifico ritratto del giovane re''. Tuttavia molti studiosi recentemente hanno ricostruito il volto di re Tut, tutti i ritratti presentano un faraone leggermente diverso da quello della maschera. Inoltre, negli ultimi anni, il dottor Nicholas Reeves ha presentato diversi studi su come anche la maschera di Tutankhamon fu usurpata; infatti, dietro all'orecchio è possibile vedere una saldatura. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dati:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Materiali:&lt;/span&gt; oro, lapislazzuli, cornalina, ossidiana, quarzo, turchese e paste vitree;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Altezza:&lt;/span&gt; 54 cm;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Larghezza:&lt;/span&gt; 39,3 cm;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Peso:&lt;/span&gt; 11 kg;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Archeologo:&lt;/span&gt; Howard Carter;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Luogo:&lt;/span&gt; Valle dei Re, KV62;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sala:&lt;/span&gt; n°3.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-2707374926951240891?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/2707374926951240891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/la-maschera-di-tutankhamon.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2707374926951240891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2707374926951240891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/la-maschera-di-tutankhamon.html' title='La maschera di Tutankhamon'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/--eI3pkbear4/Ta26sTJIBAI/AAAAAAAABNA/i1WF7uqiUqs/s72-c/25658771.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6124225240048953738</id><published>2011-02-28T22:00:00.000+01:00</published><updated>2011-03-09T23:25:22.744+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geroglifico'/><title type='text'>Le statue ci parlano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-KjBwIS76wbM/TXf-KdZ8MlI/AAAAAAAAA9I/LPk3QTz9Ddo/s1600/08011417.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 158px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-KjBwIS76wbM/TXf-KdZ8MlI/AAAAAAAAA9I/LPk3QTz9Ddo/s200/08011417.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582209718794596946" /&gt;&lt;/a&gt;Una delle forme di rappresentaione più comuni dell'arte egizia fu la scultura. Oltre ad avere valore artistico, le statue erano un supporto usato generalmente dagli scribi. La difficoltà di incidere i testi era compensata dalla resistenza del materiale.&lt;br /&gt;L'antico Egitto disponeva di una grande quantità di materiali da usare come supporti scrittori. Quello più noto e usato a quel tempo fu il papiro. Ma ciò non impedì agli egizi di utilizzare altri supporti meno comuni. Tra questi vi erano le statue, di pietra, legno o metallo. Queste sculture, senza nulla togliere al loro valore artistico, furono ampiamente utilizzate dagli scribi per il loro lavoro. Le iscrizioni venivano di solito realizzate sui piedistalli della figura o, talvolta, su qualche parte del corpo; veniva utilizzata la scrittura geroglifica. L'impegno delle statue come supporto rispondeva a varie motivazioni e finalità. Per gli egizi il nome di una persona aveva un significato magico e il suo inserimento nei testi gli conferiva un carattere rituale. Quando si trattava di statue poste in una tomba, l'iscrizione con il nome del defunto aiutava a riconoscerlo nell'aldilà, nel caso in cui la mummia fosse andata distrutta. In altri casi si decise di realizzare le iscrizioni sulle statue di pietra perchè su di esse la scrittura era eterna. Infatti, malgrado il clima fosse asciutto e favorisse perciò la conservazione del papiro, le iscrizioni su questo materiale non duravano tanto quanto quelle fatte su pietra. A partire dal Nuovo Regno (1552-1069 a.C.), e specialmente durante l'ultimo periodo del regno egizio, un altro materiale si aggiunse alla pietra per conferire questo carattere magico alle iscrizioni: i metalli, che servirono per realizzare le statue più piccole e anche per poterle usare come ex voto. Per gli egizi la scrittura era magica, i testi potevano essere positivi, come quelli funerari, o negativi, quando si tentava di fare uno scongiuro contro qualcuno, il potere della parola era tale che bastava leggere uno scongiuro magico per sfruttare tutto il suo potenziale. Per allontanare i nemici esistevano statuine di esacrazione, sulle quali si scriveva il nome prima di distruggerle; ciò causava l'annientamento dei nemici. Altre, come quella di questo mostro recavano formule in cui venivano elencati i poteri della divinità invocata. E' una divinità protettrice, i cui testi magici fanno riferimento alla sua personalità, l'incarnazione della forza distruttiva di tutti gli dei. Nel Medio Regno compare la statua cubo, su di esse vengono rappresentati sovrani e alti funzionari con le gambe raccolte e le braccia sulle ginocchia. Con il passare del tempo, la superficie su cui si scrivevano i testi funerari e i titoli del defunto si ampliò.&lt;br /&gt;I temi trattati nelle iscrizioni delle statue erano molto vari, spesso avevano un carattere religioso. Gli inni agli dei venivano scritti sui piedistalli delle statue dei templi o sugli ex voto. Se l'inno era delicato da un semplice cittadino, quest'ultimo si faceva rappresentare con una stele su cui poteva leggere il testo. Alcune statue recano il nome e la carica dei personaggi, e sono una sorta di autobiografia. Esse rappresentano per lo più faraoni. Il nome del sovrano, con qualche suo titolo, appare di solito sulle spalle, sulla cintura o sul piedistallo. Ma, dato il carattere magico attribuito alla scrittura, queste statue abbondano soprattutto in ambito funerario. Quelle di sostituzione, nel caso la mummia fosse andata distrutta, e gli ushebti sono esempi del potere magico della parola. Grazie al tipo di supporto, molte iscrizioni si sono conservate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6124225240048953738?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6124225240048953738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/03/le-statue-ci-parlano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6124225240048953738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6124225240048953738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/03/le-statue-ci-parlano.html' title='Le statue ci parlano'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-KjBwIS76wbM/TXf-KdZ8MlI/AAAAAAAAA9I/LPk3QTz9Ddo/s72-c/08011417.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3005842809308086974</id><published>2011-02-21T22:00:00.003+01:00</published><updated>2011-03-10T13:12:06.751+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><title type='text'>Introduzione al Pantheon egizio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-cSQFqi_p8M0/TXgLK8L3TEI/AAAAAAAAA94/tVw01qtOBdw/s1600/9782092520796FS.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 188px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-cSQFqi_p8M0/TXgLK8L3TEI/AAAAAAAAA94/tVw01qtOBdw/s200/9782092520796FS.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582224020708215874" /&gt;&lt;/a&gt;Risulta molto laborioso prendere in esame l'intero mondo delle credenze religiose dell'antica civiltà egizia a causa dello sterminato numero di divinità. Non manca qualche studioso che ha teorizzato che all'inizio dell'Antico Regno esistesse una nozione sostanzialmente monoteista. Basa la sua teoria sui testi più antichi in cui si accenna ad un dio senza attributi, quindi concepito come unico: il dio, non un dio. Essere supremo, onnipotente, giudice. Studi più recenti concepiscono il mondo degli dei come modellato sugli schemi socio-politici del paese: ogni distretto, città, villaggio o santuario aveva, per antica tradizione, il suo nume tutelare. Sostanzialmente, quindi, si deve parlare di politeismo. Nell'arte parietale, sia dipinta che scolpita, o sui papiri, le divinità erano minutamente raffigurate con i costumi e attributi loro propri in modo che fossero chiaramente riconoscibili. Sugli scarabei, la dimensione ridotta obbliga ad una miniaturizzazione, ma la riconoscibilità rimane inalterata. E' solo dal Medio Regno, e molto raramente, che le divinità cominciano ad essere raffigurate sugli scarabei. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Amon&lt;/span&gt;, l'inconoscibile, il nascosto, è il dio originario di Tebe che, a partire dalla XII dinastia, assurge al titolo di Sovrano degli dei, sostituendo il dio indigeno Montù. Durante la XVIII dinastia si unisce sincreticamente a Ra, il dio-sole, dando origine ad Amon-Ra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ptah&lt;/span&gt;, patrono degli artigiani, era venerato a Menfi. Non è raro trovarlo raffigurato su scarabei. Ha l'aspetto di un uomo chiuso in una guaina mummiforme, con il cranio rasato o calzante una cuffia aderente e la barba rituale; tra le mani, davanti a sé, tiene lo scettro &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Was&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Osiride&lt;/span&gt; di Busiris, tra gli dei più antichi, fu anche tra i più popolari e venerati. Simboleggiava la fertilità del mondo vegetale. Secondo il mito, fu ucciso dal fratello Seth e risuscitò nell'Aldilà divenendone il sovrano e giudice dei defunti. Fu detto anche Unnefer (il perfetto). Effigiato molto frequentemente nella statuaria e nella pittura parietale, è molto raro trovarlo raffigurato sugli scarabei. Qualche volta compare con il suo appellativo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Iside&lt;/span&gt;, dea madre per eccellenza che allatta Horus bambino e controparte femminile di Osiride, è determinata dalla presenza del fonema del suo nome (il trono ast, ma che potrebbe anche voler significare: affetto). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Seth&lt;/span&gt;, dio del deserto e delle forze violente della natura, era adorato ad Ombos. Nel mito osiriaco uccide suo fratello Osiride, viene proscritto e gli animali a lui connessi diventano simboli negativi: asino, gazzella, ippopotamo e coccodrillo. Fu raffigurato come un animale non identificato, detto animale di Seth o come uomo con la testa di questo animale. Fu dio degli Hyksos, probabilmente per la sua somiglianza con Baal. Tornò in auge con i ramessidi e fu rappresentato su scarabei durante le dinastie XIX e XX.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Hathor&lt;/span&gt;, la dea dalla testa di vacca, era considerata la nutrice del faraone. Rappresentava inoltre la volta celeste. Si dice che, in questa forma sia una delle più antiche e che il suo culto provenga dal Sud. Poi, il mito riporta che quando Isis intercesse con Horus per salvare la vita di Set, ormai sconfitto, questi, in un impeto d'ira, tagliò la testa alla madre. Ma Ptah, che era presente, la sostituì prontamente e provvisoriamente con una di vacca. Da allora, Isis viene anche adorata come Hathor, portando sul capo due corna che circondano il disco solare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Taweret&lt;/span&gt;, la Grossa, aveva corpo di ippopotamo, zampe di leone, dorso e coda di coccodrillo e braccia umane. Protettrice della gravidanza, del parto e dell'allattamento, il suo attributo era il segno ''sa'' con significato di protezione e talvolta impugnava un coltello o una torcia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Bes&lt;/span&gt;, raffigurato come un piccolo uomo deforme, forse un pigmeo, con il capo calzante un modio piumato, che ha fatto pensare ad una sua origine africana, folta barba, orecchie e coda leonine, Bes era una divinità minore cara alla devozione popolare. Associato a Tawret era protettore della casa, dei bambini e delle partorienti. Quasi sempre rappresentato di fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Selket &lt;/span&gt;, dea della magia. Era rappresentata sui sarcofagi come uno scorpione dalla testa di donna, oppure come una donna con in testa uno scorpione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sobek&lt;/span&gt; era adorato nella zona del Fayum, con principale luogo di culto a Crocodilopoli (l'attuale Medinet el-Fayum), ed era rappresentato come uomo con testa di coccodrillo. In auge particolarmente durante la XII e XIII dinastie, alcuni re adottarono nomi teofori col suo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Maat&lt;/span&gt;, dea della verità, della giustizia e dell'ordine cosmico, era rappresentata come donna con il capo sormontato da una piuma di struzzo che è anche il segno per il suo nome. Spesso rappresentata accovacciata sul cesto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nb&lt;/span&gt; con un segno &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ankh&lt;/span&gt; sulle ginocchia, specie nelle scene in cui è oggetto di offerta da parte del re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Hapi&lt;/span&gt;, è una divinità del Nilo, genio ermafrodita dell'inondazione e dell'abbondanza. E' rappresentato con una specie di copricapo costituito da tre steli di papiro, emblema del Delta e del Basso Egitto, ed è spesso associato al vaso hs che, in questo esemplare, regge con la mano sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Thot&lt;/span&gt; era il dio lunare adorato principalmente ad Hermopoli, scriba degli dei, signore dei libri e dei discorsi, inventore delle arti e delle scienze. Era rappresentato come uomo con la testa di ibis, uccello che era uno dei suoi aspetti zoomorfi. L'altro era il babbuino con la testa sormontata dal crescente lunare, come lo vediamo in questo esemplare seduto dietro al dio-falco Horus di Behdet, con Corona Doppia e flagello, come personificazione del sovrano. Nell'Aldilà scriveva il resoconto del giudizio degli dei a carico del defunto. Nella XVIII dinastia, ma soprattutto nella XIX appare frequentemente negli scarabei con nomi reali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Neith &lt;/span&gt;adorata nel Basso Egitto, la corona rossa sembra si debba proprio a lei, ed in particolare a Sais, è una Dea guerriera e viene raffigurata con arco e frecce. In seguito, verrà accomunata a Satet, sposa di Khnum e porterà ambedue le corone. Anch'essa è una divinità molto antica. I Greci la assimileranno ad Atena ed i Romani a Diana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nekhbet&lt;/span&gt;, dea rappresentata come un avvoltoio o una donna - avvoltoio, era la protettrice del regno e tutte le regine venivano considerate la sua incarnazione terrena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sakhmet&lt;/span&gt;, La Potente, era rappresentata come donna dalla testa di leone, avvolta in un'aderente tunica rossa, con in mano lo scettro papiriforme. Era manifestazione del calore distruttivo del sole. Dea della guerra, sgominava i nemici col calore incandescente del suo corpo. Apparteneva alla triade di Menfi insieme a Ptah, suo sposo, e Nefertum, suo figlio. Nell'esemplare è la figura a sinistra, dietro a Toth in forma di babbuino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Anubi&lt;/span&gt;, dio delle strade e dei cammini, era raffigurato con il corpo di uomo con testa di sciacallo o interamente come sciacallo ed era l'inventore e patrono dei riti della mummificazione e dio dei morti. Come guardiano della sepoltura era raffigurato come sciacallo nero accucciato, le zampe anteriori distese in avanti e le orecchie dritte come appare nell'esemplare accanto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Bastet&lt;/span&gt;, la dea gatta di Bubastis. Alle origini, Bastet era una divinità solare simboleggiante il benefico calore del sole ed era raffigurata come un gatto selvatico o come leonessa. Solo intorno al 1000 a.C. cominciò ad essere rappresentata come gatto domestico. Uno dei suoi epiteti era: Signora delle bende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mut&lt;/span&gt;, la donna avvoltoio. Il suo nome significa "madre", delle quali è quindi la protettrice. Assume particolare importanza nel Nuovo Regno, come controparte femminile di Ammon-Ra di Uaset (Tebe). Assieme a lui ed a Khonsu, forma la Triade di Tebe. Viene anche adorata come raddrizzatrice dei torti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nefti&lt;/span&gt;, figlia di Geb e Nut come Osiride, Iside e Set, era uno dei due nibbi (l'altro era la sorella), uccelli che gridavano lamenti funebri. Era anche la protettrice dei morti. Divenne sposa di Set, ma lo abbandonò dopo il fratricidio. Protettrice del focolare domestico, portava sul capo il disegno di un fornello. Ebbe un figlio, Anubis, che però forse non era stato generato da Set, bensì da Osiris.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Nut&lt;/span&gt;, sposa e sorella del Dio - terra Geb, era la dea del cielo e dei corpi celesti, e veniva rappresentata in una posizione ad arco sopra al marito, sostenuta dal padre Shu. Era la madre di tutte le stelle, e secondo il mito le partoriva tutte le sere per divorarle la mattina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Geb &lt;/span&gt;, rappresentava la terra. Era fratello e sposo di Nut, ed era sempre rappresentato con lei sotto forma di uomo, talvolta con disegni di foglie o con un'oca, ideogramma del suo nome, sulla testa. Dall'unione tra Geb e Nut, nascono quattro figli: Osiride, Iside, Seth e Nefti che si sposano tra loro, formando le coppie Osiride-Iside e Seth-Nefti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ra&lt;/span&gt;, Dio del Sole che sorge, era una delle divinità principali. Veniva considerato il creatore dell'Universo, ed era protettore dello stato e della giustizia. Il Sole era la sua Barca, e con essa lui tutti i giorni attraversava il cielo. La rappresentazione classica lo vede come un occhio molto decorato, mentre, quando fu associato ad Horus, divenne molto simile a quest'ultimo. quindi raffigurato con la forma di un falco. Da qui, ATUM-RA o, più semplicemente, solo RA. Per autogenerazione, Atum-Ra diede vita a due figli: Tefnut e Shu. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Khonsu&lt;/span&gt;, figlio di Amon e di Mut, il suo nome significa "viaggiatore", probabilmente come riferimento al corso della Luna della quale costituisce la divinità. Una falce di Luna è infatti raffigurata, assieme al disco solare, sopra il suo capo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Khnum&lt;/span&gt;, era il dio dalla testa di ariete dalle lunghe corna. Adorato soprattutto ad Elefantina nell'Alto Egitto, egli era il guardiano delle sorgenti del Nilo e presiedeva alle inondazioni, ma, soprattutto era il "vasaio" che aveva modellato sul suo tornio il genere umano e dato loro la vita. Forma una Triade con la sua sposa Satet. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Atum &lt;/span&gt;, il principale dio egizio, creatore del mondo e padre di tutti gli Dei. Ebbe origine dal "Nun", il brodo primordiale in cui già esisteva come spirito, ma divenne realtà solo quando Ptah ne pronunciò il nome&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Aton&lt;/span&gt;, fu una delle maggiori divinità egizie. Rappresentato come un disco solare con tantissime braccia e mani, egli fu dichiarato unica divinità dal faraone Akhenaton, ma con la nascita di Tuthankamon la religione tornò politeista. Aton dava luce e calore agli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Wadjet&lt;/span&gt;, dea della mitologia egizia, fu in origine la divinità locale della città di Per-Wadjet, chiamata Buto dai Greci, capitale del 19. distretto del Basso Egitto. Divenne più tardi la dea protettrice del faraone e la personificazione del Basso Egitto, come la dea-avvoltoio Nekhbet lo era dell'Alto Egitto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3005842809308086974?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3005842809308086974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/03/introduzione-al-pantheon-egizio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3005842809308086974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3005842809308086974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/03/introduzione-al-pantheon-egizio.html' title='Introduzione al Pantheon egizio'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-cSQFqi_p8M0/TXgLK8L3TEI/AAAAAAAAA94/tVw01qtOBdw/s72-c/9782092520796FS.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5781561744687922378</id><published>2011-02-18T08:00:00.000+01:00</published><updated>2011-05-04T03:16:22.403+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavori dell&apos;Antico Egitto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>La vita nel tempio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-HsbQOZ2UQ6Q/TbPCCzhdwhI/AAAAAAAABOE/vfIH8Czk0uc/s1600/ME0000080634_3.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 234px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-HsbQOZ2UQ6Q/TbPCCzhdwhI/AAAAAAAABOE/vfIH8Czk0uc/s320/ME0000080634_3.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599032115197755922" /&gt;&lt;/a&gt;I templi dell'antico Egitto costituiscono un patrimonio architettonico di grande bellezza. Chi li guarda, oltre ad ammirare l'aspetto materiale della loro costruzione, deve andare oltre e tener conto del fatto che qui si svolgeva una vita attiva, non solo religiosa ma anche quotidiana. Nella società egizia esistevano tre classi che godevano di privilegi: I re, i funzionari e, sicuramente, i sacerdoti. Il clero ottenne grandi vantaggi in alcuni periodi e fu anche molto legato all'evoluzione della monarchia e alla politica egizia. I sacerdoti menfiti, per esempio, ebbero grande forza durante tutto l'Antico Regno, soprattutto per la loro influenza teologica. Il clero eliopolitano fu sicuramente coinvolto nei tumulti che si verificarono alla fine della IV dinastia. Quello tebano fu molto legato al potere del faraone nel Nuovo Regno e alla nascita del culto di Amon-Ra. I sacerdoti occupavano una posizione importante nella scala sociale, non solo in quanto celebravano i riti religiosi e dedicavano la loro vita agli dei, ma anche perché erano grandi proprietari terrieri, grazie alle donazioni fatte dal faraone ai templi. Il lavoro quotidiano in un tempio egizio consisteva nella celebrazione di vari rituali e nell'amministrazione dei prodotti e del personale. Non vi si svolgevano, quindi, solo attività religiose e cerimoniali ma anche economiche. Le immagini avevano bisogno di offerte per il loro sostentamento, costituite da alimenti deposti con regolarità ai loro piedi. Tali prodotti provenivano dai campi che il tempio possedeva. Erano necessari poi altri beni materiali adatti al rango degli dei, come le greggi, i prodotti della pesca, della caccia di uccelli, i raccolti di lino, e cosi via. Queste ricchezze erano chiamate ''offerte''. Tutto ciò richiedeva un'amministrazione che in molti casi lasciava abbondanti rimanenze. Pertanto, il tempio aveva bisogno di un luogo in cui conservare questi prodotti. L'amministrazione dei templi era affidata a funzionari, in modo che il governo potesse controllare il potere economico della comunità. Per i loro servizi, i sacerdoti ricevevano una ricompensa in natura, che poteva consistere in terre di proprietà del tempio che potevano affittare, oppure in una percentuale delle entrate del santuario. Il personale di un tempio era organizzato in gerarchie: Al primo posto si trovavano i ''servi del dio'' o ''profeti'', tra cui spiccava il ''primo servo'' o sommo sacerdote. Sotto di loro erano i ''puri'', che si dividevano in due categorie: I sacerdoti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ueb&lt;/span&gt;, che aiutavano nei rituali, e i sacerdoti-lettori, esperti dei testi sacri. Esistevano inoltre custodi, o ''sacerdoti orari'', che lavoravano nel tempio durante determinate ore o per un mese, e sacerdoti o sacerdotesse funerarie con il compito di fornire offerte ai defunti a nome della famiglia; questa era una carica ereditaria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5781561744687922378?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5781561744687922378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/la-vita-nel-tempio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5781561744687922378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5781561744687922378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/la-vita-nel-tempio.html' title='La vita nel tempio'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-HsbQOZ2UQ6Q/TbPCCzhdwhI/AAAAAAAABOE/vfIH8Czk0uc/s72-c/ME0000080634_3.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-7070900476481393232</id><published>2011-02-14T15:00:00.001+01:00</published><updated>2011-03-09T11:12:17.412+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antico Regno'/><title type='text'>Nitocris: tra leggenda e storia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-pKCuyAnFHn0/TVqTAvd8ScI/AAAAAAAAA7g/jdSOrcokHjQ/s1600/egizia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-pKCuyAnFHn0/TVqTAvd8ScI/AAAAAAAAA7g/jdSOrcokHjQ/s200/egizia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573929129775745474" /&gt;&lt;/a&gt;Alla morte del re pepi II, succedette Merenra, il cui regno fu molto breve, durando meno di un anno. Cosi comincia la storia della bella Nitocris, il suo nome figurava in una delle liste reali composte dagli egizi, e oggi nota, come Canone di Torino. Altre liste sicuramente vennero distrutte, altre perse, già molto prima di Nitocris, le donne in Egitto esercitavano il potere supremo. Tutta  via, allo stato attuale delle documentazioni,  lei è la prima donna a detenere il titolo di " Re dell'Alto e del basso Egitto"; Nitocris, salì al trono verso il 2184 a.c, e secondo gli archivi dell'età Ramesside, Il periodo esatto del suo regno non è ancora sicuro, alcuni studiosi lo datano un anno un mese e un giorno, mentre altri lo ritengono più lungo collocandolo in un periodo tra i sei e i dodici anni. Per alcune regine precedenti, come Khentkaus, disponiamo di un monumento colossale, faraonico, ma non abbiamo notizie di titoli espliciti, mentre per Nitocris si è certi del titolo, ma non vi sono documenti. Un bel enigma da risolvere, e una tomba eccezionale da scoprire. Secondo il greco, Eratostene, il nome di Nitocris, significa " Hatena, è vittoriosa" egli non era lontano dalla verità, dato che Nitocris, in lingua Egizia,  Neit - iqueret, si può tradurre con Neith eccellente. la Dea Neith, la troviamo ancora la protettrice di una donna molto importante. La storia delle dinastie compilate dal sacerdote, Egizio Manetone, è andata perduta, ma se ne sono conservati alcuni frammenti, citati da diversi autori antichi, uno di questi, conservati in un testo di Eusebio, dice così del faraone Nitocris: Una donna, Nitocris, regnò; aveva più coraggio, degli uomini della sua epoca, ed era la più bella di tutte le donne, bionda, con le gote rosse, lei fece costruire la terza piramide.Una tarda tradizione racconta che vi sia stata, sepolta e che il suo corpo, abbia riposato in un sarcofago di basalto blu. Questa terza piramide, potrebbe essere quella di Micerino, sull'Altopiano di Giza. Alcuni archeologi ritengono che il monumento si stato restaurato, durante il suo regno; l'attenzione che ella prestò a questo monumento, spiega forse la nascita della sua leggenda. La bellezza di questa donna faraone, fa pensare, ai titoli delle regine, dell'antico regno: grande nell'amore, dal bel viso incantevole, dal fascino sovrano, che soddisfa la divinità con la sua bellezza, dalla voce ammaliatrice quando canta, che riempie il palazzo, del suo profumo, la sovrana di tutte le donne, la signora delle Due terre, e del mondo sino ai suoi confini. Si tratta, di una bellezza rituale, di un fascino parte integrante, della funzione di Regina d'Egitto e a maggior ragione, a quella di regina - faraone, un altra leggenda tarda, di cui non c'è traccia nei documenti Egizi, vuole che Nitocris, fosse moglie di un re assassinato poi da alcuni traditori. Quest'atto spregevole, non permise loro di regnare, chiesero quindi alla sventurata Nitocris di governare, in modo che la discendenza legittima non si interrompesse. La giovane donna accettò, ma preparò, segretamente la vendetta. Fece costruire, una grande sala sotterranea, e invitò i traditori a celebrarvi al vittoria con un banchetto, mentre costoro festeggiavano, fece aprire un condotto dal quale si incanalò l'acqua, i traditori morirono annegati, mentre lei dopo si suicidò, in una camera piena di cenere, dove soffocò. Un drammatico racconto orientale privo di qualsiasi fondamento storico. L'epoca gloriosa delle piramidi termina, con i regni di Nitocris, a cui segue, un periodo confuso, sul quale abbiamo pochissime notizie;si apre una grande crisi, pur senza mettere in discussione l'istituzione faraonica dà luogo, a quanto pare, a disordini sociali ed economici, pericolosi straripamenti del Nilo, cambiamenti cliamtici, invasioni di tribù beduine, indebolimento del potere centrale, progressiva ascesa dei capi delle province, incuranti dell'interesse collettivo, sono state proposte diverse spiegazioni;Che tutta via non hanno portato ad alcune certezza. Non si conosce nemmeno la durata esatta di quello che gli egittologi hanno chiamato, il primo periodo intermedio;fra la fine del Antico e l'inizio del Medio regno: Un lasso di tempo dai cento, ai cento novant'anni. Durante il quale l'Egitto si indebolisce, Nitocris, fu, dunque, l'ultimo sovrano dell'antico regno, l'Età dell'oro dell'antico Egitto : Per circa cinque secoli i faraoni, edificatori di piramidi, costruirono un mondo di potenza e bellezza ineguagliati. Il detto che un popolo felice non ha storia, si addice perfettamente all'Antico Regno: re e regine parlano della loro funzione del loro ruolo di tramiti fra il divino e l'umano. della pratica dei rituali intesa come scienza di vita, ma sarebbe vano cercare particolari sulla loro vita privata, o sulla loro storia personale. Fogliazioni e genealogie rimangono incerte. I basso rilievi delle tombe, tuttavia mettono in scena il quotidiano e il piacere dei mesi e dei giorni, in un epoca in cui la storia era ritualizzata, e concepita come una festa.Sarebbe ingiusto attribuire a Nitocris, la responsabilità della frattura che si produsse; in realtà la sesta dinastia si indebolì a poco a poco durante il regno di Pepi secondo, un evoluzione negativa difficile da cogliere, data la scarsa documentazione, ha portato l'Egitto alla crisi. Rodope la prima cenerentola, e bella Nitocris ha continuato  a far  parlare di se al di là delle vicende storiche. Identificata, con una certa Rodope la signora dalla carnagione rosea, essendo però esistite parecchie Rodopi, questo portò alla confusione i narratori d'oriente. Pensiamo alla cortigiana greca nata a Naucrati, una città del Delta, alla quale nonostante i suoi costumi dissoluti, i Greci contribuirono la costruzione della piramide di Micerino. E' forse la stessa affascinantissima Rodope, di cui si innamorò il re, Psammetico, il quale ebbe una figlia chiamata Nitocris, che divenne grande sacerdotessa del Dio,Amon, a Tebe, dove condusse un esistenza austera?&lt;br /&gt;Nitocris, Rodophe, fu, la protagonista di molte leggende, ma una di esse continua ad essere famosa e che tutti conoscono, se non altro nelle sua evoluzione in cartone animato, qui di seguito la versione Egiziana. Mentre la fanciulla faceva il bagno nel Nilo, un falcone uccello sacro ad Horo, protettore della regalità afferrò uno dei suoi sandali, volò  a Menfi dove risiedeva il faraone, e lo lascò cadere sulle ginocchia del monarca. Immaginando il piede delicato e meraviglioso che le dimensioni, e la deliziosa fattura dell'oggetto lasciavano indovinare, egli ne fece cercare la proprietaria per tutto il paese. L'impresa fu coronata dal successo, e i messi del re portarono a corte la bella fanciulla. Il sovrano se ne innamorò immediatamente e la sposò. Alla sua morte l'antenata di cenerentola, ebbe l'insigne privilegio di essere sepolta in una piramide.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il fantasma di Nitocris&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi ultimi anni l'altopiano di Giza, ha molto sofferto, aggredito dalla città moderna e dall'inquinamento, deturpato da costruzioni aberranti, il sito sembra avere ormai perduto l'atmosfera magica e la serenità di un tempo. Eppure chi avesse la fortuna di passeggiare, vicino alla piramide di Micerino al tramonto, in una giornata tranquilla, potrebbe scorgere tra l'oro degli ultimi raggi di sole, una bellissima fanciulla nuda, il fantasma di Nitocris, anima incaricata di sorvegliare il monumento. Secondo la tradizione se si cede alle sue lusinghe, si impazzisce ma se la chiami per nome, se le si parla dell'età dell'oro, si può rimanere solo ammagliati da questa donna faraone. Dai  capelli biondi e dalle guance rosee? (Aspettando nuove scoperte lasciamo il punto interrogativo).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-7070900476481393232?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/7070900476481393232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/02/nitocris-tra-leggenda-e-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7070900476481393232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7070900476481393232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/02/nitocris-tra-leggenda-e-storia.html' title='Nitocris: tra leggenda e storia'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-pKCuyAnFHn0/TVqTAvd8ScI/AAAAAAAAA7g/jdSOrcokHjQ/s72-c/egizia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-40094319837321021</id><published>2011-02-10T19:00:00.000+01:00</published><updated>2011-05-04T03:16:59.167+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Istituzioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Papiri'/><title type='text'>Giudici e tribunali</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-FfwwItWYpxQ/Ta3LKD2ihAI/AAAAAAAABNI/nkm2E0_M6eg/s1600/foto%25286%2529.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 146px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-FfwwItWYpxQ/Ta3LKD2ihAI/AAAAAAAABNI/nkm2E0_M6eg/s200/foto%25286%2529.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597353285584585730" /&gt;&lt;/a&gt;In Egitto l'organizzazione giudiziaria era rigida, è stato trovato un solo codice, ma sembra che la legislazione fu molto chiara e decisa e formasse un corpo giuridico. Lo studio delle leggi e della loro applicazione permette di conoscere il grado di sviluppo di una società. In Egitto la legge aveva alla base il concetto di maat. Il faraone dettava le leggi come espressione di giustizia; fissava ed estendeva le regole della organizzazione cosmica, che erano state messe in pratica nella creazione. Senza dubbio, insieme alle norme dettate dagli dei o da antichi re, i decreti, le concessione di privilegi e le sentenze giudiziarie formavano il corpo giuridico. Non si può parlare di legislazione in senso stretto, ma si trattava di un diritto pratico; si decideva su ciascun caso nuovo senza attenersi necessariamente al diritto antico applicato. In tal modo le leggi continuavano a essere applicabili, finché non fossero state modificate da una decisione del re; il faraone poteva apprendere risoluzioni in constrasto con la legislazione ma non con l'idea di maat. Sfortunatamente sono scarsi i documenti sull applicazioni delle leggi. Le sentenze venivano emesse essenzialmente dal faraone, qualsiasi faccenda poteva essere portata a sua conoscenza. Lo seguiva il visir, intermediario tra il faraone e gli organi di governo; insieme al re, egli era il giudice supremo del paese, ma aiutato da tutta un'amministrazione giudiziaria che si sviluppò nel tempo. Durante la V dinastia (2494-2345 a.C). Esistevano sei tribunali, chiamati ''dimore venerabili'', con alti funzionari e personale ausiliario. Nel nuovo regno (1552-1069 a.C) vi erano tribunali locali composti dai notabili, il cui compito consisteva nello svolgimento di indagini nel luogo in cui sorgeva la lite. Possediamo poche informazioni sul procedimento giuridico, ma sappiamo che attori e convenuti si difendevano da soli e le decisioni si basavano su prove documentali, supportate da testimonianze. &lt;br /&gt;Per i crimini, le udienze cominciavano con l'interrogatorio degli imputati; si ricorreva persino alla tortura. Se venivano ritenuti colpevoli, si rimetteva il caso al faraone affinché decidesse la pena. Nel nuovo regno gli attori poterono ricorrere agli oracoli, chiedendo giustizia alla statua di un re o di un dio, durante le festività religiose.&lt;br /&gt;Anche gli dei avevano le loro divergenze per conflitti di interesse, che si accompagnavano a scontri giudiziari. Thot li convocava in assemblea: In caso di conflitto, il demiurgo chiedeva l'opinione di tutti e si svolgeva il processo. Queste riunioni facevano le veci del tribunale, preseduto dal demiurgo in cui il dio Thot fungeva da giudice, arbitro e cancelliere.&lt;br /&gt;Le querele o atti di accusa di comunicavano a Ra che decideva se rimetterle o meno. Nessuna divinità era immune da rimproveri o denuncie. Thot elencava i capi d'accusa davanti alle divinità, che potevano essere allo stesso tempo giudici, giurati, e testimoni.&lt;br /&gt;I documenti giuridici (sopra) risalgono a periodi più recenti, sono papiri scritti principalmente in demotico o direttamente in greco. Da essi si deduce che vi era un concetto chiaro e di proprietà privata, trasmissibile per eredità o tra i vivi, come vendita o donazione. Esisteva uguaglianza giuridica tra marito e moglie, che potevano pattuire contratti matrimoniali e mettere  in atto legati o locazioni. Si procedeva inoltre alla registrazione dei contratti lavorativi e non era sconosciuto il diritto internazionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-40094319837321021?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/40094319837321021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/giudici-e-tribunali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/40094319837321021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/40094319837321021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/04/giudici-e-tribunali.html' title='Giudici e tribunali'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-FfwwItWYpxQ/Ta3LKD2ihAI/AAAAAAAABNI/nkm2E0_M6eg/s72-c/foto%25286%2529.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3028650264710318220</id><published>2011-02-07T18:00:00.000+01:00</published><updated>2011-02-18T16:11:45.576+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Egitto dopo i faraoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Un museo in casa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUMVNUdubaI/AAAAAAAAA4w/rMa_UpiH2XM/s1600/egypt12_20080809103839.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUMVNUdubaI/AAAAAAAAA4w/rMa_UpiH2XM/s200/egypt12_20080809103839.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5567316882935934370" /&gt;&lt;/a&gt;La passione e il richiamo per l'antico Egitto ci ha sempre indotto a circondarci di souvenir su souvenir, illudendoci in qualche modo di riempire quel vuoto che ognuno di noi sente quando si è lontani dall'Egitto, dal suo richiamo e dalla sua magia. Vi piacerebbe avere in casa una riproduzione del busto di Nefertiti? O addirittura una mini mummia di re Tut con sarcofago? Allora anche voi rientrare nella descrizione precedente. Le collezioni egizie sono composte da una notevole varietà di oggetti, tale da stimolare nei visitatori il desiderio di portarsi via il souvenir di qualche esemplare eccezionale o significativo della collezione. Fino a poco tempo fa, tale souvenir non andava più in là delle cartoline, poster o cataloghi della collezione. Tuttavia, col passare del tempo e sottoposti a pressanti richieste, i musei hanno ampliato l'offerta di oggetti da portarsi a casa. Alcuni di essi sono di tipo pratico, mentre altri sono stati studiati per essere una specie di evocazione permanente dell'originale e altri ancora per accontentare i bambini; anche se a volte ci si trova difronte a delle poco curate riproduzioni, che nulla hanno dell'antico spirito con cui gli originali furono creati. Quindi in ogni museo ci ritroviamo spesso davanti a centinaia e centinaia di oggetti, dai sarcofagi gonfiabili che ho trovato al Metropolitan Museum di New York, passando per la scatola dei pastelli con la forma della stele di Rosetta del British Museum a Londra e i palloni con i dipinti delle tombe Tebane del Beijing World Art Museum a Pechino, fino alla classica bigiotteria in stile faraonico presente in tutti i musei. L'antico Egitto sembra essere presente nelle nostre case in ogni momento e così abbiamo l'impressione di possedere anche noi un pò di Egitto, sempre sperando che il souvenir acquistato non sia stato fabbricato in Cina!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3028650264710318220?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3028650264710318220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/un-museo-in-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3028650264710318220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3028650264710318220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/un-museo-in-casa.html' title='Un museo in casa'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUMVNUdubaI/AAAAAAAAA4w/rMa_UpiH2XM/s72-c/egypt12_20080809103839.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5923881940204452212</id><published>2011-02-04T10:30:00.005+01:00</published><updated>2011-02-04T16:13:05.875+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>Gli Egizi e l'amore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUvVOK9b3dI/AAAAAAAAA6U/QTWNQEPxjB8/s1600/Egypt-sex.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 151px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUvVOK9b3dI/AAAAAAAAA6U/QTWNQEPxjB8/s200/Egypt-sex.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569779803610668498" /&gt;&lt;/a&gt;Gli egizi manifestarono grande interesse per l'amore. Durante il Nuovo Regno (1552-1069 a.C.)la lirica amorosa divenne un genere letterario indipendente. I poemi esprimevano i sentimenti d'amore comuni a tutti gli amanti di qualsiasi epoca: la felicità e il piacere, ma anche le sofferenze le difficoltà che generava l'amore e la sua conseguenza più grave, la gelosia. La descrizione della bellezza fisica e spirituale degli amanti mostrava il desiderio che nasceva tra gli innamorati. Come sappiamo dalle ricette presenti sui papiri medico-magici, donne e uomini ricorrevano alla magia per far sì che la persona amata ricambiasse il loro sentimento. In Egitto l'omossessualità era considerata un peccato. In un passaggio del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libro dei Morti&lt;/span&gt;, il defunto spera che venga tenuto in conto il fatto che in tutta la sua vita egli si sia astenuto dal commettere atti omosessuali. La relazione omosessuale più eclatante fu quella del faraone Neferkare che amava il generale Sisene. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delle liriche amorose più conosciute recita così:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Così è venuto il tempo di preparare il letto.&lt;br /&gt;Servitore, ti dico:&lt;br /&gt;''Metti del bisso per il suo corpo, un letto per lei di lino regale.&lt;br /&gt;Sta attento ad usare della biancheria ricamata, cosparsa di essenza profumata''&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'arte egizia rappresentava con grande naturalezza la sessualità femminile; non si può dire lo stesso di quella maschile. Tuttavia, va precisato che nei tempi e nelle tombe, l'atto sessuale non veniva raffigurato. Solo partendo dallo studio di diversi elementi simbolici presenti in alcune scene di caccia e pesca (i fiori o i pesci dove questi ultimi rappresentano chiari riferimenti fallici), appare possibile intravedere alcune allusione alla sfera sessuale. La pratica amorosa raffigurata nella forma più realistica ricorreva invece di frequente nei graffiti e negli ostraka realizzati dagli operai dei villaggi degli artigiani, come Deir el-Medina , oppure anche sugli amuleti propiziatori, di cui disponevano sia gli uomini sia le donne allo scopo di potenziare la sessualità e la fecondità. Gli amuleti femminili si moltiplicarono nella Bassa Epoca e durante l'epoca greco-romana, anche se non sempre con fini riproduttivi; a volte, infatti , l'unico scopo era quello di soddisfare il desiderio sessuale. Era il caso di due ''deviazioni'': la necrofilia e la zoofilia. E' noto, attraverso le testimonianze di Erodoto, che gli addetti all' imbalsamazione davano sfogo alle loro necessità approfittando di corpi di defunte giovani e belle; e al fine di evitare questo contatto carnale con i cadaveri, i familiari lasciavano trascorrere alcuni giorni prima di portare la defunta all imbalsamazione. Diversi racconti narrano le relazioni di uomini e donne con animali; un'invettiva recitava: ''Che un asino abbia rapporti sessuali con tua moglie!''.&lt;br /&gt;La verginità non era una virtù richiesta al matrimonio, ma nel caso poteva essere un dono fatto al futuro marito; alcuni papiri incitavano i giovani e le giovani a fare più esperienze possibili prima del matrimonio, poichè l'adulterio era un peccato molto grave. Le relazioni amorose in ambito divino venivano rappresentate in modo simbolico. La nascita di un erede, seguita alla relazione tra la divinità e la regina, veniva illustrata con l'immagine della coppia seduta sul letto e il dio che toccava il simbolo della vita o mentre le sue gambe si incrociavano tra quelle della regina. Un'eccezione è rappresentata dalla scena del coito, in cui i protagonisti sono la dea del cielo Mut e il dio della terra Geb, che appaiono raffigurati nel momento in cui stanno per concepire le due grandi coppie divine: Iside-Osiride e Seth-Nefti. Anche la coppia Iside-Osiride è un caso particolare che potrebbe essere considerato da un punto di vista moderno, un esempio di necrofilia, in quanto Iside aveva relazioni sessuali con il corpo inerte di Osiride. Il frutto di questa relazione ''innaturale'' e incestosa fu Horus. Gli dei non venivano rappresentati nudi se non in casi particolari come quello di Min e Amon-Min, connessi con la fecondità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5923881940204452212?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5923881940204452212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/02/gli-egizi-e-lamore.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5923881940204452212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5923881940204452212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/02/gli-egizi-e-lamore.html' title='Gli Egizi e l&apos;amore'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUvVOK9b3dI/AAAAAAAAA6U/QTWNQEPxjB8/s72-c/Egypt-sex.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-7621194940367086219</id><published>2011-02-01T11:30:00.000+01:00</published><updated>2011-02-04T11:56:00.171+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Periodo greco-romano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Le regine tolemaiche</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUvbB-glvOI/AAAAAAAAA6c/aLx9At8y9e8/s1600/berenice.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 142px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUvbB-glvOI/AAAAAAAAA6c/aLx9At8y9e8/s200/berenice.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569786191179791586" /&gt;&lt;/a&gt;Alla morte di Alessandro Magno (323 a.C), i Lagidi governarono l'Egitto. Accanto ai faraoni le regine tolemaiche svolsero un ruolo decisivo e la loro impronta è ancora presente nelle città che portano i loro nomi. Il periodo Ellenistico Tolemaico (332-30 a.C) costituì l'ultima fase del regno egizio. Durante quest' epoca furono le regine a godere di notevole prestigio. Alcune governarono come reggenti, altre a pieno titolo.&lt;br /&gt;Tutte ebbero come nome Berenice, Arsinoe o Cleopatra. Furono donne ambiziose, intelligenti e abili che non esitarono a prendere parte attiva nella politica.&lt;br /&gt;Di queste energiche donne sono giunte fino a noi molti ritratti e questo costituisce una prova della loro importanza. Inutile dire che la più celebre regina d'Egitto fu senz'altro, Cleopatra VII, anche se le regine che la precedettero non furono da meno nel contribuire a scrivere la storia del paese.&lt;br /&gt;La prima delle regine tolemaiche fu Berenice I, moglie del faraone Tolomeo I, generale di Alessandro Magno e suo fido compagno. Ebbe per figlio Tolomeo II che dedicò alla madre diverse città chiamate con il nome della regina. Arsinoe II, moglie e sorella di Tolomeo II, ottenne le lodi dei poeti del suo tempo per aver contribuito allo sviluppo colturale di Alessandria. Non tutte le regine tolemaiche erano di origine egizia. Ad esempio, Berenice II(in alto a destra), moglie di Tolomeo III, era figlia di Megas, re di Cirene, un territorio che fu annesso all'Egitto. Tre di queste regine, Arsinoe II, Berenice II e Arsinoe III (moglie di Tolomeo IV), vennero anche divinizzate.&lt;br /&gt;Le loro immagini compaiono su alcuni recipienti destinati alle libagioni. Si ebbe, poi, anche il caso di due regine, Cleopatra II e sua figlia Cleopatra III, che regnarono contemporaneamente. Alcune esercitarono la reggenza fino al compimento della maggior età delle proprie figlie, altre, come Berenice IV, regnarono per un breve periodo. L'ultima rappresentante della monarchia faraonica fu Cleopatra VII.&lt;br /&gt;La maggior parte delle regine tolemaiche venne usata come mezzo per accedere al trono d'Egitto. In alcuni casi le figlie dei faraoni furono date in moglie ai governatori della Siria, come accadde a una Berenice, sorella del faraone Tolomeo III e moglie del re Antioco II.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-7621194940367086219?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/7621194940367086219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/02/le-regine-tolemaiche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7621194940367086219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7621194940367086219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/02/le-regine-tolemaiche.html' title='Le regine tolemaiche'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUvbB-glvOI/AAAAAAAAA6c/aLx9At8y9e8/s72-c/berenice.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6102464544876229146</id><published>2011-01-30T16:30:00.003+01:00</published><updated>2011-01-30T16:48:35.464+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Il patrimonio storico dell'Egitto in pericolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUWISHbTryI/AAAAAAAAA5U/Kvc5k_85wU0/s1600/orig_C_0_fotogallery_9657_listaorizzontale_foto_6_fotoorizzontale.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 118px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUWISHbTryI/AAAAAAAAA5U/Kvc5k_85wU0/s200/orig_C_0_fotogallery_9657_listaorizzontale_foto_6_fotoorizzontale.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568006359126093602" /&gt;&lt;/a&gt;In questi giorni, telegiornali, quotidiani e internet ci danno notizie sempre più scoraggianti sulla situazione politica dell'Egitto. Ieri dei poliziotti hanno saccheggiato il Museo Egizio del Cairo, fatto confermato dalla giornalista Mona Eltahawy, hanno distrutto e danneggiato diversi reperti, che secondo il direttore del SCA Zahi Hawass, possono essere restaurati. Oggi giungono altre notizie di danni e saccheggi a discapito di altri musei, come quelli di el-Qantara nel Sinai. Tutto questo a noi egittologi o egittofili, sembra una situazione quasi inverosimile, un incubo da cui voremmo svegliarci. Per fortuna la situazione sembra ora sotto controllo, visto lo schieramento dell'esercito e il comportamento della gente che ha protetto il museo, permettendo l'arresto dei saccheggiatori.&lt;br /&gt;Vi segnalo articoli, video e foto per visionare la situazione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://edition.cnn.com/2011/WORLD/africa/01/30/egypt.unrest.museum/index.html?hpt=T2"&gt;Telefonata di Hawass che spiega la situazione&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/30/news/vandali_nel_museo_egizio_distrutte_due_mummie-11830808/"&gt;Articolo della Repubblica che spiega cosa è accaduto al Museo Egizio del Cairo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-baf2e21b-28bd-4f7a-bae8-024c69ea4292.html#p=0"&gt;Il video dei soldati che pattugliano le sale del Museo Egizio del Cairo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tgcom.mediaset.it/fotogallery/fotogallery9657.shtml"&gt;Una gallery di foto del Museo Egizio del Cairo dopo il saccheggio&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://tg.la7.it/Esteri/video-i378853"&gt;Il video di La7 su la situazione del Museo di el-Qantara&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6102464544876229146?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6102464544876229146/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/il-patrimonio-storico-dellegitto-in.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6102464544876229146'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6102464544876229146'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/il-patrimonio-storico-dellegitto-in.html' title='Il patrimonio storico dell&apos;Egitto in pericolo'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TUWISHbTryI/AAAAAAAAA5U/Kvc5k_85wU0/s72-c/orig_C_0_fotogallery_9657_listaorizzontale_foto_6_fotoorizzontale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3133467414963098435</id><published>2011-01-26T23:49:00.002+01:00</published><updated>2011-04-24T06:44:16.658+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costruzioni faraoniche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Valle dei Nobili'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tombe'/><title type='text'>La tomba di Ramose</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-tGTKl4RT2YQ/TVlaCp7M02I/AAAAAAAAA7Y/JtxjiR6i0kA/s1600/55_3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 196px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-tGTKl4RT2YQ/TVlaCp7M02I/AAAAAAAAA7Y/JtxjiR6i0kA/s200/55_3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5573585015508095842" /&gt;&lt;/a&gt;La tomba tebana n°55 di Qurna apparteneva a un nobile di nome Ramose, vissuto verso la fine della XVIII dinastia (1552-1305 a.C.). Le scene rappresentate nel suo ipogeo costituiscono una delle più belle espressioni nella storia dell'arte antica. Ramose fu visir e governatore della città di Tebe alla fine del regno di Akhenaton. La sua tomba non terminata si trova ai piedi della collina di Qurna. Ramose, fedele al suo padrone e signore, lo seguì fino a Tell el-Amarna, dove fu fondata la nuova capitale dell'Egitto. Probabilmente Ramose fece scavare qui una tomba, che però non è stata ancora individuata. L'ipogeo tebano del visir è un capolavoro della XVIII dinastia, la pianta ha la classica forma a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;T &lt;/span&gt; rovesciata delle tombe tebane. La sala ipostila, l'unica parte decorata, e la cappella sono più grandi del normale. Il soffitto della sala era sostenuto da 32 colonne papiriformi a capitello chiuso, che non di dono conservate; qualcuna è stata ricostruita. La cappella, oggi inaccessibile, terminava in una nicchia. Tuttavia, l'interesse artistico della tomba sta negli stili decorativi. Come nei vicini sepolcri di Kheruef e Parennefer, in quello di Ramose compaiono le prime testimonianze dell'arte amarniana. L'ipogeo fu scavato dall'inglese H.W.Villiers Stuart nel 1879. Come altre tombe di Qurna, anche quella di Ramose si è deteriorata. La crescita urbanistica della zona ha provocato un aumento dell'umidità, causando difetti nei rilievi e nelle pitture murali.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-csc42a_enRc/TbOmbjr3qTI/AAAAAAAABN8/wPw7YsF8eMs/s1600/ramose%2Btomb.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 166px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-csc42a_enRc/TbOmbjr3qTI/AAAAAAAABN8/wPw7YsF8eMs/s320/ramose%2Btomb.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599001754117581106" /&gt;&lt;/a&gt;La tomba di Ramose è uno dei pochi ipogei decorati sia con dipinti sia con rilievi. Nella sala ipostila, si notano due stili completamente contrapposti: Da una parte, i dipinti della parete sud e i rilievi di Amenhotep III, di stile classico; dall'altra, lo stile dell'arte amarniana nella parete ovest. La decorazione delle due pareti dell'entrata della sala ipostila è costituita da rilievi incisi su pietra calcarea. Le rappresentazioni sono molto raffinate e i particolari molto lavorati. I rilievi della parete est sono di una perfezione irreale, caratteristica dell'arte funeraria della fine del regno di Amenhotep III. Qui sono le scene del banchetto, che facevano riferimento alla vita quotidiana; servivano per esprimere un'idea chiara della rinascita. Lo stile è rigido, tradizionale, ma di una eleganza e di una purezza straordinarie. Ramose viene spesso raffigurato insieme a sua moglie Maya. Nella parete ovest, si trova un rilievo che raffigura Akhenaton nell'atto di adorare il dio Aton. Altre due scene rappresentano Ramose in compagnia di Akhenaton, una di stile classico, in cui Ramose offre fiori al monarca e alla dea Maat, e l'altra di stile amarniano, in cui il sovrano e la sua sposa assistono alle cerimonie in onore del defunto. La parete sud della sala è decorata con una serie di pitture che illustrano la celebre processione funeraria di Ramose. In esse sono raffigurate le famose prefiche dell'inumazione, così come il corteo funebre e i portatori del corredo funerario destinato alla tomba di questo nobile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3133467414963098435?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3133467414963098435/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/la-tomba-di-ramose.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3133467414963098435'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3133467414963098435'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/la-tomba-di-ramose.html' title='La tomba di Ramose'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-tGTKl4RT2YQ/TVlaCp7M02I/AAAAAAAAA7Y/JtxjiR6i0kA/s72-c/55_3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-8200935676749283655</id><published>2011-01-25T17:00:00.001+01:00</published><updated>2011-01-27T14:22:37.419+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geroglifico'/><title type='text'>I sigilli di identificazione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.britishmuseum.org/images/ps343839_m.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 225px; height: 225px;" src="http://www.britishmuseum.org/images/ps343839_m.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Le impronte lasciate sull'argilla dai sigilli cilindrici sono tra i documenti scritti più antichi. Le informazioni che offrono ci permettono di conoscere il nome e i titoli di alcuni importanti personaggi. I sigilli venivano usati dagli scribi già nel corso del Periodo Predinastico (Fine V millennio-3200 a.C.). La loro origine è mesopotamica e, pertanto, il sigillo egizio è un debito culturale nei confronti di questa zona dell'Asia. Alla fine del Periodo Predinastico, il suo uso conosce un forte sviluppo, come testimonia il ritrovamento di numerosi &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sigilli cilindrici&lt;/span&gt; e di impronte sulle caraffe danno informazioni importanti come l'anno di regno del faraone, il tipo di vino, il vigneto d'origine, il nome del propetario. Durante le prime dinastie, il sigillo cilindrico iniziò a essere meno usato  perchè sostituito dal &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sigillo a pressione&lt;/span&gt;. Gli scribi s ene servivano per autenticare gli atti, apponendo il nome e i titoli del faraone e quelli dei funzionari. A essere sigillati non erano solo documenti, ma anche tombe e oggetti del corredo funerario. Gli alti funzionari lo portavano appeso al collo e se ne servivano anche come amuleto. A partire dal Medio Regno (2040-1786 a.C.), la simbologia dei sigilli mutò. Dalla XII dinastia (1991-1786 a.C.), fa la sua comparsa lo &lt;a href="http://www.archaeogate.org/egittologia/event/1029/gli-scarabei-sigillo-egizi-della-collezione-magnarini-a.html"&gt;scarabeo&lt;/a&gt;, un sigillo che riproduce la forma di questo animale. Sotto si scrivevano nome e titoli del faraone o del funzionario. Il sigillo garantiva l'autenticità del documento. Benché il suo uso iniziasse a diminuire nel Nuovo Regno (1552-1069 a.C.), esso tornò in voga durante la XXV e XXV dinastia. Nel Nuovo Regno si diffusero gli &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;scarabei commemorativi&lt;/span&gt; di alcuni faraoni. Pur non avendo nulla a che vedere con i sigilli di tipo amministrativo, hanno valore come documenti letterari e storici, in quanto danno conto di eventi accaduti. Poi gli scarabei persero valore come sigilli e cominciarono a essere acquistati dai Fenici, i quali se ne servivano per commerciare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;''I sigilli sono un attestato, in vita, della devota venerazione del sovrano nei confronti delle divinità. Essi hanno l'identica funzione del &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Papiro Harris&lt;/span&gt;. La loro motivazione più importante sta nell'impetrare la protezione degli dei per la tomba del faraone, la stessa che muove i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Testi delle Piramidi&lt;/span&gt;''.&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con queste parole, l'egittologo &lt;a href="http://www.wikideep.it/cat/archeologi-statunitensi/james-henry-breasted/"&gt;James Henry Breasted&lt;/a&gt; analizza l'importanza dei sigilli trovati nelle necropoli e nelle tombe della Valle dei Re. I &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sigilli della necropoli&lt;/span&gt; hanno l'immagine di uno sciacallo (che raffigura il dio Anubi, protettore dei siti funebri) e nove prigionieri legati, simbolo del controllo sul caos. C'è poi anche quella di un funzionario chiamato ''Portatore del sigillo reale''. Nell'ambito della mummificazione, invece, esisteva un aiutante del sacerdote che realizzava l'imbalsamazione. Questi era denominato ''Portatore del sigillo degli dei'', tale incarico, fortemente legato al rituale della mummificazione, veniva svolto da un sacerdote di Osiride. Nel momento in cui si portava il defunto alla tomba, alla porta venivano apposti due sigilli; uno della necropoli e uno del faraone. Secondo Howard Carter, la presenza di un sigillo intatto nella tomba del faraone Tutankhamon lasciava intendere che essa non era stata violata, come successivamente il mondo ebbe modo di verificare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-8200935676749283655?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/8200935676749283655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/i-sigilli-di-identificazione.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8200935676749283655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8200935676749283655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/i-sigilli-di-identificazione.html' title='I sigilli di identificazione'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4445585535879522229</id><published>2011-01-21T11:30:00.002+01:00</published><updated>2011-05-01T21:16:58.114+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medio Regno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Antico Regno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Papiri'/><title type='text'>Cheope e i maghi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTlkWNRQ6GI/AAAAAAAAAzc/ODSgeIoSzJQ/s1600/20100313154128-papyruswestcar-photomerge-altesmuseum-berlin-3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 158px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTlkWNRQ6GI/AAAAAAAAAzc/ODSgeIoSzJQ/s200/20100313154128-papyruswestcar-photomerge-altesmuseum-berlin-3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564589147274930274" /&gt;&lt;/a&gt;La serie di racconti &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Cheope e i maghi&lt;/span&gt; è generalmente nota con il nome di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storie del Papiro Westcar&lt;/span&gt;, in onore del proprietari, che portò il papiro dell'Egitto in Europa nella prima metà del XIX secolo. Questo manoscritto sembra risalire all'epoca degli Hyksos (1730-1537 a.C.), benché sia forse una copia di un altro testo più antico, forse della XII dinastia. Attualmente è conservato nel Museo di Berlino. I racconti sono indipendenti ma organizzati in una sequenza come ''narrazioni concatenate''. Il loro esemplare successivo, e molto più noto, è costituito da &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Le Mille e una Notte&lt;/span&gt; e il ruolo riservato al crudele re Shahriyar è svolto qui da un sovrano buono, il faraone Cheope della IV dinastia. Sembra che egli si stesse annoiando, per cui convocò i propri figli affinché gli raccontassero delle storie. E poiché erano nove, si suppone che il manoscritto comprendesse altrettanti racconti. Ma il papiro che si è conservato è incompleto; vi sono solo quattro racconti, in diverso stato. Del primo rimane soltanto la formula finale; si ignora il contenuto. Il secondo, malgrado le lacune, racconta di un marito ingannato e della sua successiva vendetta compiuta grazie alla magia. Il terzo narra di un mago che, in virtù dei suoi straordinari poteri, recupera un gioiello dal fondo del lago. Il quarto descrive le capacità magiche di un personaggio di nome Dyedi. &lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;''Gli portano un'oca alla quale tagliarono la testa..allora Dyedi pronunciò le sue parole magiche e il corpo dell'animale rinvenne, così come la sua testa, e le sue parti si unirono e l'oca cominciò a starnazzare..Allora sua maestà ordinò di portare un bue, cui fu tagliata la testa: Dyedi ripetè le parole magiche e il bue tornò in piedi..''&lt;/blockquote&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4445585535879522229?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4445585535879522229/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/cheope-e-i-maghi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4445585535879522229'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4445585535879522229'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/cheope-e-i-maghi.html' title='Cheope e i maghi'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTlkWNRQ6GI/AAAAAAAAAzc/ODSgeIoSzJQ/s72-c/20100313154128-papyruswestcar-photomerge-altesmuseum-berlin-3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5668367658987864180</id><published>2011-01-12T12:00:00.000+01:00</published><updated>2011-01-18T13:53:18.166+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reperti del Museo Egizio del Cairo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><title type='text'>Statua di Akhenaton offerente</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTLYiMd-13I/AAAAAAAAAw0/BJeTAmi_qgg/s1600/s.jpeg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 145px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTLYiMd-13I/AAAAAAAAAw0/BJeTAmi_qgg/s200/s.jpeg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562746571730114418" /&gt;&lt;/a&gt;La piccola scultura, che ritrae il re Akhenaton in veste di offerente, può essere definita un vero e proprio oggetto di culto, trovandosi all'interno di una casa nel quartiere residenziale di Akhenaton (''Orizzonte di Aton''), l'odierna Tell el-Amarna. La funzione cultuale di statuette come questa è ormai accertata: esse erano il sostituto magico dello stesso sovrano, indispensabile per la celebrazione dei riti connessi all'Aton. La posizione assunta dal sovrano in questa riproduzione, piuttosto rigida e a gambe unite, appare inconsueta e può spiegarsi solo con la solennità del gesto, un'offerta diretta al dio Aton. Il corpo del re è realizzato secondo modelli realistici, con il ventre sporgente, mentre l'espressione del viso è seria, comprensiva del gesto altamente sacrale che si sta compiendo. Sul capo il re indossa la &lt;a href="http://anticatebe.blogspot.com/2010/12/i-simboli-della-regalita.html"&gt;corona&lt;/a&gt; &lt;span style="font-style:italic;"&gt;khepresh&lt;/span&gt;, la cui funzione è anche connessa alla cerimonia dell'incoronazione reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Materiali:&lt;/span&gt; Calcare dipinto&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Altezza:&lt;/span&gt; 35 cm&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Luogo del ritrovamento:&lt;/span&gt; Tell el-Amarna&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Epoca:&lt;/span&gt; XVIII dinastia, regno di Akhenaton (1350 a.C-1333 a.C)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Scavi: &lt;/span&gt;L.Borchardt (1911)&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sala:&lt;/span&gt; n°3&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5668367658987864180?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5668367658987864180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/statua-di-akhenaton-offerente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5668367658987864180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5668367658987864180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/statua-di-akhenaton-offerente.html' title='Statua di Akhenaton offerente'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTLYiMd-13I/AAAAAAAAAw0/BJeTAmi_qgg/s72-c/s.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3805876492006808293</id><published>2011-01-06T13:00:00.000+01:00</published><updated>2011-01-18T13:52:42.222+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costruzioni faraoniche'/><title type='text'>L'Ambiguità della Sfinge</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRIROYGCPI/AAAAAAAAAxc/9Mn1tIG6VWM/s1600/154827940KevITk_fs.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRIROYGCPI/AAAAAAAAAxc/9Mn1tIG6VWM/s200/154827940KevITk_fs.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563150900463536370" /&gt;&lt;/a&gt;''Proteggo la cappella della tua tomba, sorveglio la tua porta. Scaccio gli estranei..Getto a terra i nemici e le loro armi. Distruggo i tuoi avversari nei loro covi e faccio in modo che non tornino mai più''. Questa iscrizione su una sfinge della XXVI dinastia ne rivela la funzione protettrice. &lt;br /&gt;La Sfinge sorvegliava l'ingresso all'aldilà e ai santuari. Il nome egizio &lt;span style="font-style:italic;"&gt;shesep ankh&lt;/span&gt;, significa ''immagine vivente'', uno dei titoli con cui era conosciuto Atum. Nella forma tipica presentava corpo di leone e testa di uomo (Androsfinge), montone (Criosfinge) o falco (Ieracosfinge). Benché ne esista una a figura femminile, quella di Hatshepsut, il suo aspetto è generalemente maschile. La raffigurazione del sovrano come sfinge comparve nel'Antico Regno, associata al dio sole Ra, e perdurò fino alla fine dell'epoca dei faraoni. Nonostante la sua funzione protettrice, vi sono gioielli in cui il faraone, rappresentato come sfinge, schiaccia i suoi nemici. Al tempo del Medio Regno, intorno al volto del re fu scolpita una criniera felina (a sinistra Amenhemet III), che gli conferiva un aspetto più feroce. In tal modo l'artista sommava all'intelligenza del faraone la forza del leone. La testa della sfinge, come si è detto, poteva subire delle variazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRHh41zf5I/AAAAAAAAAxE/n-k2X0O1T4c/s1600/sfinge_1.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 145px; height: 119px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRHh41zf5I/AAAAAAAAAxE/n-k2X0O1T4c/s200/sfinge_1.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563150087228718994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Androcefala&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;Questo tipo di sfinge è una figura con corpo di leone e testa umana, che di solito rappresentava un faraone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRHxB-r8CI/AAAAAAAAAxM/FAcrJkCzezY/s1600/348631547_141b638999.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 152px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRHxB-r8CI/AAAAAAAAAxM/FAcrJkCzezY/s200/348631547_141b638999.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563150347379929122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Cricefala&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;La sfinge con testa di montone era legata ad Amon e veniva posta vicino ad un tempio a lui dedicato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRKfPhwbNI/AAAAAAAAAxk/9IrRBJXBSa0/s1600/pettoralemereret1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 147px; height: 153px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRKfPhwbNI/AAAAAAAAAxk/9IrRBJXBSa0/s200/pettoralemereret1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563153340313922770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ieracocefala&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;La sfinge con testa di falco è associata alle divinità come Ra e Horus o con sembianze di falco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRHTNQoI8I/AAAAAAAAAw8/_i0VKJmFXgs/s1600/sfinge_assiro_babilonese.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 154px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRHTNQoI8I/AAAAAAAAAw8/_i0VKJmFXgs/s200/sfinge_assiro_babilonese.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563149835011892162" /&gt;&lt;/a&gt;Anche se nella Creta minoica e nel Vicino Oriente già si conoscevano rappresentazioni di esseri ibridi, con l'espansione del regno faraonico, il tema della sfinge si diffuse ulteriormente. Per i Greci, le sfingi erano figure femminili con corpo di leone e ali, che portavano nell'aldilà i soldati morti in battaglia. La più famosa fu quella inviata a Tebe da Era, che solo Edipo riuscì a risolverne l'enigma. Invece, nel Vicino Oriente, la sfinge custodiva il re divinizzato. Come in Egitto, sorvegliava anche i santuari, specialmente quelli legati ad Apollo, ad esempio a Delo, e compariva sulle porte della città, come nella capitale ittita Hattusa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;(sopra a sinistra sfinge di avorio proveniente dalla città Assira Nimrud)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3805876492006808293?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3805876492006808293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/lambiguita-della-sfinge.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3805876492006808293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3805876492006808293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/lambiguita-della-sfinge.html' title='L&apos;Ambiguità della Sfinge'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTRIROYGCPI/AAAAAAAAAxc/9Mn1tIG6VWM/s72-c/154827940KevITk_fs.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-248078415950996447</id><published>2011-01-04T14:00:00.003+01:00</published><updated>2011-01-22T20:02:35.315+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Tausert, la regina faraone.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTsmf3W5SNI/AAAAAAAAAzs/ESV1LgtO6RM/s1600/tausert1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 209px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTsmf3W5SNI/AAAAAAAAAzs/ESV1LgtO6RM/s320/tausert1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5565084093424158930" /&gt;&lt;/a&gt;La XIX dinastia del Nuovo Regno si chiuse con un'epoca incerta, nel corso della quale si deve collocare il governo di una delle regine che ressero l'Egitto: Tausert. Secondo Diodoro Siculo, Tausert (1194 - 1186 a.C.)fu la quinta donna a governare l'Egitto come faraone. Era la seconda sposa di Sethi II, dal quale ebbe un figlio, Sethi-Merenptah, che morì ancora bambino. A Sethi II succedette il figlio Siptah (1194-1188 a.C.), che era ancora bambino quando salì al trono. Per tale motivo svolsero la funzione di reggenti la matrigna, Tausert, e un cancelliere di origine siriana di nome Bay, di cui non si conserva un buon ricordo. Di quest'epoca parla il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Papiro Harris I&lt;/span&gt;, in cui è nominato un certo Yarsu, identificato con il siriano Bay: ''La terra d'Egitto era nelle mani di caporioni e governatori di città; si uccideva il vicino, grande e piccolo. Poi vennero altri tempi, con anni vuoti, e Yarsu, un siriano, stava tra loro come capo. Fece in modo che tutta la terra gli presentasse tributi; unì i propri compagni e saccheggiò le loro proprietà (degli egizi)''. Anche se Bay incoronò Siptah, Tausert conservò sufficiente influenza e potere per farsi costruire una tomba nella Valle dei Re. Dopo sei anni di regno, Siptah morì. Tausert divenne allora faraone; adottò tutti i titoli reali e il nome di Sitra-Meriamon Tausert, che significa ''Figlia di Ra, amata da Amon, Tausert''. Manetone, nella sua opera &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Storia d'Egitto&lt;/span&gt;, parla di un ''re Tuoris, che Omero chiama Polibus, marito di Alcandria, e nella cui epoca fu presa Troia''. Questo sovrano Tuoris, che secondo Manetone governò per sette anni alla fine della XIX dinastia, è stato poi spesso identificato con la regina-faraone Tausert. Infatti, il regno della regina sembra coincidere nel tempo con la caduta della città di Troia, come indica lo storico Manetone quando si riferisce a questa dinastia egizia. Tausert regnò sola, ma solo per due anni secondo l'egittologia moderna, durante i quali riallacciò i contatti con altri paesi e realizzò una politica di costruzione in Egitto. Non si ha notizia di campagne all'estero, né in Siria né in Nubia. Sono state trovate placche col suo nome del Delta e il suo cartiglio compare in gioielli dell'epoca di Sethi II. Nella zona di Bubasti fu trovato un tesoro con vasi d'oro e d'argento che recano il suo nome. La fine della XIX dinastia appare abbastanza confusa. Nel Papiro Harris, il faraone Sethnakht è presentato come salvatore. Come avvenne nel caso di Hatshepsut, Sethnakht ordinò la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;damnatio memorie&lt;/span&gt; del nome di Tausert: usurpò la sua tomba della Valle dei Re e distrusse i cartigli. Si arrivò addirittura a pensare che avesse distrutto la sua mummia, ma quella che è stata scoperta nel nascondiglio della tomba di Amenhotep II, accanto a quella di Siptah, sembra essere della regina. La mummia, come era accaduto nel caso di altri faraoni, era stata in parte distrutta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-248078415950996447?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/248078415950996447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/tausert-la-regina-faraone.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/248078415950996447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/248078415950996447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/tausert-la-regina-faraone.html' title='Tausert, la regina faraone.'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTsmf3W5SNI/AAAAAAAAAzs/ESV1LgtO6RM/s72-c/tausert1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6005560993076294264</id><published>2011-01-01T00:00:00.003+01:00</published><updated>2011-05-01T17:09:22.521+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>L'educazione dei bambini nell'Antico Egitto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-5MDKXjV63LM/Tb13muHpCrI/AAAAAAAABOo/chWc8aZZPhU/s1600/mki.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 263px; height: 277px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-5MDKXjV63LM/Tb13muHpCrI/AAAAAAAABOo/chWc8aZZPhU/s320/mki.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5601765018617580210" /&gt;&lt;/a&gt;L'educazione dei bambini fu una preoccupazione costante degli egizi. La scuola fu istituita solo al tempo del Medio Regno, quando fu necessario riorganizzare tutta l'amministrazione. I bambini vi andavano dalle prime ore del mattino a mezzogiorno e disponevano di un periodo di tempo per giocare. Il metodo utilizzato si basava sulla memorizzazione e la copiatura. Vi era un insegnamento elementare, con nozioni fondamentali di calcolo e di calligrafia. Questo era l'apprendistato della maggior parte dei funzionari e degli scribi, poichè dovevano essere in grado di redigere i testi in geroglifico e quelli amministrativi in ieratico. Nel tempio, gli scribi copiavano i papiri funerari per i privati o i testi da conservare nella biblioteca della casa della divinità. In questo caso l'insegnamento era di livello superiore, vi era una specializzazione nelle occupazioni e una grande verietà di testi. La formazione era molto complessa, con libri di matematica, geometria, medicina, geografia e fisica, oltre ce di storia e di religione. &lt;br /&gt;Il maestro, uno scriba ormai a riposo, inculcava agli alunni i rudimenti del calcolo e della scrittura. I bambini andavano nelle scuole che si trovavano accanto ai templi, come quella vicina al Ramesseo o quella accanto al tempio di Mut, a Karnak. La scuola del tempio, o ''casa della vita'', era riservata agli scribi. Il bambino entrava in questa scuola a cinque anni. Gli esercizi venivano fatti su ostraka e tavole di legno imbiancate, che potevano essere riutilizzate lavandole. Il papiro veniva usato ai livelli di istruzione superiori. Inoltre avevano un apprendistato pratico presso i genitori, che oltre alla morale gli insegnevano il casalingo e dei campi. &lt;br /&gt;Il libro di base degli studenti era la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Kemit&lt;/span&gt;, una specie di manuale con un compendio di tutte le materie. Composto durante il Medio Regno, esso trattava della formazione pratica e delle regole della sapienza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6005560993076294264?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6005560993076294264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/leducazione-dei-bambini-nellantico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6005560993076294264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6005560993076294264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/leducazione-dei-bambini-nellantico.html' title='L&apos;educazione dei bambini nell&apos;Antico Egitto'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-5MDKXjV63LM/Tb13muHpCrI/AAAAAAAABOo/chWc8aZZPhU/s72-c/mki.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3817438992255173743</id><published>2010-12-31T10:00:00.000+01:00</published><updated>2010-12-31T10:57:06.967+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Pettinature e Parrucche</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TR2oxcA-KEI/AAAAAAAAAwc/hvhRRp6ptPI/s1600/wig.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 169px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TR2oxcA-KEI/AAAAAAAAAwc/hvhRRp6ptPI/s200/wig.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5556783082532382786" /&gt;&lt;/a&gt;Gli egizi, sia uomini che donne, curavano molto il loro aspetto fisico. Questo faceva si che si preoccupassero anche dei capelli. Le pettinature e le parrucche aiutavano a mettere in risalto i gioielli e i vestiti, completando l'abbellimento del corpo.&lt;br /&gt;Come regola generale, gli uomini di tutte le classi sociali preferivano portare i capelli corti, anche se esistevano diversi stili a seconda della posizione sociale. Una caratteristica comune degli alti dignitari era la pettinatura con piccoli ricci che coprivano le orecchie formando una curva dalle tempie alla nuca. Le donne seguivano la moda e, sebbene nell'Antico Regno si osservi una predilizione per i capelli corti o di media lunghezza, col passare del tempo aumentarono le chiome lunghe raccolte in treccine sottili. I testi parlano del lavaggio dei capelli come di una pratica essenziale. Sappiamo che gli egizi usavano oli e profumi per la cura dei capelli e tinture per nascondere i capelli bianchi. I capelli dei bambini erano raccolti in un ciuffo che ricadeva sulla spalla destra coprendo l'orecchio. Il ciuffo poteva essere intrecciato, tutto o solo in parte, oppure poteva consistere in una semplice coda di cavallo. Il resto dei capelli era tagliato molto corto o completamente rasato. All'età di dieci anni, con la circoncisione, il ciuffo veniva tagliato, segnando in questo modo il passaggio all'età adulta. Le bambine portavano di solito capelli molto corti, sebbene nel Nuovo Regno appaiano usanze differenti. Nell'Antico Egitto, non solo i sacerdoti si radevano completamente la testa, ma a volte, era una precauzione per i pidocchi. Durante le prime quattro dinastie, l'uso della parrucca era abbastanza raro, l'iconografia ci mostra che con il tempo divenne invece molto comune. Le poche parrucche che sono giunte fino a noi risalgono al Nuovo Regno e ci offrono una valida testimonianza, come quella in alto a sinistra, che apparteneva alla sposa di Thutmosi III.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3817438992255173743?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3817438992255173743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/12/pettinature-e-parrucche.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3817438992255173743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3817438992255173743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/12/pettinature-e-parrucche.html' title='Pettinature e Parrucche'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TR2oxcA-KEI/AAAAAAAAAwc/hvhRRp6ptPI/s72-c/wig.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5097784643444143288</id><published>2010-12-23T06:30:00.000+01:00</published><updated>2010-12-29T20:08:52.329+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavori dell&apos;Antico Egitto'/><title type='text'>La figura dello Scriba</title><content type='html'>In Egitto il buon funzionamento dello stato dipendeva essenzialmente dall'attività degli scribi. Amministratori, contabili, letterati o scrivani pubblici, questi maestri di scrittura erano onnipresenti. Esperto della sua arte e della società, lo scriba degli Archivi Reali dirigeva l'amministrazione culturale.&lt;br /&gt;Lo scriba Khuuiu, vissuto sotto la V dinastia, era ''l'incaricato degli affari del re'', ''scriba dei documenti reali'' e ''direttore degli scribi'' allo stesso tempo.&lt;br /&gt;Sotto la VI dinastia, Djau, la cui tomba è situata as Abido, era ''scriba dei ruoli divini'', ''direttore degli scribi reali'' e ''sacerdote lettore''.&lt;br /&gt;Questi alti personaggi erano indispensabili per il buon funzionamento dello stato, retto essenzialmente da regole scritte.&lt;br /&gt;Nel paese dei faraoni, niente veniva fatto senza un documento giustificativo e tutti gli atti erano diligentemente copiati e ricopiati e potevano servire come prova in caso di liti. Nessun settore di attività economica o politica sfuggiva al controllo degli scribi. Meccanismo essenziale dell'amministrazione, essi tenevano i conti, legiferavano, componevano, rimavano, traducevano e, a volte, modificavano la scrittura.&lt;br /&gt;Durante l'Antico Regno, lo scriba degli Archivi Reali, di cui si trova tracci a partire dal regno di Neferirkara, re della V dinastia, era responsabile del dipartimento dei dei documenti reali, chiamato anche ''doppio laboratorio''. A questa istituzione facevano riferimento altri archivi e biblioteche. I compiti dello scriba degli Archivi Reali erano molto vasti. Mettava a punto, controllava e registrava le azioni di tutte le varie istituzioni. La vastità delle sue responsabilità sottolineava, fin dalle epoche più remote, l'importanza che lo stato dava ai documenti scritti. &lt;br /&gt;La scrittura, ''più durevole della pietra delle piramidi'', era la testimonianza indispensabile di tutto ciò che costituiva la vita di un paese il cui governo era fondato su una conoscenza precisa delle persone, dei beni e delle situazioni. Dalla V dinastia, epoca piuttosto ricca di riforme amministrative, la lunga carriera di magistrato-amministratore conduceva alla carica di direttore degli Archivi Reali. A partire dalla VI dinastia, la funzione di direttore degli Archivi Reali era spesso suddivisa  tra un visir e un non visir. L'ufficio del visir divenne il centro dell'Archivio di Stato, e i reparti d'inventario specializzato divennero progressivamente più numerosi. Il visir controllava sistematicamente l'insieme dei documenti, ne prendeva visione personalmente e apponeva il proprio sigillo prima di farli riporre in grandi giare accuratamente inventariate.&lt;br /&gt;Il faraone era il primo fra gli scribi, di natura divina, il sovrano si rapportava a Thot, dio della scrittura e della cultura, nell'epoca tarda l'immagine del babbuino, l'animale che insieme all'ibis è consacrato al dio, serviva per designare lo ''scriba''. Snefru, Thutmosi III, Amenhotep IV(Akhenaton), Horemheb o Sethi I, numerosi furono i faraoni che hanno scritto degli insegnamenti destinati ai loro successori, il grande papiro Harris, il più lungo che si conosca (42m), sarebbe stato redatto da Ramses III per suo figlio Ramses IV.&lt;br /&gt;All'origine, gli scribi venivano reclutati fra le conoscenze privilegiate della famiglia reale. Verso la fine dell'Antico Regno, lo sviluppo dell'amministazione portò alla nascita di una vera e propria casta degli scribi. Appartenenti  per lo più alla classe media, essi costituivano il principale supporto dell'autorità faraonica. Numerosi erano i padri di famiglia che pensavano che ''il più bel mestiere per i propri figli fosse quello dello scriba'', ma cera anche chi diceva ''se sei pigro, se non hai forza e un pò grassoccio, dedicati alla carriera di scriba''.&lt;br /&gt;La formazione veniva acquisita  attraverso un iter scolastico. Istruiti nelle  ''case della vita'', dipendenti dal tempio, gli apprendisti scribi studiavano a partire dall'età di cinque anni per circa una dozzina d'anni le scritture geroglica e ieratica, la grammatica e i testi classici, ma anche il disegno, il diritto, le lingue straniere, la storia, la geografia e la contabilità. Da semplici copiatori di testi classici e letterati colti, gli scrbi formavano una corporazione di privilegiati, esenti da lavori pesanti, onorati e pagati in natura.  L'arte della scrittura era a quei tempi la chiave per ottenere tutti i vantaggi sociali, e non era raro per scrivi d'origine modesta accedere alle più alte cariche dello stato. L'alta considerazione in cui questa professione era tenuta, aveva ripercussioni nelle arti figurative. &lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2Ydi62jnKI/AAAAAAAAAFk/d8MQPKW_lQ8/s1600-h/scriba.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 319px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2Ydi62jnKI/AAAAAAAAAFk/d8MQPKW_lQ8/s320/scriba.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433062486219922594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I princi reali e gli alti funzionari, come per esempio il governatore di provincia Kai, la cui statua è espsosta al Museo del Louvre, si facevano volentieri rappresentare intenti alla scrittura. Nel III millennio, gli scribi, personaggi saggi e degni, molto stimati dai loro contemporanei, erano onorati di rappresentazioni artistiche degne dei nobili.&lt;br /&gt;La statua del governatore Kai, alta 53cm, viene chiamata &lt;em&gt;''lo Scriba accovacciato''&lt;/em&gt;, risale al XXV secolo a.c., costituisce l'orgoglio della collezione egizia del Louvre, scoperto a Saqqara nel 1850 da Auguste Mariette, che stava cercando il tempio Serapide, è una delle più belle rappresentazioni di uno scriba giunta fino a noi.&lt;br /&gt;La presentazione dello scriba da parte degli artisti egizi era convenzionale. Seduto a gambe incrociate, il segretario di corte teneva disteso sul gonnellino il rotolo di papiro che in genere srotolava con la mano sinistra mentre con la destra si apprestava alla redazione del testo. Accanto aveva i tradizionali strumenti di lavoro: uno stiletto, un astuccio con gli incavi per contenere l'inchiostro in pasta, una cordicella e un piccolo contenitore per l'acqua in cui intingere e ripulirei pennelli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5097784643444143288?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5097784643444143288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-figura-dello-scriba.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5097784643444143288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5097784643444143288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-figura-dello-scriba.html' title='La figura dello Scriba'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2Ydi62jnKI/AAAAAAAAAFk/d8MQPKW_lQ8/s72-c/scriba.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-1406969442242775081</id><published>2010-12-19T21:40:00.000+01:00</published><updated>2011-05-01T21:20:43.602+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavori dell&apos;Antico Egitto'/><title type='text'>Le onorificenze militari</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2-XCYC4ExI/AAAAAAAAAHc/gn6OYZdbf9c/s1600-h/3u120.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 130px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2-XCYC4ExI/AAAAAAAAAHc/gn6OYZdbf9c/s200/3u120.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435729342329525010" /&gt;&lt;/a&gt;Le onorificenze che il faraone conferiva consistevano in collane e armi decorate. Il sovrano le concedeva nel corso di una cerimonia che iniziava dalla casa stessa del premiato. Quest'ultimo, funzionario o soldato, si recava a palazzo, dove lo attendeva il faraone. Anche se la maggior parte delle onorificenze premiava il valore in battaglia, altre erano per la fedeltà al sovrano. Un documento dell'ufficiale Ahmose, figlio di Abana, rinvenuto nella sua tomba di el-Kab, informa di alcuni doni offerti dal faraone ai soldati '' parlo a tutti gli uomini, affinché conosciate tutti i favori che ho ricevuto. Mi fu concesso oro sette volte in presenza di tutto il paese e schiavi allo stesso modo, e mi furono dati in proprietà moltissimi campi''.&lt;br /&gt;Per la maggior parte, i premiati erano funzionari vicini alla corte, i rilievi della necropoli di Akhenaton, l'attuale Tell el-Amarna, raffigurano la consegna di onorificenze, come quella dove Ay viene raffigurato con un cono di profumo sulla testa, mentre riceve una grande collana e sul collo sfoggia sei collane con piccoli dischi d'oro. Le collane concesse dal faraone erano &lt;em&gt;l'oro del valore&lt;/em&gt; o la &lt;em&gt;collana dell'onore&lt;/em&gt;; ''la fama di chi è valoroso proviene da ciò che ha fatto'', recitava un testo dell'antico Egitto.&lt;br /&gt;Una delle onorificenze più famose e conosciute nell'antico Egitto era la collana dalle mosche d'oro. Già dai primi tempi la mosca aveva per gli egizi valore di prevenzione e protezione. Nelle epoche predinastiche compaiono amuleti di pietra a forma di mosche, così come pitture su ceramiche con questo insetto. A partire dal Nuovo Regno esiste già l'onorificenza dell'&lt;em&gt;Ordine della Mosca dorata &lt;/em&gt;o &lt;em&gt;Mosca del valore&lt;/em&gt;. Come la mosca punge gli animali, il soldato ''pungeva'' i suoi nemici. Alcuni soldati, come un generale agli ordini di Thutmosi I, ricevettero sei mosche d'oro per il coraggio dimostrato davanti ai nemici. Ma queste onorificenze non furono riservate soltanto ai soldati, poiché sono state rinvenute collane con mosche d'oro nelle tombe di diverse spose di Thutmosi III. L'esempio migliore è quello della regina Ahotep, madre del faraone Ahmose, della XVIII dinastia, fondatore del Nuovo Regno; a lei fu concessa per il ruolo politico nella guerra che condusse alla cacciata degli hyksos.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-1406969442242775081?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/1406969442242775081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/le-onorificenze-militari.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1406969442242775081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1406969442242775081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/le-onorificenze-militari.html' title='Le onorificenze militari'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2-XCYC4ExI/AAAAAAAAAHc/gn6OYZdbf9c/s72-c/3u120.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6716166365627286921</id><published>2010-12-15T16:00:00.003+01:00</published><updated>2011-01-28T12:51:57.025+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Primo Periodo Intermedio'/><title type='text'>Introduzione alla storia del Primo Periodo Intermedio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fQAlNaEaI/AAAAAAAAAKc/FZnjPaQ38Bo/s1600-h/h2_26_3_29.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fQAlNaEaI/AAAAAAAAAKc/FZnjPaQ38Bo/s200/h2_26_3_29.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447050982734827938" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;''In verità, il paese gira come la ruota del vasaio..In verità, il deserto è esteso sulla terra coltivata'' &lt;/blockquote&gt;Queste terribili parole, tratte dalle Lamentazioni di Ipu-ur, sono un autentico riflesso della tremenda confusione che si ebbe in Editto durante il Primo Periodo Intermedio in cui la monarchia egizia subì la sua prima grave crisi. Le cause della fine dell'Antico Regno furono svariate e tra esse vi furono gli eccessivi tributi per il mantenimento del culto funerario, l'esenzione dei sacerdoti e dei nobili e il crescente potere di questi ultimi. Il Delta fu invaso dagli Asiatici e si scatenò una rivoluzione cui seguì un periodo di anarchia. Secondo Manetone, durante la VII dinastia si succedettero 70 re in 70 giorni. Con il numero 70 intende dire innumerevoli. L'VIII dinastia fu composta da discendenti di quella menfita; conosciamo i nomi di alcuni faraoni. Iti e Imutes inviarono spedizioni allo Wadi Hammamat per ottenere pietre con cui costruire le loro piramidi. All'VIII dinastia seguirono la IX e la X; la capitale fu trasferita a Eracleopoli Magna. Il cambio di dinastia avvenne quando Acotes, nomarca di Eracleopoli, rovesciò Neferikare. Il paese era in crisi: non venivano più compiute spedizioni alle miniere di turchese del Sinai e in Nubia e non si commerciava nemmeno con Biblo. I nomarchi di Eracleopoli lottavano con gli Asiatici per scacciali dal Delta. Ankhtifi, nomarca di Ieracompoli, riuscì, durante il regno di Neferkare VIII, a controllare Edfu. Nel frattempo, a Tebe, una famiglia di nomarchi chiamati Inyotef mostròp la sua intenzione di dominare il paese. Essi si proclamarono faraoni dell'Alto e del Basso Egitto e, racchiudendo il loro nome in un &lt;em&gt;serekh&lt;/em&gt;, fondarono l'XI dinastia. Nel 2133 a.C., il nomarca di Tebe, Mentuhotep I, si dichiarò indipendente, iniziò così una guerra civile. Il confine tra queste due fazioni era a Thinis; i nomarchi di Asyut appoggiavano Eracleopoli. Il conflitto terminò con la presa di questa città nel 2010 a.C. e la riunificazione dell'Egitto sotto Montuhotep II (a destra), che fu il vero fondatore del Medio Regno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6716166365627286921?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6716166365627286921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/introduzione-alla-storia-del-primo.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6716166365627286921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6716166365627286921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/introduzione-alla-storia-del-primo.html' title='Introduzione alla storia del Primo Periodo Intermedio'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fQAlNaEaI/AAAAAAAAAKc/FZnjPaQ38Bo/s72-c/h2_26_3_29.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-796974385226882245</id><published>2010-12-07T07:00:00.001+01:00</published><updated>2010-12-07T07:37:16.194+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>I simboli della regalità</title><content type='html'>Nelle raffigurazioni il faraone si riconosce con facilitò, grazie a una serie di oggetti che porta o che indossa, i quali lo identificano come colui che governa. Sono simboli della regalità.&lt;br /&gt;Dall'epoca predinastica i governatori delle due confederazioni-quella del Basso e quella dell'Alto Egitto-portavano simboli che li identificavano come faraoni. Quando il paese si unificò (3100 a.C.), il nuovo sovrano recuperò e assimilò molti di essi, che rappresentavano il governo, la protezione e il carattere divino del re. Ma, nel corso della storia dell'Egitto faraonico, il monarca ne aggiunse o ne modificò alcuni, conservandone altri. I più rappresentati furono forse le corone: quella bianca(Hedjet) è la più antica che si conosca, mentre quella rossa(Deshert) e quella doppia(Pa Skhemet) si vedono già nella tavolozza di Narmer. Altre, come quella azzurra, la Khepresh, fatta di tela sulla quale venivano incisi dischi dorati, è stata identificata come un elmo da guerra; comparvero più tardi, mentre quella atef veniva utilizzata solo in alcune occasioni. Il serpente protettore del faraone, l'ureo, è uno dei simboli del re risalenti a prima dell'unificazione, poichè rappresenta la dea del Basso Egitto, Uadjet. Veniva raffigurata accanto a Nekhbet, simbolo dell'Alto Egitto, su un diadema o a partire dal Medio Regno, sulla corona sotto forma di avvoltoio. &lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TP3Vq_4JkrI/AAAAAAAAAv8/p3Al7pj7QMs/s1600/crowns.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 87px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TP3Vq_4JkrI/AAAAAAAAAv8/p3Al7pj7QMs/s320/crowns.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5547825250668483250" /&gt;&lt;/a&gt;Oltre alle corone, il sovrano portava sulla testa il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;nemes&lt;/span&gt;, una specie di fazzoletto a righe che copriva la fronte, pendeva sulle spalle e dietro arrivava fino alla schiena, dove terminava in una sorta di coda. Sopra di esse venivano indossate le corone, ma il nemes veniva propriamente identificato come una di queste. Nelle mani teneva scettri raffiguranti il potere o l'autorità, che risalivano a epoche predinastiche-come l'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Uas&lt;/span&gt;, identificato con un animale totemico e di significato funerario. Lo scettro era allungato e terminava a un capo in una specie di testa di cane, considerato a volte come il simbolo di Seth, e dall'altro lato era brifido. Lo scettro &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Heqat&lt;/span&gt;, raffigurante il governo, dritto e terminante in una testa curva e arrotondata, è anch'esso molto antico. Alcuni simboli furono associati a una divinità prima che al faraone, come il flagello, emblema di Osiride, di Min e di qualche animale sacro. Un altro scettro era il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Sekhem&lt;/span&gt;, con il quale il faraone era raffigurato nell'atto di attaccare i nemici e che venne utilizzato anche da alcuni personaggi importanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-796974385226882245?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/796974385226882245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/12/i-simboli-della-regalita.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/796974385226882245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/796974385226882245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/12/i-simboli-della-regalita.html' title='I simboli della regalità'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TP3Vq_4JkrI/AAAAAAAAAv8/p3Al7pj7QMs/s72-c/crowns.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4812417433264849709</id><published>2010-12-04T11:30:00.000+01:00</published><updated>2011-05-01T21:22:30.990+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><title type='text'>Il busto di Nefertiti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTnE3LOwzWI/AAAAAAAAAzk/t7WMpPGYSb0/s1600/7nefertiti-med.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 132px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTnE3LOwzWI/AAAAAAAAAzk/t7WMpPGYSb0/s200/7nefertiti-med.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5564695266779516258" /&gt;&lt;/a&gt;Si tratta di uno dei capolavori dell'arte dell'antico Egitto; questa singolare rappresentazione di &lt;a href="http://img80.imageshack.us/img80/3504/nefertiti2.jpg"&gt;Nefertiti&lt;/a&gt; (''La bella è arrivata'')o Neferneferuaten (''La bella tra le belle di Aton'') è un paradigma del naturalismo dell'arte durante la breve epoca amarniana. L'artista, Thutmosi, riuscì a catturare la bellezza e l'energia della Grande Sposa del re eretico Akhenaton, faraone della XVIII dinastia.&lt;br /&gt;Nel dicembre del 1912, l'archeologo tedesco Ludwig Borchardt scoprì a Tell el-Amarna un deposito in cui era custodito un gran numero di sculture:il famoso busto di Nefertiti era tra queste. Esso fu scolpito su pietra calcarea: l'altezza è di 48 centimetri, mentre la lrghezza, alla base è di 19,5 centimetri. La scultura è ricoperta da uno strato di gesso per facilitare l'adesione del colore. La regina sfoggia una corona azzurro acqua, appiattita nella parte superiore, e un'ampia collana con decorazioni vegetali. Fatta eccezione per alcune imperfezioni riscontrabili sulla corona e sulle orecchie, prive di piccoli pezzi, la figura si conserva in ottimo stato. La presenza di buchi sui lobi lascia supporre che la scultura fosse provvista di orecchini, consuetudine diffusa in epoca amarniana. &lt;br /&gt;L'artista dedicò la sua abilità alle parti del viso, del collo e alle orecchie, trattando invece il resto in modo meno accurato. Il busto costituisce un caso piuttosto isolato nell'ambito dell'arte egizia, e tale rappresentazione appare sempre in contesti religiosi o di sepoltura. Tra l'altro, l'assenza di un nome scritto, evenienza rara nell'ambito dell'arte funeraria, lascia supporre che si tratti di un modello di laboratorio che doveva servire come riferimento per gli apprendisti dello sculture. Si tratta comunque di un ritratto naturalista, prototipo dell'arte amarniana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4812417433264849709?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4812417433264849709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/il-busto-di-nefertiti.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4812417433264849709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4812417433264849709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/il-busto-di-nefertiti.html' title='Il busto di Nefertiti'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTnE3LOwzWI/AAAAAAAAAzk/t7WMpPGYSb0/s72-c/7nefertiti-med.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4414366023201424868</id><published>2010-12-01T19:00:00.000+01:00</published><updated>2010-12-05T01:09:34.122+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>La notazione musicale</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3LYWe6VYKI/AAAAAAAAAHk/0rp6bhScSxQ/s1600-h/Dance_Egypt.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 119px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3LYWe6VYKI/AAAAAAAAAHk/0rp6bhScSxQ/s200/Dance_Egypt.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436645580956065954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come per molti altri popoli, anche per gli egizi la musica ebbe un ruolo molto importante tanto nella vita religiosa quanto in quella quotidiana. I musicisti compaiono in numerose raffigurazioni di lavori agricoli o di sfilate militari. Benché si conoscano gli strumenti usati dagli egizi e la loro evoluzione, la questione della notazione musicale è ancora avvolta nel mistero. Il fatto che in nessn rilievo appaia un musicista con uno spartito ha indotto gli studiosi a ritenere che gli egizi non avessero un sistema scritto. Ma in molti rilievi dell'Antico Regno, a fianco degli strumentisti compare un personaggio che fa segni con le mani: il chironomista. Esiste un legame tra la posizione delle mani dello strumentista e i segni del chironomista, per cui questi ultimi sembrano essere una forma più antica di notazione musicale. La scomparsa dei chironomisti a partire dal Nuovo Regno fu forse dovuta alla nascita di un sistema scritto, come conseguenza dei contatti con altri popoli. La parola che indicava la musica era &lt;em&gt;heset&lt;/em&gt;, rappresentata da diversi fonemi e un determinativo: l'avambraccio. La scomparsa di quest'ultimo segno è da collegare ai cantanti, che con le mani facevano dei gesti agli strumentisti, questa parola indica anche il canto, che per gli egizi si traduceva come ''fare musica con le mani''.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4414366023201424868?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4414366023201424868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-notazione-musicale.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4414366023201424868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4414366023201424868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-notazione-musicale.html' title='La notazione musicale'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3LYWe6VYKI/AAAAAAAAAHk/0rp6bhScSxQ/s72-c/Dance_Egypt.png' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-8085814441560808908</id><published>2010-11-28T19:30:00.000+01:00</published><updated>2010-12-05T01:10:14.517+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Il ''sindaco del villaggio''</title><content type='html'>&lt;a href="http://76.163.249.27/images/ka_aper.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 158px; height: 360px;" src="http://76.163.249.27/images/ka_aper.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le sculture a tutto tondo di personaggi privati raggiunsero il loro apogeo nel corso della V dinastia, durante l'Antico Regno. Il grande realismo del volto del sacerdote Ka-Aper ha reso questa impressionante figura una delle più celebri statue di semplici cittadini della storia dell'arte egizia.&lt;br /&gt;La statua fu rinvenuta nel gennaio del 1860 dal gruppo di archeologi diretti dal francese Auguste Mariette. Gli operai che scoprirono, a Saqqara, le diedero il soprannome di &lt;em&gt;Sheikh el-Beled&lt;/em&gt; per la somiglianza con il sindaco del loro villaggio. La figura non reca alcuna iscrizione, ma la mastaba in cui fu ritrovata apparteneva al sacerdote-lettore principale Ka-Aper. La scultura è in legno di sicomoro, un albero di grande conteuto simbolico nell'antico Egitto. Nella stessa tomba furono rinvenute altre due statue di legno. Una di esse appartiene alla moglie del sacerdote. L'altra, di legno più scuro, potrebbe rappresentare Ka-Aper più giovane, ma con aspetto diverso: porta una parrucca e il suo corpo è più slanciato. Al contrario delle statuette di pietra contemporanee, quella di Ka-Aper non presenta un pilastro dorsale come parte del blocco originario: fu dunque realizzata unendo vari pezzi. Il torso si ottenne da un solo blocco, ma le braccia furono scolpite a parte e poi fissate al corpo. La figura è lavorata non solo nella parte frontale, ma anche in quella posteriore, compito che l'artista svolse con grande perizia. Il personaggio è rappresentato in piedi, con la gamba sinistra in avanti, come se stesse compiedno un passo in avanti. Nella mano sinistra tiene un bastone; il braccio destro è steso e la mano è chiusa a pugno. Le sue dimensioni sono considerevoli: misura 1,12 metri di altezza. L'artigiano volle sottolineare la senile pesantezza del corpo, che appare in evidente sovrappeso. &lt;br /&gt;La testa del sacerdote, di lato, lascia intravedere la linea divisoria che segnava la zona dove iniziavano i capelli, che erano neri e furono dipinti sullo strato di stucco che fu applicato all'epoca in cui fu lavorata la statua. Questo strato dovette nascondere, a suo tempo, le giunture e i difetti del legno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-8085814441560808908?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/8085814441560808908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/il-sindaco-del-villaggio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8085814441560808908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8085814441560808908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/il-sindaco-del-villaggio.html' title='Il &apos;&apos;sindaco del villaggio&apos;&apos;'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-7281273219160615212</id><published>2010-11-26T18:00:00.000+01:00</published><updated>2010-12-05T01:07:17.533+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Egitto dopo i faraoni'/><title type='text'>L'Egitto nel Barocco</title><content type='html'>Il Barocco in Europa comprende l'intero XVII secolo e la prima metà del XVIII; rappresenta un periodo di apertura verso un'arte piena di dinamismo, contrasti e audace spettacolarità, nonché di raffinata sensibilità.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3LcKO438aI/AAAAAAAAAHs/Fo0RGdlFuEw/s1600-h/lorrain.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 154px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3LcKO438aI/AAAAAAAAAHs/Fo0RGdlFuEw/s200/lorrain.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436649768543056290" /&gt;&lt;/a&gt; Il Barocco offre un immagine dell'Egitto spesso distorta dalla mancanza di conoscenza della sua realtà storica e culturale. Tuttavia, era un elemento abbastanza frequente in numerose opere d'arte di tutto questo periodo, sia come scenario di episodi biblici, come nel caso di rappresentaizoni della vita di Mosé o della fuga in Egitto della Sacra famiglia, sia come tema centrale di opere pittoriche e di sculture. Si distinguono, in questo secondo gruppo, episodi della vita di Cleopatra (ad esempio ''Lo sbarco di Cleopatra a Tarso'' di Lorrain, a destra), così come la presenza, a Roma, di obelischi con scritte a caratteri geroglifici, sebbne interpretati con molta libertà e immaginazione. A partire dalle opere di Gian Lorenzo Bernini a Roma, specialmente durante il pontificato di Urbano VIII, le fontane ricoprirono un ruolo di primo piano nel paesaggio romano. Le idee di Bernini saranno poi oggetto di imitazione per molto tempo. Egli inagurò un nuovo concetto di fontana come scultura vera e propria, attraverso complessi gruppi di figure, e talvolta con l'introduzione di elementi derivati e tradotti dalla cultura egizia. Le fontane di Bernini si adattano allo spazio che le circonda e, allo stesso tempo, formano un elemento dominante dell'insieme. Quindi durante l'epoca del Barocco, l'Egitto fu oggetto di straordinaria attenzione da parte di artisti, che con le loro opere accontentarono il gusto di vari committenti: monarchi, nobili, borghesi e papi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-7281273219160615212?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/7281273219160615212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/legitto-nel-barocco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7281273219160615212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7281273219160615212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/legitto-nel-barocco.html' title='L&apos;Egitto nel Barocco'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3LcKO438aI/AAAAAAAAAHs/Fo0RGdlFuEw/s72-c/lorrain.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-8802881769535615548</id><published>2010-11-16T18:08:00.000+01:00</published><updated>2010-12-05T01:06:36.522+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>Condizione del popolo nell'antico Egitto.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2OHbE9EePI/AAAAAAAAADE/UpVoftV4H7s/s1600-h/AIAXmasCard2008SennedjemWifeDeirElMedina19thDynasty.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 139px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2OHbE9EePI/AAAAAAAAADE/UpVoftV4H7s/s200/AIAXmasCard2008SennedjemWifeDeirElMedina19thDynasty.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432334474795055346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gli egizi non concepivano la persona come individuo ma come elemento che doveva compiere la propria funzione all'interno della società.&lt;br /&gt;I contadini fornivano il cibo, coltivavano i campi, pagavano le tasse e svolgevano lavori per lo stato, gli operai e gli artigiani fabbricavano ogni genere di prodotti e ricevevano un salario in natura, gli scribi si occupavano della gestione dei mezzi di producione e le classi dirigenti erano guidate dal faraone.&lt;br /&gt;La società egizia era una catena di lavoro, senza una classe l'altra non poteva vivere, al capo di tutto ciò cera il faraone, poi la nobiltà e i funzionari, i sacerdoti, i militari, gli artigiani e gli operai, e infine gli schiavi.&lt;br /&gt;Le condizioni del popolo comunque erano molto buone, nel senso che in Egitto la disoccupazione non era un problema, la maggior parte del popolo lavorava e contribuiva, la loro settimana lavorativa era costituita da sette giorni di lavoro e poi tre di riposo e l'unica spesa che dovevano affrontare erano quelle personali, un datore di lavoro doveva garantire le cure mediche e il cibo, mentre lo stato garantiva la casa e l'istruzione.&lt;br /&gt;Le donne erano uguale agli uomini per la legge, e in caso di divorzio era garantito il mantenimento pari a più di un terzo dello stipendio del ex marito, se era la donna a chiedere il divorzio manteneva i suoi beni e la casa, e aveva la possibilità dell'affidamento dei figli.&lt;br /&gt;In Egitto cera anche una specie di contratto di matrimonio di prova, nel senso che un uomo e una donna si sposavano per un periodo di sette anni, passato quel periodo decidevano se restare insieme o lasciarsi, nel secondo caso ognuno andava via con quello che aveva all'inizio e i beni comprati insieme divisi a metà; per non parlare del rapporto con la sessualità, che era completamente libero a qualsiasi età, tranne per chi era sposato, poichè l'adulterio era punito severamente, ed è per questo che molti saggi egizi incoraggiavano i giovani ad avere più rapporti possibili, la verginità non era un obbligo ma un dono, c'è un contratto di un uomo che chiese alla donna di mantenersi vergine come dote.&lt;br /&gt;Ogni uomo poteva diventare ciò che voleva, le cariche erano aperti a tutti quelli che avevano determinati requisiti, la famiglia di Ramses il grande era una famiglia di guerrieri ad esempio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-8802881769535615548?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/8802881769535615548/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/01/condizione-del-popolo-nellantico-egitto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8802881769535615548'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8802881769535615548'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/01/condizione-del-popolo-nellantico-egitto.html' title='Condizione del popolo nell&apos;antico Egitto.'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2OHbE9EePI/AAAAAAAAADE/UpVoftV4H7s/s72-c/AIAXmasCard2008SennedjemWifeDeirElMedina19thDynasty.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6022742000069523026</id><published>2010-11-11T18:00:00.000+01:00</published><updated>2010-11-11T17:58:30.980+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reperti del Museo Egizio del Cairo'/><title type='text'>Il Museo Egizio del Cairo: collana tolemaica con pendenti</title><content type='html'>Questo pesante collare è costituito da uno spesso filo d'oro al quale sono appesi dieci ciondoli variamente sagomati, di altezza compresa fra 1,3 e 3,8 centimetri. Un secondo filo è stato infilato negli anelli di sospensione e arrotolato sul primo ai lati dei pendagli, che in tal modo non possono spostarsi sulla collana. I pendenti raffigurano, partendo da sinistra:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1)&lt;/strong&gt;la dea Tueris, divinità popolare rappresentata sotto forma di ippopotamo; protegge le donne gravide e sorveglia i parti e l'allattamento. I suo culto conosce una grande diffusione nel periodo tardo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2)&lt;/strong&gt;La dea Iside seduta su un trono; sposa di Osiride e madre di Horus, esperta di arti magiche, a partire dal periodo ellenistico viene associata al dio Serapide, introdotto in Egitto dai sovrani tolemaici.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3)&lt;/strong&gt;Un falco, immagine di Horus, antica divinità del cielo e della regalità. Indossa la doppia corona(simbolo dell'Alto e del Basso Egitto).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4)&lt;/strong&gt;Un altro falco che un tempo aveva la coda e le ali arricchiti da una decorazione ad intarsio oggi scomparsa.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;5)&lt;/strong&gt;Un uccello a testa umana, rappresentazione del &lt;em&gt;ba&lt;/em&gt;, manifestazione animata del defunto. Porta sul capo un disco racchiuso fra due corna bovine.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;6)&lt;/strong&gt;Un altro ciondolo rappresentante il &lt;em&gt;ba&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;7)&lt;/strong&gt;Ancora un altro falco Horus con la doppia corona.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;8)&lt;/strong&gt;Un falco Horus con la corona bianca (simbolo dell'Alto Egitto).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;9)&lt;/strong&gt;Un occhio &lt;em&gt;udjat&lt;/em&gt;, l'occhio ''risanato'' di Horus, potente amuleto che assicura a chi lo porta salute e integrità.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;10)&lt;/strong&gt;Un'immagine del dio Nefertum, personificazione del loto primordiale da cui ebbe origine la vita.&lt;br /&gt;Tutti i ciondoli, tranne l'occhio &lt;em&gt;udjat&lt;/em&gt;, sono dotati di un sottile basamento. La chiusura della collana era assicurata da due ganci ottenuti piegando le stremità del filo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S4dEbG3Ms5I/AAAAAAAAAKM/LMt6SD-LktI/s1600-h/Scansione0003.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 147px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S4dEbG3Ms5I/AAAAAAAAAKM/LMt6SD-LktI/s200/Scansione0003.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442393907189822354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Dati&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Materiali&lt;/em&gt;: Oro&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Diametro&lt;/em&gt;: 12,5 cm&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Peso&lt;/em&gt;: 169 gr&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Luogo del ritrovamento&lt;/em&gt;: Dendera (1914)&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Epoca&lt;/em&gt;: Tolemaica&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sala&lt;/em&gt;: n°4&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6022742000069523026?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6022742000069523026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/il-museo-egizio-del-cairo-collana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6022742000069523026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6022742000069523026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/il-museo-egizio-del-cairo-collana.html' title='Il Museo Egizio del Cairo: collana tolemaica con pendenti'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S4dEbG3Ms5I/AAAAAAAAAKM/LMt6SD-LktI/s72-c/Scansione0003.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5928991058121937056</id><published>2010-11-02T12:00:00.000+01:00</published><updated>2010-11-11T17:59:20.883+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Periodo greco-romano'/><title type='text'>Le statue dei Faraoni</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S24V8zpDPDI/AAAAAAAAAHM/mp146QS0IY8/s1600-h/9901270002.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 202px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S24V8zpDPDI/AAAAAAAAAHM/mp146QS0IY8/s320/9901270002.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435305934681488434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Egitto l'arte riflettava gli avvenimenti quotidiani, le sculture dei faraoni confermavano ciò che si leggi in molte opere dell'epoca: i sovrani erano dotati di un potere soprannaturale, che manteneva l'ordine dell'universo e conferiva loro una natura divina. Le opere arrivate fino ai nostri giorni permettono di leggere nelle loro fattezze e nelle loro pose le vicissitudini del potere reale. Le forme in cui i sovrani sono raffigurati esprimono il loro grado di autorità. Nei momenti di massimo splendore della monarchia, il faraone era un re-dio; al contrario, nelle epoche in crisi, egli era raffigurato in atteggiamento quasi servile. Le regole per ritrarre il faraone furono fissate all'inizio dell'Antico Regno. Una serie di elementi iconografici definiva la regalità, per esempio la posa ieratica, le mani appoggiate sulle cosce, la barba posticcia, i diversi tipi di corone, la cosa di leone o di toro, gli scettri o la grandezza della figura. Nel Medio Regno, il ritratto scultorio del re accentuò i lineamenti che caratterizzavano il volto, nel Nuovo Regno, sotto il governo di Amenhotep III, si pose la costruzione dei colossi; il faraone ''eretico'' Akhenaton favorì la stilizzazione e l'iperrealismo; infine, nel Periodo Tolemaico, le figure si ellenizzarono. Fu utilizzato un vasto repertorio di forme e canoni per rappresentare il sovrano: dalle immagini destinate a preservare l'anima del defunto, a quelle che simboleggiavano il potere del faraone, come le sfingi, passando per quelle in cui il faraone era accompagnato da dei. In tutte il re suscita una sensazione di maestosità. La cura con cui gli artisti raffiguravano il faraone esprime il ruolo chiave che il re aveva nella civiltà egizia. La grandezza del corpo, le fattezze del volto e l'atteggiamento del sovrano erano caratteristiche che lo distinguevano dal resto delle figure umane.&lt;br /&gt;Le sculture dei faraoni venivano realizzate nelle botteghe reali. Numerosi artigiani disegnavano le fattezze del re sui blocchi di pietra di vari tipi e grandezze. La decorazione di alcune tombe di nobili e gli scavi delle botteghe della città di Akhenaton sono serviti a conoscere le fasi di elaborazione di una statua. In primo luogo, il faraone posava per lo scultore di fiducia. Da questo modello veniva ricavato un gesso che serviva per realizzare i ritratti successivi. Poi un gruppo di operai si occupava di eseguire le figure.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5928991058121937056?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5928991058121937056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/le-statue-dei-faraoni.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5928991058121937056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5928991058121937056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/le-statue-dei-faraoni.html' title='Le statue dei Faraoni'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S24V8zpDPDI/AAAAAAAAAHM/mp146QS0IY8/s72-c/9901270002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4118796840894264113</id><published>2010-10-26T21:00:00.001+02:00</published><updated>2010-10-27T10:46:01.314+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reperti del Museo Egizio del Cairo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><title type='text'>Il Museo Egizio del Cairo:I vasetti di Yuya</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TMfmkLDSYrI/AAAAAAAAAvk/ebnz02GoZgQ/s1600/Cairo+Museum+5.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 148px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TMfmkLDSYrI/AAAAAAAAAvk/ebnz02GoZgQ/s200/Cairo+Museum+5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532644176364200626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In un angolo della camera funeraria di Yuya e Tuya erano stati deposti dei finissimi vasetti di fattura originale e inconsueta. Fissati a un'unica base lignea, essi sono fabbricati in calcare dipinto di bianco, a imitazione del più prezioso alabastro. Pur rappresentando un gruppo omogeneo, i quattro recipienti sono leggermente diversi tra loro per forma e decorazione: tre di essi sono dotati di anse di varia foggia, mentre il quarto è ornato da un beccuccio che termina a testa di stambecco. I coperchi sono sormontati dalle efigi di alcuni animali: una testa di vitello pezzato nero, uno stambecco accovacciato, una rana e una testa di vitello pezzato rossa. Sul corpo di ogni vaso è dipinta un'iscrizione in geroglifico corsivo su fondo giallo. Il breve testo costituisce per ''l'Osiride Yuya giustificato'', secondo una fraseologia usata per i defunti, identificati con il dio dei morti. I vasi, per pochi centrimetri, costituivano un'imitazione dei veri recipienti destinati a contenere oli e unguenti per l'Oltretomba. Secondo gli antichi Egizi la presenza dei contenitori, seppur fittizi, garantiva magicamente la fornitura del loro ipotetico contenuto al defunto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Materiali: Calcare dipinto&lt;br /&gt;Altezza: 25 cm&lt;br /&gt;Lunghezza: 38 cm&lt;br /&gt;Luogo del ritrovamento: Valle dei Re, tomba di Yuya e Tuya&lt;br /&gt;Epoca: XVIII dinastia, regno di Amenhotep III(1387-1350 a.C.).&lt;br /&gt;Archeologo: Scavi del servizio delle antichità egiziano di Th.M.Davis.&lt;br /&gt;Sala: n°43&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4118796840894264113?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4118796840894264113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/10/il-museo-egizio-del-cairoi-vasetti-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4118796840894264113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4118796840894264113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/10/il-museo-egizio-del-cairoi-vasetti-di.html' title='Il Museo Egizio del Cairo:I vasetti di Yuya'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TMfmkLDSYrI/AAAAAAAAAvk/ebnz02GoZgQ/s72-c/Cairo+Museum+5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5831929849391415241</id><published>2010-10-18T18:00:00.000+02:00</published><updated>2010-10-24T14:20:02.793+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><title type='text'>La festa Sed: il giubileo del faraone</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fQj1IK7vI/AAAAAAAAAKk/4I8aZ3oLZ_0/s1600-h/mentuhotep_ii.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fQj1IK7vI/AAAAAAAAAKk/4I8aZ3oLZ_0/s200/mentuhotep_ii.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447051588303253234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In accordo con la sua dimensione umana, il re era soggetto al deperimento fisico con il passare degli anni. Tuttavia, in quanto essere divino, egli non poteva subire un così grave contrasto. Per risolverlo era necessario, attraverso i riti della festa &lt;em&gt;Sed&lt;/em&gt;, o &lt;em&gt;Heb Sed&lt;/em&gt;, un rinnovamento completo delle sue forze vitali. La festa Sed era uno degli eventi più importanti del regno di un faraone; perciò, la maggior parte dei codumenti che la riguardano esprime il desiderio di celebrare giubilei. Tale desiderio, sembra essere in qualche modo collegato al tempo, alal durata della vita e del regno: terminare il periodo che segna una ''generazione di 30 anni''. Una volta finito questo periodo, le forze vitali del re dovevano rinnovarsi. La prima festa Sed, tranne alcune eccezioni, veniva celebrata nel 30°anno di regno, e alcuni faraoni ebbero occasione di ripeterla a intervalli più brevi, di tre o quattro anni. Ramses II arrivò a celebrare quattordici feste Sed. Tuttavia, non ci è giunta nessuna testimonianza completa di questa festa; è molto probabile che i riti compiuti fossero scritti su papiro. Quando il sovrano aveva rinnovato le sue forze vitali, eseguiva una corsa rituale, prova del rinnovamento della sua forza fisica. In un rilievo della ''Cappella Rossa'', che la regina Hatshepsut fece erigere nel grande tempio di Amon, a Karnak, la sovrana è raffigurata mentre compie la corsa rituale in compagnia del toro Api. Uno dei momenti culminanti dell'Heb Sed era quando il sovrano veniva incoronato nuovamente re dell'Alto e del Basso Egitto. A Deir-el Bahri, Howard Carter, scoprì una grandiosa statua del re Nebhepetra Montuhotep II (a destra), realizzata in pietra arenaria dipinta, avvolta in lino e posta vicino a un sarcofago vuoto. La statua era sdraiata sul fianco sinistro, posizione nella quale venivano sistemati i morti nel Medio Regno. Raffigura il re seduto, con la corona rossa del Basso Egitto e il corpo avvolto nella tunica della festa Sed. Si tratta di uno dei pochi esempi giunti fino a noi della sepoltura di una statua durante la celebrazione dei rituali dell'Heb Sed. Essa simboleggiava il re invecchiato che andava a ''riposare'' nella tomba in attesa di recuperare le sue energie vitali in tale festa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5831929849391415241?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5831929849391415241/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-festa-sed-il-giubileo-del-faraone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5831929849391415241'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5831929849391415241'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-festa-sed-il-giubileo-del-faraone.html' title='La festa Sed: il giubileo del faraone'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fQj1IK7vI/AAAAAAAAAKk/4I8aZ3oLZ_0/s72-c/mentuhotep_ii.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5889313949054018041</id><published>2010-10-10T07:00:00.003+02:00</published><updated>2010-10-10T07:31:23.160+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geroglifico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>Come misuravano il tempo gli egizi?</title><content type='html'>Gli antichi Egizi calcolavano il tempo in un modo simile e insieme dissimile al nostro:ogni anno infatti era diviso in dodici mesi di 30 giorni ciascuno, con la aggiunta di 5 giorni supplementai (detti dai greci &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Epagomen&lt;/span&gt;), per un totale di 365 giorni. L'anno veniva diviso in tre stagioni di quattro mesi ciascuna; l'indondazione, l'Uscita e l'Estate. Facendo coincidere il Capodanno egizio con il primo giorno del mese dell'inondazione del Nilo (intorno al 20 luglio), le stagioni risultavano così divise:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1 Akhet (Inondazione:da metà luglio a metà novembre).&lt;br /&gt;2 Peret (''Uscita''della terra dall'acqua:da metà novembre a metà marzo).&lt;br /&gt;3 Shemu (Estate: da metà marzo a metà luglio).&lt;br /&gt;4 Giorni Epagomani dedicati alla nascita di: Osiride, Iside, Horo, Seth e Nefti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nomi dei mesi erano:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;1 stagione di Akhet:&lt;span style="font-style:italic;"&gt; Thot, Phaophi, Abed e Khoiak.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;2 stagione di Peret: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tybi, Mekhir, Phamenoth e Pharmuthi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;3 stagione di Shemu: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pakhon, Payni, Ephipi e Mesore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno veniva suddiviso in 24 ore, 12 per il giorno e 12 per la notte. Ma gli egizi non misuravano esattamente le ore e accadeva perciò che le ore dei giorni estivi (cioè il tempo intercorso fra il sorgere e il calare del sole diviso per dodici)durassero più a lungo di quelle dei giorni invernali visto che in inverno le giornate si accorciano.&lt;br /&gt;Ora vediamo come si faceva per stabilire una data precisa. Si usava fare riferimento agli anni dei regno del faraone sotto il cui dominio accadeva l'evento, che venivano calcolati a partire dal giorno dell'ascesa al trono. Per scrivere una data si procedeva dunque così:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TLFOBEg0kGI/AAAAAAAAAuc/4O-WKl3ViIk/s1600/n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 133px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TLFOBEg0kGI/AAAAAAAAAuc/4O-WKl3ViIk/s320/n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5526283998058549346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si legge: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;HAT SEP 2(SENU), ABED 3 (KHMET), AKHET, SU 1(UA)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Indico, tra parentesi, la probabile traduzione fonetica, poco usata e non certa dei numeri. Significa letteralmente:''secondo anno di regno, terso mese dell'inondazione, primo giorno'', e a queste parole si aggiungeva infine ''sotto la maestà del re tal dei tali'', includendo così nella data, tra le annotazioni utili all'indicazione del periodo, anche il nome del faraone che governava in quel momento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5889313949054018041?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5889313949054018041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/10/come-misuravano-il-tempo-gli-egizi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5889313949054018041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5889313949054018041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/10/come-misuravano-il-tempo-gli-egizi.html' title='Come misuravano il tempo gli egizi?'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TLFOBEg0kGI/AAAAAAAAAuc/4O-WKl3ViIk/s72-c/n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-1749279313941361770</id><published>2010-10-03T22:22:00.005+02:00</published><updated>2011-04-19T20:02:35.851+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Altro'/><title type='text'>Il canale youtube di Kemet: egitto0020, il portale video dell'Antico Egitto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-MKVRmJnwb3M/Ta3OMVT_JcI/AAAAAAAABNQ/1I2TuH2rKSk/s1600/iiii.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 109px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-MKVRmJnwb3M/Ta3OMVT_JcI/AAAAAAAABNQ/1I2TuH2rKSk/s200/iiii.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597356623166121410" /&gt;&lt;/a&gt;Associato a questo blog, ormai da molti mesi esiste un canale youtube dove pubblico video di interesse egittologico e culturale. Il mio scopo è pubblicare filmati a carattere divulgativo per trasmettervi informazioni basilari, ma anche recuperare vecchi documentari che senza il mio intervento andrebbero persi. Questi sono alcuni titoli che troverete su &lt;a href="http://www.youtube.com/user/egitto0020"&gt;egitto0020&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;Costruzione di un impero:Egitto (History Channel)&lt;br /&gt;Alessandro Magno (Il filo di Arianna)&lt;br /&gt;Cleopatra (Enigma)&lt;br /&gt;Carter (BBC)&lt;br /&gt;Champollion (BBC)&lt;br /&gt;Belzoni (BBC)&lt;br /&gt;Egitto, alla ricerca dell'eternità (National Geographic)&lt;br /&gt;Tutankhamon, la verità svelata (Discovery)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi sono solo alcuni titoli che sono a disposizione o che lo saranno a breve. &lt;br /&gt;Per qualsiasi richiesta scrivetemi: &lt;strong&gt;waset@live.it&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per segnalazioni o informazioni: &lt;strong&gt;kemet@live.it&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-1749279313941361770?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/1749279313941361770/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/10/il-canale-youtube-di-kemet-egitto0020.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1749279313941361770'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1749279313941361770'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/10/il-canale-youtube-di-kemet-egitto0020.html' title='Il canale youtube di Kemet: egitto0020, il portale video dell&apos;Antico Egitto'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-MKVRmJnwb3M/Ta3OMVT_JcI/AAAAAAAABNQ/1I2TuH2rKSk/s72-c/iiii.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3462433535386162054</id><published>2010-10-01T17:10:00.006+02:00</published><updated>2010-10-02T12:03:14.968+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Periodo greco-romano'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Cleopatra, dal mito alla storia: Il ritratto filo-romano degli antichi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TKX8glxRJ9I/AAAAAAAAAuE/AIhxmGVfVOo/s1600/cleopatra_%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 175px; height: 200px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TKX8glxRJ9I/AAAAAAAAAuE/AIhxmGVfVOo/s200/cleopatra_%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5523098154864551890" /&gt;&lt;/a&gt; Uno dei migliori biografi moderni di Cleopatra, W.W.Tarn, scrive che contro di lei ''venne lanciata una delle più terribili campagne d'odio della storia; nessuna accusa era troppo bassa per non esserle scagliata contro, e le colpe attribuitele da allora sono riecheggiate per il mondo''. Con una serie di articoli, ho intenzione di tracciare diversi ritratti della regina Cleopatra, per poi passare ad un analisi storica della figura della regina, basata sui reperti e i ritrovamenti degli egittologi. Partiamo con la figura tracciata dagli autori romani, che ne hanno fatto il simbolo della lussuria e della vanità.&lt;br /&gt;Poiché spesso scrivono per glorificare il regno di Augusto, gli autori antichi contribuiscono a creare l'immagine di una Cleopatra pericolosa seduttrice, che mette a repentaglio la sicurezza dell'Occidente. Così accade anche ai poeti contemporanei di Augusto, come Virgilio, Properzio e Orazio; nel I secolo d.C. Lucano dedica la sua epopea, la Pharsalia, alla gloria di Pompeo e alla denuncia di Cesare e di Cleopatra; l'epitomatore romano Floro (II secolo d.C.) e lo storiografo greco Dione Cassio, suo contemporaneo, mostrano una netta propensione per Augusto. A loro si può aggiungere lo storico ebreo Flavio Giuseppe che, nel I secolo d.C., si presenta come acceso partigiano dei romani e del re di Giudea, Erode, nemico di Cleopatra. A questi attacchi violenti, si oppone la voce romanzesca di Plutarco, biografo e moralista greco (49-120 d.C.). Plutarco si basa su fonti di prima mano: le testimonianze verbali raccolte dai membri della sua famiglia vissuti ad Alessandria ai tempi di Cleopatra (suo nonno partecipò alla battaglia di Azio tra le file di Antonio) e il diario del medico personale della regina, Olimpo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;''Questa principessa ambiziosa e avara, dopo aver perseguitato in modo così crudele i propri consanguinei, che non ne restava più nessuno vivo, rivolse il suo furore contro gli estranei. Calunniò presso Antonio i più abbienti e lo indusse a farli morire per impossessarsi del bottino''. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Flavio Giuseppe, Guerra Giudea.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;''L'incestuosa Tolomeide [...]. L'empia sorella si sposa col fratello, già sposa del condottiero latino e, passando da un marito all'altro, possiede l'Egitto e si guadagna Roma''. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Lucano, Pharsalia, X, 68 e 357-359.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;''Si deve bere, e con il piede battere la terra in libertà, ora, era già tempo, amici, di ornare il convito sacro degli dei con vivande dei sacerdoti Salii. Era sacrilegio, prima d'ora, trarre dalle cantine avite il Cecubo riposto, mentre al Campidoglio preparava la regina folli rovine e morte all'impero, lei, col suo greggio immondo di uomini turpi, sfrenata nelle sue speranze, ubriacata dalla dolce sua fortuna. Ma fu follia placata da quella sola nave scampata al fuoco, e la sua mente allucinata dal vino di Mareia Cesare ricondusse alla realtà paurosa, incalzando con la forza dei remi lei che veloce fuggiva dall'Italia, come sparviero incalza le tenere colombe, come il cacciatore le lepre che corre nelle pianure della nevosa Emonia, per consegnare alle catene quel segno funesto del destino. Ma nobilmente lei cercò la morte; non ebbe femminile timore della spada né ripegò con la flotta veloce verso coste remote: e osò guardare la sua reggia umiliata con sereno sguardo, coraggiosa a toccare terribili serpenti per assorbire nel suo corpo il nero veleno, resa più fiera dalla morte così deliberata, per sottrarsi ai vascelli nemici, per impedire d'essere condotta, come donna comune, lei, donna regale, al superbo trionfo''. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Orazio, Odi, 1-37.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;''Quindi [per sedurre Antonio] ella aveva preparato un appartamento splendido e un letto sontuoso; si era adornata con una certa trascuratezza e (colmo della raffinatezza)i suoi abiti da lutto mettevano in risalto il suo splendore''. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dione Cassio, Storia Romana, 51.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;''Due sono state le perle più grandi di tutti i tempi; entrambe le possedette Cleopatra, ultima regina d'Egitto, avendole ricevute dalle mani dei re dell'Oriente. Costei, mentre ogni giorno Antonio si rimpinzava di cibi raffinati, con un superbo e al tempo stesso sfrontato disdegno, come una regina meretrice, denigrava ogni suo lusso e l'apparato dei suoi banchetti; e poichè egli le chiedeva che cosa di poteva ancora aggiungere a quella magnificenza, rispose che avrebbe in una sola cena consumato dieci milioni di sesterzi. Antonio desiderava apprendere il modo, ma non redeva che la cosa fosse possibile. Quindi, fatta la scommessa, il giorno successivo-quello in cui si svolgeva il giudizio-fece apprestare ad Antonio una cena peraltro magnifica, affinché quel giorno non andasse perduto, ma di ordinaria amministrazione. Antonio scherzava e chiedeva il conto delle spese. Ma la donna, confermando che si trattava di un crollario, che quella cena sarebbe costata il prezzo fissato e lei da sola avrebbe mangiato dieci milioni di sesterzi, ordinò di portare la seconda mensa. Secondo le sue istruzioni, i servi posero davanti a lei soltanto un vaso d'aceto, la cui forta acidità fa sciogliere fino alla dissoluzione le perle. Portava alle orecchie quei gioielli più che mai straordinari:un capolavoro veramente unico in natura. Pertanto mentre Antonio aspettava di vedere che cosa mai avrebbe fatto, toltasi una delle due perle, la immerse nell'acete e, una volta liquefatta, la inghiottì. Gettò la mano sull'altra perla Lucio Planco, giudice di quella scommessa, mentre la donna si preparava a distruggerla alla stessa maniera; e sentenziò che Antonio era vinto: presagio che si è verificato. La fama accompagna la gemella di quella perla:una volta catturata la regina, vincitrice di una controversia così importante, la perla fu tagliata in due, affinchè ad entrambe le orecchie di Venere, a Roma, nel Pantheon, vi fosse la metà della loro cena''. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Plinio il Vecchio, Naturalis Historia, X, 58.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;''Cleopatra ha potuto soggiogare un vecchio con i suoi sortilegi''&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; Lucano, Pharsalia, X, 260.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;''Ahimé, soldati romani(non lo vorreste credere, o posteri!)venduti come schiavi a una femmina''. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Orazio, Odi e Epodi, 9, 11-12.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Noi siamo senza dubbio Romani e comandiamo la più vasta e la migliore fra le terre abitate:è indegno dei nostri padri l'essere disprezzati e calpestati da una femmina egiziana![...] Tutti eroi[...]sarebbero feriti, eccome, se si accorgessero che siamo caduti in mano a un flagello di donna!Antonio stesso è diventato''lo schiavo di una femmina'', è ''effiminato'', ''si comporta da femmina''.''. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Dione Cassio, Storie, 50, 24.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''I suoi unici amori certi furono Cesare e Antonio. E' ben poco, se si pensa alla vita torbulenta dei romani suoi contemporanei!E inoltre quelle relazioni furono riconosciute ufficialmente''.&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; Plutarco, Vita di Antonio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3462433535386162054?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3462433535386162054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/10/cleopatra-dalla-storia-al-mito-il.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3462433535386162054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3462433535386162054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/10/cleopatra-dalla-storia-al-mito-il.html' title='Cleopatra, dal mito alla storia: Il ritratto filo-romano degli antichi'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TKX8glxRJ9I/AAAAAAAAAuE/AIhxmGVfVOo/s72-c/cleopatra_%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-9219676352224351715</id><published>2010-09-28T19:00:00.004+02:00</published><updated>2010-09-30T21:23:31.951+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura egizia'/><title type='text'>Poesie d'amore e frammenti erotici</title><content type='html'>Nell'antico Egitto, la poesia d'amore era molto diffusa, sono giunti fino a noi molte testimonianze di questo genere; stessa condizione per la letteratura erotica. Ma per meglio comprendere lo stile e la scrittura, posto direttamente alcune poesie.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;Se non ci sono abbracci e carezze&lt;br /&gt;ogni volta che giungi a casa mia,&lt;br /&gt;cosa significa per noi il piacere?&lt;br /&gt;Se desideri carezzare le mie cosce e il mio seno,&lt;br /&gt;non ti respingerò. &lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;(La potenza dell'amore)&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La più erotica delle poesie d'amore, con la evidente connotazione fallica del pesce rosso, è quella in cui la ragazza seminuda esce dall'acqua:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mio dio, mio signore, t'accompagno.&lt;br /&gt;Fai dolce l'andarsene verso la riva,&lt;br /&gt;verso i fiori di loto [...]&lt;br /&gt;Fai dolce il discendere nell'acqua&lt;br /&gt;per fare il bagno davanti a te.&lt;br /&gt;Lascio vedere la mia bellezza,&lt;br /&gt;in una veste di bisso finissimo,&lt;br /&gt;impregnato di essenza profumata,&lt;br /&gt;intinto nell'olio odoroso.&lt;br /&gt;Entro nell'acqua con te,&lt;br /&gt;e, per amor tuo, esco tenendo un pesce rosso.&lt;br /&gt;E' tranquillo fra le mie dita,&lt;br /&gt;lo depongo sul mio petto.&lt;br /&gt;O mio amato, vieni e guarda.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;(Desideri d'amore)&lt;/span&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure questo bellissimo pezzo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;dei canti gioiosi e belli per &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;''La tua amata quando ritorna dai campi''&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;La voce della colomba risuona e dice:&lt;br /&gt;La terra si schiara, dov'è la tua strada?&lt;br /&gt;No, o colomba, mi rimproveri,&lt;br /&gt;ma io ho trovato il mio amato nel suo letto&lt;br /&gt;e il mio cuore è molto felice.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-9219676352224351715?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/9219676352224351715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/poesie-damore-e-frammenti-erotici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/9219676352224351715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/9219676352224351715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/poesie-damore-e-frammenti-erotici.html' title='Poesie d&apos;amore e frammenti erotici'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4669462525964262750</id><published>2010-09-18T08:10:00.000+02:00</published><updated>2010-09-29T02:22:33.243+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geroglifico'/><title type='text'>La lista Gardiner: parte 1</title><content type='html'>Per continuare lo studio dei geroglifici è necessario mettervi a disposizione uno strumento indispensabile. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Alan Gardiner&lt;/span&gt; (Eltham, 1879 – Oxford, 1963), autore della migliore grammatica geroglifica ancora in circolazione, grande studioso di papirologia e egittologo eccezionale, nei primi anni venti mise appunto una lista per classificare i geroglifici. Questa lista ormai è diventata uno strumento a cui non si può rinunciare per l'apprendimento dello geroglifico. Inizierò con postarvi la lista in questa prima parte, successivamente pubblicherò i codici di riferimento(che potete già notare sotto ad ogni geroglifico). In ogni caso è mia intenzione ampliare e migliorare questa lista, attraverso la mia decennale esperienza introdurrò altri simboli.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMIt6Rr8II/AAAAAAAAAtM/1Lf9yKLgBbE/s1600/lista+gardiner+1.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMIt6Rr8II/AAAAAAAAAtM/1Lf9yKLgBbE/s200/lista+gardiner+1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517763553289564290" /&gt;&lt;/a&gt;   &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMI4jZdfkI/AAAAAAAAAtU/dJJnNhyJYxs/s1600/lista+gardiner+2.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 168px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMI4jZdfkI/AAAAAAAAAtU/dJJnNhyJYxs/s200/lista+gardiner+2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517763736126717506" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMJIThtJfI/AAAAAAAAAtc/upn66fZdTlE/s1600/lista+gardiner+3.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 174px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMJIThtJfI/AAAAAAAAAtc/upn66fZdTlE/s200/lista+gardiner+3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517764006744237554" /&gt;&lt;/a&gt;  &lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMJRus8VII/AAAAAAAAAtk/Lu0oP1ZgTP0/s1600/lista+gardiner+4.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 170px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMJRus8VII/AAAAAAAAAtk/Lu0oP1ZgTP0/s200/lista+gardiner+4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517764168657949826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMJ0BV2C8I/AAAAAAAAAt0/4ttLBBXIpOo/s1600/lista+gardiner+5.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 168px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMJ0BV2C8I/AAAAAAAAAt0/4ttLBBXIpOo/s200/lista+gardiner+5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517764757776894914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4669462525964262750?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4669462525964262750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/la-lista-gardiner-parte-1.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4669462525964262750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4669462525964262750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/la-lista-gardiner-parte-1.html' title='La lista Gardiner: parte 1'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TJMIt6Rr8II/AAAAAAAAAtM/1Lf9yKLgBbE/s72-c/lista+gardiner+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-350419566482319173</id><published>2010-09-11T15:05:00.000+02:00</published><updated>2010-09-12T13:50:32.191+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geroglifico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><title type='text'>Amenhotep III e i suoi scarabei: scarabeo di Ty</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TIjcAkNT2SI/AAAAAAAAAp4/XPqqFtYaVFY/s1600/29ghd3r.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 122px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TIjcAkNT2SI/AAAAAAAAAp4/XPqqFtYaVFY/s200/29ghd3r.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514899645992786210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il faraone Amenhotep III è famoso per la lunga serie di scarabei che diede ordine di incidere durante il suo regno, i più famosi sono cinque; oggi parleremo di quello che a mio avviso è il più importante. Questo scarabeo è noto in 56 esemplari. Benché solitamente classificato quale ''scarabeo del matrimonio'', l'iscrizione non è commemorativa dello sposalizio di Amenhotep III con la regina Ty, avvenuto nell'anno quinto di regno; è pertanto più corretta la dizione ''scarabeo di Ty''. Nel testo vengono citati anche i genitori della regina: Yuia, sacerdote nella città di Akhmim e Tuia; i suoceri del faraone vennero poi sepolti, fatto abbastanza raro per personaggi di sangue non reale, in una tomba della Valle dei Re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;TRASCRIZIONE:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;ank hr ka nkht kha m Maat Nbty smn hpw sgrh tawy hr nbw aa khpsc hwi sttyw n-sw-bit Nb-Maat-Ra sa ra Imn-htp(w) hka Wast dy ankh hmt nsw wrt tyy ankh.ti rn n it.s Ywia rn n mwt.s Twia hmt pw nt nsw nkt tasc.f rsy r Kry mhty.f r Nhrn&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;TRADUZIONE:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Possa vivere l'Horus ''Toro possente che appare come Maat'', le Due Signore '' colui che rende salde le leggi e pacifica le Due Terre'', l'Horus d'Oro ''grande di potenza, che colpisce gli Asiatici'', re dell'Alto e Basso Egitto Nebmaatra, figlio di Ra ''Amenhotep, principe di Tebe'' che sia dotato di vita!. La grande sposa reale Ty che possa vivere!. Il nome di suo padre è Yuia; il nome di sua madre è Tuia. Lei è la moglie del re potente, il cui confine meridionale è a Karoy e quello settentrionale alla Naharyna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-350419566482319173?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/350419566482319173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/amenhotep-iii-e-i-suoi-scarabei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/350419566482319173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/350419566482319173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/amenhotep-iii-e-i-suoi-scarabei.html' title='Amenhotep III e i suoi scarabei: scarabeo di Ty'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TIjcAkNT2SI/AAAAAAAAAp4/XPqqFtYaVFY/s72-c/29ghd3r.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-1941918965841810824</id><published>2010-09-05T10:30:00.002+02:00</published><updated>2010-09-07T19:05:44.468+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costruzioni faraoniche'/><title type='text'>Karnak, ricostruzione dell'antico tempio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TIMui5Be5mI/AAAAAAAAAko/rRPq49CGXco/s1600/karnak.bmp.jpg"&gt;&lt;img style="float: right; margin: 0pt 0pt 10px 10px; cursor: pointer; width: 200px; height: 128px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TIMui5Be5mI/AAAAAAAAAko/rRPq49CGXco/s200/karnak.bmp.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513301545789089378" border="0"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Come era l'antico tempio di Karnak quando fu costruito?quali erano i suoi colori?cercherò con le immagini in mio possesso di ricostruirlo e di tracciare un ritratto complessivo di questa straordinaria opera egizia.&lt;br /&gt;A destra potete vedere un immagine sovrapposta del moderno sito con quello originale, si percepiscono così le prime differenze.&lt;span style="font-style:italic;"&gt;''Io so che Karnak è l'orizzonte sulla terra, l'augusto sorgere del sole al tempo delle origini, l'occhio sacro del Signore Onnipotente, la sede del suo cuore, che si riveste della sua bellezza e ospita tutti i suoi fedeli''&lt;/span&gt; Così la regina Hatshepsut scriveva su uno dei suoi obelischi.&lt;br /&gt;Le origini del tempio di Karnak (dall'arabo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;karnaka&lt;/span&gt;, fortezza) risalgono al Medio Regno; a questo periodo appartiene il santuario originario, del quale rimangono oggi scarissime tracce. In epoche successive, per altri 2000 anni, le costruzioni si succettero incessantemente: tutti i faraoni apportarono un loro contributo al tempio, che venne così ampliandosi progressivamente, dall'interno verso l'esterno, fino a raggiungere le dimensioni attuali, che ricoprono una superficie complessiva di circa 1400x500m. In questo spazio sono inseriti tre grandi comprensori sacri:a nord quello dedicato al dio locale Montu, al centro il più grande, quello del dio Amon, a sud quello delle dea Mut, compagna di Amon.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TINMuP56NjI/AAAAAAAAAlE/r7AdNY7k7xA/s1600/gkjfk.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 114px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TINMuP56NjI/AAAAAAAAAlE/r7AdNY7k7xA/s200/gkjfk.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513334726258734642" /&gt;&lt;/a&gt;Il grande tempio di Amon, o tempio di Karnak, occupa un'area di 600x500m ed era chiamato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ipet-set&lt;/span&gt;, ''il luogo eletto''. L'ingresso al tempio avviene attraverso il 1°pilone, iniziato nella XXX dinastia e lasciato incompiuto a circa 2/3(32m) dell'altezza totale in epoca tolemaica, proceduto da un viale di sfingi a testa di ariete. Il primo ambiente è un grande cortile quadrato, al centro del quale si trova un chiosco con dieci colonne costruito dal faraone Taharqa della XXV dinastia; una sola di queste colonne è sopravvissuta. Sulla destra un piccolo tempio di Ramses III, a sinistra un santuario formato da tre cappelle contigue dedicato da Sethi I alla triade tebana, composta da Amon, Mut e Khonsu.&lt;br /&gt;Il secondo pilone dà accesso alla grande Sala Ipostila, una delle più stupefacenti costruzioni di tutta l'antichità:la sala, che copre una superficiedi 4983m  e misura 102m di larghezza per 53 di profondità, contiene 134 colonne in 16 file, di cui quelle che costeggiano la navata centrale sono alte 23m e hanno dei capitelli di dimensioni tali che potrebbero ospitare 50 uomini in piedi; la sezione centrale è più alta di quelle laterali, in modo da creare tre navate, i cui soffitti, di altezza disuguale, che diffondevano una luce attenuata. Sethi I iniziò i lavori della sala, che venne completata da suo figlio Ramses II.&lt;br /&gt;Inoltrandoci nel tempio, incontriamo altre straordinarie costruzioni: gli obelischi di Thutmosi I e di Hatshepsut, esemplari singoli di quelle ch originariamente erano due copie; quello di Hatshepsut in particolare, oltre ad essere il più alto presente in Egitto, più di 30m per un peso complessivo di circa 320 tonnellate, presenta sulle sue facce scene di contenuto rituale e dei bellissimi geroglifici.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TINGsFMI-sI/AAAAAAAAAk8/LlgptdN0o2w/s1600/hki.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 104px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TINGsFMI-sI/AAAAAAAAAk8/LlgptdN0o2w/s200/hki.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513328091952904898" /&gt;&lt;/a&gt;Segue la cosidetta Sala degli Annali di Thutmosi III, nella quale si trovavano due splendidi pilastri di grnito rosa decorati con le piante araldiche d'Egitto, il loto del sud e il papiro del nord, che conservano ancora i loro colori originali; sui muri che circondano la vasta area, che include il santuario di cui parleremo più avanti, sono riportate le cronache delle 17 campagne militari che Thutmosi condusse, principalmente nell'area medio-orientale, e che portarono i confini dell'Egitto alla loro massima estensione, Gli Annali costituiscono la più lunga (225 righe di testo) ed importante iscrizione storica di tutto l'Antico Egitto e contengono, oltre alle descrizioni degli eventi militari, anche l'elenco dettagliato dei tributi che le singole regioni sottomesse inviavano all'Egitto:si tratta di enormi quantità di prodotti, manufatti e materiali preziosi. All'interno dei muri della Sala degli Annali si trovano il santuario che conteneva le barche sacre. Fu edificato da Filippo Arrideo, fratellastro di Alessandro Magno, in sostituzione di edifici precedenti, tra cui una cappella di Hatshepsut e una di Thutmosi III. Questo santuario è realizzato in granito, di forma rettangolare, ed è ornatodi rilievi sia all'interno che all'esterno, con i colori ancora ben visibili; è splendido, tra i rilievi esterni, quello che riproduce la processione nella quale la barca sacra di Amon è portata a spalle dai sacerdoti. Oltre il santuario si trova un vasto spazio aperto, al centro del quale rimangono le scarsissime tracce, risalenti al Medio Regno, di quello che era il nucleo originario del tempio:dei blocchi d'alabastro, e niente più.&lt;br /&gt;Ancora più avanti, il monumento con il quale si è soliti terminare la visita al tempio di Karnak: lo splendido edificio, costruito da Thutmosi III, che gli egizi chiamavono &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Akhemenu&lt;/span&gt;, ossia ''radioso per i monumenti''; la denominazione abituale, oggi, è quella di Salone delle Feste, in quanto in questo sito venivano officiati i riti di rinnovamento del potere regale del faraone. Il tempio misura 44m di larghezza per 16 di profondità, e inizia con un porticato a pilastri che circonda tutto l'edificio, a cui fa seguito un'ampia sala a colonne; queste presentano una particolarità nel capitello, che è a forma di calice capovolto, volendo con ciò riprodurre la sommità dei picchetti che sorreggevano la tenda del padiglione nel quale originariamente venivano celebrati i riti del giubileo reale. All'interno della grande sala i colori sono ancora magnifici, anche nel grande soffitto dipinto di blu che fa da sfondo alle stelle dorate a cinque punte.&lt;br /&gt;In una sala attigua, che viene abitualmente conosciuta con il nome di Orto Botanico, Thutmosi III fece riprodurre le immagini della flora e fauna esotica conosciuta nei paesi del Mediterraneo orientale, in particolare la Siria ( Retenu in geroglifico).&lt;br /&gt;Sulla stra del ritorno, a sud del grande tempio di Amon, si incontra il Lago Sacro, il più grande d'Egitto, che misura 200x117m; era utilizzato per la abluzioni dei sacerdoti e forse anche per delle brevi navigazioni in occasione di feste liturgiche, ed aveva anche un significato mitico e simbolico, in quanto simboleggiava le acque Nun, l'oceano primordiale dal quale aveva avuto origine la vita. Accanto ad un edificio del re nubiano Taharqa della XXV dinastia, oggi molto deteriorato, si trova un blocco di granito rosa sul quale troneggia la statua di un gigantesco scarabeo, dedicato da Amenhotep III al dio Khepri, la forma del sole nascente, e che, proveniente forse dal tempio funerario del sovrano, sulla riva occidentale, venne trasportato qui dal faraone Taharqa.&lt;br /&gt;Questo era una visita virtuale del tempio, per conoscere le sue bellezze e capirne il valore, sotto ho postato un video che mostra la ricostruzione di parte del tempio di Karnak.&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-5625e778ed7f084d" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v10.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D5625e778ed7f084d%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330257615%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D28F0B0BCF8EC9648B1BE0940623791D53BE2738E.1BF014ABD7701DD38EC04FF17AFB0EB6CB94AE93%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D5625e778ed7f084d%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D5GKTElUjhwugV6HcQxxqj1GXB6s&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v10.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3D5625e778ed7f084d%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330257615%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D28F0B0BCF8EC9648B1BE0940623791D53BE2738E.1BF014ABD7701DD38EC04FF17AFB0EB6CB94AE93%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D5625e778ed7f084d%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D5GKTElUjhwugV6HcQxxqj1GXB6s&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-1941918965841810824?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/1941918965841810824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/karnak-ricostruzione-dellantico-tempio.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1941918965841810824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/1941918965841810824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/karnak-ricostruzione-dellantico-tempio.html' title='Karnak, ricostruzione dell&apos;antico tempio'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TIMui5Be5mI/AAAAAAAAAko/rRPq49CGXco/s72-c/karnak.bmp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4233047943363200389</id><published>2010-09-04T08:00:00.001+02:00</published><updated>2010-09-04T04:45:17.729+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teorie Personali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Nefertari, quale era il suo aspetto fisico?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TIGytOsQDZI/AAAAAAAAAMM/h-eDjCjhzpo/s1600/nefer.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 104px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TIGytOsQDZI/AAAAAAAAAMM/h-eDjCjhzpo/s200/nefer.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5512883908985752978" /&gt;&lt;/a&gt;Pensando a questa donna straordinaria, mi sono chiesta quale poteva essere il suo aspetto fisico. Le varie rappresentazioni che abbiamo di lei la ritraggono come una donna alta, slanciata, dai capelli neri, con occhi profondi e un viso ovale.&lt;br /&gt;Della regina Nefertari, al contrario dell'altra bellissima d'Egitto Nefertiti, possiamo solo ipotizzare un suo ritratto, quindi sulla base delle raffigurazioni arrivate fino a noi e sfrutando le mie capacità artistriche ho tracciato il ritratto che vedete a sinistra.&lt;br /&gt;Come potete notare, ho deciso di creare un immagine lontana dai canoni egizi, nessuna corona, nessun segno faraonico o trucco allungato; mi sono solo soffermata nel ritrarre quello che secondo me poteva essere il suo aspetto.&lt;br /&gt;Un viso ovale ma forte, una bocca carnosa, occhi profondi e a mandorla, zigomi alti ecc.&lt;br /&gt;Non so quale sia stato l'effettivo aspetto fisico della regina Nefertari, ma secondo me la sua bellezza e l'eleganza che aveva si rispecchiano molto in questo schizzetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4233047943363200389?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4233047943363200389/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/nefertari-quale-era-il-suo-aspetto.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4233047943363200389'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4233047943363200389'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/nefertari-quale-era-il-suo-aspetto.html' title='Nefertari, quale era il suo aspetto fisico?'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TIGytOsQDZI/AAAAAAAAAMM/h-eDjCjhzpo/s72-c/nefer.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-7650421335485621537</id><published>2010-09-02T12:30:00.000+02:00</published><updated>2010-09-05T22:10:07.778+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Luoghi'/><title type='text'>Introduzione ad Alessandria</title><content type='html'>Inizio oggi una nuova rubrica dedicata ai luoghi dell'Egitto e ai suoi monumenti, iniziamo con la prima città importante in ordine geografico, Alessandria.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.4winds.it/tour/img_tour/453.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 270px;" src="http://www.4winds.it/tour/img_tour/453.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Quando nel 332 a.C. Alessandro Magno, dopo aver sconfitto le armate persiane, giunse in Egitto, si insediò nei pressi del villaggio di Rakotis, arroccato su un'altura di fronte alla vicina isola di Pharos. In quel luogo decise che avrebbe fondato una città, cui sarebbe stato assegnato il suo nome. Costretto a ripartire poco dopo, non sarebbe mai più tornato in Egitto, ma il progetto della futura città, che Alessandro aveva affidato all'architetto Dinocrate, fu portato a realizzazione. Morto Alessandro, i generali macedoni si spartirono l'impero e l'Egitto toccò a Tolomeo, ufficiale macedone e figlio di Lago, che scelse la nuova città di Alessandria come residenza e capitale del suo regno.&lt;br /&gt;Durante il secolo seguente, i primi tre Tolomei, Sotere, Filadelfo ed Evergete (quest'ultimo morì nel 222 a.C), diedero un impulso determinante all'abbellimento della città, facendone anche il più brillante centro culturale e artistico del Mediterraneo, culla della civiltà ellenica. Loro fu l'idea di collegare l'isola di Pharos alla terraferma con una grande chiusa, l'Heptastadion, lunga 7 stadi (circa 1300 metri). La particolare conformazione dell'isola, estesa in lunghezza e parallela alla costa, permise la creazione di due porti naturali, separati dall'Heptastadion, che ancora oggi ritroviamo:il porto Est e il porto Ovest. All'estremità orientale dell'isola, Tolomeo I Sotere fece anche costruire una torre a più piani rientranti (prototipo dei moderni fari), che di notte veniva illuminata alla sommità con un fuoco a legna e con un sistema di specchi, faceva luce a 100 miglia di distanza, al fine di segnalare la presenza del porto alle imbarcazioni che navigavano alla luce delle stelle. Dinocrate aveva progettato la pianta della città a forma di quadrilatero, in modo che le strade, orientate verso nord, nonché i porti potessero d'estate venire rinfrescati dal vento di tramontana. Dietro la zona del porto Est si trovava il quartiere elegante della città, il Bruchion; è su quest'area della città in un ampio parco, che i Lagidi costruirono i loro sontuosi palazzi, un teatro, un mausoleo, destinato a ospitare il corpo di Alessandro, un tempio di Iside e Serapide, e un complesso di edifici dedicato alle Muse. Questo ''Museo'', una sorta di accademia compredente una biblioteca con oltre un milione di libri, aule scolastiche, palestre e un giardino botanico, resterà uno dei luoghi più prestigiosi della cultura greca fino al trionfo del cristianesimo.&lt;br /&gt;In seguito alla conquista araba, nel VII secolo, Alessandria cominciò a declinare, fino a ridursi a poco più di un villaggio al momento della campagna d'Egitto di Napoleone, nel 1799. Fu merito dei &lt;span style="font-style:italic;"&gt;kedivè&lt;/span&gt; se Alessandria riprese poi una nuova vita. Nel 1819, Muhamed Alì fece scavare il Canale Mahmudiya, che permise di irrigare le terre vicine e collegò la città al Nilo. Alla fine del XIX secolo, Alessandria era tornata a essere una ricca e fiorente città. ingentilita da ridenti giardini lungo il lago Maryut. I sontuosi palazzi, descritti dai viaggiatori dell'epoca, sono stati sostituiti da costruzioni adibite alle attività commerciali e industriali di una moderna metropoli. Alessandria con i suoi 4 milioni di abitanti, è una città cosmopolita, piena di vita, soprattutto verso il centro, che si irradia da midan (piazza in arabo)Saad-Zaghlul, alle spalle del litorale del porto Est. Primo porto dell'egitto. Alessandria si trova oggi a dover fronteggiare una forte crescita demografica. Per questo, ai piedi delle colline. vicino a el-Amiriya, sta sorgendo un nuovo insediamento urbano che, alla fine del secolo, potrà raggiungere 1 milione di abitanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-7650421335485621537?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/7650421335485621537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/introduzione-ad-alessandria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7650421335485621537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7650421335485621537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/introduzione-ad-alessandria.html' title='Introduzione ad Alessandria'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5649381185776489150</id><published>2010-08-31T08:00:00.003+02:00</published><updated>2011-05-07T19:51:04.839+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura egizia'/><title type='text'>Poesia nell'antico Egitto...</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2UYCbp_-ZI/AAAAAAAAAFM/XP9PM6CLQT4/s1600-h/am.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 198px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2UYCbp_-ZI/AAAAAAAAAFM/XP9PM6CLQT4/s200/am.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432774955555092882" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavo ripensando ad un antico poema d'amore, ed è incredibile come ancora oggi queste parole siano così significative..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''L'amore che ho per te è diffuso nel mio corpo come il sale si scioglie nell'acqua, come il frutto della mandragola si impregna di profumo, come l'acqua si mescola al vino!Io sono la tua amata,la prima(l'unica), sono tua come il pezzo di terra che ho seminato di fiori per te,il mio corpo è felice, è in gioia il mio cuore per il nostro camminare insieme, è dolce come mosto udir la tua voce, vivo quando la odo, se ti vedo è meglio ogni sguardo per me che mangiare e che bere!''&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allego il link di un bellissimo documentario girato per il ''Filo di Arianna'' condotto da Lorenza Foschini nel 1999:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.megavideo.com/?v=Q08AZR0T"&gt;Nefertari-Luce d'Egitto&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5649381185776489150?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5649381185776489150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2009/05/nefertari.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5649381185776489150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5649381185776489150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2009/05/nefertari.html' title='Poesia nell&apos;antico Egitto...'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2UYCbp_-ZI/AAAAAAAAAFM/XP9PM6CLQT4/s72-c/am.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-8497905589120410738</id><published>2010-08-30T15:30:00.008+02:00</published><updated>2010-09-06T00:25:39.076+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Rubrica mensile'/><title type='text'>La Posta dell'Estate</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.egyptartsite.com/glyph/bird.GIF"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 40px; height: 40px;" src="http://www.egyptartsite.com/glyph/bird.GIF" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Dopo un lungo periodo di pausa ritorno con il mio blog, inizio postando alcune e-mail che ho ricevuto questa estate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;18 Giugno 2010 da Maria di Turisti per Caso&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciao Nefertari, ho letto che sei un egittologa e volevo chiederti una cosa che mi domando dalle scuole medie, la funzione del faraone può essere paragonata a quella dei re inglesi?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Risposta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciao Maria, credo che da un certo punto di vista il paragone potrebbe calzare, il faraone era non solo il capo dello stato ma anche quello della religione; anche se i poteri e le possibilità dei sovrani inglesi sono molto ridotti rispatto al potere dei re d'Egitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;23 Luglio 2010 da Davide di Egittologia.net&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciao Nefer, volevo chiederti di consigliarmi qualche ottimo volume per iniziare lo studio dell'Antico Egitto. Grazie.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Risposta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciao Davide, posso consigliarti quattro volumi che sono la base dell'Egittologia:&lt;br /&gt;-Sulle rive del Nilo di E.Bresciani&lt;br /&gt;-L'Enciclopedia dell'Antico Egitto di E.Bresciani&lt;br /&gt;-Come leggere i geroglifici egizi di Collier/Manley&lt;br /&gt;-L'Arte egizia di C.Aldred&lt;br /&gt;Naturalmente ti consiglio i testi di Franco Cimmino, Sergio Donadoni, Silvio Curto e quelli editi dall'Ananke Edizioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;20 Agosto 2010 da Antonio di Facebook&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciao Jenny, complimenti per il tuo gruppo, davvero particolare, io volevo domandarti invece se potevi darmi qualche consiglio per un viaggio in Egitto, soprattutto vorrei sapere il migliore tour operator. Grazie.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;br /&gt;Risposta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciao, i consigli che posso darti sono gli stessi che puoi trovare in giro per internet o sul mio spazio in TPC (Turisti per Caso).&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il tour operator i migliori sono due, per chi ha meno soldi, consiglio Alpitour; mentre per chi ha qualche soldino in più non posso non consigliare la Rallo Viaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.egyptartsite.com/glyph/bird.GIF"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 40px; height: 40px;" src="http://www.egyptartsite.com/glyph/bird.GIF" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Passiamo ora ai messaggi divertenti e bizzarri, ne ho selezionato due, entrambi ricevuti prima dell'estate, che per certi versi ci aiutano a capire l'Antico Egitto nell'immaginario popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Anonimo del 19 Aprile 2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciao Nefertari, non so più a chi chiedere, volevo sapere se tu puoi aiutarmi a trovare le testimonianze storiche della pratica del Hom-Dai. Grazieee ^^&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Risposta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciao, l'Hom-Dai è un invenzione hollywoodiana, che non ha nulla a che fare con l'Antico Egitto, quindi le uniche testimonianze che troverai di questa pratica sono nei film ''La Mummia'' e la ''La Mummia- il ritorno''. Ciao e buona visione..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Anonimo del 22 Maggio 2010&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Ciao Jenny, ho una cosa da chiederti, una mia curiosità personale, quanti schiavi morirono durante la costruzione delle piramidi di Ghiza?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Risposta&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Buonasera, posso risponderti con una certa sicurezza o approssimazione dicendoti nessuno, poichè gli uomini che lavorarono alla costruzione delle piramidi della piana di Giza erano lavoratori pagati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-8497905589120410738?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/8497905589120410738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/08/la-posta-dellestate.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8497905589120410738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8497905589120410738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/08/la-posta-dellestate.html' title='La Posta dell&apos;Estate'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-7090676346431225110</id><published>2010-08-10T11:50:00.000+02:00</published><updated>2010-09-13T06:06:06.714+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto dalla terra del Nilo'/><title type='text'>Le principali divinità dell'Antico Egitto</title><content type='html'>&lt;a href="http://goo.gl/photos/fs8W" imageanchor="1" style="clear:right;margin-bottom:1em;margin-left:1em"&gt;&lt;img border="0" src="http://lh4.ggpht.com/_yTh0UHZ4_aY/TIMR1Qlg_aE/AAAAAAAAAhA/eCjMRqxxXLM/s160-c/LePrincipaliDivinitaDellAnticoEgitto.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-7090676346431225110?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/7090676346431225110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/le-principali-divinita-dellantico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7090676346431225110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7090676346431225110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/le-principali-divinita-dellantico.html' title='Le principali divinità dell&apos;Antico Egitto'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_yTh0UHZ4_aY/TIMR1Qlg_aE/AAAAAAAAAhA/eCjMRqxxXLM/s72-c/LePrincipaliDivinitaDellAnticoEgitto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-2049745981293182387</id><published>2010-08-09T10:00:00.000+02:00</published><updated>2011-01-29T22:38:45.959+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costruzioni faraoniche'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Periodo greco-romano'/><title type='text'>Il Mammisi di Dendera</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWSxlgi4hI/AAAAAAAAAyo/n7R13LeQjl0/s1600/Map13.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 259px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWSxlgi4hI/AAAAAAAAAyo/n7R13LeQjl0/s320/Map13.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563514295265976850" /&gt;&lt;/a&gt;Mammisi è un termine che Champollion prese dal copto e significa ''casa di nascita''. Indica piccoli templi di epoca tolemaica e romana che si trovavano di solito vicino all'entrata del tempio principale. Nei mammisi avveniva il mistero della nascita della divinità che avrebbe completato la triade del tempio. Il primo esempio di mammisi sembra essere stato un rilievo all'interno del tempio di Hatshepsut, a Deir el-Bahri, dove è narrata la sua nascita: Amon, guidato da Thot, si avvicina ad Ahmes e in tal modo concepisce Hatshepsut. Anche nel tempio di Amenhotep III a Luxor sono descritti in un rilievo il matrimonio di Mutemuya e Amon e la nascita del nuovo sovrano: così veniva legittimato il potere dei faraoni. Come templi, i mammisi furono costruiti a partire dal Periodo Tolemaico; vi si rappresentava il mistero della maternità di Iside, data la fama acquisita della dea nella Bassa Epoca: la monarchia, per essere altrettanto popolare, si legò al suo culto. Per assimilazione, si celebrava nel mammisi la nascita del re, incarnazione del nuovo dio. Questi templi sono formati da un colonnato che circonda un edificio rettangolare, con pronao e tre stanze. I mammisi più noti si trovano a Edfu, Dendera e File. Dendera fu un importante centro nell'Antico Regno, nel Primo Periodo Intermedio e in quello Tolemaico, come dimostrano il tempio dedicato ad Hathor; Dendera, l'antica Iunet, si trova nell'Alto Egitto. Il suo complesso religioso è circondato da un muro di mattoni crudi. Al suo interno si trova il tempio principale di Hathor. Accanto vi sono due mammisi, il più antico risale al Periodo Tolemaico e fu iniziato da Nectanebo. Ma il più noto è quello di Traiano (98-117 d.C.), di epoca romana, con la struttura dei grandi templi:il cortile, la sala ipostila (oggi distrutti), la sala delle offerte, il vestibolo e il santuario. Questo mammisi celebra la nascita di Ihy, figlio di Hathor e presenta nella parte esterna del muro sud cinque colonne papiriformi alternate con altrettanti muri ricchi di decorazioni a rilievo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTV6jlgwiGI/AAAAAAAAAyA/pHHSJpiKAYE/s1600/Dendera_relief.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 145px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTV6jlgwiGI/AAAAAAAAAyA/pHHSJpiKAYE/s200/Dendera_relief.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563487666469636194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Traiano difronte ad Horus e Hathor&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Hathor ha le corna bovine e il disco solare, la cuffia a forma di avvoltoio è simbolo del potere sull'Alto Egitto. Hathor assistita dagli dei, darà alla luce Ihy, in questo periodo tardo fu associata a Iside, con cui di solito veniva confusa. Questa divinità fu venerata a Dendera dall'Antico Regno. Horus di Edfu era lo sposo della dea di Dendera. Poiché era identificato con Ra Harakhte, presenta la stessa iconografia:corpo antropomorfo e testa di falco, con il disco solare. Il faraone/imperatore Traiano, vestito come un egizio, porta delle corna orizzontali su cui si possono vedere tre motivi uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWCkazFKOI/AAAAAAAAAyI/3hG_I_SEuKk/s1600/den2.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWCkazFKOI/AAAAAAAAAyI/3hG_I_SEuKk/s200/den2.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563496476866586850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Traiano con Hathor e Ihy&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La rappresentazione dei fiori di loto è molto comune nell'iconografia egizia, come simbolo dellavegetazione che il fiume Nilo fa crescere ogni anno.&lt;br /&gt;La dea Hathor abbraccia suo figlio Ihy mentre lo allatta. Egli porta la ciocca della gioventù, propria degli dei che sono ancora bambini. Traiano cinge la corona &lt;a href="http://anticatebe.blogspot.com/2010/12/i-simboli-della-regalita.html"&gt;Pschent&lt;/a&gt;, simbolo dell'unione del Doppio Paese. La bianca è l'emblema dell'Alto Egitto e quella rossa del Basso Egitto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWECD-TDBI/AAAAAAAAAyQ/U_ByxgiYiwE/s1600/den3.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 151px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWECD-TDBI/AAAAAAAAAyQ/U_ByxgiYiwE/s200/den3.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563498085647322130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Traiano davanti a Hathor e Ihy con la corona rossa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In quattro rilievi di questo muro esterno del mammisi è raffigurata Hathor mentre allatta Ihy, scena che si trovava già nelle rappresentazioni di Iside e Arpocrate. In questa Traiano viene rappresentato con la corona rossa, emblema del Basso Egitto, mentre venera la dea e suo figlio. Visto che il faraone è anch'esso presente nelle scene della nascita del nuovo dio, egli è raffigurato con diversi copricapi; era un modo di integrarsi in una cultura diversa, visto che era consuetudine per gli egizi ormai accettare come faraone, anche se si trattava di uno straniero, colui che assumeva tutti gli obblighi (titoli, attributi) e che accettava i costumi egizi (divinità, lingua).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWF6d-0WuI/AAAAAAAAAyY/vtKyRAicA74/s1600/den1.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWF6d-0WuI/AAAAAAAAAyY/vtKyRAicA74/s200/den1.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563500154213128930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Traiano con Ihy(Horus) e Hathor&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In tutte queste rappresentazioni in cui si vede Hathor che allatta, possiamo notare una figura alle sue spalle, si tratta dello stesso Ihy, che qui viene presentato con gli attributi di suo padre Horus:la doppia corona; si confonde in tal modo con Horo bambino, chiamato generalmente &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Arpocrate&lt;/span&gt;. Nel mammisi di Nectanebo, sempre a Dendera, si trovava la scena del concepimento di Ihy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWHk1TPOII/AAAAAAAAAyg/gSoPEvQOvkw/s1600/3444544913_4017bd8a1a.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWHk1TPOII/AAAAAAAAAyg/gSoPEvQOvkw/s200/3444544913_4017bd8a1a.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563501981538924674" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Traiano identificato con Sobek davanti ad Hathor e Ihy&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Il faraone porta una corona con corna ritorte, su cui vi sono anche il disco solare, due piume e due urei, copricapo con cui si identifica il dio Sobek.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-2049745981293182387?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/2049745981293182387/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/il-mammisi-di-dendera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2049745981293182387'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2049745981293182387'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2011/01/il-mammisi-di-dendera.html' title='Il Mammisi di Dendera'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TTWSxlgi4hI/AAAAAAAAAyo/n7R13LeQjl0/s72-c/Map13.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-7091785001927445635</id><published>2010-07-23T19:30:00.000+02:00</published><updated>2010-09-04T04:53:36.590+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>La produzione della ceramica</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S4c9-IWxhRI/AAAAAAAAAKE/9Ur7qU7CTLU/s1600-h/faience_hippo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S4c9-IWxhRI/AAAAAAAAAKE/9Ur7qU7CTLU/s200/faience_hippo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442386812304721170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I resti archeologici più abbondanti in Egitto sono in ceramica, materiale utilizzato per la fabbricazione di oggetti che servivano come supporti per la scrittura. Lo studio della ceramica può fornire dati concernenti la cronologia, l'uso, lo provenienza e il commercio. La maggior parte degli oggetti veniva realizzata con argilla del Nilo, poichè, dopo la cottura, restava di colore rossiccio. Gli oggetti furono modellati a mano fino all'Antico Regno, quando fu utilizzata una piattaforma girevole mossa con le mani. Durante il Nuovo Regno fu inventata la ruota da vasaio. I vasi di pietra erano destinati soprattutto all'uso funerario, per la vita quotidiana si usava la ceramica. Vasi, piatti, coppe, recipienti e anfore erano di argilla e di decoravano o meno a seconda della loro funzione. Le ceramiche si distinguono a secondo del tipo di argilla impiegato per la loro fabbricazione, esiste argilla di colore rosa pallido e grigiastro. La ceramica fatta con il limo del Nilo serviva per il vasellame di uso quotidiano. Con l'argilla calcarea, estratta soprattutto da Qena, nell'Alto Egitto, si produceva quella di lusso. All'argilla veniva aggiunti altri elementi (come paglia o sabbia) per sgrassare o per rendere la massa compatta. La forma della ceramica indica contatti con la Palestina. La ceramica così ottenuta veniva decorata di rosso e con disegni che scomparvero all'inizio del periodo dinastico.&lt;br /&gt;Dal periodo predinastico gli egizi crearono un tipo di ceramica che imitava il turchese e il lapislazzuli, chiamata &lt;em&gt;faience&lt;/em&gt;: una maiolica, che si fabbricava con argilla, calce, quarzo triturato e cenere. Si dava uno strato di vernice di colore blu o verde, che conferiva un aspetto di smalto. La decorazione nera si applicava con manganese. Questo procedimento fu utilizzato fino all'epoca della dominazione islamica.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-7091785001927445635?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/7091785001927445635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-produzione-della-ceramica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7091785001927445635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7091785001927445635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-produzione-della-ceramica.html' title='La produzione della ceramica'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S4c9-IWxhRI/AAAAAAAAAKE/9Ur7qU7CTLU/s72-c/faience_hippo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6831116140987820442</id><published>2010-07-19T15:30:00.000+02:00</published><updated>2010-10-24T14:21:18.899+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia dell&apos;archeologia e archeologi'/><title type='text'>Ferlini e la scoperta del tesoro di Amanishakheto</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3VnAdt_-yI/AAAAAAAAAI0/-qLw_dGr8Y4/s1600-h/templralg_op_565x600.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 302px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3VnAdt_-yI/AAAAAAAAAI0/-qLw_dGr8Y4/s320/templralg_op_565x600.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437365382794967842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nell' anno 1834, Giuseppe Ferlini, medico militare al servizio delle truppe di occupazione egizie nel Sudan stazionate a Khartoum, chiese il permesso per effettuare scavi archeologici nella zona. ''Sono ansioso di dare un contributo utile alla storia'', affermò il giovane avventuriero italiano. In verità aveva in mente i ''colleghi'' europei, i quali, rovistando nelle antiche terre della Valle dei Nilo, erano stati protagonisti di imprese fortunate e avevano dato l'impulso alla nascita delle grandi collezioni egizie dei principali musei europei. Ferlini iniziò le esplorazioni nel vicino Wadi ben Naga e a Musawwarat, ma senza successo. Si spostò quindi 200 chilometri a nord di Khartoum, dove, sulla riva sinistra del Nilo, giacciono le rovine di un'antica città, Meroe, la leggendaria metropoli del regno di Kush, la capitale ''degli altri Etiopi'', come li aveva chiamati Erodoto.&lt;br /&gt;La città, riscoperta circa mezzo secolo prima da James Bruce, l'esploratore scozzese che nel 1772 aveva individuato le sorgenti del Nilo Blu, era nota grazie alle descrizioni fornite dalle tavole di Frederci Cailliaud:nel paesaggio che tanto aveva entusiasmato il viaggiatore francese spiaccavano le curiosi piramidi, simili certo, eppure diverse, lontano nello spazio e nel tempo da quelle dell'Antico Egitto. Le pareti di questi monumenti, meno alti di quelli faraonici (raggiungono al massimo i 64 metri), erano molto più ripide e la cima non terminava a punta bensì in una piccola piattaforma, in origine decorata con un disco in ceramica smaltata verde e celeste, che simboleggiava il sole. Dopo numerosi scavi, che si concludono in un generale insuccesso, Ferlini decise di compiere un ultimo tentativo. La scelta cadde sulla piramide maggiore, quella della regina Amanishakheto. In un'incisione di Cailliaud (1821) il monumento è raffigurato ancora quasi intatto, solo con la cima rovinata e un profondo squarcio a metà circa della facciata orientale. I lavori di Ferlini cominciano dalla sommità: blocco dopo blocco gli operai smontano la piramide, quando, a un tratto, emergono i primi indizi della scoperta: al centro della costruzione si trova un'apertura rettangola (sette piedi per lato e circa cinque d'altezza), con, al suo interno, un oggetto voluminoso ricoperto da un panno bianco che, al contatto con l'aria e con le mani degli operai, si sbriciola. Protetto da una sorta di tavolo o di altare ''una mensa sacra o ara domestica'' (scrisse Ferlini nella &lt;em&gt;Relation historique des fouilles opérées dans la Nubie&lt;/em&gt; del 1838), vi era un vaso di bronzo che conteneva oggetti ravvolti in un telo come quello menzionato sopra. Intorno al vaso c'erano oggetti in pasta vitrea e pietra, amuleti e idoli, all'interno del vaso un tesoro meraviglioso, il corredo della regina Amanishakheto; questa scoperta portò alla distruzione della piramide, poichè Ferlini era convinto che ci fossero altri monili d'oro nascosti da qualche parte. Una volta tornato in Europa, gli oggetti furono venduti a diversi musei nel mondo, tra cui i musei di Monaco e del Cairo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6831116140987820442?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6831116140987820442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/ferlini-e-la-scoperta-del-tesoro-di.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6831116140987820442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6831116140987820442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/ferlini-e-la-scoperta-del-tesoro-di.html' title='Ferlini e la scoperta del tesoro di Amanishakheto'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3VnAdt_-yI/AAAAAAAAAI0/-qLw_dGr8Y4/s72-c/templralg_op_565x600.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-7260214861172866247</id><published>2010-07-07T00:30:00.001+02:00</published><updated>2011-01-27T12:21:17.197+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;Egitto dopo i faraoni'/><title type='text'>L'Egitto a Villa Adriana</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S24b_dhjaTI/AAAAAAAAAHU/wNrev4zWIVE/s1600-h/ita034.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 130px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S24b_dhjaTI/AAAAAAAAAHU/wNrev4zWIVE/s200/ita034.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435312577353836850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Villa Adriana è un complesso monumentale in cui sono mirabilmente sintetizzate diverse culture che l'imperatore Adriano conobbe durante i suoi lunghi viaggi, specialmente quelle della Grecia, dell'Asia Minore e dell'Egitto. La villa, poi utilizzata da altri imperatori, fu abbandonata nel Medioevo.&lt;br /&gt;La Villa è un insieme di edifici fatti costruire dell'imperatore romano Adriano (117-138 a.C.). Si trova a circa 25 Km da Roma e occupa un territorio di 120 ettari a sud-ovest di Tivoli. Il suo legame con l'Egitto è chiaro: Adriano dedicò uno spazio alla riproduzione di una città del Basso Egitto, Canopo, non molto lontano da Alessandria, la città più importante del mondo ellenistico nel Periodo Tolemaico; oggi Abuqir. Secondo quanto racconta Strabone, il canale che univa le due città ''si riempiva di giorno e di notte di imbarcazioni cariche di gente che suonava musica e danzava in modo lussurioso senza fermarsi mai''. A Canopo vi era un tempio in onore di Serapide, meta di pellegrinaggi. Questo dio fu venerato al tempo dei Tolomei, poichè l'Egitto era più vicino al mondo ellenistico che ai propri culti antichi. Si tratta della fusione di tre divinità: Osiride, Api e Ra, in lui si uniscono i concetti di fertilità agricola, vita e morte; fu una divinità che venne onorata anche nello stesso Impero romano. Sembra che il Serapeo di Canopo sia stato distrutto nel 391 dall'imperatore Teodosio, in base a un ordine contro i culti pagani.&lt;br /&gt;Adriano trascorse a Roma pochi anni del suo regno, in quanto si dedicò a visitare il suo vasto regno. Nella costruzione della sua villa, l'imperatore progammò una sintesi delle principali culture dell'Impero romano; fece erigere edifici che le ricordavano, sfruttando e unendo elementi architettonici, scultorei e naturali, come l'acqua o i giardini. Le culture più rappresentate sono quella greca e quella egizia, dalle quali l'imperatore di origine spagnola trasse gli edifici che lo avevano più colpito:teatri greci, un ninfeo che evocava la &lt;em&gt;tholos&lt;/em&gt; (tempio circolare) della Venere di Cnido, un ginnasio, biblioteche, esedre. Sono presenti molte statue, anche se la maggior parte è andata perduta con il tempo o a causa dei collezionisti privati. Comunque, pur comprendendo allusioni a modelli egizi, Villa Adriana è unanimemente considerata come una delle più felici espressioni dell'architettura romana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-7260214861172866247?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/7260214861172866247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/legitto-villa-adriana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7260214861172866247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/7260214861172866247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/legitto-villa-adriana.html' title='L&apos;Egitto a Villa Adriana'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S24b_dhjaTI/AAAAAAAAAHU/wNrev4zWIVE/s72-c/ita034.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-5524927258240774082</id><published>2010-07-05T06:00:00.000+02:00</published><updated>2010-09-05T06:02:57.545+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto dalla terra del Nilo'/><title type='text'>Immagini in bianco e nero dell'Egitto</title><content type='html'>&lt;a href="http://goo.gl/photos/SCbS" imageanchor="1" style="clear:right;margin-bottom:1em;margin-left:1em"&gt;&lt;img border="0" src="http://lh5.ggpht.com/_yTh0UHZ4_aY/TIMN-f3BTEE/AAAAAAAAAg8/F0WV2kLQqxk/s160-c/ImmaginiInBiancoENeroDellEgitto.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-5524927258240774082?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/5524927258240774082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/immagini-in-bianco-e-nero-dellegitto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5524927258240774082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/5524927258240774082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/immagini-in-bianco-e-nero-dellegitto.html' title='Immagini in bianco e nero dell&apos;Egitto'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_yTh0UHZ4_aY/TIMN-f3BTEE/AAAAAAAAAg8/F0WV2kLQqxk/s72-c/ImmaginiInBiancoENeroDellEgitto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-976582182900917965</id><published>2010-06-29T22:24:00.000+02:00</published><updated>2010-09-04T04:49:33.019+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavori dell&apos;Antico Egitto'/><title type='text'>Il ruolo della nutrice nell'antico Egitto</title><content type='html'>Molte nutrici occuparono un posto importante alla corte d' Egitto. Si pensi, per esempio, all'illustre Tiye, moglie del dignitario Ay, futuro faraone, che diede il seno a Nefertiti e la educò..''Grande nutrice'' è detto della donna che allatta il futuro re, ''colei che ha cresciuto il dio, dal dolce seno, vigorosa nell'allattamento, la cui pelle è stata toccata da Horo''. Disponendo di un servitore, la nutrice reale ha anche la possibilità di farsi scavare una tomba(ultimamente è stata ritrovata la mummia della regina Hatshepsut nella tomba della sua nutrice, Satre, che ebbe il grande onore di vedere erigere la sua statua all'interno della cinta del tempio di Deir el-Bahri).&lt;br /&gt;Il saggio Paheri ha fatto rappresentare tre balie sui muri della sua dimora eterna, Meryt, moglie di un capo tesoriere(tomba tebana n°63), balia della figlia del faraone, venne assunta dal re in persona.&lt;br /&gt;Anche la dea Iside venne molto spesso ritratta nell'atto di allattare il piccolo Horus.&lt;br /&gt;Amenhotep II, il re definito ''sportivo'' per via delle sue prestazioni di tiro con l'arco e di canottaggio, era molto affezionato alla sua nutrice, la madre dell'alto dignitario Kenamon.&lt;br /&gt;Nella tomba tebana(n°93)di ques'ultimo, il re si è fatto rappresentare sulle ginocchia della sua balia, seduta su una specie di trono, all'interno di un padiglione colonnato il cui tetto è decorato con melograni e fiori di loto, ai piedi della balia è accucciato un cane, due fanciulle portano da bere, mentre una terza suona il liuto.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2UCRoF3SQI/AAAAAAAAAE8/SMXE1gA5Ucg/s1600-h/Iside_horus.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 178px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2UCRoF3SQI/AAAAAAAAAE8/SMXE1gA5Ucg/s320/Iside_horus.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432751027335416066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alcuni contratti di epoca tarda precisano che la nutrice si impegnava ad allattare il neaonato o a occuparsi di lui per un determinato periodo in cambio di un certo compenso.&lt;br /&gt;Svolgeva anche funzione medica e curava soprattutto l'enuresi del bambino, somministrandogli pillole composte di frammenti di pietra bollita o un liquido a base di canne.&lt;br /&gt;La mancanza di latte era la cosa peggiore per una nutrice, che disponeva di un rimedio efficace per ovviare a questo inconveniente; ungersi la schiena con un unguento preparato con la spina di un pesce particolare, il lates niloticus, cotta nell' olio.&lt;br /&gt;Dato che secondo le prescrizioni dei medici, i bambini andavano allattati per almeno tre anni, alle balie non mancava certo il lavoro; erano pagate meglio di alcuni terapeuti, in cambio dei suoi servizi una di loro ricevette tre collane di diaspro, un paio di sandali, una cesta, un blocco di legno, dell'avorio e mezzo litro di grasso, la sua collega, due paia di sandali, un vase di rame, una stuoia, alcune ceste e un litro d'olio.&lt;br /&gt;Ritenute ''il liquido che guarisce'', il latte veniva attentamente esaminato, doveva avere l'odore delle piante aromatiche o della farina di carrube; se, invece, sapeva di pesce era considerato cattivo. La lunga durata dell'allattamento spiega perchè non si è trovata traccia di rachitismo negli scheletri di bambini egizi, il ''prezioso latte'' poteva essere raccolto in recipienti d'argilla a forma di donna che si schiaccia il seno mentre tiene sulle ginocchia un neonato.&lt;br /&gt;Curare il seno delle balie, in modo da evitare pruriti, emorragie o suppurazioni, era uno dei compiti fondamentali dei medici, che utilizzavano a questo scopo prodotti a base di canna, fibre vegetali, stami e pistilli di giunco.&lt;br /&gt;Pensa che su una statua conservata al Metropolitan of Art di New York, è di una balia che per la sua fama fu chiamata a lavorare in Siria, il suo nome era Satnefrure, è un opera molto commovente, voluta dalla stessa nutrice, prima di lascere l'Egitto fece scolpire quella statuetta perchè fosse deposta nella sua dimora eterna, in modo da essere sicura che sarebbe stata sepolta in qualche modo nella sua terra invece che all'estero. Per un egizio era devastante abbandonare la propria terra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-976582182900917965?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/976582182900917965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/01/il-ruolo-della-nutrice-nellantico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/976582182900917965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/976582182900917965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/01/il-ruolo-della-nutrice-nellantico.html' title='Il ruolo della nutrice nell&apos;antico Egitto'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2UCRoF3SQI/AAAAAAAAAE8/SMXE1gA5Ucg/s72-c/Iside_horus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-4903359654017026722</id><published>2010-06-26T17:30:00.000+02:00</published><updated>2010-09-04T04:52:38.860+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>L'allevamento del bestiame</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fKAEGr8sI/AAAAAAAAAKU/OSNb_pfVttc/s1600-h/1_stories_vita-quotidiana_bestiame.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 158px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fKAEGr8sI/AAAAAAAAAKU/OSNb_pfVttc/s200/1_stories_vita-quotidiana_bestiame.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447044376778502850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La pratica dell'allevamento del bestiame in Egitto risale al Neolitico. La decorazione delle tombe dell'Antico Regno, in cui sono raffigurate scene di quest'attività, permette di conoscerne i particolari. L'allevamento più diffuso era quello di bovini. Alle specie caratteristiche dell'Egitto, come il bue dalle corna lunghe, col tempo se ne aggiunsero altre, originarie del Medioriente e di diverse zone del Nordafrica. I pastori assistevano le vacche al momento del parto. Poi, dopo aver scelto gli esemplari migliori tra i vitelli appena nati, li portavano alle fattorie, dove si procedeva all'ingrasso del bestiame, che diventava carne per il palazzo reale e i templi. Le grandi mandrie erano nelle mani di importanti proprietari, che avevano ai loro ordini fattori e supervisori, che controllavano il lavoro dei pastori, dei foraggieri e degli aiutanti. Anche i contadini disponevano di bestiame, che li aiutava nei lavori dei campi, e dal quale ricavano inoltre latte, carne e pelli. Per l'ingrasso, le fattorie specializzate selezionavano gli animali da allevare. La nutrizione degli animali avveniva in modo forzato. In genere, gli addetti fermavano ciascun singolo capo e gli introducevano in bocca palle di cibo, generalmente farina. In molti rilievi e dipinti funerari, si osserva come gli incaricati immobilizzino l'animale in diversi modi, a seconda della specie, e lo costringano a mangiare. &lt;br /&gt;Sebbene l'allevamento dei bovini fosse il più diffuso, tale attività era praticata anche con altre specie, come asini, capre, pecore, diversi tipi di uccelli e i maiali, che venivano però mangiati solo dal popolo. A queste specie si aggiunsero più tardi il cavallo, il cammello e i gallinacei. Poiché procuravano forza lavoro, cibo o pelli, tutti questi animali avevano un valore economico. Gli egizi allevarono e addomesticarono altri animali, tra cui ruminanti selvatici della famiglia delle antilopi o delle capre selvatiche, e alcuni carnivori. Molti furono semplicemente animali di compagnia, che potevano dimostrare il rango sociale del loro padrone. Altri furono usati nella caccia, come nel caso della iena.&lt;br /&gt;Il bestiame era un bene molto prezioso in una società agricola come quella egizia. Uno dei metodi per difendersi da eventuali furti consisteva-come oggi-nel marchiare il bestiame. L'operazione avveniva riunendo gli animali in un luogo della prateria. Dopo avergli legato le zampe, ogni animale veniva fatto stendere su un fianco, come se dovesse essere sacrificato. Intanto, su un fornello veniva riscaldato un timbro di metallo, generalmente di bronzo, che, una volta incandescente, veniva applicato sul lombo destro di ogni capo. Tutto il procedimento si svolgeva sotto lo sguardo attento degli scribi, che annotavano per il loro signore ogni dettaglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-4903359654017026722?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/4903359654017026722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/03/lallevamento-del-bestiame.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4903359654017026722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/4903359654017026722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/03/lallevamento-del-bestiame.html' title='L&apos;allevamento del bestiame'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fKAEGr8sI/AAAAAAAAAKU/OSNb_pfVttc/s72-c/1_stories_vita-quotidiana_bestiame.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-8773286375340393624</id><published>2010-06-21T15:35:00.006+02:00</published><updated>2011-01-17T13:53:37.504+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte egizia'/><title type='text'>Perchè l'arte egizia è rimasta inalterata nel tempo?</title><content type='html'>Il concetto di arte nell'antico Egitto è molto diverso da quello che abbiamo noi oggi, quasi estraneo, poichè ogni elemento aveva uno scopo e una funzione precisa.&lt;br /&gt;Le statue che oggi ammiriamo nei musei provengono da templi a cui solo i sacerdoti potevano accedere, o da tombe inaccessibili ai vivi; il loro scopo dunque non era estetico, ma evocativo e magico e per qualcuno che ha un occhio diverso dall'uomo, la divinità.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.cedarseed.com/pearl/ramses1tomb.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 264px; height: 299px;" src="http://www.cedarseed.com/pearl/ramses1tomb.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Le tecniche di pittura e dei bassorilievi sono rimasti più o meno costanti nei secoli, nonostante un occhio esperto riesce a cogliere le differenze tra una raffigurazione dell'Antico Regno e una del Nuovo Regno, nel primo, il bassorilievo è massiccio, esprime potenza e resistenza, concetto che sarà poi estremizzato durante il Medio Regno; nel secondo la figura umana subì un cambiamento, diventò esile ed elegante. Naturalmente durante il Nuovo Regno ci fu lo scisma amarniano che soprattutto nell'arte ci ha lasciato reperti di una bellezza enigmatica. Con il periodo tardo, la pittura perse di valore e le raffigurazioni divennero di scarsa qualità e meno precise.&lt;br /&gt;Quindi tiranno le somme, gli egizi non concepivano l'arte in quanto qualcosa che deve essere visto e ammirato, ma come qualcosa che deve comunicare un concetto o un essenza, ed è per questo che dipingevano la testa di profilo, le spalle dal davanti, braccia, gambe e tronco a tre quarti, per comunicare l'essenza della figura umana a coloro che dovevano ricevere il messaggio, cioè gli dei.&lt;br /&gt;Inoltre gli egizi erano abbastanza xenofobi, anche se l'ospite straniero era tenuto in grande considerazione, la loro cultura non fu mai mutata con cambiamenti importanti, acquistarono nuovi dei venuti dai paesi vicini, ma sostanzialmente non ritennero mai di dover imparare a cambiare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-8773286375340393624?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/8773286375340393624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/01/perche-larte-egizia-e-rimasta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8773286375340393624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8773286375340393624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/01/perche-larte-egizia-e-rimasta.html' title='Perchè l&apos;arte egizia è rimasta inalterata nel tempo?'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-2870641171645225129</id><published>2010-06-20T13:08:00.000+02:00</published><updated>2010-09-04T11:51:23.438+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Periodo greco-romano'/><title type='text'>L'eredità di Alessandro Magno in Egitto</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2OjsD4S3QI/AAAAAAAAADk/WTEfs7sDnZo/s1600-h/alessandro+magno.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2OjsD4S3QI/AAAAAAAAADk/WTEfs7sDnZo/s200/alessandro+magno.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5432365552889945346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni mi è stato chiesto quale fosse l'eredità di Alessandro il grande per il paese dei faraoni, questa è la mia risposta:&lt;br /&gt;La conquista del paese da parte di Alessandro Magno nel 332 a.C.e l’annessione nell’impero romano nel 30 a.C. fecero entrare la civiltà egizia nella costellazione culturale del mondo classico; tuttavia, le antiche tradizioni stilistiche rimasero vive ancora a lungo in terra d’Egitto, come mostra ad esempio l’iconografia locale di Alessandro e dei suoi successori. Sia durante la dinastia dei Tolomei, sia nel periodo romano furono costruiti in Egitto templi che non si allontanavano nella struttura e nelle forme dalle tipologie architettoniche consolidate nel corso dei millenni precedenti. L'amministrazione greca e romana fece raggiungere all'Egitto un livello di sviluppo e di ricchezza sconosciuto nei secoli precedenti. Le dominazioni libiche, assire, nubiane, persiane avevano provocato il declino economico, sociale e politico dell'Egitto.L'introduzione della economia monetaria, l'abolizione del regime feudale, l'incremento del commercio estero, la ricostruzione della flotta mercantile e militare, la costruzione di strade, canali e porti, la trasformazione dei villaggi in città, la creazione di centri culturali di livello internazionale riportarono l'Egitto ad essere un punto di riferimento fondamentale nell'area mediterranea.Su una moneta romano-alessandrina emessa dall'imperatore Antonino Pio le personificazioni del Nilo e del Tevere si danno la mano. E' la dextra coniunctio, segno di concordia: omonoia è scritto nella parte inferiore della moneta. Roma rinnovò e continuò l'antica civiltà egiziana.A partire da Costantino la situazione cambiò. Il potere passò al patriarca cristiano di Alessandria e al suo esercito privato. L'Egitto si trasformò in una teocrazia con il potere civile che perdeva sempre più il controllo della situazione. Nel VII secolo 4.000 arabi superarono il confine e fu la fine dell'Egitto bizantino.Tra il 332 e il 331 a.C, Alessandro fu accolto come un liberatore in Egitto. Infatti, era in quel paese africano che il giogo persiano era maggiormente avvertito e il meno accettato. Alessandro ricompensò gli Egiziani riordinando l'amministrazione non sul modello del satrapo persiano fino ad allora da lui adottato, ma nominando due governatori indigeni, Petisi e Doloaspi. L'amministrazione delle finanze fu invece affidata a un greco residente in Egitto, Cleomene di Naucrati. Ai macedoni e ai greci al seguito di Alessandro e ai membri della sua corte furono assegnate solo cariche militari, ma non civili.Alessandro dimostrò inoltre grande rispetto per gli dei del paese. A Menfi fece un sacrificio al bue Api, ingraziandosi così i sacerdoti egiziani e si recò fino all'oasi di Siwa nel deserto libico, dove esisteva un celebre santuario oracolare del dio Ammone (assimilato dai Greci a Zeus). Il responso dell'oracolo lo dichiarò figlio del dio, offrendogli un punto di partenza per l'istituzione di un culto divino centrato sulla sua persona.Nella regione del Delta del Nilo, su una stretta lingua di terra tra la palude Mareotide e il mare, dove a un miglio dalla costa sorgeva l'isola di Faro, decise la fondazione di Alessandria d'Egitto, la prima delle molte città a cui diede il suo nome.&lt;br /&gt;Questa fu l'eredità di Alessandro all'Egitto...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-2870641171645225129?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/2870641171645225129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/01/leredita-di-alessandro-magno-allegitto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2870641171645225129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2870641171645225129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/01/leredita-di-alessandro-magno-allegitto.html' title='L&apos;eredità di Alessandro Magno in Egitto'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S2OjsD4S3QI/AAAAAAAAADk/WTEfs7sDnZo/s72-c/alessandro+magno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3342440245272155531</id><published>2010-05-18T19:30:00.000+02:00</published><updated>2010-09-04T04:48:36.276+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Reperti del Museo Egizio del Cairo'/><title type='text'>Il Museo Egizio del Cairo: testa di statuetta di Ty</title><content type='html'>La testa in esame apparteneva ad una statuetta della regina Ty, moglie del faraone Amenhotep III, rinvenuta nel tempio di Hathor a Serabit el-Khadim. La dea dell'amore era adorata nel santuario locale, le cui origini risalgono al Medio Regno, come ''signora del Turchese'', in quanto era protettrice delle miniere di turchese nel Sinai, sfruttate dagli egiziani sin dall'Antico Regno. Ty indossa una lunga parrucca a ricci digradanti che lascia scoperte le orecchie; il modio posto sul colmo dell'acconciatura, che doveva essere completato da due piume, è decorato da due urei alati le cui spire si allungono ai lati del diadema. Tra i due serpenti si trova il cartiglio contenente il nome della regina. Anche sulla fronte della donna sono raffigurati due urei che recano in capo le corone dell'Alto e del Basso Egitto. L'ovale del viso presenta zigomi alti, occhi a mandorla, sopracciglia arcuate e una bocca i cui angoli leggermente discendenti conferiscono un'espressione grave e distaccata. A proposito di tale atteggiamento uno studioso ha notato ''qualche cosa di altezzoso, se non di sprezzante, in questo piccolo viso giovane ed energico di una donna allo stesso tempo cosciente del suo rango e fiera di essere giunta a occuparlo'' (Corteggiani 1979:96):ciò in considerazione del fatto che Ty era divenuta Sposa Reale di Amenhotep III, pur essendo soltanto la figlia di un ufficiale delle truppe a cavallo, Yuya (destinato comunque a svolgere un importante ruolo politico alla fine del regno di Tutankhamon). Del resto, lo stesso Amenhotep III non era figlio di una sposa Reale di Thutmosi IV, ma di una sua concubina.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://fahrusha.files.wordpress.com/2008/08/tiye2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 201px;" src="http://fahrusha.files.wordpress.com/2008/08/tiye2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Dati&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Materiali&lt;/em&gt;: Steatite&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Altezza&lt;/em&gt;: 7,2 cm&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Luogo del ritrovamento&lt;/em&gt;: Serabit el-Khadim (Sinai), Tempio di Hathor&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Epoca&lt;/em&gt;: XVIII dinastia&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sala&lt;/em&gt;: Lunetta centrale, primo piano, vetrina B&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Scavi&lt;/em&gt;:W.M.F. Petrie (1905)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3342440245272155531?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3342440245272155531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/il-museo-egizio-del-cairo-testa-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3342440245272155531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3342440245272155531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/il-museo-egizio-del-cairo-testa-di.html' title='Il Museo Egizio del Cairo: testa di statuetta di Ty'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-3488961392339090071</id><published>2010-05-14T19:20:00.000+02:00</published><updated>2010-09-04T04:57:52.982+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita quotidiana'/><title type='text'>La tecnica del vetro</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3mTFx0eXzI/AAAAAAAAAJM/Ele2Fka0cAs/s1600-h/vetro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 173px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3mTFx0eXzI/AAAAAAAAAJM/Ele2Fka0cAs/s200/vetro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438539752508645170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il primo vetro di cui si ha notizia in Egitto risale al Periodo Predinastico, durante il V e il IV millennio a.c. Si otteneva mescolando polvere di silice, calce e soda, che si colorava con un minerale di rame, la malachite. Poi si fondava il tutto ad alte temperature. La sostanza risultante veniva applicata su un nucleo fatto di polvere di silice e argilla o steatite. In tal modo si facevano collane e amuleti, figurine come gli &lt;em&gt;ushabti&lt;/em&gt;, incrostrazioni e la rifinitura di statuine e vasi. Il cristallo risale al Predinastico e al tempo della'Antico e del Medio Regno. Si fabbricarono con esso gioielli, amuleti, figurine di animali e mosaici. La produzione di vasi di vetro iniziò verso il 1500 a.C., precisamente durante il regno di Thutmosi I. Questa novità fu dovuta all'espansione dell'Egitto in Medio Oriente. Nel Nuovo Regno sono documentati vari centri di produzione del vetro: Malqata, Tell el-Amarna e Lisht. Dopo il Nuovo Regno si verificò un declino del potere reale cosa che tra l altro comportò un rallentamento della produzione del vetro. In epoca greco-romana vi furono due centri importanti, uno ad Alessandria e l altro a Naucrati, dove si fabbricavano prodotti seguendo lo stile greco.&lt;br /&gt;L'uso del vetro celeste con incrostazioni di motivi ornamentali in colori contrastanti fu abbastanza diffuso durante la XVIII dinastia e anche nelle più tarde imitazioni di piccoli oggetti per la cura del corpo, come i recipienti per i cosmetici, i profumi e gli unguenti.&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3mSpJth2jI/AAAAAAAAAJE/V5AGduSVcos/s1600-h/byu.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3mSpJth2jI/AAAAAAAAAJE/V5AGduSVcos/s200/byu.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438539260705757746" /&gt;&lt;/a&gt;Uno dei motivi impiegati per decorare oggetti di vetro, soprattutto recipienti, collane o anche le rotelline del fuso, erano i fiorellini a forma di croce di colore rosso, bianco o giallo, o i fiori con sei punte bianche e il bocciolo giallo su uno sfondo verde azzurrato, a imitazione del turchese. Nella decorazione dei vasi prevalevano i colori giallo e bianco su sfondo azzurro, sebbene fosse utilizzato anche il verde verso la metà della XVIII dinastia. A partire dell'epoca amarniana, è frequente una decorazione a macchie, simili a occhi. Le forme dei vasi di vetro potevano essere abbastanza diverse. Molto imitavano i recipienti di metallo, calcare, alabastro e terracotta o quelli in faiance. Sono frequenti le tazze grandi, il calice, le coppe, i crateri, i vasi tubolari, quelli di forma ovoidale e collo cilindrico e i recipienti a forma animale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-3488961392339090071?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/3488961392339090071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-tecnica-del-vetro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3488961392339090071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/3488961392339090071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-tecnica-del-vetro.html' title='La tecnica del vetro'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3mTFx0eXzI/AAAAAAAAAJM/Ele2Fka0cAs/s72-c/vetro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-6805694661245424477</id><published>2010-05-10T18:55:00.000+02:00</published><updated>2010-09-04T04:49:05.305+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><title type='text'>La festa di Opet</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3LzfxhLJYI/AAAAAAAAAH0/DNK3LZd-vYQ/s1600-h/opet3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 143px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3LzfxhLJYI/AAAAAAAAAH0/DNK3LZd-vYQ/s200/opet3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5436675427383584130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I templi egizi non erano aperti alla gente comune, soltanto i sacerdoti e il faraone vi potevano entrare, i fedeli non potevano oltrepassare il primo pilone e la statua del dio era nascosta all'interno. Amon, il cui nome significa ''il nascosto'', veniva portato fuori in pochissime occasioni. Una di esse era la festa di Opet, che cominciò a essere celebrata durante la XVIII dinastia, allo scopo di unire il dio Amon con la madre del sovrano. Si festeggiava una volta l'anno, nel secondo mese della stagione di Akhet. Poteva durare da due a quattro settimane. Nel corso della festa le immagini di Amon, Mut e Khonsu venivano portate da Karnak a Luxor, il santuario che era considerato il loro harem. Esse venivano trasportate in barche. La processione iniziava con l'ingresso del sovrano nel santuario di Karnak, dove si trovavano l'immagine di Amon e la sua barca sacra. All'interno il faraone offriva alimenti e libagioni, secondo il rituale, e purificava tutto con incenso. La barca sacra che trasportava l'immagine di Amon doveva essere condotta da trenta persone. Quando arrivava al pontile, essa venica collocata in un'altra barca per poter attraversare il fuume. La barca sacra era chiamata &lt;em&gt;Userhat&lt;/em&gt;, che significa ''potente a prua''; dietro di lei andavano le barche degli dei Mut e Khonsu e quelle dei sovrani. Presentate le offerte, i sacerdoti prendevano le barche e uscivano, seguiti dal faraone, da musicisti e ballerini e persino da soldati nubiani e libici. All'inizio le barche venivano portate via terra da Karnak a Luxor; dalla fine della XVIII dinastia, furono trasportato lungo il fiume. Le barche sacre erano collocate in altre a remi e , al loro passaggio, la gente cantava e ballava. Quando l'immagine si trovava ormai all'esterno, veniva consultato l'oracolo; alle domande la statua rispondeva inclinandosi da un lato o dall'altro. Lungo la strada percorsa dalle barche vi erano cappelle in cui venivano compiuti sacrifici ad Amon. Giunto nel tempio, il dio si univa alla madre del faraone. Amon ordinava al dio Khnum di modellare il &lt;em&gt;ka&lt;/em&gt; del re e così il faraone usciva rigenerato e trasformato in divinità. &lt;br /&gt;Alcune feste egiziane attuali ricordano quelle del passato, è il caso di quella celebrata a Luxor in onore di Sheik Yusef Abu el-Haggag, che riecheggia la festa di Opet. Si celebra il giorno dell'arrivo del discendente di Maometto a Luxor, dove fu costruita una moschea in suo onore, all'interno del complesso della città stessa. A ricordo della barca usata da Yusef per i suoi spostamenti, si svolge una processione di feluche guidate dai fedeli. Una di queste arriva fino al tempio, come la barca di &lt;em&gt;Userhat&lt;/em&gt; di Amon.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-6805694661245424477?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/6805694661245424477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-festa-di-opet.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6805694661245424477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/6805694661245424477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/la-festa-di-opet.html' title='La festa di Opet'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S3LzfxhLJYI/AAAAAAAAAH0/DNK3LZd-vYQ/s72-c/opet3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-2146347589322595959</id><published>2010-05-06T10:15:00.000+02:00</published><updated>2010-09-13T08:30:41.934+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto dalla terra del Nilo'/><title type='text'>Description de l'Egypte</title><content type='html'>&lt;a href="http://goo.gl/photos/jKkh" imageanchor="1" style="clear:right;margin-bottom:1em;margin-left:1em"&gt;&lt;img border="0" src="http://lh4.ggpht.com/_yTh0UHZ4_aY/TIMQERPYmNE/AAAAAAAAAhI/NSYn11iqcmU/s160-c/DescriptionDeLEgypte.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-2146347589322595959?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/2146347589322595959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/description-de-legypte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2146347589322595959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2146347589322595959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/description-de-legypte.html' title='Description de l&apos;Egypte'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/_yTh0UHZ4_aY/TIMQERPYmNE/AAAAAAAAAhI/NSYn11iqcmU/s72-c/DescriptionDeLEgypte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-8232315250231138916</id><published>2010-04-30T16:00:00.000+02:00</published><updated>2010-09-13T06:27:03.305+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Geroglifico'/><title type='text'>Geroglifico: I determinativi</title><content type='html'>Abbiamo già accennato che la grafia di una parola egizia era costituita da una parte fonetica, espressa da segni che corrispondevano a suoni, e da una parte cosidetta semantica, rappresentata da un geroglifico, posto al termine della parola stessa, che non si leggeva ma che aveva il compito di determinare l'ambito in cui quella parola andava inquadrata. Questo geroglifico viene chiamato appunto ''determinativo''. E' importante ricordare che quando i geroglifici fungono da determinativi, la loro posizione è sempre alla fine della parola. Facciamo un esempio.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TI2m1qg8q2I/AAAAAAAAAs0/rNJ-opYzbBA/s1600/ger.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 166px; height: 94px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TI2m1qg8q2I/AAAAAAAAAs0/rNJ-opYzbBA/s200/ger.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516248559474486114" /&gt;&lt;/a&gt;Qui a sinistra troviamo una parola formata da due segni unilitteri, la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;BASE DI VASO&lt;/span&gt; che si legge &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;G&lt;/span&gt; e la &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;BOCCA&lt;/span&gt;, che si legge&lt;span style="font-weight:bold;"&gt; R&lt;/span&gt;. Il geroglificoraffigurante un uomo seduto che si tappa la bocca non si legge ma sta a significare che la parola che lo precede avrà attinenza con azioni che implicano l'uso della bocca(come &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mangiare, bere, parlare&lt;/span&gt;)ivi compresi i processi mentali che con essa si esprimono. La parola che abbiamo visto si leggerà dunque &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;GER&lt;/span&gt; e significa ''&lt;span style="font-style:italic;"&gt;tacere&lt;/span&gt;''. Nel caso in cui la parola sia formata, invece che da segni fonetici, da un ideogramma, il determinativo è costituito da un tratto verticale, chiamato &lt;span style="font-style:italic;"&gt;diatrico&lt;/span&gt;.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TI2mjjotz9I/AAAAAAAAAss/QlovGw2idjk/s1600/seba.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 82px; height: 63px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TI2mjjotz9I/AAAAAAAAAss/QlovGw2idjk/s200/seba.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516248248390373330" /&gt;&lt;/a&gt;Qui a destra vediamo come esempio l'ideogramma della &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;STELLA&lt;/span&gt;, che si legge &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;SEBA&lt;/span&gt;, seguito dal suo silenzioso determinativo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vediamo ora alcuni esempi di determinativi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TI2j5-QodrI/AAAAAAAAAsk/sTbKCpsGwx8/s1600/loj.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 269px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TI2j5-QodrI/AAAAAAAAAsk/sTbKCpsGwx8/s400/loj.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5516245334959355570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-8232315250231138916?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/8232315250231138916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/geroglifico-i-determinativi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8232315250231138916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/8232315250231138916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/09/geroglifico-i-determinativi.html' title='Geroglifico: I determinativi'/><author><name>Antonietta Ginevra Napoli</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08788339491132050808</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/TI2m1qg8q2I/AAAAAAAAAs0/rNJ-opYzbBA/s72-c/ger.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4853910841242110906.post-2007159307093045671</id><published>2010-04-28T18:20:00.000+02:00</published><updated>2010-09-04T04:47:53.392+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nuovo Regno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Personaggi'/><title type='text'>Introduzione ad Hatshepsut</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fU7rbwOsI/AAAAAAAAAKs/liG4TlrsNYg/s1600-h/hatshepsut.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 187px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_yTh0UHZ4_aY/S5fU7rbwOsI/AAAAAAAAAKs/liG4TlrsNYg/s200/hatshepsut.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447056396064406210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Figlia maggiore del re Thutmosis I, sposata al fratellastro Thutmosis II e tutrice del giovane fratellastro-nipote Thutmosis III, Hatshepsut (a sinistra, ricostruzione del viso della regina) riuscì in un modo o nell'altro a sfidare la tradizione e a installarsi saldamente sul trono divino dei faraoni. Fu l'unica presenza femminile nella storia ad essere rappresentata, sia come donna che come uomo, vestita con abiti maschili, dotata di accessori maschili e addirittura della barba finta tradizionalmente esibita dai faraoni. Nonostante durante il suo regnò l'Egitto prosperasse, dopo la sua morte, si cercò con ogni mezzo di cancellare il suo nome e la sua immagine. I monumenti di Hatshepsut furono abbattuti o usurpati da altri, i ritratti distrutti e il nome cancellato dalla storia e dall'elenco ufficiale dei re egizi. Ma qualcosa rimase: Manetone, menzionò un faraone donna, di nome Amense o Amensis, come quinto sovrano della XVIII dinastia. La regina Hatshepsut è il monarca di sesso femminile più famoso che l'Egitto abbia mai avuto in tutto il corso della sua storia. Infatti, al contrario di come comunemente si crede, non fu l'unica donna che riuscì a governare l’Egitto. Per decenni questa regina è stata definita come l'usurpatrice di un ruolo completamente maschile e quindi la sua presa del potere viene interpretata come un atto che contrasta fortemente con lo status quo. Studi recenti ha però dimostrato che uno degli elementi chiave nei successi di Hatshepsut fu sicuramente lo sviluppo del ruolo della regina durante la seconda metà della XVII dinastia. Hatshepsut era cresciuta nel palazzo del re, dove era stata educata dagli scribi di corte. In quel periodo il palazzo del re si trovava a fianco dell'entrata nord del tempio di Amon a Karnak, dove oggi c’è il colonnato fatto costruire da Tarharka nel cortile di Rameses II. Durante la sua gioventù Hatshepsut dovette vedere la morte dei suoi due fratelli Ahmose and Wadjmose, e della sorella, Neferubity, anche se non abbiamo nessuna informazione sulle cause di queste morti. Potrebbe essere dopo questi decessi che Thutmosi I presentò sua figlia Hatshepsut alla corte e ne fece la sua erede, come attesta una sua iscrizione che si trova nel suo tempio funerario di Deir el Bahari. Poi sua maestà (Thutmosi I) disse a loro: "Questa è mia figlia, Khnumetamon Hatshepsut - possa lei vivere! - Io ho scelto lei come successore per il mio trono...lei dirigerà il popolo in ogni parte del palazzo; lei vi guiderà. Obbedite alle sue parole, unitevi al suo comando." I nobili reali, i dignitari e i capi del popolo sentirono il proclama della promozione della sua figlia, il Re dell’Alto e del Basso Egitto, Maatkara - possa lei vivere in eterno!" Ma a questo punto, compare improvvisamente sulla scena un altro figlio del faraone, Thutmosi, che fino ad allora non era mai stato nominato nelle iscrizioni ufficiali di suo padre. E fu lui, non Hatshepsut a diventare faraone allo morte di Thutmosi I. Si può presumere che, per rinforzare i suoi diritti al trono, fu in questo periodo che si decise il suo matrimonio con la sorellastra, Hatshepsut, che doveva avere qualche anno più di lui. Si ipotizza che Hatshepsut lo sposò appena prima o forse addirittura durante la sua incoronazione, nell’anno 1, il secondo giorno del mese di Akhet. Dopo la morte di Thutmosi I il primo dovere del nuovo re e della sua energica sposa dovette essere la sepoltura del loro padre. Il nuovo faraone doveva essere molto giovane. Una statua del re, recentemente scoperta ad Elefantina lo rappresenta senza dubbio come un giovinetto, e il fatto che non sia mai nominato come principe durante i trent’anni del regno di suo padre, suggerisce che avesse molto meno dei trent’anni che Luc Gabolde gli attribuisce. Il visir Ineni ha lasciato scritto che egli salì al trono come un falco nell’uovo. La stessa espressione che venne in seguito usata sia da Thutmosi III che da Amenofi III, ed in entrambi i casi abbiamo la certezza della loro estrema giovinezza al momento di diventare faraoni. Un’altra indicazione, per quanto poco attendibile, sulla sua gioventù e sulla brevità del suo regno ci è data dal basso numero di eredi generati. L’unica figlia di Hatshepsut, la principessa Neferura, era ancora neonata quando sua madre diventò la reggente di Thutmosi III, che risulta essere l’unico figlio maschio di Thutmosi II e che era anch’egli solo un bambino quando salì al trono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4853910841242110906-2007159307093045671?l=www.egittoantico.net' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.egittoantico.net/feeds/2007159307093045671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/introduzione-ad-hatshepsut.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2007159307093045671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4853910841242110906/posts/default/2007159307093045671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.egittoantico.net/2010/02/introduzione-ad-hatshepsut.html' title='Introduzione ad 
